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    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Post Dottrina Sociale della Chiesa

    Da quando esiste, la Chiesa ha sempre avuto ed ha LA DOTTRINA SOCIALE.

    Questa Verità le deriva dal Vangelo il quale ha sempre impegnato la Chiesa non solo all'opera della salvezza ultraterrena dell'uomo, ma anche alla missione di ILLUMINARE GLI UOMINI perchè la giustizia regni sulla terra....o quanto meno RESISTERE IN ATTESA DEL RITORNO GLORIOSO DI CRISTO.

    Il periodo più forte nel quale questa esigenza si fece dirrompente.... fu con l'avvento della "Rivoluzione Industriale"... qui la Chiesa avvertì IMMEDIATAMENTE la necessità di non isolare dal Vangelo e dall'evangelizzazione stessa la cosiddetta QUESTIONE SOCIALE, la quale nasce dalle due nuove classi sociali:
    quella dei DATORI DI LAVORO (i padroni) e
    quella dei PRESTATORI D'OPERA (gli operai) ......

    Da qui la storia dell'ultimo secolo è stata tramandata, diciamolo onestamente.......presentando la Chiesa come una sorta di "matrigna" che tutto vietava....in verità Essa fu la prima ad emanare Documenti di grande spessore e di grande livello sociale, tanto da non essere, ancora oggi, superati da nessun altro testo legislativo......

    Ma vediamo un pò i fatti......naturalmente molto condenzati....

    Sul finire del XVIII, l'invenzione della macchina a vapore portò al declino del sistema di produzione ARTIGIANALE ed all'avvento stesso di quello industriale...
    Questo avvenne soprattutto in Inghilterra e toccò in modo speciale il settore tessile.
    Gli artigiani inglesi, che da secoli filavano e tessevano in casa su telai di legno mossi dalla forza delle propria braccia...si trovarono all'improvviso a non poter più competere con la nascente industria che filava e tesseva con veloci macchine metallichie, mosse dalla forza a vapore...e che dunque produceva il doppio della merce con un prezzo minore...
    Gli artigiani dovettero abbandonare i loro telai e trasferirsi, cercando lavoro, nelle fabbriche, come salariati....

    Nasce così la Classe imprenditoriale e la Classe operaia!

    A causa della debolezza umana, spinta sempre a cercare uno sfruttamento con un maggior guadagno, iniziarono anche i problemi relativi ai rapporti fra le due classi, aumentando uno squilibrio sociale riguardante appunto l'ingiustizia di una Classe contro la Classe più debole, in questo caso, contro la Classe Operaia.

    Per farla breve nascono due fronti:

    1) da una parte i "socialisti scientifici" o meglio conosciuti come "comunisti" che, col Manifesto del Partito del 1848, dichiararono lotta aperta tra operai e imprenditori;

    2) dall'altra parte la vasta schiera di coloro che - senza necessariamente contrapporsi contro un altra Classe - si schierarono al fianco degli operai si, ma senza dichiarare nessuna lotta, quanto piuttosto formando organizzazioni sindacali, alimentando Leggi per aiutare a realizzare i propri diritti. Questi sono più conosciuti come "Cattolici" e "Socialisti moderati" i quali riconobbero l'utilità sia della Classe imprenditoriale, sia l'utilità della Classe operaia.

    Essi si batterono su tutti i fronti per conquistare alla Classe operaia quei diritti elementari, pur non umiliando o schiacciando la Classe imprenditoriale dalla quale, in fin dei conti, dipendeva il salario degli operai.

    Vediamo ora alcuni personaggi storici che hanno contraddistinto l'opera della Chiesa in questi anni, spesse volte....raccontati malamente....o non raccontati affatto...

    In Inghilterra ricordiamo il " CARTISMO" del 1835 e le "TRADE UNIONS" (che sono gli attuali sindacati inglesi), con la figura del Cardinale MANNING, chiamato affettuosamente dagli operai del suo tempo: "Il cardinale dei poveri".....

    In Germania spicca la grande e paterna figura dell'Arcivescovo di Magonza Mons. Ketteler (1811-1877). Egli fu il primo a reclamare (ed ottenne) l'approvazione di leggi che ancora oggi recano il suo nome: "leggi Ketteler" le quali sono impostate sul "giusto salario, sulla riduzione delle ore della giornata lavorativa, sulla esclusione delle Donne e dei bambini dai lavori pesanti...."
    Dopo di lui, nascono le COOPERATIVE POPOLARI di mons. KOLPING....che neppure Hitler riuscirà a demolire.......

