La vertenza. La proposta: il governo si accolli il debito della Regione
La vertenza. La proposta: il governo si accolli il debito della Regione
Oggi incontro a Roma il vertice con tutti i parlamentari sardi
«La battaglia dell'Isola»
Fabrizio Meloni
fabrizio. meloni@gds.sm
Il governatore chiama alla mobilitazione l'intera Isola per quella che lui chiama «la battaglia più grande della Sardegna». Vale a dire la vertenza sulle entrare (circa 900 milioni all'anno che lo Stato non sgancia) più la restituzione di Irpef e iva arretrate, che ammontano a circa 4 miliardi e 400 milioni.
Mobilitazione a tutti i livelli: per oggi alle 20 è stato fissato un incontro con tutti i parlamentari sardi ed è stato chiesto alla Ragioneria dello Stato un vertice per chiudere la partita sull'Iva per la quale l'Isola chiede i sette decimi, vale a dire 500 milioni l'anno. Non solo: il presidente ieri ha parlato con il sottosegretario della presidenza del Consiglio dei ministri,
Gianni Letta e ha chiesto un incontro urgente a Berlusconi.
Soru ha fatto anche una proposta operativa: se lo Stato non
ha i soldi per pagare i 4 miliardi che deve alla Regione, si accolli
il debito pubblico sardo.
«Non stiamo chiedendo - ha sottolineato - soldi dello Stato, ma soldi nostri». La proposta che sarà fatta oggi ai parlamentari
sardi è quelle di inserire le richieste delle Sardegna nel maxiemendamento alla Finanziaria in fase di elaborazione da parte della maggioranza di centrodestra.
«Questa non è una battaglia di una parte politica - ha rilevato
Soru - ma è una vicenda che travalica gli schieramenti perchè
non è in discussione una posizione politica o partitica, ma un principio che riguarda tutti sardi: quello che veder riconosciuto e attuato nei fatti quanto prevede non già un accordo sottoscritto ma l’art. 8 dello Statuto, cioè la carta costituzionale della Sardegna».
Per quanto riguarda l'Iva il mancato introito per la Sardegna è stimato in circa 500 milioni di euro all’anno, che porterebbero il totale del debito a poco meno di 900 milioni di euro. «Sono dati verificati anche dalla Ragioneria Generale dello Stato - ha puntualizzato il presidente della Regione - che ci ha risposto con
una lettera a settembre sottolineando l'anomalia del caso-
Sardegna. Stiamo parlando di cifre importanti e di soldi che ci spettano per legge Costituzionale; se sono stati fatti degli
errori in passato non devono essere imputati a noi». Soru
ironico: «In queste ore il presidente della Regione Sicilia,
accompagnato da alcuni ministri, ha incontrato Berlusconi per una vertenza sempre in tema di entrate fiscali. Mi auguro di essere anch’io accompagnato da qualche ministro per spiegare al premier che non stiamo chiedendo nulla che non ci sia dovuto». Il presidente della commissione Bilancio, Eliseo Secci e l'assessore
Francesco Pigliaru sono d'accordo: «Ora lo Stato paghi quanto ci deve». ■
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L'appello di Spissu
Fronte comune
«In nome di questo interesse generale che rivolgo un appello all’unità delle istituzioni, delle forze politiche, delle forze sociali
della Sardegna perché le buone ragioni della nostra Comunità siano, senza strumentalità di alcun genere, sostenute e rappresentate al governo Nazionale»: è l'appello del presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu per un fronte comune.




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