Giornata missionaria mondiale. Una testimonianza dal Congo



Suor Lucia Sabbadin è missionaria a Bukavu nella Repubblica Democratica del Congo. La sua lettera è l'occasione per non dimenticare quanti testimoniano ogni giorno il Vangelo nei contesti più difficili

In occasione della Giornata missionaria mondiale pubblichiamo una lettera di sr. Lucia Sabbadin, missionaria a Bukavu nella Repubblica Democratica del Congo. La sua testimonianza è tratta dal www.giovanipace.org, il portale dei Giovani della Pace del Sermig di Torino.

Carissimi fratelli e sorelle, che sostenete il servizio dei “missionari del Vangelo” in terre lontane, arrivo all’ultimo momento, come al mio solito. Colgo l’occasione della Giornata Missionaria Mondiale per venire a salutarvi, ringraziarvi ed incoraggiarvi; anche voi, infatti, state dando la vostra collaborazione ai tanti missionari del Vangelo sparsi per il mondo, tra i quali la sottoscritta, impegnata, da ormai 25 anni, ad annunciare l’amore di Gesù in terra africana. Il mese di ottobre e questa giornata, in particolare, é un tempo di grazia, che ci apre l’orizzonte sull’immensa opera della Chiesa, che da 2000 anni annuncia il Vangelo nei luoghi e nei modi più svariati. Per questa immensa opera di amore lodiamo il Signore!

Oggi, però, come individui e come comunità, siamo anche interpellati sulla qualità della nostra vita cristiana: Siamo davvero seguaci ed amici di Gesù Cristo?; di quel Gesù che “che da ricco che era si é fatto povero per arricchire noi”?; che “oltraggiato non rispondeva con oltraggi e soffrendo non minacciava vendetta”?; di quel Gesù che ha detto: “Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore”? Il nostro Maestro ci insegna che la mitezza e l’umiltà non sono debolezza, pigrizia, fuga di fronte a tutte le ingiustizie che vediamo attorno a noi, ma piuttosto forza, coraggio e seme di vita nuova, più fraterna.

Certamente questo stile e questa testimonianza non sono facili, ma la gente con cui condividiamo la nostra vita ha bisogno di vedere in noi un po’ del cuore e del volto di quel Gesù che ha portato su di sé il peccato del mondo e che si é messo sempre dalla parte dei poveri.

Qui a Bukavu, in questo mese di ottobre, facciamo memoria dei tre nostri Vescovi-martiri: tre in nove anni! Monsignor Christophe Munzihirwa assassinato il 29 ottobre 1996, Monsignor Emmanuel Kataliko, morto il 4 ottobre 2000, dopo 7 mesi di esilio e Monsignor Charles Mbogha, deceduto il 9 ottobre 2005, dopo 4 anni di dura sofferenza: tre martiri dell’amore, della giustizia e del servizio fedele alla Chiesa e ai più poveri! Il 15 ottobre <st1:metricconverter w:st="on" ProductID="2000 a">2000 a</st1:metricconverter> Gihiza (Burundi) veniva uccisa la nostra sorella sr. Gina Simionato, vittima innocente, come tanti altri nostri fratelli, che continuano ad essere uccisi ingiustamente. Una settimana fa Kaniola 25 persone (adulti, ragazzi e bambini) sono state barbaramente trucidate nelle loro capanne, in piena notte.

L’odio, la violenza, il male continuano a seminare il terrore, la morte e il lutto nella nostra Regione. Ma noi, cristiani e missionari del Vangelo, non ci stanchiamo di annunciare, attraverso la solidarietà con gli oppressi, la vita, la pace e la gioia che ci vengono dal Signore. Vivere lo spirito delle Beatitudini non é facile, ma questa é la strada su cui Gesù ci invita a camminare, sostenendoci a vicenda con la preghiera e con l’esempio. Accanto al male, però, come dovunque, anche qui in Africa, c’é tanto bene. Dentro le famiglie, nei vari gruppi, nelle chiese locali: impegno quotidiano a proteggere la vita, a promuovere la giustizia, a praticare l’amore, a promuovere gesti di perdono e di comunione.

GRAZIE a ciascuno di voi che, da lontano, con la preghiera, l’aiuto materiale e la vostra amicizia ci sostenete nel nostro cammino e nell’impegno di difendere i poveri e di promuovere giustizia e pace nel Continente africano, così dimenticato ed oppresso. In questo mese della Missione chiediamo al Signore di rinnovare in noi l’adesione all’Amore e l’impegno di continuare con fedeltà e coraggio ad annunciare Gesù Cristo con la nostra vita, più che con le parole. Grazie a voi, missionari “ad intra”, preziosi e carissimi come noi missionari “ad extra”. Di cuore auguro a ciascuno “Buona Missione” e porgo il mio saluto riconoscente e fraterno.

A nome dei fratelli africani e delle mie consorelle dorotee.

Suor Lucia Sabbadin