Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Franciscu Pala
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    Predefinito I debiti dello Stato italiano con la Sardegna.

    La saga del credito che la Sardegna elargisce ogni anno allo Stato italiano continua.
    Io, che sono un finissimo economista, mi chiedo: perchè non invertiamo il sistema, lasciandoli a secco noi invece di stare a "rivendicare" elemosinando ciò che è nostro...


    www.ilgiornaledisardegna.it

    Il vertice. La Ragioneria generale: la Sardegna ha ragione ma non ci sono soldi

    Irpef, lo Stato non sgancia: Roma lascia a secco la Regione


    Doccia fredda a Roma per Soru e Pigliaru.
    L'erario deve all'Isola 3 miliardi di euro


    Lo Stato deve alla Regione 3 miliardi di euro tra Irpef e iva mai incassati. Ma le casse statali sono vuote e la Sardegna
    non vedrà un centesimo. Almeno per ora. È andato decisamente male l'incontro a Roma tra il ragioniere generale dello Stato Mario Canzio, il presidente della Regione, Renato Soru e l'assessore alla Programmazione Francesco Pigliaru.

    I N SO M M A , «la difficile situazione del bilancio», per dirla con le parole di Canzio, rende difficile la battaglia della Regione per ottenere dallo Stato il riconoscimento di adeguate entrate fiscali. Il ragioniere generale dello Stato ha ammesso l’esistenza di evidenti anomalie nel calcolo delle quote Irpef e Iva riconosciute alla Sardegna.
    Ma l'ordine di Tremonti è sempre lo stesso: non si tocca nulla. Così anche se l’Isola avanza rivendicazioni legittime, potrebbe non ottenere quanto le spetta. Una posizione inizialmente rigida che poi nel corso della serata, dopo le insistenze di Soru e Pigliaru, si è leggermente ammorbidita: Canzio si è riservato di verificare meglio quanto può essere riconosciuto alla Regione dopo una riunione tecnica interna alla Ragioneria, che si terrà oggi.
    La Sardegna rivendica dallo Stato risorse arretrate quantificate in circa 3 miliardi e mezzo di euro, e una quantità
    di entrate aggiuntive annue stimate in circa 600 milioni di euro. Riguardo all’Iva - secondo dati diffusi dalla Regione -
    la Giunta ha chiesto al ministero dell’Economia di rinegoziare, per il 2004 e il 2005, la quota di compartecipazione
    del gettito portandola al 70%. In 12 anni, la quota Iva è passata passata da un 40% iniziale sinoall’attuale 22%, con una perdita annuale di circa 170 milioni di euro. Un identico andamento in calo si registra anche per le imposte sul reddito delle persone fisiche, dove la quota prevista del 70% è scesa, dal 1991 al 2003, al 40%. Secondo i dati forniti dall’esecutivo, fra il 1991 e il 2003 il Pil statale e quello regionale sono cresciuti più o meno allo stesso ritmo (+20,2% il primo e +18,8% il secondo), eppure il gettito Irpef della Sardegna è
    addirittura diminuito in valore reale, calando dello 0,8%. Quello statale, invece, è aumentato del 39,3%. Ancora
    peggio è andata per il gettito Iva: quello dello Stato è cresciuto nell’arco di tempo considerato dell’81,9%, mentre in Sardegna il calo è stato dell’11%.

    www.ilgiornaledisardegna.it

  2. #2
    Franciscu Pala
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    Predefinito

    Che poi quando diciamo che i sardi vanno a Roma a chiedere soldi a qualcuno può sembrare un'allegoria dei simpatici indipendentisti... invece il Presidente della Regione e i suoi collaboratori sono costretti ad andare fisicamente nei luoghi del potere italiano a chiedere.
    Ancora ricordo con la rassegnazione di Soru quando lo incontrammo a Roma prima dell'incontro con Cicu... e ricordo l'atmosfera umiliante di un incontro tra un Cicu messo del potere assoluto e un Soru forte di una sovranità inesistente.


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    SORU E PIGLIARU A MANI VUOTE

    Entrate, lo Stato è debitore
    ma non può scucire un euro


    La Ragioneria Generale riconosce la fondatezza delle richieste regionali

    In ballo 600 milioni di euro di mancati introiti Irpef e Iva


    CAGLIARI. Una notizia è buona, l’altra pessima. Renato Soru e Francesco Pigliaru sono tornati a mani vuote da Roma: per ora, e chissà per quanto tempo ancora, non arriverà neanche un euro dei seicento milioni che la Regione reclama dallo Stato per le mancate entrate di Irpef e Iva. Lo Stato non ha soldi, e non può pagare questo ingente debito nonostante la Ragioneria Generale abbia confermato anche ieri che la richiesta è legittima.

