Nella puntata di Matrix del 28 settembre una coppia di fidanzati, che presume di aver avuto il giorno prima un rapporto a rischio, si reca presso 5 ospedali romani per farsi prescrivere la pillola del giorno dopo (Norlevo), il farmaco che impedisce all'ovulo fecondato di attecchire nell'utero e far iniziare la gravidanza.
I medici si richiamano, illegittimamente, alle legge 194 e alla obiezione di coscienza. Risultato: nessuno dei 5 ospedali romani prescrive la pillola ai giovani. La ragazza potrebbe scoprire di essere incinta tra qualche settimana e ricorrere all'aborto.
E' un fenomeno diffusissimo. Quasi in nessun spedale vi è un medico disponibile a prescrivere questo farmaco e le donne sono costrette all'aborto. Idem per i medici di famiglia. Nelle farmacie il farmaco è introvabile.
E' bene precisare che la pillola del giorno dopo è altra cosa dalla RU486. E' un anticoncezionale di emergenza, che ha efficacia dopo 12 - 72 ore dal rapporto a rischio, prima che i due DNA si siano fusi e l'ovulo si sia impiantato nell'utero.
Poiché questa pillola impedisce all'ovulo fecondato di attecchire nell'utero, non si tratta di un farmaco abortivo, perché la gravidanza ha inizio solo con l'impianto dell'ovulo fecondato nell'utero.
Dunque l'obiezione di coscienza non è applicabile e chi omette di prescrivere il farmaco incorre nel reato di omissione in atti di ufficio.
Inoltre la prescrizione medica è prevista solo in Italia e non ha alcuna ragione medica, poiché il farmaco non ha controindicazioni e effetti collaterali.
L'associazione Radicali Roma ha denunciato il fatto alla Procura della Repubblica, per omissione di atti di ufficio.
Inoltre l'associazoione Radicali Roma ha denunciato il fatto al ministro della salute Storace, chiedendo una ispezione, con la stessa sollecitudine con cui il ministro ha mandato gli ispettori a Torino, dove si sperimenta la RU486.




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