Si avverte nei progressisti, in tutti gli ambiti, un crescente sentimento nostalgico per i decenni passati. E' paradossale, ma è così.
Basta vedere il 3d del Pantheon su questo forum, dove si respira aria di Belle Epoque, Ballo Excelsior, Tour Eiffel, statua della libertà e esposizioni internazionali.
Basta osservare i "progressisti" all'interno della Chiesa, impegnati più che nella volontà di far nascere il Concilio Vaticano III nella difesa del Vaticano II.
Basta ricordarsi dell'Unione Sovietica, totalitarismo, per molti versi obbrobrioso, ma, sarebbe ipocrita negarlo, progressista. L'URSS, per tutta la sua storia, ha fondato il suo consenso interno e esterno assicurando un continuo progresso. E' evidente che era un'idea sbagliata e mistificatrice di progresso, ma pur sempre di quell'ideale si trattava.
E' evidente un confinamento al passato, di chi dovrebbe correre verso il futuro.
Non nego che io stesso spesso sono un nostalgico, ma razionalmente credo che questo sia un comportamento pericoloso e negativo. Quando i vari accadimenti che hanno mostrato la veridicità dell'idea progressista e che hanno provocato un miglioramento netto delle condizioni di vita del popolo essi sono stati raggiunti non rimpiangendo, ma guardando al futuro, muovendosi attivamente perchè prendesse la piega migliore.
C'è bisogno che torni la voglia di fare, di combattere, di fare nostro il futuro e di vincere.




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