L'Arena di Verona
Data: 19/10/2005
Il capogruppo dei Verdi a Palazzo Barbieri ancora vittima di un atto di violenza avvenuto nel corridoio di fronte agli uffici dei gruppi politici
Bertani insultato e spintonato dentro al municipio
Un uomo di nazionalità marocchina l’ha preso per il collo. Il capogruppo: "Solo disperazione"
Attimi di tensione, ieri mattina, al primo piano del municipio. Un uomo di nazionalita' marocchina, entrato a Palazzo Barbieri dalla scalinata verso le mura, ha insultato e spintonato il consigliere comunale dei Verdi, Giorgio Bertani, con cui stata parlando insieme alla madre. Bertani e i due cittadini marocchini si trovavano nel corridoio da cui si accede alle stanze dei gruppi consiliari.
Durante la conversazione l’uomo si è scagliato contro Bertani, spingendolo e prendendolo per il collo, con la minaccia di picchiarlo. La donna è riuscita però a calmare il figlio e ad allontanarlo. Sul posto è intervenuto, con alcuni agenti, il comandante della Polizia municipale, Luigi Altamura.
Bertani (che proprio qualche settimana fa era stato picchiato da alcuni giovani, in piena notte) dichiara di conoscere sia l’uomo che la donna e di essersi interessato per il loro permesso di soggiorno e per trovare loro un alloggio.
"Sono persone che conosco da tempo", spiega il capogruppo consiliare dei Verdi, "e per i quali mi sono dato da fare, come per altri casi che sto seguendo. Avevo trovato loro sistemazioni in vari posti, ma nell’ultimo alloggio possono restare fino a giovedi'. Il giovane marocchino ha pensato che sia stato io ad allontanarli e allora se l’e' presa con me. Sono situazioni disperate, difficili da gestire, che mi convincono sempre della necessità che il Comune contribuisca a trovare una soluzione. L’ostello della Caritas può essere una di queste".
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Notate che Bertani qualche giorno prima era stato picchiato da giovani che lui diceva essere fascisti. Forse era stato picchiato sempre dai suoi compagnucci arabi che volevano soldi case e lavoro gratis, ma per non sembrare razzista aveva incolpato i fascisti?
La verità prima o poi viene fuori.




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