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    Angry «Olimpiadi ed elezioni a rischio terrorismo»

    Il Giornale n. 248 del 19-10-2005 pagina 10


    «Olimpiadi ed elezioni a rischio terrorismo»

    Gian Marco Chiocci

    da Roma

    Il rosso e il nero. Non ci sono riferimenti a Stendhal nel rapporto del Sisde
    sulla galassia estremista, di destra e di sinistra, che strizza l'occhio
    alla resistenza irachena. Il rosso e il nero sono la sintesi dei pericolosi
    rapporti tra gli antagonisti italiani e i referenti dei combattenti-partigiani
    antiamericani. Nel «punto di situazione» degli 007 l'insolito asse si salda
    definitivamente dopo il «no» al visto d'ingresso in Italia a personaggi dell'opposizione
    irachena invitati dal Campo antimperialista di Moreno Pasquinelli (arrestato
    e poi scarcerato nell'inchiesta sul movimento turco di estrema sinistra Dhkp-c)
    alla conferenza internazionale a sostegno della resistenza in Irak organizzata
    a Chianciano a ottobre.
    Il dossier si rifà alle linee guida dell'organizzazione marxista-leninista
    Direzione 17 per rilanciare la mobilitazione contro la guerra e ampliare
    l'area del sostegno alla «battaglia legittima del popolo iracheno contro
    l'occupazione coloniale americana» favorendo l'unione delle forze «impegnate
    a fermare l'assalto dell'imperialismo».
    Nell'antefatto, si ricordano i contatti dal gruppo di Assisi guidato da Pasquinelli
    con esponenti della resistenza irachena, come Abd Al Jabbar Al Kubaisi, leader
    dell'Iraqi National Alliance («asseritamene rapito dagli americani - scrive
    il Sisde - il 4 settembre 2004 in Irak»), Awni Al Kalemji (portavoce dell'Ina)
    o il collega Jawad Sammi Alaà (esponente dell'Alleanza Patriottica Irachena,
    portavoce della Resistenza Popolare, passato dalla Siria in Ungheria poi
    in Danimarca dove vive come rifugiato politico).
    Quest'ultimo risulterebbe attivo in conferenze e dibattiti antioccidentali,
    si sarebbe fatto notare nella manifestazione anti-Usa del 19 marzo a Roma,
    sarebbe uno dei referenti dei no-global «per una più incisiva mobilitazione
    nella campagna per il ritiro delle truppe dall'Irak». Quanto ad Al Kubaisi
    e ad Al Kalemji, sarebbero in contatto con Pasquinelli e Leonardo Mazzei,
    presidente del Comitato Nazionale Iraq Libero, «cugino del Br irriducibile
    Michele Mazzei, e in contatto con Antonella Cardini, moglie di Flavio Lori,
    militante delle Br-Pcc scarcerato nel novembre 2003».
    Nello screening della galassia antagonista più sensibile al richiamo della
    militanza irachena, il Sisde fa un lungo elenco di sigle e di nomi. Tra le
    formazioni marxiste-leniniste del Nord Est, i Comitati Proletari per il comunismo-Cpc
    sorti per iniziativa di alcuni ex-Carc (formazione inizialmente sfiorata
    dalle indagini sull'omicidio D'Antona) e vicini ai centri sociali veneti
    e pugliesi. Quindi Soccorso Rosso del professore padovano Fausto Schiavetto
    (ex dell'area dell'Autonomia) e la formazione cugina Comitato Antifascista
    Antimperialista Malga Zonta. Fra Palermo e Taranto, fra gli attivisti «rossi»
    filoiracheni figurano i Proletari comunisti, una costola della cellula leninista-maoista
    Rossoperaio guidata da Ernesto Palatrasio, esponente storico dell'antagonismo
    pugliese. La menzione speciale del Sisde nel settore dell'antimilitarismo
    militante, va al collettivo leccese Iqbal Masil di impostazione no global-disobbediente
    (creato sulle ceneri del collettivo universitario Ya Basta),al Cpc di Foggia
    e agli ambienti indipendentisti sassaresi e nuoresi della Sardigna Nazione-Indipendentzia.

