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  1. #1
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    Predefinito La finanza creativa del Re Galantuomo

    Se non ci sono i soldi per lastricare piazza del Duomo a Milano, come fare?
    Sua Maestà si degna di approvare una bella Lotteria per raggranellare i soldini necessari.
    Ma quello che mi chiedo io invece è un'altra cosa: vabbé che i Savoia parlavano in francese, ma i milanesi pure?


  2. #2
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    Predefinito

    Qual'era la Lingua ufficiale del Lombardo Veneto? Dico, naturalmente prima che avvenisse l'annessione al Regno Sardo.

    Vedo comunque che il manifesto è ad opera della Congregazione Municipale, istituzione dell'Impero.
    So solo che, pochi giorni dopo, la Congregazione Municipale, presieduta da Luigi di Belgioioso, lascerà il posto all'Amministrazione Municipale che si costituisce secondo le leggi del Regno di Sardegna e con, per Sindaco, Antonio Beretta.

    Credo, stimato pcosta, che Tu in proposito ne sappia molto più di quanto dici. Io si che non lo so, e sarei veramente curioso di conoscere le ragioni dell'uso della Lingua francese a Milano in quegli anni.

    Mi è capitato d'aver letto che i Savoia di quel tempo, più che in francese, si esprimevano, e non solo tra di Loro, in piemontese.

  3. #3
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    Predefinito

    In Origine postato da Fante d'Italia
    Qual'era la Lingua ufficiale del Lombardo Veneto? Dico, naturalmente prima che avvenisse l'annessione al Regno Sardo.

    Vedo comunque che il manifesto è ad opera della Congregazione Municipale, istituzione dell'Impero.
    So solo che, pochi giorni dopo, la Congregazione Municipale, presieduta da Luigi di Belgioioso, lascerà il posto all'Amministrazione Municipale che si costituisce secondo le leggi del Regno di Sardegna e con, per Sindaco, Antonio Beretta.

    Credo, stimato pcosta, che Tu in proposito ne sappia molto più di quanto dici. Io si che non lo so, e sarei veramente curioso di conoscere le ragioni dell'uso della Lingua francese a Milano in quegli anni.

    Mi è capitato d'aver letto che i Savoia di quel tempo, più che in francese, si esprimevano, e non solo tra di Loro, in piemontese.
    Lo stesso Conte di Cavour scriveva solo in francese.Lessi anni fa pubblicate dal Borghese le " istruzioni " date alla Contessa di Castigione per sedurre Napoleone III° ma di non " mollare " subito lisciandolo per bene " prima " e solo dopo che l'Imperatore aveva acconsentito a mandare i francesi in Italia del Nord.

    Esattamente scriveva: Tu le doit coquetèr ...........!

    Chissà cosa avra' scritto al Conte Nigra che invece doveva fare lo stesso con l'Imperatrice Eugenia ma doveva " arrivare " al piu' presto e ben " prima "......................

    Risorgimento....rosa !

  4. #4
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    Predefinito Lingua ufficiale del Lombardo veneto

    Aggiungo che la lingua ufficiale del Lombardo Veneto sotto gloi austriaci era ..l'italiano.

    Ho diversi manifesti governativi dell'epoca e sono in italiano.

    Anche Re Vittorio Emanule III° normalmente in privato si esprimeva in dialetto piemontese per non parlare di Vittorio Emanuale II° . Anche con i suoi generali e alti ufficiali e quasi tutti piemontesi , purtroppo !

  5. #5
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    Predefinito

    In Origine postato da Fante d'Italia

    Credo, stimato pcosta, che Tu in proposito ne sappia molto più di quanto dici. Io si che non lo so, e sarei veramente curioso di conoscere le ragioni dell'uso della Lingua francese a Milano in quegli anni.
    .
    No, in realtà non è che ne sappia molto, almeno per ora.
    Ho trovato il foglietto della lotteria insieme ad altri manifesti dell'epoca ed è l'unico in francese: sia quelli austriaci prima del 59 che quelli piemontesi dopo il 59 sono tutti in italiano, ovviamente.

    Anche dando per scontato che il francese fosse una seconda lingua per la aristocrazia piemontese e milanese, una lotteria con 500.000 biglietti (nel foglio interno parla anzi di due milioni di biglietti) doveva essere indirizzata al popolo, più che ad una élite aristocratico-borghese; quindi non vi sarebbe stata ragione di farne comunicazione in francese.

  6. #6
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    Insomma, almeno per noi, rimane un mistero.

  7. #7
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    In Origine postato da Fante d'Italia
    Insomma, almeno per noi, rimane un mistero. :K
    Magari il Conte Belgiioso non sapeva l'Italiano oppure non sapeva scriverlo bene come il Conte di Cavour.

    A quel tempo magari il francese era come nell'Amtica Roma il greco: chi non lo speva era considerato un minus.Magari era
    una moda chic per omaggiare i francesi.

  8. #8
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    In Origine postato da Ferruccio
    ......A quel tempo magari il francese era come nell'Amtica Roma il greco: chi non lo speva era considerato un minus.Magari era
    una moda chic per omaggiare i francesi.
    è probabile. Ai fini di accattivarsi simpatie opportune, l'uomo ne ha fatte, ne fa e ne farà di tutti i colori.

  9. #9
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    Predefinito

    Dallo Statuto Albertino:

    Art. 62. - La lingua italiana è la lingua officiale delle Camere. E' però facoltativo di servirsi della francese ai membri, che appartengono ai paesi, in cui questa è in uso, od in risposta ai medesimi.


    probabilmente, visto che i parlamentari potevano esprimersi in francese, gli atti ufficiali erano redatti in forma bilingue, visto che gran parte della popolazione (Savoia e Val d'Aosta) era di lingua francese.

  10. #10
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    Predefinito

    In Origine postato da pcosta
    Dallo Statuto Albertino:

    Art. 62. - La lingua italiana è la lingua officiale delle Camere. E' però facoltativo di servirsi della francese ai membri, che appartengono ai paesi, in cui questa è in uso, od in risposta ai medesimi.

    probabilmente, visto che i parlamentari potevano esprimersi in francese, gli atti ufficiali erano redatti in forma bilingue, visto che gran parte della popolazione (Savoia e Val d'Aosta) era di lingua francese.
    Si, l'art. 62 ancorò nello Statuto Italiano quanto era già legge fin dal 1560 (o 1561?) per volontà del Duca Emanuele Filiberto che, nell'amministrazione della Giustizia e ogni atto dell'amministrazione statale sabauda, dispose si scrivesse "in bona lingua volgare, cioè Italiana, ne’ nostri stati d’Italia, e Francese, in quelli di là de’ monti" (cioè in Savoia e nella Valle d’Aosta).

 

 
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