Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    remedios
    Ospite

    Predefinito Grasso denuncia: "Provenzano protetto da politici e imprenditori" - stasera a Tv7

    A "Tv7" intervista del procuratore nazionale antimafia

    "La latitanza del boss coperta da intere fasce sociali"
    Provenzano, Grasso accusa i politici
    Bianco lo convoca al Copaco


    ROMA - La latitanza di Bernardo Provenzano "la coprono rappresentanti delle istituzioni, la coprono politici, imprenditori, forze di polizia". Il neo-procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, nella sua prima intervista da capo dell'ufficio di via Giulia, che stasera andrà in onda a 'Tv7' (Raiuno, 23.25), non si nasconde dietro le parole per spiegare la decennale latitanza del boss mafioso. Parole che provocano la reazione del presidente del Copaco Enzo Bianco che annuncia di voler convocare "al più presto" Grasso. "Conosco Grasso, è persona seria e lo stimo come uomo e come magistrato -dice Bianco - So che non ama sovraesposizioni e quando parla lo fa a ragion veduta. Se ha detto quelle cose certamente ha le sue buone ragioni".

    Nell'intervista il procuratore dice che a coprire Provenzano non è solo "un'organizzazione criminale" ma una copertura "che viene da intere fasce sociali". "Abbiamo scoperto che un imprenditore riceveva da un sottufficiale della forza di polizia delle informazioni sulle nostre indagini - continua Grasso - L'imprenditore era collegato a Cosa nostra e quindi le indagini nostre venivano conosciute direttamente da Provenzano".

    Ma Grasso chiama in causa politici e istituzioni, parlando dell'ex presidente del Consiglio di Villa Abate Francesco Campanella, colui che ha fatto mettere i timbri sul documento falso di Provenzano. "Questo dà l'esatta misura - sottolinea Grasso - di come Cosa nostra riesca a infiltrarsi nelle istituzioni. Campanella è l'interfaccia tra Cosa nostra e le altre categorie sociali, perché ha dei rapporti con la politica, ha una finanziaria, ha dei rapporti a Roma con vari ministeri, insomma è quello che dà veramente la forza dell'organizzazione, la capacità di infiltrarsi e di avere questi collegamenti con l'esterno". Secca la replica dell'avvocato Salvatore Traina, legale di Provenzano: "Se le cose denunciate da Pietro Grasso fossero vere, sarebbe gravissimo".

    Inoltre "Tv7" mostrerà anche un eccezionale documento filmato: per la prima volta sarà mostrata la consegna dei bigliettini di carta con gli ordini scritti, i "pizzini", consegnati agli affiliati di Cosa nostra.

    repubblica.it

  2. #2
    remedios
    Ospite

    Predefinito

    La denuncia di Pietro Grasso
    Il testo integrale dell'intervista

    L'intervista del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso sarà trasmessa stasera a 'Tv7', in onda su Raiuno alle 23.25. Quello che segue è il testo integrale dell'intervista.

    "I pizzini (i messaggi di carta che i mafiosi detenuti passano ai loro affiliati, ndr), è un sistema che sembra antiquato ma se usassero le più moderne tecnologie probabilmente noi riusciremmo a entrare e a scoprire molte più cose. Quello dei biglietti è un sistema che ha dei limiti che non riusciamo a valicare. Nel senso che dovendo seguire la persona che porta i biglietti in un luogo dove è impossibile seguire quella persona, salvo essere scoperti, questo viene sfruttato a vantaggio della comunicazione nell'organizzazione Cosa Nostra. Dalle nostre indagini risulta che spesso siamo noi stessi oggetto di indagini. Cercano di capire le macchine che sono sul territorio a chi appartengono e fanno anche delle ricerche attraverso persone di loro fiducia presso la motorizzazione".

    Chi copre la latitanza del capo di Cosa Nostra?
    "La coprono rappresentanti delle professioni, la coprono politici, imprenditori, forze di polizia. Dall'indagine sulla sua ricerca sono emerse tutte queste categorie, quindi non è soltanto una copertura da parte di un'organizzazione criminale, ma è una copertura che viene da intere fasce sociali. Abbiamo scoperto che un imprenditore riceveva da un sottoufficiale della forza di polizia delle informazioni sulle nostre indagini. L'imprenditore era collegato a Cosa Nostra e quindi le indagini nostre venivano conosciute direttamente da Provenzano. Non abbiamo ancora catturato il latitante Provenzano che da tanti anni, appunto, è tale, però diciamo che i successi ottenuti nella ricerca del latitante Provenzano sono assolutamente indiscutibili. Abbiamo arrestato ben 450 suoi favoreggiatori o associati a Cosa Nostra. Sono stati sequestrati centinaia di milioni di euro di beni, sono state scoperte tante persone che facevano da prestanome o intestavano fittizziamente per conto di Provenzano beni di ingente valore. Quindi diciamo che l'organizzazione paga certamente per questa latitanza".

