Caro Silvio, meno comizi e più opere di bene
FUORI I PROGRAMMI
Era felice come un tacchino Romano Prodi per aver contagiato quattro milioni di italiani con il virus delle primarie. Un italiano famoso, di professione duce, vantava otto milioni di baionette ma si sa come andò a finire; Prodi si accontenta della metà ma non rinuncia allo stesso esercizio di trionfalismo: Vinceremo! Ora che si sono raffreddate le urne, le primarie della sinistra meritano un giudizio salomonico: sono state per metà farsesche giacché non servivano a scegliere e decidere il candidato premier, come si usa in tutti i paesi democratici e civili, ma a incoronare il candidato che la nomenklatura, la partitocrazia aveva già deciso. Ha ragione Mastella a denunciare le elezioni truccate; in mezzo a loro sembrava l'unico gentleman abituato alle regole di Westminster. Dopo aver accusato per un vita Re Berlusconi, hanno tentato d'imitarlo con l'incoronazione di un monarca. Ma per metà le primarie sono state una cosa da prendere sul serio perché, taroccate o no, elezioni a uso interno e non istituzionale, senza cartoline precetto, che mobilitano quattro milioni e rotti di cittadini, disposti a fare la fila in una bella domenica d'ottobre, sono un fenomeno significativo. Meritano rispetto e riflessione. Sono il lato positivo della sinistra antipatica che sa mobilitarsi, seppure motivata dall'odio verso Berlusconi regnante e da un antico e residuo istinto militante.




Rispondi Citando
