Forse vi intressa la lettera che ho appena inviato al senatore Danieli.
Da quanto ho potuto constatare (anche per altri episodi, oltre a quello che descrivo nella lettera) i funzionari dei partiti hanno organizzato le primarie a volte persino con qualche scetticismo.
Il successo delle primarie allora, da dove viene?
Probabilmente e' dovuto alla partecipazione in buona misura spontanea dei cittadini a volte sostenuti da qualche volontario anche dei girotondi e dei movimenti per la democrazia.
Ritengo che questo sia un dato importante di cui tenere conto.
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Egregio Senatore Danieli,
nel felicitarmi con lei per lo strepitoso successo delle primarie, mi permetto di inviarle questo mio commento.
Premetto che non intendo certo guastare la festa! La gioia, mia e collettiva, e' tale che non ci riuscirei, anche se volessi. Penso pero' che una riflessione attenta possa aiutare tutti (ed anche lei) a fare meglio la prossima volta, evitando alcune "sbavature" che purtroppo ci sono state.
Domenica 9 Ottobre scorso, lei e' venuto a Berna (io abito in Svizzera, da dove le scrivo) e nella sede della Missione Cattolica lei ha assistito ad una nostra assemblea, di rappresentanti dei Comites e di varie altre organizzazioni, venuto da tutti gli angoli del paese precisamente per fondare l'Unione in Svizzera ed organizzare le primarie.
Lei ricordera' la sala piena (io attribisco qualche importanza alle cifre, ed ho contato 150 persone), lei ricordera' la tensione e l'attenzione di tutti.
(Forse, non so, lei ricordera' magari anche il mio intervento, di un membro di un Comites, che pero' ha parlato a nome di un "Comité pour la Démocratie" di cui sono un animatore. Ma questo non e' importante).
Le scrivo per dirle che il suo "io non credo alle primarie", commento che lei ha preferito mettere in evidenza e tra i primi, e' parso veramente inopportuno ed inadeguato a me e credo a molti altri.
Si renda conto: il suo era l'intervento "importante", quello conclusivo ed atteso, quello della "personalita'", di un Senatore che viene "persino" dall'Italia a dirci come e cosa dobbiamo fare, l'intervento dell’"Organizzatore" delle primarie che viene a "darci la carica".
Grazie al cielo la carica i numerosi presenti ce l'avevano gia' (altrimenti ce ne stavamo tutti a casa).
Forse puo' persino apparire scortese, ma occorre anche che io con franchezza lo dica: lei e' venuto da Roma, presumo e mi auguro, con viaggio pagato e nell'espletamento della sua professione. I presenti venivano dai loro sperduti siti di residenza a spese proprie e sottraendo ore al tempo libero ed alla famiglia.
Mi domando come non le sia venuto in mente che il suo "io non credo alle primarie", rinforzato e ribadito col riferimento ed apprezzamento del precedente intervento del ragazzo di Rifondazione di Basilea, il giovane Ca***ice, (Lenin, non aveva previsto primarie nell'edificare la sua bellissima Dittatura del Proletariato) quel suo commento, dicevo, e' stato quanto di piu' inadeguato, e persino ridicolo, ci potesse essere.
Per attenersi ai fatti occorre prendere atto che due dei piu' grandi partiti della coalizione si sono dichiarati scettici nei confronti di questa nuova forma di democrazia, e questo di fronte all'assemblea di 150 volontari, venuti apposta per organizzarla e nel momento stesso dell'organizzarla.
A quanto abbiamo potuto sentire, per avercelo detto voi (altrimenti io non ci avrei creduto), alcuni degli organizzatori, alle primarie "non ci cred . . . evano".
Ora che non siamo piu' 150 volonterosi, ma 4 milioni e trecento mila elettori in fila indiana, come le pare a lei il suo, ormai celebre, "io non credo alle primarie"?
La ringrazio per l'attenzione e per la eventuale risposta.
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