Allora, amici, guardate che bel lavoretto: ho messo in fila 492 sondaggi pubblicati dal 2000 al 2005 e li ho confrontati con i risultati delle elezioni.
Per le politiche 2001 ho confrontato i risultati del proporzionale e del maggioritario con i risultati del 13 maggio 2001, considerando gli attuali schieramenti. Al maggioritario ho considerato nel centrodx CDL e D'Antoni e nel centrosx Ulivo, Di Pietro e RC.
Per i sondaggi sulle intenzioni di voto proporzionale nazionale il confronto è stato fatto con le prime elezioni successive a livello nazionale: europee 2004 e regionali 2005.
Per le altre (provinciali, comunali e regionali) ho confrontato i sondaggi con i risultati effettivi.
Ovviamente non ho tenuto conto dei sondaggi sulle intenzioni di voto dopo il 4 aprile 2005, in quanto non possiamo confrontarle con i risultati.
Ho analizzato la differenza sugli scarti tra cdx e csx.
Per ciascun istituto ho calcolato la media degli scarti: lo scarto relativo è ottenuto dalla media sulla somma algebrica, lo scarto assoluto è calcolato sulla media dei valori assoluti.
Così, ad es. se un istituto mi dà questi scarti: +3%, -2%, + 4%, avremo uno scarto relativo medio di 3-2+4=5 / 3 = 1,7% (cioè in media sopravvalua il cdx dell'1,33%), e uno scarto assoluto pari a 3+2+4= 9 /3 = 3%, cioè in media sbaglia del 3%.
Il segno + mi indica scarto pro cdx, il segno - scarto pro csx.
Da notare che in media il cdx viene avvantaggiato da TUTTI gli istituti di sondaggio.
Lo scarto relativo ci dice di quanto è fazioso, o scarto assoluto di quanto è preciso in generale.
Ho usato tutti e due perchè ho visto che usare un solo indice tra i due mi dava risultati strani: ad esempio se per ipotesi su due sondaggi sbaglio del 10% in favore del cdx il primo e del 10% in favore del cesx il secondo, lo scarto medio relativo sarebbe stato dello 0%, cioè l'istituto in questione sarebbe risultato precisissimo.
Viceversa se usassi il criterio dello scarto assoluto, se un istituto mi sbaglia sempre del 4% in favore pero' di una parte sola, risultrebbe più affidabile di uno che sbaglia in media del 5% però una volta per uno.
Se lo scarto relativo e quello assoluto sono uguali, significa che l'errore avviene sempre a favore di una parte.
Più sono differenti, più significa che gli errori sono ripartiti.
Poi ho sommato lo scarto relativo e quello assoluto e ho trovato l'errore medio globale.
A questo punto ho assegnato il voto di 6 a chi rimane esattamente della media di errore, e ho calcolato il voto di ciascun istituto in proporzione: più di 6 a chi sbaglia neno della media, meno di 6 al contrarrio.
Lo so, è un po' difficile da spiegare, se non avete capito fidatevi.
Se qualcuno mi elabora un sistema di valutazione migliore ben venga.
Il risultato finale è questo: risulta che in media il centrodestra è sopravvalutato del 4,2%, e che l'errore medio dei sondaggisti è del 6,2%.
Pero' non tutti i sondaggisti sono uguali, amici.
Nella classifica ho messo solo gli istituti con almeno 5 sondaggi a testa.
Gli altri li ho raggruppati nella voce "altri", perchè singolarmente non erano significativi.
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