questo non capisce proprio niente![]()
"Non rinunciamo ad esplorare la strada dell'unita' con Sdi e radicali, ma Pannella e Boselli non possono chiederci condizioni inaccettabili". Questo il succo della relazione del segretario Gianni De Michelis al congresso del Nuovo Psi.
De Michelis preferirebbe "una posizione da terzo polo". "Lo riproporrei con la vecchia legge elettorale, ma con la nuova legge - afferma De Michelis - il terzo polo e' piu' difficile". De Michelis avverte i socialisti: "Due piu' due puo' fare cinque o sei ma anche due o tre". Sul simbolo De Michelis ripropone il garofano rosso: "Conosco il valore della rosa per il socialismo europeo, ma per i socialisti riformisti italiani negli ultimi 25 anni ha parlato il garofano rosso".
Sulle alleanze per il 2006 De Michelis afferma: "Per noi Berlusconi o Prodi non sono strategici. Diciamo no al bipolarismo bastardo. Le nostre scelte pero' non devono apparire come un cambio di campo per saltare sull'ipotetico carro del vincitore. Noi siamo socialisti, riformisti, autonomisti e craxiani e la scelta delle alleanze deve sempre essere conseguente all'obiettivo di fondo della nostra identita'".
paletti che De Michelis pone a Sdi e radicali sono vari: "Non ho nulla contro Blair, Zapatero e Fortuna ma Bettino Craxi li riassume tutti. E poi quali Blair,
Zapatero e Fortuna? Si' fino in fondo al Blair della politica estera ed economica. No allo Zapatero che ritira le truppe dall'Iraq. Si' allo Zapatero che trascina le nuove generazioni (se penso che Zapatero ha l'eta' di mio figlio, credo sia l'ora di tirarci da parte per far posto a nuove generazioni). Si'
allo Schroeder che allontana Gysi e Lafontaine. Difendo lo Zapatero di Ceuta senza buonismo o utopie. Si' al Craxi del Concordato. No al laicismo deteriore: e' legittimo che la Chiesa esprima le sue opinioni ed e' legittimo contrastarle.
Dobbiamo batterci per la separazione delle carriere dei giudici. Le riforme Biagi, Moratti e sulle pensioni vanno migliorate ma non cancellate. Va a picco un Paese che cancella le riforme precedenti ad ogni cambio di maggioranza. Lo Sdi al Senato si esprima a favore della riforma elettorale proporzionale. So che lo pensano, lo esplicitino in sede parlamentare".
De Michelis critica Giuliano Amato e Stefania Craxi, che "non possono indicarci la strada". "Amato e' vicepresidente del Pse, non puo' dire che l'Internazionale Socialista e' un calderone. L'Internazionale Socialista e' sicuramente meno calderone del Partito Democratico di cui parla Amato".
"Stefania Craxi - continua De Michelis - ha il diritto di continuare la battaglia per la verita', ha ragione quando dice che 'non si puo' voltare pagina ed andare avanti'. Ma non ha ragione quando abbandona l'identita' socialista per parlare dell'identita' di Bettino Craxi. Bettino Craxi ha difeso fino in fondo l'identita' socialista. Togliere il socialismo a Bettino Craxi significa togliergli la sua ragion d'essere".
Per De Michelis "siamo alla fine del bipolarismo italiano. E' vero che Berlusconi e Prodi sono gli stessi candidati leader del 1996, ma Cdl e Ulivo non sono piu' le stesse. Fini ed An sono diversi dal Msi e da Fiuggi. Le dimissioni di Follini indicano un travaglio nell'Udc. Rutelli con le sue giravolte ha seppellito l'Ulivo ed ora lo riesuma. Questo e' segno di confusione. Dobbiamo riconoscere a Boselli di avere detto no alla riproposizione dell'Ulivo. Questo anche grazie a noi".
Sul congresso del Nuovo Psi De Michelis lancia un appello all'unita': "Rifiuto di accettare la logica della conta, dei guelfi contro i ghibellini. Al di la' delle percentuali dei guelfi e dei ghibellini, il partito si scioglierebbe". Sul Governo Berlusconi De Michelis afferma: "Noi abbiamo la nostra quota parte di responsabilita', ma Berlusconi ha sbagliato a puntare fino all'ultimo sui 5 punti del contratto con gli italiani. Nel frattempo il mondo e' cambiato ed oggi
del contratto con gli italiani nessuno piu' parla. Berlusconi ha anche sbagliato ad accantonare il Patto per l'Italia stipulato con i sindacati. La Cgil e' un freno per lo sviluppo, ma e' difficile dar torto agli amici di Uil e Cisl". De Michelis aggiunge: "Basta con il balletto Berlusconi-Prodi. Alla fine non perdera' l'uno o l'altro, ma perdera' l'Italia. Il vero bipolarismo deve essere fra riformisti e conservatori-massimalisti. Bossi e Bertinotti non possono determinare gli indirizzi di un Governo, pena il disastro dell'Italia. L'esempio da seguire e' quello di Schroeder che ha chiuso la porta al massimalismo di Gysi e
Lafontaine".
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