    Definitivo collante fra rossi e neri sul fronte anti-Usa e antimperialista
    sarebbe stata la rabbia per i visti negati per la conferenza di Cianciano.
    «Un plauso concreto all'iniziativa del Campo di Moreno Pasquinelli - osserva
    il Sisde - arriva da alcuni messaggi della Comunità Politica di Avanguardia,
    formazione d'estrema destra di estrazione neonazista e filoislamica» fondata
    nell'83 a Trapani da Leonardo Fonte «che cura anche la pubblicazione dell'omonima
    rivista».
    Negli scritti del gruppo Mpa «oltre a esprimere solidarietà agli iracheni
    e alle vittime del terrorismo wahabita sionista-americano - si legge - si
    inneggia alla liberazione del mondo dall'imperialismo». Ecco spiegato l'impegno
    del gruppo Direzione 17 di Pasquinelli «nel realizzare un composito fronte
    di lotta che riunisca tutte le forze disposte a combattere e sconfiggere
    gli Usa». Fra le tante anime da coltivare, «il gruppo umbro ha instaurato
    rapporti di collaborazione anche con formazioni della destra radicale, in
    particolare con quei gruppi che evidenziano un'impostazione spiccatamente
    antiamericana e pro-Islam».
    Fra i contatti monitorati, quelli con la Cpa in cui «gravitano alcuni estremisti
    convertiti all'Islam, fortemente connotati in senso anti-sionista e anti-statunitense
    e contigui ad ambienti sciiti filo iraniani stranieri e italiani». Un riferimento
    va al Movimento dei Musulmani Europei Murabitun del convertito, ex ordinovista,
    Pietro Benvenuto. Altri riferimenti ai contatti «neri» del Campo «rosso»
    di Pasquinelli?
    Quelli con il gruppo dei Comunitaristi di Maurizio Neri sotto la nuova sigla
    Socialismo e Liberazione.
    O quelli con gli animatori della storica rivista
    milanese Orion «da sempre fautori di un superamento delle barriere ideologiche
    tra schieramenti di diversa matrice in funzione anti-Usa». O quelli con singoli
    attivisti. Due nomi fra tanti: Claudio Mutti, figura storica dell'estrema
    destra italiana, convertitosi all'Islam e ritenuto «un elemento di spicco
    del movimento islamico occidentale Murabitum», e Miguel Guillermo Martinez
    Ball, definito «ex miliziano addestratore di gruppi paramilitari sudamericani»
    sostenitore della compagine filo-palestinese Al Awda Italia.

    Questa volta non si limitano alle solite calunnie che girano da tempo, ma vogliono addirittura insinuare un collegamento con eventuali atti terroristici in vista delle elezioni e delle olimpiadi, come si vede dal titolo!


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    Predefinito

    Grazie della segnalazione Uomo Tigre.
    CCS - SNI

  3. #3
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    Predefinito Re: «Olimpiadi ed elezioni a rischio terrorismo»

    In Origine postato da L'Uomo Tigre
    Il Giornale n. 248 del 19-10-2005 pagina 10


    «Olimpiadi ed elezioni a rischio terrorismo»

    Gian Marco Chiocci

    da Roma

    Il rosso e il nero. Non ci sono riferimenti a Stendhal nel rapporto del Sisde
    sulla galassia estremista, di destra e di sinistra, che strizza l'occhio
    alla resistenza irachena. Il rosso e il nero sono la sintesi dei pericolosi
    rapporti tra gli antagonisti italiani e i referenti dei combattenti-partigiani
    antiamericani. Nel «punto di situazione» degli 007 l'insolito asse si salda
    definitivamente dopo il «no» al visto d'ingresso in Italia a personaggi dell'opposizione
    irachena invitati dal Campo antimperialista di Moreno Pasquinelli (arrestato
    e poi scarcerato nell'inchiesta sul movimento turco di estrema sinistra Dhkp-c)
    alla conferenza internazionale a sostegno della resistenza in Irak organizzata
    a Chianciano a ottobre.
    Il dossier si rifà alle linee guida dell'organizzazione marxista-leninista
    Direzione 17 per rilanciare la mobilitazione contro la guerra e ampliare
    l'area del sostegno alla «battaglia legittima del popolo iracheno contro
    l'occupazione coloniale americana» favorendo l'unione delle forze «impegnate
    a fermare l'assalto dell'imperialismo».
    Nell'antefatto, si ricordano i contatti dal gruppo di Assisi guidato da Pasquinelli
    con esponenti della resistenza irachena, come Abd Al Jabbar Al Kubaisi, leader
    dell'Iraqi National Alliance («asseritamene rapito dagli americani - scrive
    il Sisde - il 4 settembre 2004 in Irak»), Awni Al Kalemji (portavoce dell'Ina)
    o il collega Jawad Sammi Alaà (esponente dell'Alleanza Patriottica Irachena,
    portavoce della Resistenza Popolare, passato dalla Siria in Ungheria poi
    in Danimarca dove vive come rifugiato politico).
    Quest'ultimo risulterebbe attivo in conferenze e dibattiti antioccidentali,
    si sarebbe fatto notare nella manifestazione anti-Usa del 19 marzo a Roma,
    sarebbe uno dei referenti dei no-global «per una più incisiva mobilitazione
    nella campagna per il ritiro delle truppe dall'Irak». Quanto ad Al Kubaisi
    e ad Al Kalemji, sarebbero in contatto con Pasquinelli e Leonardo Mazzei,
    presidente del Comitato Nazionale Iraq Libero, «cugino del Br irriducibile
    Michele Mazzei, e in contatto con Antonella Cardini, moglie di Flavio Lori,
    militante delle Br-Pcc scarcerato nel novembre 2003».
    Nello screening della galassia antagonista più sensibile al richiamo della
    militanza irachena, il Sisde fa un lungo elenco di sigle e di nomi. Tra le
    formazioni marxiste-leniniste del Nord Est, i Comitati Proletari per il comunismo-Cpc
    sorti per iniziativa di alcuni ex-Carc (formazione inizialmente sfiorata
    dalle indagini sull'omicidio D'Antona) e vicini ai centri sociali veneti
    e pugliesi. Quindi Soccorso Rosso del professore padovano Fausto Schiavetto
    (ex dell'area dell'Autonomia) e la formazione cugina Comitato Antifascista
    Antimperialista Malga Zonta. Fra Palermo e Taranto, fra gli attivisti «rossi»
    filoiracheni figurano i Proletari comunisti, una costola della cellula leninista-maoista
    Rossoperaio guidata da Ernesto Palatrasio, esponente storico dell'antagonismo
    pugliese. La menzione speciale del Sisde nel settore dell'antimilitarismo
    militante, va al collettivo leccese Iqbal Masil di impostazione no global-disobbediente
    (creato sulle ceneri del collettivo universitario Ya Basta),al Cpc di Foggia
    e agli ambienti indipendentisti sassaresi e nuoresi della Sardigna Nazione-Indipendentzia.

