www.antiimperialista.com
REFERENDUM IN IRAQ: SE LA RICE CANTA VITTORIA
In perfetto stile nazista, come ritorsione per l’uccisione di cinque marines, gli americani stanno sottoponendo la citta’ di Ramadi a bombardamenti che, secondo alcune fonti, farebbero impallidire quelli avvenuti a Falluja un anno fa. E’ dentro questo scenario guerra che si svolge il referendum sulla Costituzione voluta dagli americani. Tanto per ricordare chi da la linea e senza attendere i risultati, la Rice ha gia’ cantato vittoria affermando che l’affluenza alle urne in occasione del referendum sulla Costituzione, “farebbe ben sperare”. La pilotatissima informazione italiana, di entrambi gli schieramenti, ha fulmineamente accreditato la tesi che la maggioranza avrebbe votato e si sarebbe espressa per il SI ad un assetto che spappola l’Iraq, lo balcanizza affidandolo al dispotismo di clan mafiosi asserviti agli interessi americani. Smentiscono questi numeri, invece, mezzi di informazione arabi, meno embedded di quelli occidentali. Non c’e’ dubbio che i dati che fornira’ il governo fantoccio saranno truccati come quelli diffusi per le passate elezioni. Nonostante la Resistenza sia divisa, malgrado essa non trovi ancora la capacita’ di formare un fronte unico, essa sferra ogni giorno colpi letali agli occupanti, anzitutto sul piano militare, che resta decisivo. Su quello politico gli occupanti non cantino vittoria. Resta il fatto che la maggioranza degli iracheni o lotta contro gli occupanti o freme per la loro sconfitta sul campo. Ne fa fede la posizione del Movimento popolare di Moqtada al-Sadr che ha chiamato a votare NO al referendum e che senza dubbio e’ la prima forza tra la popolazione che non segue ancora la Resistenza perche’ teme che essa riporti al potere il baathismo. Se non ci fosse questa divisione tra i seguaci di Saddam e quelli di Moqtada gli americani sarebbero gia stati cacciati. Questa divisione e’ in effetti il vero punto di forza degli occupanti, dato che tutti i loro tentativi di stabilizzazione attraverso il governo fantoccio stanno fallendo uno dopo l’altro. Con la stessa determinazione con cui sosteniamo la Resistenza, sosteniamo tutti gli sforzi per unirla. Anche per questo siamo dalla parte dell’Alleanza Patriottica Irachena di Jabbar al-Kubaisi, il cui arresto e’ stato in effetti uno dei piu’ gravi colpi portati alla causa del popolo iracheno. Assieme a lui marciscono nelle galere e nei lager decine di migliaia di iracheni, molto spesso innocenti, tenuti in prigione senza prove, senza processo, senza possibiita’ di difendersi. Per i guerriglieri catturati in battaglia, molto spesso, va anche peggio, viste le testimonianze che affermano di vere e proprie esecuzioni sommarie. Questa e’ la democrazia e la liberta’ a stelle e striscie, crimini sui quali si tace pena essere accusati, come a noi avviene di fiancheggiare il terrorismo.
.................................................. .................................................. .............




Rispondi Citando