    Abbiamo anche Laici di grande spessore come FEDERICO OZANAM E LEONE HARMEL in Francia.....il quale già nel 1840, il padre, aveva istituito nella sua industria la "paga collettiva a favore della famiglia", cioè una paga extra che veniva incontro agli effettivi bisogni DELLA FAMIGLIA più diasgiata.....
    Ozanam e Harmel gettarono le basi, il seme, delle moderne Organizzazioni Cristiane Operaie in Francia....., fondate sul motto celebre: " Il bene dell'operaio ad opera dell'operaio: sempre con lui, mai senza di lui..."

    Arriviamo anche in Belgio, e poi in Italia per ricordare ALESSANDRO ROSSI, Fondatore del Lanificio Rossi di Schio....emulo di Harmel nel favorire moviemnti ed organizzazioni in difesa dei diritti dei suoi stessi operai....

    Saranno proprio persone come queste citate ad aprire la porta agli INTERVENTI DOTTRINALI DELLA CHIESA, oggi comunemente conosciute come ENCICLICHE proprio sulla Dottrina Sociale della Chiesa, le quali segnarono un' epoca e che ancora offi sono un FARO che illumina e -se veramente applicato- può risolvere veramente i tanti problemi sociali che affliggono l'umanità del nostro tempo......

    Riepilogo:

    1800: RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

    - Card. Manning
    - Mons. Ketteler
    - Federico Ozanam

    1850:

    - Mons. Kolping
    - Leon Harmel
    - Alessandro Rossi

    1891: L'Enciclica simbolo: RERUM NOVARUM

    Nascono in questo modo le cosiddette ENCICLICHE SOCIALI le quali ci faranno anche meditare sull'evento determinante del Concilio Vaticano II dentro il quale queste Encicliche Sociali trovano la loro massima espressione dottrinale........

    e delle quali ricordiamo:

    Rerum novarum - 1891 di Papa Leone XIII; in essa il Papa indica I RIMEDI a questi mali MA NON ALL'ABOLIZIONE DELLA PROPRIETA' PRIVATA come veniva imposta dal "socialismo scientifico", ma NELLA COLLABORAZIONE TRA CHIESA E STATO, ASSOCIAZIONI OPERAIE E ASSOCIAZIONI PADRONALI. Scrive infatti Leone XIII "la proprietà privata E' DI DIRITTO NATURALE" ....

    Quadragesimo anno - 15 maggio 1931 di papa Pio XI; per richiamare i limiti della proprietà privata (la quale è subordinata alla destinazione UNIVERSALE dei beni e al bene comune) e i possibili nuovi rapporti tra datore di lavoro e lavoratore, che conferissero a quest'ultimi maggiore CORRESPONSABILITA' nell'azienda. Questo aspetto è molto importante per la Chiesa stessa impegnata anche a dover insegnare all'uomo che il lavoro è UNA FORMA ESPRESSIVA DELLA PROPRIA VOCAZIONE UMANA E DUNQUE E' UN RUOLO CHE NE SEGNA LA PERSONALE DIGNITA' UMANA, MESSA A SERVIZIO DEL PROGETTO DI DIO IN UN DETERMINATO SETTORE PRODUTTIVO....

    Il Radio messaggio di Papa Pio XII Radiomessaggio di Pentecoste - 1941- ed un altro dello stesso spessore nel 1951 nel quale il Pontefice inquadrò la questione operaia nella più vasta problematica del DIRITTO NATURALE, così malamente inquadrato in quegli anni difficili di immediato dopo-guerra........

    Mater et Magistra - 20 maggio 1961, il capolavoro di Papa Giovanni XXIII nei suoi ottantanni; in questa Enciclica viene ricordato come la questione sociale avesse avuto PIENEZZA DI ESPRESSIONE E DI VERITA' NELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA che è appunto "Madre e Maestra", e spiega in più parti come la Chiesa abbia in sè tutti "quegli elementi necessari atti a risolvere i problemi a vantaggio di TUTTI gli uomini senza escludere nessuno..."

    Da qui si apre una fase nuova per la Chiesa stessa: IL CONCILIO VATICANO II....dove nella COSTITUZIONE PASTORALE della:
    Gaudium et Spes
    http://www.vatican.va/archive/hist_c...t-spes_it.html

    ......troviamo il cuore stesso dell'ideale sociale espresso da tutti i Vescovi della Chiesa.....

    Populorum progressio - 26 marzo 1967 di Papa Paolo VI; e nella Octogesima adveniens - 14 marzo 1971 Paolo VI riassume e aggiorna le tematiche fondamentali di questa Dottrina Sociale della Chiesa, occupandosi anche dei RAPPORTI TRA I PAESI SVILUPPATI E QUELLI IN VIA DI SVILUPPO........


    Arriviamo così a Giovanni Paolo II.......

