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    Cool La Religione Pagana E l'impossibilità del dialogo con i cristiani.

    La Religione Pagana

    E l'impossibilità del dialogo con i cristiani.



    Il cristianesimo NON è una dottrina religiosa. Quando dico che il cristianesimo NON è una dottrina religiosa intendo prendere atto che il cristianesimo è estraneo agli uomini. Per il cristianesimo gli uomini devono CREDERE in quanto è rivelato. Solo che devono CREDERE che quanto è rivelato sia rivelato dall'oggetto del loro CREDERE! Il CREDERE o la FEDE diventa l'unico elemento esistente nel cristianesimo. Per contro il confronto fra gli Esseri Umani non si basa sul CREDERE e nemmeno sulla FEDE, si basa sui fenomeni che giustificano un CREDERE o una FEDE. In pratica io posso discutere con un CREDENTE cristiano SOLO se il credente cristiano porta elementi a supporto di quanto egli afferma. Io non posso discutere sulla realtà del dio creatore dei cristiani perché tale realtà, essendo il frutto di una convinzione soggettiva, non è oggettivabile. Può essere creduta da un soggetto o da molti soggetti, ma non può essere dimostrata. Può essere solo affermata o negata! Per contro posso discutere delle dottrine del cristiano come rappresentate nella sua Bibbia e nei suoi Vangeli, come posso discutere del Corano dei musulmani. Posso farlo perché questi sono i fenomeni attraverso i quali il cristiano giustifica la sua CREDENZA. Pertanto, un cristiano, al di là di come immagina la sua realtà religiosa, sarà sempre la realtà religiosa che viene descritta nella Bibbia e nei Vangeli a meno che non fonderà una diversa religione che negherà parti della bibbia o parti dei vangeli (già le eresie e alcuni protestanti, per loro motivazioni, hanno fatto questo). A questo punto sarebbe facile affermare che è sufficiente che un non cristiano e un cristiano si mettano assieme a leggere la bibbia e dopo traggano le conclusioni. A questo punto scatta la differenza fra l'altro e il cristiano. Il problema non sta sui testi sacri dei cristiani: sta nella struttura emozionale del cristiano. Come l'individuo, che chiama sé stesso cristiano, ha fondato il proprio divenuto. Nella pratica il cristiano legge le stesse cose che leggo io dai suoi testi, ma vi proietta sopra la propria immaginazione. Li interpreta, partendo dagli interessi desiderati che il suo divenuto emotivo gli impone. Proietta quello che LUI vuole che sia negando l'evidenza di quanto contrasta con la sua immaginazione e i suoi desideri. Il cristiano, pertanto, non è in grado di discutere della propria struttura religiosa in quanto questo mette in discussione la sua struttura emotiva e l'immaginazione che proietta da sé nella lettura del mondo e nell'interpretazione della sua religione. Quando si discute con un cristiano non si discute di religione, ma si discute di come lui è! Ed è per questo che un cristiano è disposto a distruggere tutto, pur di salvaguardare il proprio immaginato, in quanto non può permettere a nessuno di mettere in discussione ciò che lui è. La stessa Bibbia e la stessa ideologia cristiana non sono IN FUNZIONE DELL'UOMO, ma sono in funzione del suo dio padrone. La Bibbia e l'ideologia cristiana sono strumenti di sottomissione dell'uomo al dio padrone. Gli stessi dieci comandamenti non sono leggi come noi le intendiamo, ma sono manifestazione della volontà del dio padrone di sottomettere a sé l'uomo. Quando noi proiettiamo questa visione ideologico-religiosa in una società che prevede l'uguaglianza dei soggetti nella legge, il cristiano si trova nelle condizioni di dover giustificare il proprio credo religioso e in quel momento si accorge di essere senza strumenti. Il suo CREDERE appartiene solo a sé stesso. Un CREDERE che era protetto, quando chi lo metteva in discussione veniva ammazzato o messo sui roghi, ma impossibilitato a manifestarlo nella società in quanto la sua manifestazione nel sistema sociale cozzerebbe contro tutte le norme del diritto. Se noi osserviamo l'attività sociale dei cattolici, oggi come oggi, vediamo che sono impegnati a chiedere delle leggi che limitano la libertà degli uomini per sottometterli alla loro morale. Hanno bisogno di leggi coercitive per giustificare il loro CREDERE. La polemica sul crocifisso e la legge sull'eugenetica ne sono degli esempi recenti. Questo a differenza di tutte le Religioni Antiche che, al contrario del cristianesimo, erano dei punti di riferimento della libertà sociale anche quando i sistemi sociali erano poco raccomandabili. Gli DEI erano portatori di LIBERTA' per l'uomo e fonte di riferimento. La tirannia si abbatte: la libertà si conquista! Se vogliamo un esempio pseudomonoteista possiamo vedere l'azione di Cronos nei confronti di Urano e l'azione di Zeus nei confronti di Cronos (dal punto di vista del Paganesimo Politeista il discorso cosmologico è diverso). Al contrario, nel cristianesimo è il dio dei cristiani la fonte della tirannia! Mentre i sacerdoti delle Religioni Antiche non hanno mai preteso di governare le società (pur mantenendo un ruolo importante) il papa cattolico, "è l'unico uomo a cui gli imperatori baciano i piedi", pretende di dominare gli uomini. Ancora oggi, per acquisire un principio da mettere alla base della Costituzione Europea, Valéry Giscard d’Estaing dovette ricorrere a Pericle in Tucidide! Il cristiano si trova nella scomoda posizione di non essere in grado di usare gli unici due elementi che qualificano la realtà di un sistema religioso nella quotidianità degli uomini. Non è in grado di dimostrare la realtà della sua dottrina. Non è in grado cioè di dimostrare l'esistenza del suo dio, ma, peggio ancora, non è in grado di dimostrare (anche perché la dimostrazione della non-realtà dal punto di vista storico-archeologico è già avvenuta) l'esistenza di gente come Mosé, Gesù di Nazareth, nella loro relazione con la realtà d'esistenza del suo dio padrone. Un dio padrone che il cristiano definisce “creatore” anche quando si dimostra che non esiste creazione. Non è in grado di dimostrare, all'interno dei sensi, gli oggetti del suo credere. In secondo luogo non è in grado di presentare elementi per cui è nell'interesse degli uomini credere nel suo dio. Prima la necessità del credere la otteneva con i roghi e gli stermini, ora che non può più accendere i roghi si trova disarmato. Cosa rimane del cristianesimo? La struttura di dipendenza psico-emotiva che i cristiani hanno ottenuto agendo sui bambini. Lo stupro emotivo al quale hanno costretto i bambini per costringerli a sottomettersi intimamente alla credenza e alla dipendenza dal loro dio padrone. Quando ci si confronta con un cristiano ci si confronta con questo orrore. Un orrore che è pronto a distruggere ogni Essere Vivente pur di riaffermare sé stesso. Per contro, a cosa noi assistiamo? Assistiamo a molte persone che escono da quell'orrore e ognuna di queste persone elabora una propria visione del mondo, della vita e del suo essere una persona religiosa. L'uscita dall'orrore cristiano sono spesso vie individuali, personali, intime, esattamente come è intima la coercizione del cristianesimo e del cattolicesimo. Se con queste persone si possono discutere i diversi modi di vedere il mondo o di intendere la vita, non lo si può fare con un cristiano che INNANZITUTTO chiederà al suo interlocutore di mettersi in ginocchio davanti alla sua credenza. Dal momento che non è possibile accettare una simile imposizione il cristiano NON è in grado di discutere con nessuno! Il cristiano non ha oggetto di cui discutere, ha come oggetto SOLO la necessità di costringere il suo interlocutore a credere. Un cristiano può discutere con un altro cristiano per studiare i mezzi con cui costringere delle persone a credere come lui, ma non può discutere il suo credere. Io, tutto questo lo sto sperimentando nelle trasmissioni radiofoniche che stavo facendo da oltre 10 anni nei confronti con i radioascoltatori e con l’attività religiosa che faccio. Cristiani rabbiosi, tanti; cristiani che ti dicono cosa tu devi credere e pensare, tanti; cristiani che ti dicono che linguaggio devi usare, tanti; come tanti sono i cristiani che si stupiscono di scoprire cosa dicono i loro libri sacri. Però nessun cristiano è in grado di discutere pubblicamente il proprio credere partendo da quel concetto di uguaglianza che la Costituzione descrive: NON E' POSSIBILE!

