Prendo spunto da una esilarante esclamazione di un monologo di Anna Marchesini che ridicolizzava il teatro "serio" di prosa ed un certo birignao di alcune grandi attrici. Mi pare prendesse spunto dal Giardino dei ciliegi o da un'altra cosa. Comunque durante una "intensa" scena in cui consolava uno dei personaggi, esplodeva con un "fatti una canna"!
Beh rispetto alla sensazione di asfissia a leggere certe cose mi viene da sdrammatizzare così nei riguardi di chi non si lascia mai andare, non deroga mai dal luogo comune ideologico o "di posizione", dalla seriosità della falsa cultura, del falso impegno.
Mamma mia che fatica! A leggere certe posizioni prende ogni tanto un senso di soffocamento...
Eppure, come le stanze di una casa, ogni tanto ci sarebbe bisogno di far prendere un pò d'aria al cervello, per cambiarla e tenerlo sempre rinfrescato ed attivo!
Non è mica un caso che alla discussione sulla faziosità, male oscuro degli italiani, di Piero Ottone, postato qualche tempo fa non si fornito alcun riscontro!
Prendo spunto dal programma di Celentano che, proprio perché era un varietà (si fa per dire...) poteva rappresentare un preteesto per infrangere gli steccati incartapecoiriti dell'ideologia, del pregiudizio della scontata contrapposizione.
Ma và!
Tutto secondo la liturgia consueta!
Celentano ha o no la colpa primordiale di essere un cattolico probabilmente osservante? E basti questo! Da questo tutto discende: quindi baciapile, ossequiente il Vaticano, ecc., ecc., ecc.!
E tutto ciò naturalmente prescindendo totalmente da quello cche ha effettivamente detto. Dal tipo di ospiti che ha voluto. Dagli autori che ha voluto collaborfassero con lui!
Checcefrega? Del tutto irrilevante rispetto al giudizio precostituito "a prescindere!
Mamma mia che palle!
E, ripeto, Celentano può essere un pretesto ma nella testa dei più funziona così per tutto!
In fondo la canzoncina ironica di Gaber su ciò che è di destra e ciò che è di sinistra che sembrava tanto obsoleta e segno dei tempi (anni '70) è invece attualissima!
Se fai un post sulla cultura ed Albertazzi (faccio un esempio) seguirà una serie di contumelie dalla sinistra "a prescindere" così se posti qualcosa su Volontè, nessuno valuterà le qualità del grande attore ma tutto si ridurrà ad una diatriba ridicola sulla sua militanza a sinistra.
Mai che accada che un forumista connotato a destra voglia riconoscere le qualità "oggettive" di un politico, di un attore di chiunque sia collocato a sinistra e viceversa.
Certe volte vorrei stare per cinque minuti nella testa di un fazioso dove tutto è chiaro, tutto è acquisito, i buoni ed i cattivi, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Mica per nulla ma vorrei solo capire "come funziona" come si fa a vivere così.
Si contano sulle dita di una sola mano i forumisti ai quali riconosco la "circolazione d'aria fresca nel cervello". I più avrebbero urgente bisogno di aprirla una finestra. E se non rieescono proprio a farloper far circolare aria fresca, almeo ci si buttino di sotto, magari anche solo dal piano terra. Forse il trauma aiuterebbe!
Sono peraltro convinta che questo tipo di atteggiamento obbedisce ad una "conformazione mentale" identica a destra ed a sinistra. Che è un coagulo ostruttivo di orgoglio, testardaggine, amor proprio, profonda insicurezza che deriva dai meandri più oscuri del nostro inconscio. Altrimenti, davvero, non si spiega questo incessante bisogno di un "tutor". Che sia un leader, una idea, una convinzione non fa grande differenza. La "carenza" in fondo, probabilmente è sempre la vecchia, cara, ineliminabile sindrome di Peter Pan. Crescere è così faticoso.


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