    Laborem exercens - 14 settembre 1981; dove pone esplicitamente al centro di ogni progetto sociale L'UOMO LAVORATORE IN QUANTO ESSERE AMATO DA DIO E CHE CON IL SUO LAVORO E' CHIAMATO A REALIZZARE IN SE' E A VANTAGGIO DEGLI ALTRI, IL PROGETTO DI DIO.

    Ma a Giovanni Paolo II non basta, scrive ancora due Encicliche: Sollicitudo rei socialis - 30 dicembre 1987; e Centesimus annus - 1 maggio 1991 in ricordo del Centenario della Rerum Novarum di Leono XIII; qui "aggiorna" un riordinamento delle strutture dell'economia mondiale sia in vista del bene dell'uomo lavoratore ma con una ricchezza in più: LA PARTECIPAZIONE dell'uomo lavoratore non più come essere "passivo" che vive solo per lavorare e guadagnare, ma al contrario lavora per vivere e per REALIZZARE "qualcosa" che è nel Progetto di Dio.....

    Oggi, Papa Benedetto XVI, rilasciando una intervista alla Radio Vaticana in occasione del 16 Ottobre 2005, giorno in cui veniva eletto al servizio petrino Giovanni paolo II, a riguardo delle Encicliche dice:

    " Io considero proprio una mia missione essenziale e personale di non emanare tanti nuovi documenti, ma di fare in modo che questi documenti siano assimilati, perché sono un tesoro ricchissimo, sono l’autentica interpretazione del Vaticano II. Sappiamo che il Papa era l’uomo del Concilio, che aveva assimilato interiormente lo spirito e la lettera del Concilio e con questi testi ci fa capire veramente cosa voleva e cosa non voleva il Concilio. Ci aiuta ad essere veramente Chiesa del nostro tempo e del tempo futuro".


    ****************************

    Fraternamente Caterina LD




    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    CHIESA E SOCIETÀ

    www.avvenire.it

    Cantiere «dottrina sociale»


    Da Praglia (Pd)Umberto Folena

    La dottrina sociale è come «velata». L'espressione usata durante la celebrazione eucaristica di ieri mattina dal priore di Praglia, il benedettino padre Norberto, piace al gesuita padre Michele Simone: «La dottrina sociale c'è, ma non è penetrata abbastanza nella coscienza e nella vita della comunità cristiana. Ha ragione il priore: ha bisogno di essere "disvelata", cioè che sia sollevato il velo che la nasconde».

    La seconda giornata del convegno dell'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro comincia così, con benedettini e gesuiti in incoraggiante sintonia e padre Simone, vicedirettore della «Civiltà cattolica», posto sullo spartiacque. Di qua Bologna con la Settimana sociale (2004), di là Verona con il Convegno ecclesiale (2006). Per Simone, le priorità sono due: «La prima è il forte invito di Giovanni Paolo II a Bologna: i laici devono passare dall'impegno sociale all'impegno nella politica e nelle istituzioni. Poi, la formazione permanente. Se n'era parlato anche al Convegno ecclesiale di Palermo.
    La formazione è una domanda emergente di tutta la società italiana, non solo della comunità ecclesiale. Quanto alla dottrina sociale, sui valori e sui principi generali la convergenza è relativamente facile, meno facile è passare ai fatti. Farla, questa formazione. Realizzarlo sul serio, questo confronto». Sottoponendo magari la realtà politica, economica e sociale al vaglio severo della dottrina sociale.
    A Palermo non si parlava forse di "luoghi di discernimento comunitario"? Appunto. Sulla porta di tante parrocchie pare quasi ci sia scritto: vietato parlare di politica. Abbiamo paura del conflitto, così evitiamo il confronto».

    Ma con le paure bisogna fare i conti. «La paura del conflitto, che fa parte della politica, va elaborata. Per questo occorrono persone professionalmente in grado di aiutare a elaborare il conflitto. Per risolverlo a tutti i costi? No, non sempre è possibile». Ma, sembra dire padre Simone, fermo restando che i cattolici p ossono scegliere diverse militanze e diverse opzioni concrete, con l'opportuna dose di creatività bisognerà pure avviare delle sperimentazioni. Un tema che sta particolarmente a cuore a padre Simone è la sobrietà: «Che è un grosso fatto politico. Sia chiaro, sobrietà non significa combattere lo sviluppo, ma pensare e progettare uno sviluppo diverso».

    Nella base, le condizioni perché quelli di padre Simone - e di tanti con lui - non rimangano sogni velati, sembrano esserci. Si respira un'aria diversa a Praglia. La sensazione è che davvero viviamo una stagione del tutto nuova, impossibile da comprendere per chi resti bloccato ai criteri interpretativi degli anni '70-'80. Ad esempio don Giuseppe Masiero, accompagnatore spirituale nazionale delle Acli, più che «distribuire colpe» agli altri, per questa accoglienza tiepida, velata, della dottrina sociale, tende ad assumersi responsabilità: «Gli strumenti per far passare i nostri temi, sia nella comunità ecclesiale sia nella società intera, li abbiamo. Ora si tratta di aiutare la comunità a metabolizzare la dottrina sociale nella pastorale ordinaria».

