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  1. #1
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    Predefinito Usa: Ciagate, Conclusa L'inchiesta, La Casa Bianca Trema

    USA: CIAGATE, CONCLUSA L'INCHIESTA, LA CASA BIANCA TREMA
    Nelle immagini sulla riunione del governo alla Casa Bianca che le Tv americane hanno mandato in onda in tarda mattinata, Karl Rove appariva al suo solito posto, seduto dietro al presidente Bush. Dall'altra parte della stanza era seduto Lewis "Scooter" Libby, capo di gabinetto del vice presidente Dick Cheney. Rove, il braccio destro del presidente, e Libby, uomo indispensabile all'eminenza grigia della Casa Bianca, potrebbero essere incriminati per il caso noto oramai come "Ciagate". Il procuratore speciale Patrick Fitzgerlad ha concluso l'inchiesta durata due anni, e la sua decisione e' attesa per la fine della settimana. Se due delle pedine chiave del gruppo che rappresenta la cerchia ristretta dei collaboratori del presidente dovranno affrontare un processo, certamente si dimetteranno e con loro potrebbero cadere altre teste. La Casa Bianca dunque trema: Rove, in particolare, e' considerato indispensabile a Bush, il suo "cervello" e l'architetto del suo successo sin dai tempi della prima campagna elettorale per il posto di governatore in Texas.

  2. #2
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    Predefinito

    USA: CIAGATE, CONCLUSA L'INCHIESTA, LA CASA BIANCA TREMA (2)
    La vicenda avra' comunque effetti devastanti sul Bush perche' mettera' in luce le tattiche aggressive utilizzate dagli uomini della Casa Bianca contro coloro che hanno criticato le scelte politiche sull'Iraq. E dal campo repubblicano arrivano messaggi contrastanti. Oggi, al termine della riunione con i suoi ministri, alla domanda di un giornalista, Bush si e' limitato a dire che "Questa e' una indagine molto seria", accreditando quindi l'operato di Fitzgerlad. Esponenti repubblicani invece, in dichiarazioni rilasciate nel corso del week-end, hanno adottato una tattica preventiva di svalutazione dell'operato del procuratore speciale. Il senatore texano Bailey Hutchinson, ad esempio, ha usato toni sprezzanti sull'ipotesi di incriminazione per falsa testimonianza, affermando che si tratterebbe solo di "tecnicismi" e affermando che Fitzgerald forse sta solo tentando di dimostrare "che due anni di indagini non sono stati una perdita di tempo e di denaro".

  3. #3
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    Predefinito Strano....

    Passeggiando per Pennsylvania Avenue non ho sentito nessuna scossa, mentre girando attorno a casa tua, un odore di merda c'e'....

    -N-

  4. #4
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    Predefinito

    Falso era falso, ma il documento italo-francese sul Niger non è stato utilizzato.

