Ciò che so io, per bocca della ragazza di Mercatale di cui parlavo, è che Pacciani c'entrasse nel senso che sceglieva quali fossero le coppie da ammazzare. I delitti venivano materialmente compiuti da un transessuale del posto, mentre le parti del corpo asportate e mandate alla polizia venivano "prelevate" da un medico di Perugia.In origine postato da Fuori_schema
Per l'idea che mi son fatto trattasi di manovalanza collegata forse ad un paio di delitti, su gente come Pacciani facilmente ricattabile e comunque invischiata nelle vicende.
Piu' che altro credo che ci sia stato un altro livello "superiore", probabilmente sconosciuto o comunque anonimo al Pacciani che ha gestito buona parte della torbida storia del Mostro.
E il morto sul Trasimeno credo sia la conferma della bonta' di questa pista.




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) di questa vicenda, si arrivò alla conclusione che nel marasma investigativo era stato fatto di tutto e di più, ma si era lasciato in secondo piano l'indagine relativa proprio alla pistola. Il primo assassinio compiuto con questa è stato nel 1968, quello di cui fu accusato Stefano Mele, condannato poi per avere ucciso la moglie ed il suo amante...tutti gli assassini hanno visto per protagonista questa arma, fino al 1974, anno dell'ultimo omidicio. Nell'accusare Pacciani & Co., nessuno è mai riuscito a capire nè a provare come e se questa arma fosse passata da Stefano Mele a Pacciani o a chi per lui. Pare che l'errore sia stato compiuto proprio dall'inizio, quando si è voluto a tutti i costi, per trovare il colpevole, condannare Mele che forse non c'entrava niente nel delitto, e ciò è presumibile dalle versioni contrastanti che lo stesso ha fornito all'epoca, oltre al fatto che il testimone oculare sopravvissuto, il figlio della coppia, dichiarò che non aveva sparato il padre, anche se questi era presente al momento del delitto, ma che era stato lo zio, e così chiamava tutti gli amanti della madre....quello zio, con molta probabilità, è lo stesso zio che ha ucciso anche negli anni a venire.
