Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    memoria storica di PoL
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    Cool Non basta 'non essere coglioni'... bisogna dimostrarlo!...

    Ragazzi
    ecco che cosa si legge oggi su 'affaritaliani'...

    Devolution/ La Lega teme il peggio

    Lunedí 22.05.2006 16:45

    Sono tempi difficili per la Lega Nord. Il referendum sulla Devolution è alle porte, ma non tira una bella aria. Il Carroccio sta mantenendo un profilo basso all'interno della CdL, per non indispettire gli alleati. I lùmbard sperano ancora nel sostegno dei colleghi di coalizione, anche perché i sondaggi danno il ‘No’ in vantaggio di cinque punti. Si attende quindi uno smacco di proporzioni notevoli. I padani, infatti, hanno fatto capire a più riprese che se non passerà il referendum per cui hanno strenuamente lottato, la battaglia che rappresenta la ragione principale della loro esistenza, se ne usciranno dalla coalizione berlusconiana. L'attenzione, quindi, è tutta su domenica 25 e lunedì 26 giugno, i giorni del giudizio nel corso dei quali si deciderà il futuro di un partito intero. La situazione si complica ulteriormente, poi, se si considera che per questa votazione non è previsto il quorum. Se dovessero prevalere i ‘No’, per la Lega sarebbe davvero un colpo [quasi] mortale…

    Ce li ricordiamo bene certi 'sondaggi' che circolavano fin quasi sotto al giorno delle elezioni, non è vero?... Ed ecco che puntuale la storia si ripete, segno evidente che sono convinti che siamo tutti mongoloidi deficienti al loro livello. Purtroppo per loro la cosa sarà anche vera per qualcuno di noi... non per tutti però



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
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    hai perfettamente ragione...io sono davvero molto fiducioso,e nonostante quello che la sinistra dice sento che tira almeno qui al nord una aria di forte cambiamento,soprattutto dopo la presentazione del pietoso governo prodi.sono però preoccupato per la situazione al sud,bisognerebbe spiegare meglio la devoluzione con la clausola dell'interesse nazionale.oggi ho anche sentito delle voci su ciampi che si schiererebbe per il'no':se lo farà perderà il minimo di simpatia che gli avevo concesso...

  3. #3
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    Io sono un grande Sostenitore del SI proprio PER IL SUD...e credo che se i sondaggi ci danno sotto di 5 punti e Berlusconi decide di "Politicizzare" l'evento...perdiamo di sicuro,come minimo l'Unione ci travolge come è successo il 9-10 Aprile!!!!

    Su Ciampi (se fosse vero),credo che (oggi si puo' dire) io sono uno dei pochi che si è sempre ricordato del fatto che è stato Governatore della Banca d'Italia,Ministro del Governo Prodi ed uno dei Padri dell'Euro...detto questo...

  4. #4
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    Cool ... qualche barlume di speranza...

    Comunicato ANSA di circa un'ora fa...

    [ANSA] - Roma, 7 giu -'L'elettorato si avvicina al referendum costituzionale del 25-26 giugno annoiato. Ciononostante la gente andra' alle urne'. Lo sostiene il sondaggista Piepoli su Affaritaliani.it. 'In base ai miei calcoli - prosegue Piepoli - l'affluenza alle urne si attestera' attorno al 50%, se ci fosse il quorum verrebbe superato'. 'In questo momento - dice ancora Piepoli - prevalgono i 'no' a causa, secondo il sondaggista, della scarsa convinzione della base elettorale della Cdl...

    Ricordate sicuramente il tenore dei 'sondaggi' allorchè macavano poco più di due settimane alle elezioni politiche. Tutti ripetevano all'unisono frasi come 'Immutato il vantaggio dell'Unione','Profonda delusione degli elettori della Cdl' e altre cagate del genere. Poi alla prova dei fatti di è visto come stavano le cose. Morale ragazzi...

    ... d'accordo che non siamo coglioni... non sarebbe male però farlo anche vedere...



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    Nobis ardua

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  5. #5
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    Cool La Chiesa è infallibile... quando a sinistra fa comodo naturalmente...

