A dare l’allarme un vigilante che ha visto i due malviventi. Lasciato un volantino di rivendicazione poco credibile
Attentato incendiario contro il Comune
Due persone hanno appiccato il fuoco all’ingresso principale del municipio
di Alessandra Vaccari La Digos lo definisce un «tentato incendio» e va molto cauta nell’attribuire parternità a quanto è successo a palazzo Barbieri ieri notte dopo le quattro, nonostante un volantino di rivendicazione sia stato trovato sul posto. Sta di fatto che il gesto fa discutere perché è stato commesso contro il Comune la casa di tutti, contro l’istituzione. Ieri mattina verso le 4.30 un vigilante in servizio per i controlli delle Olimpiadi del formaggio vede fuoco sotto il colonnato di palazzo Barbieri, sopra la scalinata dell’ingresso principale. La guardia vede anche due persone di cui ha dato sommarie descrizioni intente nell’attentato. I due si vedono scoperti e scappano via, scavalcando di nuovo i cancelli in ferro battuto che impediscono di accedere all’ingresso principale del municipio. Ma l’uomo, forse intuendo che non ce l’avrebbe fatta a raggiungerli, anziché mettersi al loro inseguimento chiama i vigili del fuoco per limitare i danni. In effetti grazie al suo tempestivo intervento, i danni restano circoscritti. Sul marmo sotto il porticato resta la scia bruciata ed oleosa, la porta di legno è annerita, ma non rovinata. È andata bene. Pochi centimetri oltre la porta ci sarebbe stato un altro ingresso in legno e vetro, subito dopo divani, un enorme tappeto che orna il salone, tendaggi. Poteva davvero essere un disastro. Viene chiamata la polizia. E durante la notte la Digos, che si occupa di reati legati anche alla sfera politica inizia il sopralluogo cercando di repertare tutto quello che potrà essere utile alle indagini e al dare una parternità al «tentato incendio». Sotto il porticato vengono trovate due taniche in plastica contenenti carburante. Una tanica ne conteneva un litro, un’altra quattro. Presumibilmente le due persone che hanno appiccato il fuoco hanno scavalcato la recinzione, si sono passati le taniche, hanno fatto la scia con il liquido infiammabile da un angolo verso la porta. Poi hanno lasciato le taniche nell’angolo e hanno appiccato il fuoco. Le fiamme hanno fatto il loro percorso tracciato e sono arrivate alla porta dov’erano stati messi anche alcuni stracci imbevuti. Poi i due attentatori sono stati scoperti dal vigilante che li ha messi in fuga. Sul posto hanno però lasciato dei volantini prestampati. Una rivendicazione che porta però la data del 19 ottobre, cioè mercoledì. Strano. Forse l’incendio doveva essere appiccato la notte precedente rispetto a quella in cui è poi stato messo in atto, e chissà per quali ragioni è stato poi posticipato. Ma i volantini erano pronti. Nel volantino si protesta contro l’autorità di governo, contro l’intervento in Iraq. La firma in calce, quella di Forza Nuova. Ma tra gli indizi che fanno sospettare che non siamo davanti una rivendicazione attendebile ci sono proprio i caratteri utilizzati dall’autore del volantino. Sono assolutamente diversi da quelli che il movimento usa. Che senso avrebbe voler rivendicare un attentato mettendo caratteri diversi. Il fine della rivendicazione è proprio quello del «vanto» della paternità. Da parte sua l’esponente nazionale di Forza Nuova Roberto Bussinello dichiara il suo partito assolutamente estraneo a simili atti che condanna e auspica che al più presto vengano trovati gli autori. In queste ore la polizia sta verbalizzando testimonianze, raccogliendo elementi. Non che la pista di estrema destra sia lasciata perdere a prescindere, ma gli uomini della Digos stanno cercando anche da altre parti. Ad aiutarli potrebbe esserci il filmato della telecamera piazzata da poco proprio sopra palazzo Barbieri. L’occhio indiscreto e vigile potrebbe aver registrato ogni gesto dall’inizio alla fine. In questo caso resterebbe «soltanto» da dare un nome a volti che già si conoscono.