    I l falso dossier “italiano”, o forse “francese”, sull’uranio del Niger c’entra poco o nulla con le motivazioni e con le giustificazioni dell’intervento americano in Iraq. Non è mai stato preso seriamente in considerazione né dalla Casa Bianca né da Downing Street quando hanno costruito il “case” per destituire Saddam Hussein. Lo dimostrano i documenti ufficiali raccolti e analizzati nei rapporti indipendenti o bipartisan di Lord Butler in Inghilterra e della Commissione sull’Intelligence del Senato di Washington. Il paradosso di questa storia è che se quei documenti-bufala fossero stati valutati attentamente, George Bush e Tony Blair si sarebbero risparmiati una figuraccia.
    I fatti e il contesto sono questi: il documento falso è stato creato tra il 1999 e il 2000, prima dell’11 settembre 2001 e della guerra al terrorismo, prima dell’elezione rocambolesca di George W. Bush del 2000 e, per essere cronologicamente corretti, va aggiunto che in quelle date a Palazzo Chigi non c’era Silvio Berlusconi, ma un governo di centrosinistra presieduto da Giuliano Amato. Il falso contratto di compravendita di uranio arriva alla comunità d’intelligence americana soltanto nell’ottobre del 2002 e a quella inglese all’inizio del 2003, così stabiliscono senza ombra di dubbio le commissioni bipartisan e indipendenti americane e inglesi che hanno indagato sui fallimenti dei propri servizi segreti riguardo alle armi di Saddam. A Repubblica risulta che la “notizia” di questi documenti, non i documenti in sé, fosse arrivata alla Cia un anno prima, nell’autunno 2001. Un’informazione plausibile, confermata dalla Commissione del Senato. Sempre secondo Repubblica, che però cita l’autore della bufala, quindi non proprio una fonte autorevole, l’intero dossier è stato passato dal Sismi italiano ai servizi inglesi nel 2001. Un’ipotesi smentita dalla Commissione Butler, secondo cui “i documenti falsi non sono entrati a disposizione del governo britannico” prima “dell’inizio del 2003” (pagine 123 e 125).
    L’idea della bufala, cioè della creazione di un finto contratto di vendita di uranio nigerino all’Iraq, come ha scritto ieri Repubblica nasce da una comica iniziativa di uno squattrinato ex agente dei servizi italiani che “lavorava a stipendio fisso per l’intelligence francese”, per andare incontro a un interesse di politica estera francese, non americana. Siamo, appunto, tra il 1999 e il 2000, quando ancora Bush preparava la prima campagna elettorale per la Casa Bianca e l’Iraq non era il paese arabo e islamico nel quale promuovere la democrazia. Come è noto, lo sarebbe diventato soltanto dopo l’11 settembre 2001. Il falso contratto Niger-Iraq, come scrive Repubblica, viene cucinato negli archivi dei servizi italiani per truffare Parigi, non Washington: “I francesi, tra il 1999 e il 2000, – scrive Repubblica – si accorgono che c’è chi si è rimesso al lavoro nelle miniere dismesse per avviare un prospero commercio clandestino di uranio. A quali paesi i contrabbandieri lo stanno vendendo? I francesi cercano le risposte” e l’ex agente del Sismi gliele fornisce con la fabbricazione di un falso contratto di vendita di uranio al regime iracheno. I francesi, scrive Repubblica, prendono il pacco e pagano l’ex agente del Sisde.

