Maurizio Blondet
24/10/2005

STATI UNITI - Le qualità battericide dell'argento sono popolarmente note, anche se contestate dalla cosiddetta scienza.
Ma ora un esperimento, con l'uso di nano-particole di argento (ossia frammenti di dimensioni estremamente ridotte, invisibili ad occhio nudo) si è dimostrato straordinariamente efficace contro il virus HIV - quello dell'Aids.
Gli esperimenti, eseguiti all'Università del Texas e da quella del Messico, sono stati pubblicati dall'autorevole Journal of Nanotechnology.

Il cuore del problema era ridurre le dimensioni delle particelle d'argento il più possibile.
I ricercatori hanno usato tre diversi «agenti» per questo, una «schiuma di carbonio», un poliestere (PVP) e sero-albumina di origine bovina.
Secondo i metodi usati, hanno ottenuto sferette di argento fra 1 e 10 nanometri: qualcosa di estremamente piccolo, in grado di inserirsi nelle strutture dei batteri.
E persino dei virus, anche più microscopici.
Tutti e tre i preparati hanno ucciso entro tre ore le culture del virus Hiv - 1: un'eliminazione del 100 %.
Si ritiene che l'effetto sia dovuto al fatto che le particelle metalliche si inseriscono tra le «protuberanze» sulla superficie del virus, che sono spaziate tra loro di soli 22 nanometri.



Gli esperimenti sono per ora limitati alle condizioni in vitro.
Ma i ricercatori sono ottimisti, e stanno provando il loro nuovo farmaco per vedere se uccide anche lo stafilococco aureo che, mutando, ha sviluppato una resistenza ai più potenti antibiotici: il MRSA, Methicillin resistant staphilococcus aureus, che provoca infezioni ospedaliere indomabili.
Pare che i risultati siano promettenti.
Se la prova riesce, ventilano gli scienziati, si disporrebbe di un antibiotico di tipo completamente nuovo, contro cui i batteri non possono sviluppare una resistenza genetica (o almeno non subito né facilmente).
E forse l'argento può diventare il farmaco di elezione anche per l'influenza aviaria,
il cui virus ha già manifestato una resistenza al Tamiflu.

Ad una notizia forse buona segue la peggiore.
Grazie all'opera infaticabile di Bill Frist, il senatore fiduciario dell'industria farmaceutica (da cui riceve centinaia di milioni di dollari di contributi elettorali), il Senato USA ha passato una legge che, di fatto, vieta ai pazienti di chiedere risarcimenti alle industrie per i loro farmaci più velenosi.
La manovra serve a sventare un rischio miliardario per l'industria: pendono cause miliardarie per il composto di mercurio contenuto in USA nei vaccini, e che pare sia responsabile dell'autismo infantile; un'altra serie di cause pende per l'uso dell'aspartame, il dolcificante «senza calorie» di cui risulta una comprovata azione neurotossica.



E' in qualche modo una luce che si spegne, e rivela la nuova barbarie che emerge in America.
Il più alto contributo storico (e poco riconosciuto) degli Stati Uniti alla civiltà è quello di avere formulato, ed imposto al resto del mondo, standard di sicurezza nei più vari settori.
E' grazie agli standard «americani» e alle revisioni periodiche imposte sulle parti che l'aviazione, per esempio, ha cessato di essere l'attività di pochi coraggiosi per diventare un mezzo per passeggeri.
Standard simili sono stati imposti e volentieri accettati sull'uso dell'energia elettrica, dei mezzi di trasporto e così via: una preoccupazione che la civile Europa ha storicamente trascurato, e che ha ricevuto dagli USA.

Nella farmacologia, la severità dell'ente statale preposto, la Food & Drug Administration (FDA), che controlla i farmaci e i suoi effetti collaterali, ha fornito a tutto il resto del mondo uno standard indiscusso.
Negli ultimi anni la FDA è parsa invece permeabile alla potenza (e al denaro) dell'industria farmaceutica.
Bill Frist ha accampato la scusa che cause ovviamente costose (come quella sul vaccino al mercurio) possano distruggere l'industria farmaceutica, lasciando gli Stati Uniti senza difesa di fronte ad «attacchi bio-terroristici».
Di fatto, ha liberato le industrie da ogni incentivo a studiare i danni collaterali da farmaci, e di ogni penalità per l'aggiunta ai composti di sostanze tossiche.
Una luce di civiltà si spegne, grazie alla sete capitalistica di profitti.

Maurizio Blondet




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