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Discussione: Il Manoscritto Voynich

  1. #1
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    Predefinito Il Manoscritto Voynich

    E' una mattina qualunque del 1912, quando Wilfrid Voynich varca la soglia di Villa Mondragone a Frascati, a due passi da Roma. La villa è un antico convento dei Frati Gesuiti. Tra i vecchi manoscritti che gli mostrerà padre Strickland, Voynich scoprirà quello che ancora oggi è definito il libro più misterioso del mondo. Il documento è ora conservato presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University, e da quasi un secolo sfida linguisti e specialisti di crittografia.






    Incollata all'interno del libro, Voynich trovò una lettera di Johannes Marcus Marci, rettore dell'Università di Praga, indirizzata all'amico Athanasius Kircher. Con questa lettera, datata 19 agosto 1665 (o 1666), Marci pregava Kircher, esperto crittografo, di decifrare il manoscritto. Spiegava poi che il libro era appartenuto all'imperatore Rodolfo II d'Asburgo che lo aveva acquistato per una cifra consistente, e che si riteneva fosse opera del monaco francescano Roger Bacon. Probabilmente non a caso, visto che Bacon, il Dottor Mirabilis, era un personaggio quasi leggendario. Collezionava libri arcani e conosceva la composizione della polvere da sparo che però, forse temendo che finisse nelle mani sbagliate, aveva nascosto in una frase latina apparentemente senza senso, dal sapore cabalistico, di interpretazione quasi impossibile. Inoltre, nei suoi scritti, aveva lasciato intendere di conoscere molte cose che non era pronto a rendere pubbliche. Dopo la sua morte, le opere di Bacone vennero considerate così pericolose che furono inchiodate alla parete della biblioteca di Oxford perché si polverizzassero al vento e alla pioggia.

  2. #2
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    Predefinito

    Il Manoscritto Voynich è un libro di 22 centimetri per 16. E' formato da 102 fogli, per un totale di 204 facciate, ma non è completo: altre 24 pagine sono infatti state strappate nel corso dei secoli. E' scritto in una lingua sconosciuta: 250.000 caratteri che formano oltre 4.000 parole ignote.
    Il tutto arricchito da misteriose illustrazioni: piante sconosciute, improbabili figure femminili, bizzarri impianti idraulici e costellazioni insospettate.



    La datazione del testo è controversa, ma potrebbe risalire agli inizi del XVII secolo. Un'analisi all'infrarosso ha infatti rivelato la presenza di una firma successivamente cancellata: Jacobi a Tepenece, al secolo Jacobus Horcicki, alchimista al servizio di Rodolfo II, morto nel 1622.
    Non esistono tracce di errori o correzioni effettuate durante o dopo la stesura e gli studiosi concordano sul fatto che sia stato scritto da due mani differenti (Mano 1 e Mano 2) e in due diverse lingue (Currier A e Currier B).

    Malgrado alcuni crittografi abbiano proposto diverse soluzioni, queste risultano applicabili solo ad alcune parti del manoscritto, e non a tutta l'opera. I più abili e famosi decifratori militari hanno infatti sfidato il Manoscritto Voynich: da Herbert Yardley, il crittografo americano che risolse il cifrario tedesco nella prima guerra mondiale e un codice diplomatico giapponese senza conoscere la lingua, a John Manly, che decifrò il codice Waberski, a William Friedman, che ebbe la meglio sul codice viola giapponese, degli anni quaranta. Nessuno ebbe successo. E anche i più sofisticati software sono stati beffati dal codice del Manoscritto, che resta inviolato.

    Negli anni Venti, l'esperto di cifrari militari William Newbold, dichiarò che il libro conteneva scoperte incredibili di astronomia e biologia. Nel 1945 l'oncologo Leonell Strong affermò di aver tradotto un paragrafo in cui si descriveva un rivoluzionario metodo anticoncezionale. Negli anni successivi, le proposte di soluzione si moltiplicarono, fino a quella del 1987 del medico americano Lev Levitov che individuò nel volume l'unica copia rimasta di un manuale per il suicidio rituale dei Catari.


    Una delle teorie più recenti, e ad oggi la più accreditata, è stata pubblicata nel 2004 sulla rivista Nature (e confermata da un altro ricercatore nel 2007 su Cryptologia). Secondo lo psicologo Gordon Rugg, il manoscritto non celerebbe nessun messaggio occulto, ma sarebbe ciò che rimane di una delle più grandi truffe della storia. E' solo un'ipotesi, lo stesso Rugg ha dichiarato che il metodo da lui utilizzato (le griglie di Cardano) dimostra che è possibile produrre in tempi brevi un manoscritto molto simile al Voynich, e non che il manoscritto originale sia stato prodotto in quel modo.

