DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005
di Cristiano Meoni
Quindici figli e il sedicesimo è in arrivo
Record d?altri tempi a Prato: per muoversi devono usare il pulmino
--------------------------------------------------------------------------------
PRATO. La signora Sandra e suo marito, Stefano, hanno quindici figli e sono in attesa del sedicesimo, un maschio, che nascerà a febbraio. E così saranno quattordici i ragazzi della famiglia, contro due sole femmine. Una squadra di calcio, panchina compresa, che si sposta con un pulmino. Si potrebbero sprecare le facili ironie, le battute ad effetto, le insolite circostanze a cui si trova innanzi la famiglia Sanesi.
Se non fosse che la situazione è maledettamente seria. Perché Sandra, 45 anni, e Stefano, ex imprenditore tessile e ora dipendente, ogni mattina che si leva il sole compiono il loro personale miracolo: cavarsela con uno stipendio e pochi aiuti. Fra cui quello, prezioso, del mondo cattolico pratese. La donna non ha voglia di parlare, «la nostra scelta è un fatto privato». Ma ci prendiamo noi questa incombenza, perché quindici figli-quasi sedici sono allo stesso tempo una gioia immensa e un problema enorme.
«L?esperienza della famiglia Sanesi è un inno alla vita», commenta il vicario della Diocesi, monsignor Eligio Francioni, che conosce personalmente la coppia. Ma lasciamo parlare gli occhi. La casa di Sandra e Stefano Sanesi, nel quartiere di Galcetello, è un luogo assolutamente straordinario a partire dall?ingresso. Sul tavolo di legno che fiancheggia la porta c?è il sunto di una scelta di vita. Sono le foto della prole, una spianata di ritratti. Bimbi bellissimi. Dalla figlia maggiore, che ha 25 anni ed è già madre di un bambino di uno, agli ultimi arrivati: due gemellini di dieci mesi che hanno bussato alla porta quando la casa era già affollata da tredici fratelli e sorelle. Cinque le camere - organizzate per fasce d?età - un capiente soggiorno, una casa più ordinata di quanto ci si aspetterebbe, regolata da un?organizzazione ferrea. E? come se il Caos si fosse dato una disciplina. C?è posto anche per un cane, davvero molto festoso, e per una gattina che la figlia maggiore ha adottato proprio ieri.
La mamma non nasconde le difficoltà quotidiane ma i figli l?aiutano, i più grandi accudiscono i piccoli, qualche giorno fa tutti insieme hanno decorato la cameretta disegnando svolazzanti uccelli celesti sulle pareti. Uno dei ragazzi, tredicenne, ha un talento particolare per la ritrattistica, in un angolo si è ritagliato un suo atelier. Sono lavori molto belli per la sua età. Certo, i soggetti non gli mancano.
Terminata la visita si viene al dunque: perché? Eroismo? Incoscienza, come suggerisce la mentalità corrente? E qui il discorso vola alto: una vocazione, una missione, «perché siamo profondamente credenti e ci siamo affidati allo Spirito Santo». Quella stessa Provvidenza - dicono - che non ha fatto mancare finora gli aiuti. Dice ancora monsignor Eligio Francioni: «Si è innescata una solidarietà straordinaria, i vicini di casa accudiscono i bimbi quando i genitori devono assentarsi, è una bella situazione di cui la città può essere orgogliosa». Poi, al netto di tutte le considerazioni, restano i problemi concreti. A partire dal singhiozzante pulmino che ha macinato 150mila chilometri e che avrebbe bisogno di essere mandato in pensione. Ma a cambiarlo non ci si pensa nemmeno: i soldi che entrano a fine mese non bastano per l?affitto, che è di 1600 euro al mese. «Un nuovo pulmino - dice monsignor Francioni - sarebbe una cosa importante. Ma ogni aiuto è ben accetto».
-----------------------------
O'Rei, ne sai qualcosa? Qualcuno dei fratellini sembra marocchino?![]()




Rispondi Citando
