Maurizio Blondet
13/10/2005
PHILADELPHIA - L'11 ottobre 2004 Lynn Abraham, «district attorney» (ossia procuratore) di Philadelphia, ha incriminato 11 pastori cristiani come delinquenti di «hate crime», ossia colpevoli di spargere odio.
Motivo: durante una sfilata del gay pride, i pastori avevano citato passi della Sacra Scrittura che condannano l'omosessualità.
I poveracci rischiavano, in base alle leggi locali «anti-hate», 47 anni di galera e 90 mila dollari di multa ciascuno.
Per loro fortuna, il tribunale d'appello ha annullato la sentenza.
Ma la cosa non è finita. Anzi è solo all'inizio.
La signora Lynn Abraham, che è membro direttivo dell'Anti-Defamation League (ADL), l'organizzazione ebraica del B'nai B'rith (la massoneria riservata agli ebrei) sta vincendo la sua campagna giudiziaria per rendere federali le dure leggi «anti-hate» in vigore in diversi Stati.
Una «legge anti-hate» (S. 1145) è in via di approvazione al Senato americano e mira proprio a questo.
Promossa dall'ADL, che sta influenzando i senatori con tutta la nota forza intimidatoria della nota lobby, la legge ha un'ambizione più vasta: vietare ogni critica ad Israele come «antisemitismo» e «delitto di odio».
In base a questa legge, anche solo la citazione pubblica dei passi del Vangelo in cui Gesù condanna gli ebrei saranno proibiti, sotto pena di dure condanne.
E così ogni discorso pubblico che, per esempio, definisca i procuratori di aborto degli «assassini», o la guerra americana in Iraq un «crimine».
La legge dà al governo federale il potere di superare le leggi locali che definiscono la libertà d'espressione, quando consentano quelli che genericamente sono definiti «hate crimes» o, ancor più vagamente, «violenza verbale motivata da pregiudizi» (motivated by bias).
L'azione penale della signora Abraham contro gli undici pastori di Philadelphia testimonia chiaramente quanto può essere estesa la legge contro ogni libertà d'espressione.
L'intento della lobby è ovviamente di estendere la repressione poliziesca del pensiero al mondo intero.
Il 29-30 settembre scorso, all'annuale conferenza dell'ADL a New York, un alto dirigente dell'organizzazione ebraica, Christopher Wolf, è stato nominato presidente di un neonato International Network against Cyber Hate (INACH), il cui scopo dichiarato è «combattere l'odio on line».
Wolf, nel suo discorso di investitura, ha proclamato «la volontà di contrastare il male che cova on-line», stringendo «alleanze con i governi e gli operatori del settore».
Di fatto, esperti, giudici, poliziotti e politici europei ed americani erano già presenti alla conferenza, convocati dalla lobby e desiderosi di accontentarla, esaminando insieme i modi di mettere la museruola ad internet - cosa che parecchi regimi, dagli USA alla Cina, vogliono fare da tempo, con qualunque scusa.
«La velocità e la diffusione di internet dà ai razzisti e agli antisemiti un nuovo strumento per spargere odio attraverso le frontiere in modo istantaneo», ha detto Brian Marcus, direttore dell'Unità di Monitoraggio internet dell'ADL: «poiché vigono leggi diverse in Paesi diversi, è importante che gli apparati di repressione dei governi e le organizzazioni non governative riuniscano i loro sforzi e condividano le pratiche migliori per combattere l'odio on line».
Abraham Foxman, direttore nazionale dell'ADL, ha istruito i presenti su come sia importante «continuare a scoprire e denunciare le fonti di odio su internet».
Il tutto è inserito in una campagna mondiale.
Il B'nai B'rith sta chiedendo alla Chiesa cattolica di organizzare una grande manifestazione di celebrazione della Nostrae Aetate, la pronuncia conciliare (dettata dallo stesso B'nai B'rith) che prescrive «lo sradicamento» dall'insegnamento cattolico «di ogni concetto anti-ebraico» (1).
Maurizio Blondet
Note
1) Il 13 giugno 1960 Giovanni XXIII ricevette il «fratello» del B'nai B'rith Jules Isaac, che suggerì al Papa di creare una sottocommissione per «depurare la Chiesa dall'insegnamento del disprezzo». Emissari del B'nai B'rith ebbero la possibilità - non concessa a laici cattolici - di seguire e sorvegliare tutte le fasi del Concilio che interessavano gli ebrei (confronta Emmanuel Ratier, «Misteri e segreti del B'nai B'rith», edizioni Sodalitium).
Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.




Rispondi Citando