    Quello che è certo è che l'imperatore Rodolfo II di Boemia acquistò il manoscritto nel 1666 per una cifra da capogiro: 600 ducati d'oro (pari a circa tre chili e mezzo d'oro). Una strana coincidenza, però, è che proprio in quel periodo erano presenti a Praga e residenti nello stesso castello (precisamente nel piccolo vicolo chiamato degli Alchimisti), due personaggi piuttosto controversi: Edward Kelley, lo spregiudicato avventuriero inglese e John Dee, il celebre mago e astrologo elisabettiano. Secondo Gordon Rugg, i due potrebbero aver scritto il libro e averlo spacciato all'imperatore come opera del leggendario Ruggero Bacone. E nel manoscritto non ci sarebbe scritto altro che un ripetitivo e beffardo bla bla bla...


    Le immagini sono tratte da http://beinecke.library.yale.edu

  3. #3
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    Predefinito L'ultima teoria

    Dopo cinquecento anni di mistero, Richard Rogers, informatico e specialista nella gestione dei dati al Fleet Readiness Center East at Cherry Point (Nord Carolina), sostiene di aver "craccato" il codice del manoscritto Voynich e ci conduce in un mondo fatto di scacchiere, codici segreti, algoritmi e matematica. Un mondo a cui, a suo dire, gli italiani sembrano aver contribuito in modo significativo.






    Claudia Migliore


    Fa mostra di sé alla Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell'Università di Yale. 16x 22×4. 102 fogli, per un totale di 204 pagine. Un concentrato di mistero. Questo è il manoscritto di Voynich. L'enigma letterario più sorprendente di tutti i tempi. Il libro più misterioso della storia. Quello che nessuno è mai stato in grado di leggere. Fino ad oggi. Fino all'undici novembre. Quando un sito americano pubblica le dichiarazioni di un uomo che sostiene di esserci riuscito.

    Richard Rogers, 58 anni, di cui 37 dedicati al governo americano, sostiene di aver tradotto le prime pagine del manoscritto. Assolutamente per caso. Stava lavorando ad un nuovo algoritmo per il Dipartimento di Stato americano e aveva utilizzato una parte casuale del testo del manoscritto per fare un test. Il software ha fallito per due volte prima di restituire i dati. Dati in cui Richard Rogers ha letto la incredibile scoperta.

    Il manoscritto non contiene lettere, parole. Per anni tutti gli studiosi hanno pensato si trattasse di un linguaggio misterioso. In realtà il testo rappresenterebbe il primo foglio di calcolo della storia. Si tratterebbe non di lettere ma di numeri. Algebra simbolica. Roger non poteva credere a questa possibilità. Ha passato 10.000 ore davanti al computer per tradurre le prime tre pagine del manoscritto. Ha persino utilizzato un software satellitare, creato per rilevare le crepe su Marte, per analizzare il vello su cui il manoscritto è stato redatto e le crepe nella carta.

    Rogers ha concluso che il manoscritto contiene un messaggio segreto nascosto nelle figure. Alla base del documento c'è una griglia 8×8. Come quella delle scacchiere. Simbolo massonico.

    La griglia ha numeri nella parte bassa e lettere nella parte alta. Il documento è algebra ma è anche un sistema per spiegare come navigare sulla scacchiera per leggere o scoprire i messaggi segreti, le immagini e i simboli. La prima pagina non rappresenta altro che le istruzioni su come leggere il manoscritto.

    Attraverso una serie di studi e ricerche Rogers ha concluso che il manoscritto è stato redatto a più mani da una famiglia proprio in Italia. Martino Longhi (1534-1591), Onorio Longhi e Martino Longhi il giovane (1602-1660) sarebbero gli autori. Datato intorno al 1578 prendendo come riferimento l'anno di costruzione di Villa Mondragone a Frascati dove il libro era conservato dai gesuiti. Rogers sostiene che proprio il giardino della villa, sia la chiave. Che la griglia rappresentata nel giardino si integri con il documento che conterrebbe importanti segreti commerciali nascosti alla chiesa.



  4. #4
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    Predefinito

    Dal momento che il testo è incomprensibile, gli studiosi hanno convenzionalmente suddiviso il manoscritto Voynich in sezioni basandosi sulle numerose illustrazioni.


    La prima, chiamata botanica va dal foglio 1 al foglio 66 e contiene 113 disegni di piante sconosciute: bellissimi schizzi nell'impegnativo stile di un erbario medievale raffigurano fiori e spezie mai apparsi sulla Terra. Sono certamente piante strane, talvolta con steli doppi o tripli e radici gonfie come spugne, alcune con strani tubercoli, altre con piccole teste umane, ma comunque ben riconoscibili come tali.







    Nella sezione seguente, detta astronomica o astrologica (dal foglio 67 al foglio 73), si nota un salto di qualità: dalla terra al cielo, dalle erbe medicinali ai cerchi astrali. Non il semplice diagramma oroscopico, ma tavole fitte di elementi eccezionali, imprevedibili. Vi si riconoscono anche alcuni segni zodiacali e costellazioni non conosciute. Sono in tutto 25 diagrammi.






