Ho appreso proprio in questi giorni la notizia che qualcuno a Milano ha avuto la geniale idea di pubblicare un giornaletto cartaceo intitolato “Legno Storto”. Un giornaletto che si proclama liberale nelle idee, anche se di liberale sembra già avere ben poco. Un semplice caso di omonimia, come potrebbe ipotizzare qualcuno? Sembra poco probabile, anche se la classica citazione kantiana del "legno storto" ha anche costituito il titolo di una bella raccolta di saggi di Isaiah Berlin sul liberalismo. Inoltre, qualsiasi ipotesi di coincidenza accidentale vien meno se si osservano i domini web registrati: visto che il vero Legno Storto possiede i domini in .com, in .it e in .net., il dinamico e soprattutto liberale editore del giornaletto ha registrato un dominio legnostorto.biz.
Pensate che sia finita qui? E invece no! Dovete sapere che mentre il vero Legno Storto è in attesa degli ultimi dati sul nuovo server per la registrazione del giornale presso il Tribunale, qualcuno ha anche avuto il colpo di genio di battere la redazione sul tempo registrando lui in Tribunale, sia pure senza l'articolo iniziale, il Legno Storto.
Sembra che si tratti di un giovane e baldo giornalista, addirittura collaboratore del Giornale! Probabilmente non un buon giornalista poiché chi intende scrivere per quell'editore liberale non dovrebbe avere l’idea di pessimo gusto di rubare il lavoro altrui. Un lavoro di più di quattro anni che ha reso www.legnostorto.com una testata di successo in rete. Rispettare il lavoro degli altri è un dovere morale in una società liberale. Secondo alcune indiscrezioni, dopo aver scoperto che al Giornale la cosa non è piaciuta, sembra che il brillante giornalista stia tornando sui suoi passi e quindi probabilmente fra alcune settimane resterà ben poco di questa geniale trovata, che è necessario indicare a tutti gli amici del Web perché faccia la fine che merita.
Non sarà certo il cannibalismo a farci vincere le elezioni. Il caso di questo mediocre giornalista è davvero squallido e, poiché non e poi così raro nel suo genere, ci fa capire come gran parte di chi collabora con organi politici e di stampa è talmente bramoso di ritagliarsi il suo piccolo centro di potere da non guardare in faccia a nessuno. Invece di fare sistema, come ha giustamente osservato Paolo Carotenuto, l’invidia e il desiderio di apparire migliori del vicino li porta a questi comportamenti di basso livello. È proprio questo il vero problema, quello che deciderà il futuro di questa coalizione politica. Le elezioni politiche sono molto vicine e ci permetterà di vincere solo l’unità di tutta la coalizione, dai blogger ai dirigenti nazionali dei partiti politici, dai grandi editori ai piccoli giornali. Occorre remare tutti nella stessa direzione, oggi più di ieri, affinché il Governo non finisca nelle mani della sinistra.
Massimiliano Michele Mellone
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