    Ragazzi
    vi ricordate le pesanti accuse di 'ingerenza' rivolte alla Chiesa quando ha voluto dire la sua, per esempio, su fecondazione assistita, pillola abortiva, 'coppie di fatto', etc...

    Ora che invece si è schierata per il 'no' al referendum del 24 giugno, ecco che di colpo si scopre che questa 'ingerenza', in fondo, 'piace agli italiani'...

    Dal Corriere della Sera... buona lettura!...

    La Chiesa 'interventista' piace agli italiani. Pesa sulle scelte, dai valori alle riforme



    Gli italiani che dichiarano di frequentare con regolarità le funzioni religiose sono sempre meno. Dalla maggioranza assoluta, il 70%, degli anni ’50, si è scesi oggi al 27%, vale a dire sempre più vicino alla soglia di un quarto della popolazione. Questo trend ha avuto negli anni importanti conseguenze sulla vita politica. Un tempo, la Chiesa esercitava la propria influenza in modo diretto, attraverso il 'partito dei cattolici', la Dc. Poi, con l’erodersi della numerosità di quanti si sentono 'appartenenti' al mondo cattolico [e con il parallelo allentamento del vincolo tra questa condizione e la scelta di voto], nonché con la crisi della stessa Dc, la Chiesa cambiò strategia. Scegliendo di intervenire in forma più mediata, non tanto sulle singole scelte o tramite indicazioni di voto, quanto in modo indiretto [e trasversale alle varie forze politiche...] esercitando un’influenza sulle tematiche generali, sui valori ispiratori dell’azione di governo. Negli ultimi anni, come ha sottolineato Diamanti, ha avuto inizio una terza fase: la Chiesa ha preso posizione esplicita su specifici provvedimenti, specie [ma non solo] se toccano questioni etiche. La fecondazione assistita o la pillola abortiva. Ma anche temi di altra natura come, ad esempio, il voto al referendum: è di venerdì l’appello al no dell’Azione cattolica della diocesi ambrosiana. Questo mutamento è dovuto da un verso [lo nota ancora una volta Diamanti...] all’invasione da parte della litica di tematiche, come la famiglia o la procreazione, ritenute per molti anni di spettanza esclusiva della Chiesa. Ma, d’altro canto, le stesse autorità ecclesiastiche si sono rese conto che, malgrado la drastica diminuzione dei frequentanti alle messe, esse hanno mantenuto un’estesa autorevolezza e capacità di influenza. Dovute sia all’erodersi di importanza di altre appartenenze e ideologie sia, specialmente, al mantenimento, per gran parte della popolazione, di una 'domanda' [e di un’identità] religiosa. Più dell’ 80% dichiara infatti di pregare. Tra costoro quasi il 60% lo fa almeno una volta alla settimana o tutti i giorni. Beninteso, anche in questo caso c’è un decremento: ad esempio, chi afferma di pregare ogni giorno era il 41% nel 1994 ed è il 34% oggi. Ma l’area di influenza della Chiesa e dei valori che essa propone resta talmente estesa, da non potere non incidere sulla formazione delle decisioni politiche e di governo. Specie se sono le stesse autorità ecclesiastiche a farsi promotrici di questa azione di influenza.

    Renato Manheimer



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #6
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    In quanto alle ingerenze cattoliche, consiglio di visitare il forum dell'unione o il forum generale per capire quanto la sinistra abbia "apprezzato" questo cambiamento di posizione.

  7. #7
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    Cool ... c'è un limite a tutto... anche alla [presunta] coglioneria!...

    Ragazzi
    oggi ne ho saputa una che... lasciamo perdere!...

    A quanto pare lo scrutinio dei voti del referendum sulla Costituzione avrà inizio lunedì... in contemporanea alla partita dell'Italia ai mondiali... e il Presidente della Repubblica in persona si è 'mosso' per ribadire che una cosa del genere è 'perefettamente regolare'...

    Allora ragazzi, siccome anche alla coglioneria c'è un limite, mi son dato la briga di dare una sveglia ai 'camerati' [si fà per dire...] del mio paesello dicendo loro di 'darsi una smossa' e che io, partita o non partita, ai seggi allo scrutinio delle schede io ci sarò!...


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    Nobis ardua

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  8. #8
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    Cool ... che non vota questa volta dopo non pianga!...