    Ettore Picchi, delegato Coldiretti, sottolinea il clima di collaborazione: «Noi, le Acli, l'Aci, la Fuci… ci troviamo e collaboriamo. Viviamo una stagione nuova e positiva». Si spiegherebbe anche così la sintonia - che osservatori miopi hanno chiamato afonia - in occasione del referendum: «Quando - spiega Masiero - abbiamo tirato le conseguenze di un cammino precedente, compiuto assieme».

    Paola Vacchina, responsabile di vita cristiana delle Acli, sottolinea l'importanza e la difficoltà di individuare luoghi e modi per un riflessione comune attorno ai temi sociali: «È difficile nella comunità ecclesiale, è difficile nella società. Dove sono i luoghi in cui ascoltarsi con pazienza e individuare i punti comuni pur riconoscendo le diversità di vedute?». La soluzione? «Far incontrare la Parola di Dio con la lettura dei problemi, con le competenza storiche, economiche e politich e.
    Da cristiani e basta. Senza destra, sinistra o centro».

    **********************
    Fraternamente Caterina
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  3. #3
    Super Troll
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    rerum novarum - Dato a Roma presso san Pietro, il giorno 15 maggio 1891, anno decimo del nostro pontificato.


    Nel 1848 la Lega dei comunisti, al cui primo congresso del 1847 Marx non aveva potuto partecipare

    mezzo secolo prima che leone xii corresse ai ripari . ..... PREGANDO I PADRONI DI DARE ALMENO IL MINIMO INDISPENSABILE PER IL SOSTENTAMENTO...........a quelli che hanno un lavoro.......e agli altri???
    e due secoli prima che la chiesa si accorgesse della schiavitù a cui erano sottoposti i lavoratori
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
    spirito libero
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    "Rubare la mercede agli operai" è uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di dio, esattamente come la sodomia violenta, perchè non apriamo una discussione sulla flessibilità del lavoro con gli STESSI toni con cui ci si scaglia contro i pedofili omosessuali? Quando poi ci si preoccupa di non offendere troppo i padroni ci dimentichiamo "è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago......."
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

  5. #5
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by simplicio
    "Rubare la mercede agli operai" è uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di dio, esattamente come la sodomia violenta, perchè non apriamo una discussione sulla flessibilità del lavoro con gli STESSI toni con cui ci si scaglia contro i pedofili omosessuali? Quando poi ci si preoccupa di non offendere troppo i padroni ci dimentichiamo "è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago......."
    occorre trovare il giusto equilibrio come in tutte le questioni...perchè senza il "padrone", che è l'impreditore di turno.... l'operaio non avrebbe alcun stipendio da ricevere.....
    il problema è che non si vuole riconoscere che esistono LE DIVERSITA' DEI RUOLI......dire che esiste l'imprenditore ed esiste l'operaio, non fa dell'imprenditore automaticamente un ladro.....e dell'operaio automaticamente un santo perseguitato.....

    Non è la prima volta che Papa Giovanni Paolo II denuncia la carente conoscenza della dottrina sociale: per esempio, già nel 1984 ricordava all’assemblea plenaria della Pontificia Commissione Iustitia et Pax che "vi è già tutto un insegnamento sociale della Chiesa, che si tratta di raccogliere, di mettere in luce, di spiegare, di approfondire, di proseguire e di far conoscere. Risale a molto lontano. La conoscenza dei testi dei Padri della Chiesa, dei grandi teologi e dei principali interventi in materia sociale nella storia della Chiesa sarebbe a questo proposito molto utile. I documenti del Magistero costituiscono evidentemente le fonti principali, soprattutto quelli che, da un secolo, hanno analizzato le situazioni contemporanee e orientato gli sforzi sociali dei cristiani"; quindi si chiedeva: "Questi testi sono stati sufficientemente letti, studiati, compresi in profondità, con tutte le loro implicazioni?", e rispondeva "Non è certo", precisando che "soltanto questo approfondimento dottrinale permette di situare adeguatamente la responsabilità dei cristiani nell’immenso campo sociale, la responsabilità di tutti i membri del popolo di Dio, ciascuno secondo la sua missione specifica"

    ( Discorso all’assemblea plenaria della Pontificia Commissione Iustitia et Pax, del 30-11-1984, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. VII, 2, p. 1335.)
    Fraternamente Caterina
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