  5. #5
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    Ma è nella la terza sezione (biologica, dal foglio 75 al foglio 86) che si tocca il culmine della stravaganza: oggetti sconosciuti, spugnosi, gonfi, squamati. Filamenti che sembrano canne, vene, canali. Progetti di strani impianti idraulici. E poi dozzine di donne nude che emergono da tubi o da vasche a semicupio, colme di un liquido scuro.







    Dopo la sezione biologica, si trova un grande foglio ripiegato sei volte (foglio 85 recto-86 verso), nel quale sono disegnati nove medaglioni circolari, che contengono stelle e oggetti simili a cellule, con strane strutture fibrose che collegano i nove cerchi.





    La quarta sezione va dal foglio 87 al foglio 102 ed è chiamata farmacologica per la presenza di vasi tipici delle antiche farmacie, con coperchi alti e affusolati e basamenti elaborati. Questa parte contiene anche diversi disegni di piccole piante e radici, presumibilmente erbe medicinali.







    L'ultima sezione comincia dal foglio 103 e prosegue sino alla fine. Non vi figura alcuna immagine, eccettuate piccole stelle a sinistra delle righe: potrebbe essere una sorta di indice.





    Le immagini sono tratte da http://beinecke.library.yale.edu
    (clicca per ingrandire)

  6. #6
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  7. #7
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    Ultima modifica di Silvia; 12-01-10 alle 22:13

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il Manoscritto Voynich

    Mi sovviene alla mente Borges, l'idealismo e il carattere allucinatorio del mondo...
    Ultima modifica di gertrud; 13-01-10 alle 01:14
    Orientata verso l'immenso mare della bellezza

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da gertrud Visualizza Messaggio
    Mi sovviene alla mente Borges, l'idealismo e il carattere allucinatorio del mondo...
    Il manoscritto Voynich potrebbe quasi aver ispirato il racconto di Borges "Tlön, Uqbar, Orbis Tertius" e l'enciclopedia dell'immaginario mondo di Tlön, scritta in una lingua inesistente. Chissà...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 14-01-10 alle 01:28

  10. #10
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    Predefinito Rif: Il Manoscritto Voynich

    La struttura dell'insieme delle illustrazioni suggerisce che l'autore (o gli autori) del manoscritto abbia, per così dire, deciso cosa disegnare nel corso del lavoro stesso: iniziò con un erbario che, per quanto corredato da una scrittura incomprensibile, era un genere assai diffuso nei secoli scorsi e comunque non abbastanza misterioso e suggestivo per i suoi scopi. In seguito, per rendere più prezioso e desiderabile il volume, passò ad oggetti vistosamente magici, segreti, oscuri: ecco allora le misteriose figure nude, i diagrammi complessi, spirali stellate, rosette da cui escono tubi o canne, costellazioni arcane e fascinose. Il solo dato veramente oggettivo e immediato, cioè le immagini, mi spinge a credere che il manoscritto Voynich sia stato realizzato col solo scopo di essere presentato, utilizzato, venduto come libro magico (ad aumentare la confusione, il foglio 17 contiene una minuscola nota in tedesco medioalto, non necessariamente dell’autore, che parla dell’erbario di Matthiolaus – nota mia).

    Il primo possessore accertato fu Horcicki, direttore delle raccolte botaniche di Rodolfo: questo è un argomento valido per sostenere la natura preminente di erbario del Voynich. Ma Horcicki era anche direttore del laboratorio alchemico dell'imperatore, per cui doveva essere esperto di libri esoterici, come il manoscritto mostrava, enigmaticamente ma prepotentemente, di essere.




    Il libro più misterioso del mondo è allora un trucco? Credo di sì. O piuttosto credo che non contenga nessun testo di senso logico. Spesso due parole identiche si succedono una all'altra, cosa che invece, in un linguaggio reale, accade di rado. Molto spesso il primo carattere dei vocaboli è lo stesso per più righe di seguito e ciò è chiaramente poco verosimile. La totale mancanza di correzioni è molto significativa: nessuno correggerebbe un testo dove non possono esservi errori, perché è di fantasia. Come prova contraria, ricordiamo che non esiste manoscritto leggibile che non rechi qualche correzione o qualche ripensamento. E ancora: non è stato possibile, nonostante lunghi tentativi, ricostruire e stabilire un alfabeto del manoscritto, perché i caratteri, pur quelli analoghi, presentano numerose e significative variazioni, legami, svolazzi, abbellimenti e altre caratteristiche che fanno pensare ad una libera espressione grafica e non alla applicazione costante e rigorosa di un codice preesistente.

    Ma anche la mia è solo una congettura. Da più di cinque secoli, il manoscritto Voynich mostra al mondo il fascino oscuro delle sue pagine, sfida l'intelligenza dei ricercatori e la vince.Al di là delle ipotesi più o meno assurde, il manoscritto Voynich si può definire solo come ha fatto una delle sue più attente e tenaci studiose, Mary E. D'Imperio: un elegante enigma.


 

 
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