    Ragazzi
    questo editoriale de IlGiornale è dedicato a 'quelli che tanto è lo stesso'...

    Buona lettura!...




    Un’occasione per fermarli

    di Paolo Guzzanti


    Buongiorno. Sono un senatore della Repubblica. Siedo qui davanti a Palazzo Madama aspettando che qualcuno riapra l'aula. L'hanno chiusa. Ai nostri tempi, cinque anni fa come oggi, il Senato era la curva sud dello stadio. Urla e insulti da sinistra a destra dalla mattina alla sera che nessuno si filava perché allora il Senato non era trendy. Facevamo leggi. Ci guadagnavamo il pane così. Adesso il Senato è trendy perché la maggioranza cola a picco. E per questo l'hanno chiuso. Riaprirà occasionalmente, per non disturbare il manovratore illusionista, quello del tavolo a tre zampe e della Sme. Per favore [per fare un favore all'Italia...] chi non è ancora corso a mettere il Sì nell'urna, corra, vada. Si porti la zia Adelaide che non si sente bene, trascini il fruttivendolo e la signora del piano di sotto, ma andate a votare. La nostra riforma della Costituzione avrà forse dei difetti, tutti riparabili, ma è gagliarda. Abbiamo fatto in modo che il numero di deputati e senatori subisca un bel taglio, affinché lavorino duro e facciano, deputati e senatori, cose diverse fra loro e non, come accade adesso, ripassandosi la palla delle stesse leggi che raddoppiano i tempi e dimezzano l'efficienza. Votate Sì, i numeri li abbiamo, se non prevarrà la pigrizia. Il popolo liberale è poco disciplinato e questo è il suo bello, ma adesso è il momento di andare alle urne e ricontarsi e non per far vincere un partito ma per far vincere l'Italia dandole governi più efficienti, in cui il primo ministro possa assumere e licenziare ministri come in tutte le democrazie e senza dover mendicare consenso da un Presidente della Repubblica con una legittimazione democratica più bassa di quella dei presidenti delle Regioni, essendo eletto dagli eletti del popolo e non dal popolo direttamente. Svegliate subito gli elettori distratti, importunateli, siate dei rompiscatole fino alle ultime ore utili per il voto di oggi. Non fatevi imbrogliare da chi dice che la riforma spacca l'Italia. La verità è che dimezza il potere delle sinistre perché con la riforma le Regioni potranno fare cose che oggi non fanno, sottraendo potere al centro. Andate a votare anche per il gusto di gridare il vostro sdegno di fronte alla sopraffazione sul Parlamento che costoro per viltà mantengono in vacanza, calpestando proprio la Costituzione che a chiacchiere dicono di voler difendere. Loro sono i nemici della Costituzione perché quando non gli fa comodo la mettono nel frigorifero. Voi forse non ve ne accorgete, ma tira già una bruttissima aria. Questi che hanno occupato tutti i buchi del formaggio hanno instaurato un regime con anestesia incorporata. Non fatevi addormentare. Attenti, la partita che si gioca oggi non è balneare. E voi sapete qual è il loro piano. Se vincono i No, cercheranno di spaccare la Lega offrendole un federalismo di seconda mano, solo per raccattare i voti che gli mancano e far man bassa definitiva su tutti gli spazi di libertà residua. Se non andrete a votare lasciando prevalere il no, sentirete che democratica sinfonia. Interpreteranno la vittoria come un diritto alle mani libere. Chiuderanno le Camere, sempre litigando...



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    Nobis ardua

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  9. #9
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    Predefinito ... il motivo più valido per votare 'si'...

    ... ci è spiegato dal nostro amico: fare un bel dispetto al 'mister 100 milioni al mese'

    Da www.effedieffe.com ... buona lettura!...

