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    Predefinito «Troppi piloti inesperti sulle piste di Linate» - CdS

    «Troppi piloti inesperti sulle piste di Linate»
    La Sea sui velivoli privati: 7 allarmi da giugno a oggi «Sbagliano manovre e segnali, ma lo scalo è sicuro»


    MILANO - Piloti che non sanno leggere la segnaletica. Che non riconoscono la differenza tra una pista e un raccordo. Che volano «a vista» ma quando si tratta di dirigere il proprio velivolo con il solo ausilio della strumentazione vanno a tentoni. L’aeroporto di Linate lancia un appello all’Enac. A parlare è Marco Alberti, il comandante che dirige le operazioni: «I piloti dell’aviazione generale (quella privata, ndr ) troppo spesso dimostrano gravi lacune. I loro comportamenti mettono a dura prova lo scalo. La sicurezza di chi vola è garantita grazie a dispositivi che coprono eventuali errori. Ma è arrivato il momento di correre ai ripari. Con maggiori controlli. E sanzioni nei confronti dei piloti che non rispettano le regole».
    Sulla stessa linea l’Enav, ente nazionale di assistenza al volo: «Conosciamo il problema tanto che lo abbiamo segnalato a Enac, ente con cui lavoriamo in stretta collaborazione. I voli privati necessitano di una regolamentazione più adeguata».

    GLI ERRORI - La prima preoccupazione di Sea, società che gestisce Linate e Malpensa, è di non allarmare chi vola. «L’aeroporto di Linate è sicuro», ribadisce Alberti. Nello stesso tempo, però, il direttore operazioni ricorda che ben sette delle otto irregolarità segnalate in aeroporto da giugno a oggi riguardano proprio l’aviazione privata.
    L’episodio più delicato, rubricato come «inconveniente grave», si è verificato il 15 giugno scorso quando, per errore, un velivolo è atterrato su un raccordo invece che sulla pista. Bis il 19 giugno quando un aereo privato va a interferire con l’avvicinamento di un altro velivolo. Il 17 luglio un pilota vuole rullare su una pista che ormai non esiste più. Il 24 settembre un velivolo va nella direzione opposta rispetto a quanto indicato dalla torre di controllo.
    Situazioni simili si ripetono il 26 settembre scorso, quando un jet inizia a rullare per prepararsi al decollo sulla stessa pista su cui un Cessna ha iniziato la discesa, e poi ancora il 29 settembre e il 7 ottobre. «Dal 2003 abbiamo segnalato all’Enac 15 comportamenti irregolari. Di questi, ben 7 sono concentrati da giugno a oggi. Per questo abbiamo ritenuto giusto portare la questione all’attenzione di tutti», spiega Alberti.

    LE CAUSE - L’attività a Linate è regolata anche attraverso il volo strumentale. «Evidentemente, però, anche chi ha i brevetti non sempre conosce le regole. Inoltre, qualcuno dimentica di aggiornarsi sull’organizzazione dell’aeroporto», constata Alberti. Il direttore operazioni di Linate tiene però a precisare che, anche nell’ambito dell’aviazione privata, non si può generalizzare: «In molti casi i piloti delle compagnie corporate o dei servizi di aerotaxi sono professionisti di alto livello».
    Certo è che l’aeroporto di Linate del traffico privato non può fare a meno. Da quando una grossa fetta di voli è stata spostata su Malpensa, le flotte private hanno assunto un ruolo più importante. Oggi il traffico generale rappresenta il 22 per cento del totale. Con una crescita del 7 per cento l’anno.

    LE PROPOSTE - Sea sollecita sanzioni per chi sbaglia. Alberti fa un paragone con l’automobile: «Chi prendesse l’autostrada contromano quantomeno perderebbe punti sulla patente». Ma non basta: il secondo passaggio, dicono alla Sea, dovrebbe essere quello di dare il via libera su Linate solo ai piloti che conoscono in dettaglio l’aeroporto e le regole del volo strumentale.
    Ma che cosa ne pensa Enac? Da Roma i vertici dell’ente nazionale per l’aviazione civile si limitano a spiegare che «si sta lavorando per rinominare le piste coinvolte dall’irregolarità del 15 giugno scorso». Sulla generalità dei problemi sollevati da Sea il silenzio è totale.

    Rita Querzé
    Corriere della Sera

  2. #2
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    «Allarme a Linate, più regole per i voli privati»
    Il direttore dello scalo: questo resta un aeroporto sicuro, ma ci vogliono sanzioni per i piloti che sbagliano


