Prendendo spunto da un post di Dreyer sulla tv:
Che ne pensate dell'egemonia culturale della sinistra?E oltretutto, la poca cultura che c'è è monopolizzata dai comunisti.
(io per ora non parlo perché altrimenti suono odioso)


Prendendo spunto da un post di Dreyer sulla tv:
Che ne pensate dell'egemonia culturale della sinistra?E oltretutto, la poca cultura che c'è è monopolizzata dai comunisti.
(io per ora non parlo perché altrimenti suono odioso)
There is no calamity greater than lavish desires.
There is no greater guilt than discontentment.
And there is no disaster greater than greed.
Lao-Tzu


Che l'ultima volta che ci ho messo bocca ho fatto dei gran danni, quindi è meglio che taccia.![]()
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L'egemonia culturale è stata una strategia pianificata e scientemente messa in pratica.
Aprite i Quaderni del Carcere del Toni Gramsci. In specie la sezione "Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura".
Antonio teorizza l'egemonia (culturale), ovvero la capacità di direzione ideologica, morale ed ideale di una società, come principale obiettivo strategico di una classe politica in ascesca.
Per Gramsci la conquista dell'egemonia viene prima del raggiungimento del dominio (il potere della forza), e ne è il necessario presupposto.
Gramsci, come ben sapete, crepò nel '37, pochi giorni dopo essere stato scarcerato. Ma la sua lezione non fu dimenticata dalle sinistre, in specie dal PCI, che la attuò con continuità a partire dal 1945, cooptando la maggior quota possibile di intellettuali (e a volte chiudendo anche un occhio sul loro passato fascista, vedi Curzio Malaparte e Delio Cantimori, per esempio).
Il pregiudizio secondo cui gli intellettuali sono tutti di sinistra e necessariamente di sinistra, seppur smentito da una qualsiasi analisi appena approfondita della storia del pensiero, perdura anche oggi, pur con intensità ridotta e sulla via di un rapido declino.
Piccola postilla: il concetto gramsciano di Egemonia, curiosamente, fu ripescato in ambito destrorso col concetto di metapolitica.


Fa parte della paranoia antifascista del dopoguerra ed è normale per certi versi che sia così, la sinistra poi ha sempre cercato di accaparrarsi i migliori posti nei centri nevralgici culturali delò nostro paese.In origine postato da Skepto
Prendendo spunto da un post di Dreyer sulla tv:
Che ne pensate dell'egemonia culturale della sinistra?
(io per ora non parlo perché altrimenti suono odioso)


ZZZZZZ....ZZZZZZZZZIn origine postato da Alvise Nutti
L'egemonia culturale è stata una strategia pianificata e scientemente messa in pratica.
Aprite i Quaderni del Carcere del Toni Gramsci. In specie la sezione "Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura".
Antonio teorizza l'egemonia (culturale), ovvero la capacità di direzione ideologica, morale ed ideale di una società, come principale obiettivo strategico di una classe politica in ascesca.
Per Gramsci la conquista dell'egemonia viene prima del raggiungimento del dominio (il potere della forza), e ne è il necessario presupposto.
Gramsci, come ben sapete, crepò nel '37, pochi giorni dopo essere stato scarcerato. Ma la sua lezione non fu dimenticata dalle sinistre, in specie dal PCI, che la attuò con continuità a partire dal 1945, cooptando la maggior quota possibile di intellettuali (e a volte chiudendo anche un occhio sul loro passato fascista, vedi Curzio Malaparte e Delio Cantimori, per esempio).
Il pregiudizio secondo cui gli intellettuali sono tutti di sinistra e necessariamente di sinistra, seppur smentito da una qualsiasi analisi appena approfondita della storia del pensiero, perdura anche oggi, pur con intensità ridotta e sulla via di un rapido declino.
Piccola postilla: il concetto gramsciano di Egemonia, curiosamente, fu ripescato in ambito destrorso col concetto di metapolitica.
Molto piu' semplicemente e prosaicamente, gli intellettuali sono quasi tutti di sinistra per il semplice fatto che "a destra" c'e sempre stata poca analisi, scarsa cultura e molta ideologia.
Tant'è che probabilmente l'unico intellettuale di assoluto spessore della destra italiana ovvero Tarchi fu prima espulso dal MSI e poi tacciato di "simpatie comuniste".
Consolatevi col Sacro Graal.
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In origine postato da Fuori_schema
ZZZZZZ....ZZZZZZZZZ
Molto piu' semplicemente e prosaicamente, gli intellettuali sono quasi tutti di sinistra per il semplice fatto che "a destra" c'e sempre stata poca analisi, scarsa cultura e molta ideologia.
C.v.d. vedi sopra.
Scusa, tu mi citi Tarchi, un contemporaneo, tuttora vivente e relativamente giovane. Potrei aggiugerci l'affine Alain De Benoist, oppre il completamente diverso Aleksandr Dugin (l'eurasista), o anche lo storico Franco Cardini (che ha idee un po' sue, ma si autodefinisce di destra) ma il punto non è questo.Tant'è che probabilmente l'unico intellettuale di assoluto spessore della destra italiana ovvero Tarchi fu prima espulso dal MSI e poi tacciato di "simpatie comuniste".
Consolatevi col Sacro Graal.
L'odierna scarsità di intellettuali mi pare contagi un po' tutte le appartenenze politiche (sempre che per intellettuali tu non mi venga a portare professori di liceo o mezzi cantautori).
La destra, in specie quella identitaria, ha dei suoi riferimenti culturali ben precisi ed al tempo stesso quanto mai variegati, che non mancano certamente di profondità.
Trovo squallide le liste di autori come fossero liste della spesa, ma se vuoi te ne faccio una.


il rappresentante piu famoso degli intellettuali di destra è giuliano ferrara, ho detto tutto
Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO
Mi pigli in giro?In origine postato da thematrix
il rappresentante piu famoso degli intellettuali di destra è giuliano ferrara, ho detto tutto


COMECOMECOME?In origine postato da Alvise Nutti
Franco Cardini (che ha idee un po' sue, ma si autodefinisce di destra)[/B]
A fuoriskema che ha cagato fuori dal vasino neanche rispondo.


una egemonia culturale di sinistra ke ha provocato 50 anni di opposizione. Sostanzialmente quindi direi ke è stato un fallimento...
O forse c'era anche una cultura di destra e democristiana?