www.francoservello.it
Cosa sapete dirmi di lui?
E' del 1921 (nato nel Massachussets), ha fatto la II GM? Dove? Con chi?
Qualcuno me lo ha descritto come uno dei "capoccia" missini degli anni '60 e '70 a Milano.
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Cosa sapete dirmi di lui?
E' del 1921 (nato nel Massachussets), ha fatto la II GM? Dove? Con chi?
Qualcuno me lo ha descritto come uno dei "capoccia" missini degli anni '60 e '70 a Milano.


Sì, è nato nel Massachussets e infatti era soprannominato "l' americano". E' arrivato in Italia alla fine della guerra - a seguito della Quinta Armata, mi si dice, e, sempre secondo le voci, non prima di aver partorito un nobile epitaffio per Mussolini il 25 aprile, dicendo "è morto un porco"...Testo originale scritto da Alvise Nutti
E' del 1921 (nato nel Massachussets), ha fatto la II GM? Dove? Con chi?
Suo zio, Franco De Agazio, direttore di "Meridiano d' Italia" (uno dei vari fogli missini dell' epoca, insieme a "L' asso di bastoni", "Rosso e Nero", "Nazione Sociale" etc), viene ucciso dalla Volante Rossa nel 1947; mi sembra di ricordare che Servello, al pari di molti altri futuri burocrati missini (a cominciare da Almirante) abbia dapprima sostenuto le tesi della "sinistra interna" (Ernesto Massi) fino alla sconfitta decisiva della mozione "Per una repubblica sociale" al congresso di Milano 1956, per poi transitare sotto le insegne dei "dorotei" di Michelini e quindi degli almirantiani.
Negli anni Settanta è uno dei pretoriani più fedeli all' ortodossia e più tenacemente avversari di qualsiasi proposta innovativa da parte della Nuova Destra e dei rautiani.
Dopo il ritiro di Almirante, cerca di proporsi come suo erede in alternativa al delfino designato, e di coagulare il voto della gerontocrazia ex almirantiana che teme di perdere i propri posti di potere di fronte all' ascesa di Fini e dei suoi (Tatarella, Storace, La Russa, Gasparri...).
Uscito sconfitto al congresso di Sorrento del 1987 (in una prima votazione Fini ottiene 532 voti, Rauti 441, Servello 244 e Mennitti 157; al ballottaggio, Fini sostenuto da Servello si impone su Rauti sostenuto da Mennitti per 727 voti contro 608).
Nel 1990 è tra i protagonisti della cacciata di Fini, e contribuisce all' elezione di Rauti al congresso di Rimini salvo poi scaricarlo dopo il prevedibile crollo elettorale della "grosse coalition" anti-finiana l' anno successivo.
Negli ultimi anni, è stato il grande sfidante dei La Russa a Milano, proponendosi come capofila di "Nuova Alleanza" (la corrente di Urso e Matteoli, ex alleata della destra sociale e fortemente "liberal" e filofiniana) in Lombardia insieme alla Muscardini, che a seguito delle ultime vicende è oggi coordinatrice regionale di An pur trovandosi in netta minoranza a livello di eletti e di presidenti provinciali del partito. Amen, forse Giò91 aggiungerà ancora qualcosa...


