Bnl, il Cda boccia l'offerta Unipol
"Il prezzo di 2,7 euro non è equo"
Il Cda della Bnl ha bocciato l'offerta pubblica di acquisto lanciata dalla Unipol di Consorte. Il prezzo già proposto, pari a 2,7 euro, è stato definito "non equo", in quanto comporterebbe una "disparità di trattamento tra gli azionisti". Non condivise nemmeno le logiche industriali dell'operazione. Il Consiglio di via Veneto ha parlato poi di "poca sostenibilità dal punto di vista finanziario".
In particolare, il comunicato diffuso da Bnl sottolinea che "pur rilevando, anche sulla base delle fairness opinion rilasciate dagli advisor finanziari, la congruità del corrispettivo di 2,70 euro", il Cda ritiene che "lo stesso non sia equo in quanto la struttura dell'operazione e l'articolazione dei contratti di acquisto e delle opzioni non assicura la parità di trattamento di tutti gli azionisti". Inoltre il Consiglio ha ritenuto che "le logiche industriali dell'offerta non siano condivisibili e siano altresì significativi i livelli di patrimonializzazione addizionali necessari per la stabilità del conglomerato, nonchè i rischi di sostenibilità finanziaria dell'operazione".
Infine, la nota osserva che "la convenienza economica dell'offerta potrà essere compiutamente valutata da ciascun azionista di Bnl al momento dell'adesione, alla luce dell'evoluzione delle criticità evidenziate nel comunicato dell'emittente e dell'andamento del prezzo delle azioni di Bnl fino alla conclusione del periodo di adesione, fermo restando che il periodo di adesione all'offerta pubblica potrà iniziare solo una volta ottenute da parte di Unipol le autorizzazioni richieste dalla normativa vigente".
Il Consiglio ha anche aggiornato la valutazione dell'indipendenza degli amministratori. Risultano così qualificati come indipendenti i consiglieri Pier Luigi Fabrizi, Tiberio Lonati, Paolo Mazzotto, Stefano Micossi, Antonio Ortega Parra, Massimo Ponzellini e Giuseppe Statuto. Mazzotto è stato anche nominato componente del Comitato per il controllo interno a seguito delle dimissioni di Fabrizi dall'incarico.




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