    «I piloti dell’aviazione privata troppo spesso dimostrano gravi lacune. I loro comportamenti mettono alla prova lo scalo. La sicurezza di chi vola è garantita grazie a dispositivi che coprono eventuali errori. Ma è arrivato il momento di correre ai ripari. Con maggiori controlli. E sanzioni nei confronti di chi non rispetta le regole». L’appello a vigilare sulla professionalità dei piloti dell’aviazione privata viene direttamente da Sea. A parlare è il direttore operazioni dell’aeroporto di Linate, il comandante Marco Alberti. Perché Sea ha deciso di parlare proprio oggi? «Semplice - racconta Alberti -. Perché su otto irregolarità che abbiamo registrato in aeroporto da giugno a oggi sette sono state causate da piloti dell’aviazione privata. Sia chiaro: il settore è ampio e ci sono piloti di altissima professionalità, che non hanno nulla da invidiare ai colleghi di linea. Ma purtroppo ci sono anche le eccezioni».
    Il problema sollevato da Sea è riconosciuto anche da Enav, l’Ente nazionale di assistenza al volo: «I voli privati necessitano di una regolamentazione più adeguata». Mentre Enac, Ente nazionale aviazione civile, si defila. E si limita a ricordare, riguardo a un episodio successo a Linate il 15 giugno scorso (un aereo privato atterrato su un raccordo invece che sulla pista), che l’ente sta provvedendo a rinominare le piste.
    Certo è che l’aviazione privata a Linate ha un ruolo sempre più importante. Ormai rappresenta il 22 per cento del traffico, con una crescita del sette per cento ogni anno. D’altra parte nella Milano capitale della finanza e delle multinazionali fanno base le compagnie delle grandi aziende. Quelle che, secondo la stessa Sea, non creano problemi. La situazione è più delicata, invece, quando si ha a che fare con appassionati del volo della domenica. Che magari arrivano a Linate solo di rado e senza informarsi sulle novità che hanno investito l’organizzazione dell’aeroporto negli ultimi anni, in particolare dopo l’incidente dell’8 ottobre del 2001, in cui morirono 118 persone.
    «Per i piloti delle compagnie commerciali sbagliare è più difficile perché vengono sottoposti a un addestramento molto approfondito - dice Osvaldo Gammino, portavoce dell’Aoc, il comitato delle compagnie aeree commerciali -. Detto questo, non possiamo certo fare una guerra tra fratelli. Riteniamo piuttosto che l’Enac debba trovare una formula per accertarsi che tutti i piloti dell’aviazione generale abbiano le carte in regola e conoscano perfettamente l’aeroporto».
    «Chi lavora per l’aviazione commerciale rispetta procedure standard molto rigide. Subisce numerosi controlli anche da parte dell’azienda stessa. Ciò non succede per i piloti di aerei privati. Di fatto molto è lasciato alla discrezionalità del singolo», rileva Roberto Spinazzola, comandate Alitalia dell’Unione piloti. Insomma, anche per gli stessi piloti il richiamo di Sea solleva una questione risaputa. «Le verifiche che permettono di mantenere una licenza non si possono dire certo fiscali - continua Spinazzola -. Inoltre è inevitabile che il pilota privato abbia un’esperienza minore. Soprattutto se si muove solo attraverso il volo a vista».
    A spezzare una lancia a favore dei piloti privati è Massimiliano Monticone, controllore di volo che rappresenta la Licta di Malpensa. «Attenzione, la questione è complessa - sottolinea Monticone -. Sugli errori di chi è alla guida di un aereo può influire la struttura dell’aeroporto e il numero di movimenti sullo scalo. Certo, comunque, il tema va approfondito. Per la sicurezza e la tranquillità di tutti».

    Rita Querzé
    Corriere della Sera

  3. #3
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    I sindacati: serve una «lista nera» per le piccole flotte

    «Aerei privati pericolosi per la sicurezza di Linate?

    Forse è bene che l'Enac, così come ha fatto in campo nazionale per le grandi compagnie di linea, stili una lista nera delle piccole compagnie. E allo stesso modo vanno valutate con estrema attenzione e severità le
    abilitazioni al volo concesse ai piloti degli aerei privati. Linate non può davvero permettersi di sbagliare nulla in materia di sicurezza». Dario Balotta, segretario generale della Filt-Cisl, ha le idee chiare.

    Si potrebbe però pensare cli spostare l’aviazione generale altrove...

    «Da tempo si parla della soluzione di Bresso, ma la verità è questa: chi non sa atterrare a Linate potrebbe commettere errori anche a Bresso, dunque il problema va affrontato diversamente».

    E come, in maniera rapida?

    «Bene fa Sea a pensare alla sicurezza e a dire quello che dice. Ma proprio per questo, in quanto concessionaria di Ata, la società che gestisce l’area riservata all’aviazione generale a Linate farebbe altrettanto bene a sollecitare Ata stessa a segnalare la questione sia alla Direzione di sicurezza del volo sia all’Enac. Entrambi hanno la facoltà di monitorare le compagnie e di valutare, potendo anche intervenire con eventuali limitazioni, i permessi concessi alle piccole linee di volo e i brevetti dei piloti privati. Chi non ha i requisiti richiesti o le strumentazioni moderne deve restare a terra. Occorre vigilare».

    Limitare le toccate e le partenze sarebbe utile?

    «A Linate non si debbono limitare gli accessi, che sono già stati ridotti. Ora gli slot sono 18 all’ora contro i 32 di qualche anno fa, e per Linate costituiscono un buon interesse commerciale... toccate e partenze si pagano. La questione non è limitare il traffico, per tenere alta la guardia sulla sicurezza è essenziale pretendere il rispetto delle regole e intervenire».

    Biagio Marsiglia CdS 21-10-05

 

 

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