a tutto ciò che hai detto aggiungo solo la sua grande avversione per qualsiasi forma di giovanilismo, tant'è che si rifiutò addirittura di pagare coi soldi del MSI il materiale per il giornalino del FUAN durante il decennio '68-'78....è stato fino a poco più di una decina di anni fa consigliere di amministrazione dell'Inter....Testo originale scritto da C@scio
Sì, è nato nel Massachussets e infatti era soprannominato "l' americano". E' arrivato in Italia alla fine della guerra - a seguito della Quinta Armata, mi si dice, e, sempre secondo le voci, non prima di aver partorito un nobile epitaffio per Mussolini il 25 aprile, dicendo "è morto un porco"...
Suo zio, Franco De Agazio, direttore di "Meridiano d' Italia" (uno dei vari fogli missini dell' epoca, insieme a "L' asso di bastoni", "Rosso e Nero", "Nazione Sociale" etc), viene ucciso dalla Volante Rossa nel 1947; mi sembra di ricordare che Servello, al pari di molti altri futuri burocrati missini (a cominciare da Almirante) abbia dapprima sostenuto le tesi della "sinistra interna" (Ernesto Massi) fino alla sconfitta decisiva della mozione "Per una repubblica sociale" al congresso di Milano 1956, per poi transitare sotto le insegne dei "dorotei" di Michelini e quindi degli almirantiani.
Negli anni Settanta è uno dei pretoriani più fedeli all' ortodossia e più tenacemente avversari di qualsiasi proposta innovativa da parte della Nuova Destra e dei rautiani.
Dopo il ritiro di Almirante, cerca di proporsi come suo erede in alternativa al delfino designato, e di coagulare il voto della gerontocrazia ex almirantiana che teme di perdere i propri posti di potere di fronte all' ascesa di Fini e dei suoi (Tatarella, Storace, La Russa, Gasparri...).
Uscito sconfitto al congresso di Sorrento del 1987 (in una prima votazione Fini ottiene 532 voti, Rauti 441, Servello 244 e Mennitti 157; al ballottaggio, Fini sostenuto da Servello si impone su Rauti sostenuto da Mennitti per 727 voti contro 608).
Nel 1990 è tra i protagonisti della cacciata di Fini, e contribuisce all' elezione di Rauti al congresso di Rimini salvo poi scaricarlo dopo il prevedibile crollo elettorale della "grosse coalition" anti-finiana l' anno successivo.
Negli ultimi anni, è stato il grande sfidante dei La Russa a Milano, proponendosi come capofila di "Nuova Alleanza" (la corrente di Urso e Matteoli, ex alleata della destra sociale e fortemente "liberal" e filofiniana) in Lombardia insieme alla Muscardini, che a seguito delle ultime vicende è oggi coordinatrice regionale di An pur trovandosi in netta minoranza a livello di eletti e di presidenti provinciali del partito. Amen, forse Giò91 aggiungerà ancora qualcosa...
insomma, un personaggio![]()


inutile dire che la contrapposizione era fra Staiti e Servello (se nn erro).


Ma la sua ostilità con La Russa risale già a La Russa padre, o è una sua questione coi figli?Testo originale scritto da Giò91
inutile dire che la contrapposizione era fra Staiti e Servello (se nn erro).


nn so, dovrei chiedere a mio zio...cmq La Russa e Servello erano un po' la cricca "meno pulita" (diciamo così) del MSI, prob. la questione è legata a La Russa Ignazio...(ricordo ad esempio che La Russa padre impose a guida della Giovane Italia di Milano suo figlio....)Testo originale scritto da C@scio
Ma la sua ostilità con La Russa risale già a La Russa padre, o è una sua questione coi figli?
p.s.: chiedo e poi appena so ti faccio sapere via pvt ok?![]()
Testo originale scritto da C@scio
Sì, è nato nel Massachussets e infatti era soprannominato "l' americano". E' arrivato in Italia alla fine della guerra - a seguito della Quinta Armata, mi si dice, e, sempre secondo le voci, non prima di aver partorito un nobile epitaffio per Mussolini il 25 aprile, dicendo "è morto un porco"...
Sembra la storia di Mike Buongiorno...
Parlando seriamente: anche io sospettavo qualcosa di simile. In primis per il fatto che nella biografia ufficiale del Servello non ci fosse nessun accenno alla guerra (e questo mancato accenno è decisamente anomalo per un ex-missino classe 1921). In secundis il luogo di nascita, Cambridge, MA, USA. In tertiis delle voci simili a quelle da te riportate.
La domanda che però viene spontanea è la seguente: quando e come il personaggio si iscrisse al MSI? Ora, Cascio, possiamo discutere dei difetti del vecchio MSI sino a dopodomani sera. Il punto è che però non mi risulta proprio la presenza di attivisti/dirigenti con un passato simile, perlomeno sino all'esperimento di "Destra Nazionale".
Questo Servello avrebbe un percorso piuttosto atipico...
Suo zio, Franco De Agazio, direttore di "Meridiano d' Italia" (uno dei vari fogli missini dell' epoca, insieme a "L' asso di bastoni", "Rosso e Nero", "Nazione Sociale" etc), viene ucciso dalla Volante Rossa nel 1947; mi sembra di ricordare che Servello, al pari di molti altri futuri burocrati missini (a cominciare da Almirante) abbia dapprima sostenuto le tesi della "sinistra interna" (Ernesto Massi) fino alla sconfitta decisiva della mozione "Per una repubblica sociale" al congresso di Milano 1956, per poi transitare sotto le insegne dei "dorotei" di Michelini e quindi degli almirantiani.
Non ho ben capito, ma De Agazio era una specie di "parente d'oltreoceano"? Servello era figlio di un emigrato? Viveva negli USA?
Sul percorso da posizioni sociali a quelle veteroconservatrici, nulla da dire. Passaggio consueto per molti, come tristemente sappiamo.
Così a leggere mi pare il ritratto di una sorta di "voltagabbana", ( o, se preferisci, uno spirito romantico che dice "io vado dove soffia il vento"
Negli anni Settanta è uno dei pretoriani più fedeli all' ortodossia e più tenacemente avversari di qualsiasi proposta innovativa da parte della Nuova Destra e dei rautiani.
Dopo il ritiro di Almirante, cerca di proporsi come suo erede in alternativa al delfino designato, e di coagulare il voto della gerontocrazia ex almirantiana che teme di perdere i propri posti di potere di fronte all' ascesa di Fini e dei suoi (Tatarella, Storace, La Russa, Gasparri...).
Uscito sconfitto al congresso di Sorrento del 1987 (in una prima votazione Fini ottiene 532 voti, Rauti 441, Servello 244 e Mennitti 157; al ballottaggio, Fini sostenuto da Servello si impone su Rauti sostenuto da Mennitti per 727 voti contro 608).
Nel 1990 è tra i protagonisti della cacciata di Fini, e contribuisce all' elezione di Rauti al congresso di Rimini salvo poi scaricarlo dopo il prevedibile crollo elettorale della "grosse coalition" anti-finiana l' anno successivo.
Negli ultimi anni, è stato il grande sfidante dei La Russa a Milano, proponendosi come capofila di "Nuova Alleanza" (la corrente di Urso e Matteoli, ex alleata della destra sociale e fortemente "liberal" e filofiniana) in Lombardia insieme alla Muscardini, che a seguito delle ultime vicende è oggi coordinatrice regionale di An pur trovandosi in netta minoranza a livello di eletti e di presidenti provinciali del partito. Amen, forse Giò91 aggiungerà ancora qualcosa...)