    Sulla costituzione e i suoi difensori...

    di Maurizio Blondet



    Alcuni lettori sollecitano il mio appoggio al ‘sì’. Vorrei esimermene, perché condivido le preoccupazioni di altri lettori [per il ‘no’…] sui costi di un federalismo regionale. Le regioni hanno dato pessima prova, sono governate da camorre ancor più dello stato centrale. Ma mi induce a pendere per il ‘sì’ il fatto che si sia messo a fare il difensore della costituzione il ben noto Oscar Luigi Scalfaro. Costui ha violato ripetutamente la costituzione che sostiene di difendere quand'era capo dello stato. E più gravemente quando, per impedire le elezioni dopo il ribaltone [avrebbe vinto Berlusconi…], formò un suo governo con tanto di telefonate a ignari che nominò ministri di testa sua, come raccontò Susanna Agnelli. Questo la nostra costituzione non consente al presidente della repubblica, e una società ed una magistratura rispettosi della costituzione avrebbero dovuto trascinare in giudizio Scalfaro per colpo di stato. Con finale liberatoria fucilazione alla schiena. Ancora più ripugnanti sono i turiboli d'incenso che sulla costituzione vigente lanciano le cricche partitiche che temono di veder diminuiti i loro privilegi ‘costituzionali’...

    Costoro sacralizzano ipocritamente la costituzione, proprio perché hanno imparato a neutralizzarne i pochi appigli alla democrazia reale che offriva, ad usurpare fino all'estremo la sovranità popolare e diretta. La miglior risposta a questi officianti [come mi suggerisce un altro lettore…] è in poche righe scritte non da un populista, ma dal laicissimo [e massone…] progressista Gaetano Salvemini. Che ebbe un giudizio durissimo sulle ‘scempiaggini dei costituenti’ [Da Il Foglio del 22 giugno 2006…]…
    ….

    Da quelle scempiaggini sta uscendo la costituzione più scema che mai sia stata prodotta dai cretini in tutta la storia dell'umanità. Ti par poco farsi un'idea di quell'Himalaya di somaraggini?… Un'asssenza così totale di senso giuridico non si è mai vista in nessun paese del mondo, i soli articoli che meriterebbero di essere approvati sono quelli che rendono possibile di emendare o prima o poi quel mostro di bestialità [...] meritavamo di meglio che un'assemblea costituente formata in gran maggioranza da somari, scelti non dagli elettori ma dalle camorre centrali dei partiti così detti di massa. Meritavamo di meglio di quel polpettone incoerente che sarà la costituzione italiana…

    Mi pare che il giudizio regga ancor oggi, anzi di più, perché i camorristi in mezzo secolo hanno cambiato e storto la costituzione, al punto che esiste una costituzione ‘di fatto’ a loro vantaggio, con pochi punti in comune con quella scritta. Cossiga parlava con scherno di questa ‘costituzione materiale’ proliferata sopra e contro la costituzione reale. Oggi mi pare sia per mantenerla…

    La parte decente della riforma costituzionale mi pare sia solo quella che aumenta il potere del capo del governo, ossia dell'esecutivo. Serve a poco finchè non troveremo il senso dello stato, ma più potere al capo del governo significa un poco più potere alla democrazia, meno delegata. Su questo si può costruire. Inoltre, sono convinto che, anche se vincesse il ‘sì’, il federalismo non verrà mai. Ciò perché la Lega [la sola che lo voglia…] è oggi debolissima, guidata da un fantasma, con seguito sempre minore di elettori e fuori dal governo. Del resto Bossi ha già detto che tratterà, comunque vada il referendum. Se dunque vincesse il ‘sì’, il testo proposto potrà essere profondamente cambiato. Se vince il ‘no’, sarà l'immobilismo definitivo delle cricche di potere, dei Mastella, degli Scalfaro. Insomma, mi pare, nulla sarebbe compromesso dal ‘sì’, ogni speranza di riforma finirebbe con il ‘no’…

    Da ultimo penso che valga ancora l'argomento che ho usato per le elezioni politiche: votare Berlusconi proprio perché avrebbe perso. Non perché il cavaliere lo meritasse, ma per mostrare che esiste un'Italia, e numerosa e determinata, non rassegnata al governo burocratico e delle caste privilegiata che si dicono ‘sinistra’. Anche ora, poiché il ‘no’ vincerà [auguri a chi dà ragione a Scalfaro…] occorre che i ‘sì’ siano almeno numerosi, che cricche e camorristi non stravincano. Non è una visione entusiasmante… e non vuole esserlo…



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    Nobis ardua

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