    Definitivo collante fra rossi e neri sul fronte anti-Usa e antimperialista
    sarebbe stata la rabbia per i visti negati per la conferenza di Cianciano.
    «Un plauso concreto all'iniziativa del Campo di Moreno Pasquinelli - osserva
    il Sisde - arriva da alcuni messaggi della Comunità Politica di Avanguardia,
    formazione d'estrema destra di estrazione neonazista e filoislamica» fondata
    nell'83 a Trapani da Leonardo Fonte «che cura anche la pubblicazione dell'omonima
    rivista».
    Negli scritti del gruppo Mpa «oltre a esprimere solidarietà agli iracheni
    e alle vittime del terrorismo wahabita sionista-americano - si legge - si
    inneggia alla liberazione del mondo dall'imperialismo». Ecco spiegato l'impegno
    del gruppo Direzione 17 di Pasquinelli «nel realizzare un composito fronte
    di lotta che riunisca tutte le forze disposte a combattere e sconfiggere
    gli Usa». Fra le tante anime da coltivare, «il gruppo umbro ha instaurato
    rapporti di collaborazione anche con formazioni della destra radicale, in
    particolare con quei gruppi che evidenziano un'impostazione spiccatamente
    antiamericana e pro-Islam».
    Fra i contatti monitorati, quelli con la Cpa in cui «gravitano alcuni estremisti
    convertiti all'Islam, fortemente connotati in senso anti-sionista e anti-statunitense
    e contigui ad ambienti sciiti filo iraniani stranieri e italiani». Un riferimento
    va al Movimento dei Musulmani Europei Murabitun del convertito, ex ordinovista,
    Pietro Benvenuto. Altri riferimenti ai contatti «neri» del Campo «rosso»
    di Pasquinelli?
    Quelli con il gruppo dei Comunitaristi di Maurizio Neri sotto la nuova sigla
    Socialismo e Liberazione.
    O quelli con gli animatori della storica rivista
    milanese Orion «da sempre fautori di un superamento delle barriere ideologiche
    tra schieramenti di diversa matrice in funzione anti-Usa». O quelli con singoli
    attivisti. Due nomi fra tanti: Claudio Mutti, figura storica dell'estrema
    destra italiana, convertitosi all'Islam e ritenuto «un elemento di spicco
    del movimento islamico occidentale Murabitum», e Miguel Guillermo Martinez
    Ball, definito «ex miliziano addestratore di gruppi paramilitari sudamericani»
    sostenitore della compagine filo-palestinese Al Awda Italia.

    Questa volta non si limitano alle solite calunnie che girano da tempo, ma vogliono addirittura insinuare un collegamento con eventuali atti terroristici in vista delle elezioni e delle olimpiadi, come si vede dal titolo!