    Perché Provenzano va in Francia a curarsi?
    "Mentre in passato Provenzano si era servito di medici palermitani, adesso, sentendo forse il terreno non sicuro sotto i suoi piedi si è rivolto all'estero. E fra l'altro in una zona dove parecchi siciliani sono soliti andare per risolvere all'estero i problemi della sanità, visto che la sanità siciliana non sempre è all'altezza della situazione. Del resto proprio nel salotto del medico Guttadauro si sentiva parlare di primari che dovevano prendere certi posti al posto di altri. Cosa nostra è sempre un'emergenza nel senso che va a infiltrarsi nel potere, nell'economia e distrugge quella libertà d'impresa, libertà di mercato che è il fondamento per lo sviluppo di una regione, di una nazione. Cosa Nostra ha degli accertati collegamenti con altre regioni d'Italia come la Lombardia, il Veneto, la Toscana, per quello che ci risulta".

    Sono investimenti?
    "Ci sono investimenti e ci sono anche, secondo un fenomeno abbastanza strano, uno scambio di imprese siciliane che ottengono appalti in queste regioni e imprese di queste regioni che ottengono degli appalti in Sicilia. Sembra quasi che ciò possa essere in un certo qual senso coordinato o diretto da una mente che accentra tutto".

    A far mettere i timbri sul documento falso di Provenzano è stato l'ex Presidente del Consiglio di Villa Abate Francesco Campanella, che oggi sta collaborando con questa Procura. Qual è il valore di questo fatto?
    "Certamente questo dà l'esatta misura di come Cosa Nostra riesca a infiltrarsi nelle istituzioni, addirittura non solo locali ma anche nazionali. Il presidente di un Consiglio comunale che si presta a mettere un timbro falso su un documento falso per consentire appunto il viaggio all'estero a Provenzano. Questo mi pare che sia totalmente devastante per quelli che sono i rapporti sociali. Campanella è quello che noi possiamo definire l'interfaccia tra Cosa Nostra e le altre categorie sociali, perché è il Presidente del Consiglio comunale di Villa Abate, quindi ha dei rapporti con la politica, ha una finanziaria, ha dei contatti a Roma con vari Ministeri, insomma è quello che dà veramente la forza dell'organizzazione, la capacità di infiltrarsi e di avere questi collegamenti con l'esterno".

    (21 ottobre 2005)

    repubblica.it

  3. #3
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    Boh, Grasso nella lotta alla mafia si e' mostrato un po' ambiguo, a Palermo ha fatto dei gran danni (leggere il libro di Travaglio e Lodato "Intoccabili" per approfondimenti). Questa attenzione rivolta esclusivamente a Provenzano, inoltre, mi lascia un po' perplesso. oltretutto la mafia non e' un'organizzazione prettamente verticistica, ci sono ambiti che sono di esclusiva pertinenza dei clan locali. La realta' e' che negli ultimi anni la lotta a cosa nostra si e' clamorosamente fermata, i pentiti sono calati, gli arresti eccellenti anche, molte indagini sono ad un punto morto, i magistrati (anche quelli che lavoravano a fianco di Falcone e Borsellino) sono stati delegittimati e umiliati. Non basta l'ennesima sparata su Provenzano per dimostrare le proprie rinnovate intenzioni. Sarei piu' tranquillo con Caselli capo della PNA.

  4. #4
    remedios
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da matteomatteo
    Boh, Grasso nella lotta alla mafia si e' mostrato un po' ambiguo, a Palermo ha fatto dei gran danni (leggere il libro di Travaglio e Lodato "Intoccabili" per approfondimenti). Questa attenzione rivolta esclusivamente a Provenzano, inoltre, mi lascia un po' perplesso. oltretutto la mafia non e' un'organizzazione prettamente verticistica, ci sono ambiti che sono di esclusiva pertinenza dei clan locali. La realta' e' che negli ultimi anni la lotta a cosa nostra si e' clamorosamente fermata, i pentiti sono calati, gli arresti eccellenti anche, molte indagini sono ad un punto morto, i magistrati (anche quelli che lavoravano a fianco di Falcone e Borsellino) sono stati delegittimati e umiliati. Non basta l'ennesima sparata su Provenzano per dimostrare le proprie rinnovate intenzioni. Sarei piu' tranquillo con Caselli capo della PNA.
    sì, in linea di massima sono d'accordo con te. però una sparata, per discutibile o limitata che sia, credo sia meglio del silenzio assordante degli ultimi anni che hai ben descritto.

  5. #5
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    Predefinito

    In origine postato da remedios
    sì, in linea di massima sono d'accordo con te. però una sparata, per discutibile o limitata che sia, credo sia meglio del silenzio assordante degli ultimi anni che hai ben descritto.
    Di Provenzano si e' sempre molto parlato. Del resto no (e il silenzio continua, anche riguardo ad altre associazioni criminali, tipo la 'ndrangheta).

  6. #6
    remedios
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da matteomatteo
    Di Provenzano si e' sempre molto parlato. Del resto no (e il silenzio continua, anche riguardo ad altre associazioni criminali, tipo la 'ndrangheta).
    mi sembra che in questo caso si parli di provenzano ma anche (certo in minima parte) del resto.
    concordo anche sul resto: il silenzio viene rotto soltanto quando succedono omicidi come quello di domenica. e viene rotto senza continuità. io non credo che basti cavalcare lo sdegno, ma servono un lavoro e un'informazione molto più approfondite.

 

 

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