Domani il via al piano industriale. Più vicino ora l’aumento di capitale
Salvataggio Alitalia, c’è l’accordo
Intesa fra azienda e sindacati per ridurre i costi di 65 milioni
MILANO - Accordo raggiunto per il salvataggio di Alitalia: nella notte azienda e sindacati hanno definito l'intesa sulle modifiche al piano industriale che permetterà di ottenere risparmi fino a 65 milioni di euro a partire dal 2006. Ora toccherà al consiglio di amministrazione. Il board si riunirà domani per varare il piano industriale della compagnia e scongiurare definitivamente una crisi per l’azienda. Bocciati gli interventi sulle retribuzioni, i sindacati hanno condotto con l'azienda la trattativa sul terreno dei recuperi di efficienza utilizzando i contratti in vigore per ottenere risparmi per 65 milioni di euro. Il business plan dovrà ora avere il beneplacito delle banche che potrebbero esaminare il documento già oggi. Il piano era stato rivisto per recuperare risorse per coprire il buco di 550 milioni nei conti derivante in gran parte dal caro-greggio.
Con l'accordo raggiunto l'Alitalia dovrà quindi rinunciare a parte dei 180 milioni in risparmi che pensava di ottenere dal costo del lavoro. L'azienda, ha spiegato il segretario generale della Uil Trasporti, Sandro Degni, «è pervenuta a consigli più ragionevoli sia per quanto riguarda l'ammontare della manovra sia per il tipo di interventi a cui mirava ma che avrebbero con certezza provocato reazioni dei lavoratori non so quanto controllabili».
Il semaforo verde da parte del board al piano punta ora a far scattare immediatamente le operazioni per la ricapitalizzazione fino ad un massimo di 1,2 miliardi di euro di cui 550 versati dall'azionista Tesoro che nel contempo dovrà cedere la maggioranza. Alla ricapitalizzazione - che dovrà concludersi entro metà dicembre - è pronta Deutsche Bank, che nei giorni scorsi ha curato assieme alla compagnia l'organizzazione delle fasi dell'operazione su cui sembrerebbero essere caduti i timori per la copertura di un eventuale inoptato. L'istituto di credito tedesco dovrebbe essere affiancato da Banca Intesa nel ruolo di global coordinator di un gruppo di 7-8 istituti bancari e finanziari. Bruxelles ha sempre sottolineato comunque che l’aumento di capitale dovrà procedere insieme alla privatizzazione della compagnia.
Corriere della Sera




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