    :eek:

    Pare che ormai l'articolo 21 della costituzione della repubblica italiana stia diventando carta straccia.
    Qui si sta creando un clima intimidatorio nel quale già si tracciano le mappe e i percorsi di una possibile persecuzione di massa.
    Capisco che sia il loro lavoro quello di individuare potenziali fonti di crisi; ma qui siamo, francamente, al delirio.
    Questo è il solito "teorema" con tanto di fiocchetto e carta regalo, impacchettato e pronto all'uso in caso di evenienza. Poco importa se sulla pelle di persone che, de facto, non hanno mai mancato al rispetto delle "regole del gioco".
    Mi pare che gli unici "reati" imputabili agli indipendentisti sardi siano quelli "d'opinione"....ovvero l'illegalizzazione delle idee.

    Anche sul piano strettamente giuridico infatti gli indipendentisti non fanno altro che insistere sull'applicazione dell' art. 80 della Costituzione della Repubblica Italiana, in accordo ed in sintonia con i vigenti trattati internazionali e la giurisprudenza dell'ONU:
    Risoluzione 1514 (XV) Nazioni Unite, art 2; Risoluzione 2625 (XXV)Nazioni Unite; ma anche la Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa" del 1975 ("Atto di Helsinki", sottoscritto dallo stato italiano)"Dichiarazione sui Principi che reggono le relazioni fra gli stati partecipanti", art. VIII:
    ”In virtù del principio dell'eguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli, tutti i popoli hanno sempre diritto, in piena libertà, di stabilire quando e come desiderano il loro regime politico interno ed esterno senza ingerenza esterna, e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, sociale e culturale”.

    E tutto questo fa, con una scelta storica( che proviene dalla storia del movimento di autodecisione nazionale sardo) nonviolenta, pacifica e legalitaria, SNI: >> SNI e tutte le realtà che in essa si ritrovano(dal circolo culturale Consurta Comunista Sarda al Movimentu Patriotiku Sardu, passando per il gazetinu Boghe Natzionale).


    >>>> Poi non possiamo che notare, relativamente alla solita mitologica montatura diffamatoria "rosso-bruna", come le tesi dei servizi segreti si conformino in tutto e per tutto a quanto sostenuto da certa estrema sinistra, compresa abbondantemente (per quanto ci riguarda)una certa sigla pseudo-sarda...

    Sicuramente solo coincidenze.

    Comunque, amici che fate il vostro lavoro: contesto l'abbinamento a sigle che non sappiamo nemmeno cosa sono! Noi non siamo "antimilitaristi", in quanto crediamo nella graduale devoluzione delle forze dell'ordine e delle forze armate, in un contesto democratico, elettorale e referendario.
    Non siamo violenti nè sfigati complottisti, e tutto ciò che facciamo lo facciamo alla luce del sole.
    E questo non certo da ieri.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: «Olimpiadi ed elezioni a rischio terrorismo»

    In Origine postato da Iolao

    Noi non siamo "antimilitaristi", in quanto crediamo nella graduale devoluzione delle forze dell'ordine e delle forze armate, in un contesto democratico, elettorale e referendario.
    Non siamo violenti nè sfigati complottisti, e tutto ciò che facciamo lo facciamo alla luce del sole.
    E questo non certo da ieri.
    Non siamo anarchici o new-global, semplicemente sosteniamo il diritto del nostro popolo alla piena sovranità sul nostro territorio, e per questo proponiamo una graduale e pacifica devoluzione delle forze dell'ordine e delle forze armate da italiane a sarde.
    Oltre ovviamente a ridiscutere i trattati militari da pari a pari con le altre nazioni.

  5. #5
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    Predefinito Re: Replica

    In Origine postato da repubricanu
    Obiettivamente, il Viminale stà solo facendo il suo lavoro: Monitorare e prevenire eventuali situazioni di eversione ai danni dell'integrità territoriale e democratica italiana.
    Non vedo lo scandalo, nè la novità.
    Io dico che in quanto partito indipendentista, in questo forum si debba parlare esclusivamente di politica attiva del gruppo.
    Che cosa serve in questo momento al partito Sardigna Natzione ma anche Irs?
    Come recuperare consensi sull'elettorato che non vota indipendentista?
    QUESTI sono i veri problemi di cui discutere.
    Per approfondimenti, invito a leggere il mio intervento presente sempre su questo forum con ogetto: Problema politico natzionalista.
    Grazie.

    Repubricanu
    Il lavoro del viminale nessuno lo mette in discussione (per quanto mi irriti sapere che persone pagate dalle mie tasse siano su piste completamente avulse), quanto l'articolo tendenzioso e diffamatore del Sig. Chiocci.
    CCS - SNI

 

 

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