    Prendono il pacco e pagano, i francesi
    A Repubblica risulta che i servizi francesi, dopo aver acquistato il dossier falso, “prendono quelle carte e le gettano nel cestino”. Al Rapporto bipartisan del Senato americano, pagine 59 e 67, risulta invece che “il 22 novembre 2002, durante un meeting tra funzionari del Dipartimento di Stato, il direttore della nonproliferazione del ministero degli Esteri francese disse che la Francia aveva informazioni su un tentativo di acquisto di uranio dal Niger”. E anche “che la Francia pensava che l’uranio non fosse stato consegnato, ma credeva che l’informazione sul tentativo iracheno di procurarsi l’uranio dal Niger fosse vera”. Solo tre mesi e mezzo dopo, il 4 marzo 2003, si legge nel rapporto, Washington viene a sapere che “i francesi hanno basato la loro iniziale valutazione sul tentativo di acquistare uranio dal Niger dagli stessi documenti” fabbricati in Italia.
    E’ importante seguire le date: il 9 ottobre 2002 gli americani ricevono via fax, dall’Ambasciata a Roma, i documenti falsi relativi all’accordo Niger-Iraq, consegnati da una giornalista di Panorama. Un mese dopo, il 22 novembre, i francesi li confermano. Eppure Bush non li ha mai utilizzati, nemmeno nel discorso sullo Stato dell’Unione, del gennaio del 2003.
    Ai falsi documenti “italo-francesi” sull’acquisto iracheno di uranio del Niger, la Commissione bipartisan del Senato dedica due paragrafi e otto pagine (dalla 57 alla 64). Alla penultima si legge che le informazioni sul Niger in mano all’intelligence americana erano “più ampie rispetto al contratto (cioè al falso documento italo-francese, ndr)” e comprendevano anche “i tentativi iracheni di acquisire uranio dalla Somalia e dalla Repubblica democratica del Congo”. Ed è questo il motivo per cui, nel rapporto del 24 gennaio 2003 preparato dalla Dia e dalla Cia, su richiesta di Donald Rumsfeld, “non c’è alcun riferimento ai documenti scritti in lingua straniera riguardanti l’accordo sull’uranio”. Semplicemente, la bufala italo-francese non è stata usata.
    Quattro giorni dopo il rapporto Dia, il 28 gennaio 2003, con il nulla osta di tutta la comunità di intelligence che ha esaminato in anticipo il testo, George Bush ha pronunciato il discorso sullo Stato nell’Unione, nel quale non ha mai parlato di “acquisto” di uranio, come avrebbe potuto fare se avesse tenuto conto del contratto bufala preparato in Italia e venduto ai servizi francesi. E non ha nemmeno parlato di Niger, ma di paesi africani: “Il governo inglese ha appreso che Saddam Hussein ha recentemente cercato di acquisire significative quantità di uranio dall’Africa”. Cercato di acquisire, non “comprato”; Africa non “Niger”. Le 16 parole di Bush, insomma, non facevano riferimento ai documenti falsi, ma a informazioni inglesi.
    Secondo la ricostruzione di Repubblica, in cui ha un ruolo il truffatore che falsificò i documenti, gli inglesi ebbero già nel 2001 il dossier bufala. Il rapporto Butler lo nega senza mezzi termini. Scrive Lord Butler di Brockwell, preside dell’University College di Oxford, a pagina 125 del rapporto pubblicato il 14 luglio 2003: “Al momento in cui sono state fatte le valutazioni, quei documenti falsi non erano a disposizione del governo inglese, sicché il fatto che fossero falsi non le indebolisce”. Le “valutazioni” del governo inglese di cui scrive Lord Butler sono quelle che furono passate a Washington con un “white paper” e che costituirono la fonte primaria, se non unica, delle 16 parole pronunciate da Bush nel discorso sullo Stato dell’Unione. Tanto che, conclude Butler, le parole di Bush erano “well-founded”, “ben fondate”, proprio perché non si basavano affatto sui documenti-bufala. La conclusione numero 12, a pagina 72, del rapporto bipartisan del Senato dice la stessa cosa: “Fino all’ottobre 2002, quando la comunità d’intelligence ricevette i falsi documenti in lingua straniera sul contratto Iraq-Niger, per gli analisti era ragionevole valutare che l’Iraq potesse aver cercato uranio dall’Africa sulla base delle informazioni della Cia e di altri”. La colpa dell’intelligence americana su questo specifico punto è stata quella di non aver dato eccessivo peso al falso documento, cioè esattamente il contrario di quanto si legge su Repubblica. La Cia, si legge nel rapporto del Senato, non aveva neanche una copia del documento bufala. “Conclusione 18” a pagina 76: “La Cia avrebbe dovuto richiedere copie di quei documenti”, se l’avesse fatto, se avesse esaminato il grossolano falso, probabilmente quelle 16 parole, per altre fonti “well-founded”, non sarebbero state pronunciate.
    Il falso contratto Niger-Iraq fu tradotto soltanto il 7 febbraio 2003, tre giorni dopo essere stato inviato all’Aiea, l’agenzia atomica dell’Onu. Il 3 marzo 2003, l’Aiea scoprì che i documenti erano falsi. Solo allora, il pacco confezionato in Italia e acquistato dai servizi francesi cominciò a instillare dubbi sull’intero capitolo uranio del Niger, dubbi che diventerono palesi soltanto il 17 giugno 2003 con un memo della Cia: cinque mesi dopo il discorso sullo Stato dell’Unione di Bush e un paio di mesi dopo la caduta di Baghdad.
    Del resto il viaggio dell’ex ambasciatore americano Joe Wilson, precedente di otto mesi rispetto alla consegna dei documenti falsi, aveva confermato le valutazioni Cia sul tentativo di acquisto di uranio. Il rapporto del Senato dice infatti che Wilson, di ritorno dal Niger, l’8 marzo 2002 raccontò che nel 1999 l’ex primo ministro nigerino fu contattato da “una delegazione irachena” proprio per comprare l’uranio. Ricapitolando: le indagini bipartisan e indipendenti raccontano che Bush, con molta cautela e in modo allora “ben fondato”, ha usato informazioni di intelligence britanniche sui tentativi iracheni di comprare uranio da tre paesi africani, avvalorate dal viaggio di Wilson in Niger. E confermate anche da Parigi sulla base di un falso dossier che gli stessi servizi francesi comprarono da un ex agente italiano, ai tempi del governo Amato in un mondo che non aveva ancora conosciuto l’11 settembre 2001.
    Christian Rocca

    Dal foglio di oggi

    Ho come la netta impressione che i media liberal(negli Usa) e rossi (in europa) ci contino molto per attaccare Bush. Vedremo come andranno le cose.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  5. #5
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    Predefinito Re: Strano....