    Pezzo scritto per i gruppi Pagani fra il 2003 e il 2007

    Un esempio sono i salmi cristiani. Ciò che i cristiani percepiscono come GIUSTO, i Pagani leggono come schiavitù. Consideriamo il salmo uno come lo pensa il cristiano e come viene parafrasato nella mente del Pagano e dei suoi principi religiosi.

  2. #2
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    Exclamation Rif: La Religione Pagana E l'impossibilità del dialogo con i cristiani.

    Salmo N. 1: Le due vie.

    (Versione cristiana)



    Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Egli è come albero piantato lungo corsi d'acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere. Non così gli empi, non così! Essi sono come pula che il vento disperde; perciò non reggeranno gli empi nel giudizio, né i peccatori nell'assemblea dei giusti. Ché Dio conosce il cammino dei giusti, ma la via degli empi conduce alla rovina.



    Salmo N. 1: La via della schiavitù e la via della libertà.

    (parafrasi della Religione Pagana)



    Beato l’uomo che diventa schiavo del dio padrone, e non segue le pulsioni di libertà; beato chi non siede in compagnia di chi progetta il futuro; ma si compiace della schiavitù impostagli dal dio padrone e medita, il piacere di essere uno schiavo, giorno e notte. Questo schiavo è come l’albero piantato dal padrone lungo i corsi d’acqua, che a suo tempo darà frutti al suo padrone e le sue foglie non cadranno mai, riuscendo in ogni opera. Non così coloro che cercano la libertà; non così! Chi cerca la libertà è come pula che il vento disperde. Il loro desiderio di libertà disprezza il dio padrone; Non reggeranno l’ira degli schiavi [i giusti] del dio padrone. Il dio padrone conosce il cammino dei suoi schiavi, ma la via di coloro che cercano la libertà li porterà alla rovina.

    Appare evidente come sia impossibile ogni forma di dialogo. Per il cristiano i termini "padre" e "padrone" sono sinonimi. Chi è l'uno è anche l'altro. Cosa assolutamente inaccettabile per un Pagano. Il Padre genera la vita, ma non è il padrone della vita. Determina le condizioni della vita, non il "destino" della vita e, tanto meno, gli obblighi morali. Per questo è impossibile un dialogo fra una religione di Libertà, come la Religione Pagana, e una religione di Verità come il cristianesimo e i monoteismi. Possono convivere nella stessa nazione soltanto se l'ONORE di quella nazione stabilisce un diritto al centro del quale c'è il cittadino e non interessi religiosi di parte.



    Marghera, 06 ottobre 2009

  3. #3
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    Arrow Rif: La Religione Pagana E l'impossibilità del dialogo con i cristiani.

    Claudio Simeoni

    Meccanico

    Apprendista Stregone

    Guardiano dell'Anticristo

    E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it

    La Religione Pagana; Pagan Religion;

 

 

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