di Verna Schillinger per Novopress Italia
I rappresenanti del servizio di informazione della diocesi di Raska-Prizren sono riusciti a fotografare un esempio di profanazione in pieno centro storico a Pristina, capitale della Provincia del Kossovo-Metochie.
Le foto mostrano la Chiesa del Cristo Salvatore, trasformata in una latrina. Nelle vicinanze della Chiesa si è infatti istallato un accampamento di zingari provenienti dai territori albanesi.
La parrocchia non fu mai terminata, nonostante ci si svolgessero le usuali liturgie e sia la croce che le fondamenta fossero state già benedette.
Questa barbarie sta avendo luogo in pieno centro, tra l’Università e la bibilioteca di Pristina.
La Direzione dell’Università e le strutture locali hanno ripetutamente protestato contro la presenza di questa Chiesa. La sua costruzione avrebbe dovuto terminare nel 1999, ma fu sospesa per via della guerra. Prima di questi eventi, 4000 serbi vivevano nella città; attualmente, la popolazione serba ha del tutto abbandonato Pristina.
E anche se avessero deciso di rimanerci, non avrebbero più avuto alcun luogo di culto, visto che l’unica chiesa, quella di San Nicola, fu completamente distrutta durante le le nefandezze del conflitto. Verso la fine del dicembre 2003, il Municipio di Pristina adottò una decisione favorevole alla confisca del territorio sul quale si trova la Chiesa del Cristo Salvatore, ma tale decisione fu in seguito annullata dal Presidente della Missione Internazionale Harry Holkeri.
A tal proposito, il Vescovo Artemije inviò una lettera all’attenzione di Harry Holkeri, in cui richiedeva con urgenza l’intervento delle forze KAFOR ad assicurare la sicurezza del santuario. Ma ogni richiesta è stata ignorata.
Ne dobbiamo dedurre che le autorità locali preferiscano che la Chiesa sia ricoperta di escrementi gentilmente rilasciati da un manipolo di zingari.
Incredibile? Guardare per credere:


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