No, su questo sono sicuro. Anche se la cosa è effettivamente atipica, mi risulta che Servello fosse già attivo nel Msi dagli anni Cinquanta-Sessanta. Ad ogni modo non si può assolutamente dire che sia un nuovo acquisto di "Destra Nazionale", alla stregua di Covelli e simili.Testo originale scritto da Alvise Nutti
La domanda che però viene spontanea è la seguente: quando e come il personaggio si iscrisse al MSI? Ora, Cascio, possiamo discutere dei difetti del vecchio MSI sino a dopodomani sera. Il punto è che però non mi risulta proprio la presenza di attivisti/dirigenti con un passato simile, perlomeno sino all'esperimento di "Destra Nazionale".
Questo Servello avrebbe un percorso piuttosto atipico...
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Se ho ben capito, è vissuto negli Usa fino al primo dopoguerra, e ha cominciato la sua carriera politica dirigendo "Il Meridiano d' Italia" dopo la morte di De Agazio...Testo originale scritto da Alvise Nutti
Non ho ben capito, ma De Agazio era una specie di "parente d'oltreoceano"? Servello era figlio di un emigrato? Viveva negli USA?
Infatti il punto sorprendente è proprio questo. Servello è un ex-missino DOC. Stava con Almirante ed Ernesto Massi quando facevano opposizione interna "da sinistra", è stato al congresso del '56 (quello della scissione di Ordine Nuovo).Testo originale scritto da C@scio
Se ho ben capito, è vissuto negli Usa fino al primo dopoguerra, e ha cominciato la sua carriera politica dirigendo "Il Meridiano d' Italia" dopo la morte di De Agazio...
Proprio il fatto che non sia un acquisto pescato tra i ragazzi del '72 (MSI-DN), lo rende un missino fortemente atipico (perlomeno nelle esperienze della prima gioventù).
Cascio, ora ammetterai che, se te la raccontassero senza nomi e cognomi, la storia di Servello sembrerebbe più un fantasioso romanzo che una storia verosimile...
Un giovane italoamericano che durante la Guerra combatte per la "liberazione" della sua Patria dal bieco nazifascismo, si stabilisce in Italia e poi, nel 1947, dopo l'assassinio di un suo Zio giornalista rimasto a Milano, ne prende in mano il giornale (missino e criptofascista), e diventa prima militante e poi dirigente del MSI...
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