    E quest’ultima sarebbe la notizia buona. Della serie: avete ragione, ma le condizioni del bilancio dello Stato non consentono di dirottare a Cagliari neanche un acconto di ciò che vi spetta.
    E così, con l’aria un po’ mesta, Soru e Pigliaru sono rientrati in Sardegna nella tarda serata di ieri da quella che assomiglia da vicino a una “missione
    impossibile”. Il presidente della Regione e l’assessore alla Programmazione, però, non hanno intenzione di demordere, visto che quella delle entrate è considerata da entrambi (e dalla giunta) la madre di tutte le Vertenze.
    Puntualissimi, Soru e Pigliaru si sono presentati alle quattro e mezzo del pomeriggio negli uffici della Ragioneria
    Generale dello Stato per parlare con Mario Canzio che li aveva convocati con poche ore d’anticipo. La richiesta d’incontro del Ragioniere aveva ringalluzzito Soru, il quale era forse convinto che tutto si sarebbe sistemato, nonostante lo scorso 29 settembre il ministro dell’Economia Giulio Tremonti gli avesse rudemente anticipato che le casse statali erano desolatamente vuote. Canzio, invece, ha confermato tutta la drammaticità della situazione finanziaria dopo aver riconosciuto non solo la fondatezza della richiesta di revisione dei conti sulle quote di entrate fiscali (Irpef e Iva) di pertinenza della
    Regione, ma anche la legittimità della questione sollevata dalla giunta regionale sull’assoluta sperequazione determinatasi in questi anni.
    Dal 1991 a oggi, infatti, l’Iva incamerata dallo Stato è cresciuta del quaranta per cento mentre quella della Regione è rimasta bloccata in termini percentuali. I due amministratori regionali hanno osservato che anche il precedessore
    di Canzio (il dottor Grilli) aveva ritenuto fondate (anche per iscritto) le istanze della Regione, ma il risultato non è cambiato di una virgola.
    C’è solo un piccolo spiraglio, ma nessuno si fa illusioni. Canzio infatti si è preso ventiquattr’ore di tempo per un’ultima verifica dei documenti raccolti dagli uffici della Programmazione e dalla
    Ragioneria della Regione.
    Presidente e assessore non hanno rilasciato dichiarazioni dopo l’incontro con il titolare dell’importante ufficio statale che ha il compito di supportare
    e verificare, per conto del Parlamento e del governo centrale, le politiche, i processi e gli adempimenti di bilancio,
    e che ha come principale obiettivo istituzionale quello di garantire la corretta gestione e la rigorosa programmazione delle risorse pubbliche. Tra l’altro, i compiti della Ragioneria Generale sono stati recentemente rafforzati per ottenere una maggiore completezza del monitoraggio e dell’analisi della spesa, ai fini degli obiettivi di crescita interna e del rispetto del Patto di Stabilità.
    E’ molto probabile comunque che sin da oggi l’assessorato alla Programmazione, insieme con lo stesso Soru, mettano a punto o studino la strategia più opportuna per insistere su quella che ormai pare una vera e propria “battaglia” tra Regione e Stato.
    Contrariamente a quanto era accaduto lo scorso 29 settembre, quando, in occasione dell’audizione dei presidenti
    delle Regioni a Statuto speciale, Renato Soru polemizzò con il ministro Tremonti e definì «allo sbando» la politica del governo sulla Finanziaria, per poi dar vita a un vivace “botta e risposta” con il ministro Carlo Giovanardi, questa volta non si registrato bordate polemiche. Il presidente Soru ora preferisce tenere un basso profilo, e studiare le contromosse.

    www.lanuovasardegna.it

  3. #3
    Jùliu Kerki
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    roma ...EE
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    ...ma i soldi anrdanno all'isola!!! quei soldi sono esattamente quelli che servono per il ponte della Sicilia!!! 3 miliardi di euro!!! allora noi lo facciamo terminare poi andiamo sul ponte, ci mettiamo la nostra bandiera sul pilastrone alto 300 metri, ce ne impossessiamo e facciamo pagare il pedaggio!!! quel ponte sarà fatto con i nostri soldi!!!!
    bò, bòh!

 

 

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