Maurizio Blondet
14/10/2005
«Al Qaeda» dietro le car-bomb irakene...?
BAGHDAD - Passanti del quartiere di al-Ghazalyiah avevano notato quei due tipi sospetti che cercavano di allontanarsi dopo aver parcheggiato la loro auto «Caprice». Circondati dalla gente, i due – che erano vestiti da arabi – sono risultati essere americani.
La loro auto era piena di esplosivo, e sarebbe saltata in aria di lì a poco: un altro «attentato kamikaze» da addebitare ad «Al Zarqawi» e ad «Al Qaeda in Iraq».
La notizia – se non è una delle tante voci che corrono per Baghdad – è riportata dall'agenzia araba Quds Press.
Il fatto sarebbe avvenuto l'11 ottobre.

Consegnati alla polizia irachena, i due americani mancati attentatori sarebbero poi stati liberati da una forza USA che, circondata la zona, ha fatto esfiltrare i suoi due uomini su un Humvee dell'esercito.
La Quds Press ha cercato conferma dell'evento parlando al telefono con un agente della polizia irachena: il quale ha confermato che i due uomini erano «stranieri non arabi», ma non ha voluto precisare la loro nazionalità.



Come si ricorderà, qualche giorno fa a Bassora sono stati presi dalla polizia irachena due soldati britannici dei corpi speciali (SAS) a bordo di un'auto con armi (fra cui un lanciarazzi) ed esplosivo.
I due, cercando di fuggire, hanno sparato uccidendo un poliziotto.
Messi in carcere, sono stati liberati da un reparto corazzato inglese, che ha addirittura sfondato le mura della prigione per liberare i suoi uomini.



Non esistono altre conferme della notizia. Se non fosse vera, sarebbe in ogni caso un indice dei sentimenti che la popolazione irachena nutre per gli occupanti.
Anche se la stampa servile italiota continua a ripetere che «gli iracheni ci chiedono di restare», e che «se portassimo via i nostri ragazzi, l'Iraq cadrebbe nel caos», gli iracheni chiedono invece che le truppe straniere se ne vadano, ed hanno la precisa idea che a provocare il caos siano gli invasori.


Maurizio Blondet




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