E' UNA COLPA. A NEW YORK, SVENTARE ATTENTATI «ISLAMICI»
Maurizio Blondet
20/10/2005
Il sindaco di New York Michael BloombergNEW YORK - Non si riesce a dare conto di tutto.
Questo sito ha tralasciato la notizia di un annunciato «attentato islamico» nella metropolitana di New York, poi declassato ufficialmente ad «hoax», ossia a scherzo di cattivo gusto: succedono tanti falsi allarmi (o meglio allarmismi).
Per fortuna un lettore da Londra ha richiamato la nostra attenzione sui particolari di questo «hoax».
Che era qualcosa di molto peggio.
Ricapitoliamo i fatti.



Il 6 ottobre il sindaco di New York, il finanziere ebreo Michael Bloomberg, annuncia al pubblico che un «informatore straniero» ha avvertito di un possibile attentato «islamico» nel metrò di New York - simile a quello di Londra del 7 luglio - nei giorni seguenti.
L'FBI conferma: il pericolo è reale e imminente.
Segue qualche confusione, e infine, giorni dopo, si dice che l'attentato non era vero, che c'era stata una «fuga di notizie», e così via.
Il fatto è che l'avvertimento di non prendere il metrò circolava già da giorni, discretamente, da bocca a orecchie, nella comunità artistico - creativa di Manhattan.



Come mai?
Perché il 3 settembre precedente due funzionari federali della Homeland Security avevano discretamente avvisato amici e figli di non prendere il metrò di New York tra il 7 e il 10 ottobre.
Insomma avevano fatto circolare l'allarme tre giorni prima che Bloomberg desse la notizia.
Uno dei due che hanno «cantato» si chiama William Ross, un ex capitano della Guardia Costiera, che ora lavora al Dipartimento Homeland Security nella Sicurezza Trasporti.
Ross manda il 3 ottobre una @ mail al figlio Nick, impresario di ballerine, dove lo avverte di non prendere il metrò «per nessuna ragione» nei prossimi giorni.
Cuore di padre.

Nick (il cui cognome completo, Seligson-Ross, indica un'origine ebraica) passa la voce ad amici e conoscenti nel mondo dello spettacolo.
«Mio papà lavora alla Homeland Security in una posizione assai importante, e riceve informazioni riservate ogni giorno: potete credergli», dice Nick agli amici.
Il secondo «canterino» - un funzionario della Guardia Costiera anche lui - chiama al telefono un vecchio amico, il produttore Tony Micocci, e lo avverte «in modo molto specifico» di star lontano dal metrò di New York «tra il 7 e il 10 ottobre».
Pare che la telefonata sia avvenuta il 5 ottobre.
Fin qui, in fondo, niente di male.
Due funzionari che spifferano per affetto, per tenere i loro cari lontani da un rischio imminente e reale, non è poi un peccato grave.

Infatti il Dipartimento Homeland Security da Washington sminuisce l'importanza della cosa, dice che l'informazione dei due informatori non è tanto credibile, e così via.
Ma l'ufficio della Homeland Security a New York va giù duro: ai due che hanno cantato viene tolta la «security clearance», ossia l'accesso ad informazioni riservate, e i poveretti vengono spostati in uffici dove non passano informazioni delicate; e l'inchiesta contro di loro continua (1).
Insomma i due vengono trattati come dei colpevoli.
Ma colpevoli di che?
Se hanno discretamente avvertiti figli e amici di un pericolo reale, che male c'è?
Ma naturalmente c'è un altro sospetto: i due sono stati puniti per aver inconsapevolmente, con la loro fuga di notizie, mandato a monte qualcosa di più losco: la preparazione propagandistica (cominciata con l'annuncio di Bloomberg) per un attentato «islamico» che «doveva» avvenire.

E che magari doveva giustificare l' imminente attacco all'Iran e alla sua centrale nucleare, come aveva detto Cheney tempo fa: appena ci sarà un nuovo attentato su suolo americano, tenersi pronti a bombardare l'Iran; sia che l'Iran c'entri o no con l'attentato.
E' anche possibile che Bloomberg abbia fatto la sua dichiarazione il 6, proprio perché la notizia circolava già: l'effetto-sorpresa era svanito.
In ogni caso, l'attentato «islamico» fu rimandato.
La cosa ricorda troppo da vicino vari altri «avvertimenti discreti».
Per esempio quello che due impiegati di New York della Odigo (ditta israeliana di instant messaging) ricevettero da un anonimo la mattina dell'11 settembre, e che diceva pressappoco: state lontani dal World Trade Center.
O la telefonata che il sindaco negro di San Francisco ricevette da Washington, pare da Condoleezza Rice, la sera prima dell'11 settembre: non prendere nessun aereo domani.

Queste notizie, apparse nelle prime ore dalla tragedia sui media, furono prontamente insabbiate.
Insieme a quelle che parlavano di decine di «avvertimenti anticipati» avvenuti nei giorni precedenti il mega - attentato: anche da Putin e dai servizi segreti tedeschi.
Stavolta si spera di no.
Il deputato Peter King di New York, che è membro della Commissione per la sicurezza interna della Camera dei Rappresentanti, vuole vedere chiaro sul «conflitto comportamentale» interno alla Homeland Security: quella di Washington che svaluta l'informazione degli informatori come non vera, e quella di New York che punisce quegli stessi informatori.
E vuole interrogare i responsabili del Dipartimento su questo strano fatto.

I due canterini hanno forse sventato un attentato.
L'amico che vive a Londra sospira: magari ci fossero stati canterini inglesi prima del 7 luglio; forse avrebbero risparmiato centinaia di vite umane.
Tra i tanti che quel mattino presero the Tube.
Anche se fra quelli non c'era, come sappiamo, il ministro Netanyahu, che si trovava giusto a Londra: avvertito dal Mossad di non uscire dall'albergo.
Anche lui in anticipo.
Il Mossad sa sempre in anticipo degli attentati «islamici» imminenti.

Maurizio Blondet



Note
1) «Security clearances pulled amid leak investigation», New York Daily News, 10 ottobre 2005. Il Daily News ha riportato per filo e per segno la vicenda, lasciando trasparire il dubbio che Bloomberg fosse indispettito per l'attentato andato a monte.




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