    Originally posted by nordista
    Passeggiando per Pennsylvania Avenue non ho sentito nessuna scossa, mentre girando attorno a casa tua, un odore di merda c'e'....

    -N-
    l'america sta cadendo a pezzi, solo i grulli non se ne accorgono...
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  6. #6
    stellarossa1959
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    Predefinito Re: Strano....

    Originally posted by nordista
    Passeggiando per Pennsylvania Avenue non ho sentito nessuna scossa, mentre girando attorno a casa tua, un odore di merda c'e'....

    -N-
    A new Orleans dopo il passaggio di Bush, che odore si sente nell'aria?

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Strano....

    Originally posted by stellarossa1959
    A new Orleans dopo il passaggio di Bush, che odore si sente nell'aria?
    Da quello che sento, stanno lavorando sodo ( una maledizione per un romano), e in febbraio forse ci andro' per il Marti Gras.

    -N-

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Strano....

    Originally posted by agaragar
    l'america sta cadendo a pezzi, solo i grulli non se ne accorgono...
    I FURBI, IN ITALIA:

    Ho appena parlato con i miei collaboratori in Italia, e veramente m'e' sembrato il contrario: i salari sono R-I-D-I-C-O-L-I, i prezzi altissimi, le tasse sono un furto. E avete pure li immigrati irregolari che rompono i coglioni ad ogni angolo, i cessi sociali, i girotondi varii, le mazzette da pagare, l'Alitalia che ha perfino abolito la first e la business class. Per fortuna che sembra che i Savoia non vogliano forzare la mano, altrimenti sareste completamente nella merda, comunque 50-50 che avrete i rossi.

    I GRULLI, IN AMERICA:

    Mai guadagnato cosi tanto e, essendo in commercio, questo perche' la gente puo' permettersi i beni superflui che io vendo.
    Quando faccio un confronto con l'Italia, capisco dai prezzi quanto ve lo mettano in culo: benzina 2.5 volte, maggior parte degli elettrodomestici 1.75-2 volte, automobili 1.25-2 volte, Hotel (di lusso) 3-4 volte, viaggiare 1.5-2 volte, senza contare il confort.
    Le tasse sono scaglionate e paghi il massimo solo dopo $ 292,500 (dopo molte detrazioni), che e' circa il 35-40% meno che in Italia. Non esiste l' IVA. Una casa ha 400 mq (nel mio quartiere) in media.
    E quando cambiera' presidente, di sicuro ne avremmo uno migliore

    FAI TU .......





    -N-

  9. #9
    Totila
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    Predefinito

    Cheney incastrato! Fu il vice presidente a rivelare
    l'identità della Plame


    L'edizione del 25 ottobre 2005 del New York Times, in
    un articolo intitolato "Aide of CIA Office, Notes
    Show,'' di David Johnston, Richard Stevenson and
    Douglas Jehl, riferisce che secondo alcuni legali
    vicini al procuratore speciale Patrick Fitzgerald, fu
    il vice presidente Dick Cheney, e non un giornalista,
    a rivelare a Lewis Libby che Valerie Plame, la moglie
    dell'ambasciatore Joe Wilson, era un agente segreto
    della CIA. (Agli antefatti di questa nota vicenda si
    fa riferimento più avanti nell'articolo e altrove in
    questo sito).
    Il New York Times riferisce che Libby ha consegnato al
    procuratore i quaderni di appunti, da poco ritrovati,
    che contengono le minute della conversazione da lui
    avuta il 12 giugno 2003 con il vice presidente, il
    quale per la prima volta gli avrebbe parlato della
    signora Wilson/Plame. Sebbene dagli appunti non
    risulta che Cheney abbia espressamente fatto il nome
    di Valerie Plame, risulta però che Cheney abbia detto
    che la moglie di Wilson lavora con la CIA. Secondo
    l'articolo, Cheney avrebbe saputo della signora Wilson
    dal direttore della CIA George Tenet al quale si era
    rivolto per ottenere informazioni personali sul conto
    di Joe Wilson.
    Occorre qui ricordare che nella recente trasmissione
    su internet, il 12 ottobre, Lyndon LaRouche è stato
    molto preciso sull'importanza delle origini del caso
    Plame affermando:
    "Direi che per mettere a fuoco l'aspetto essenziale
    occorre innanzitutto considerare la vera genesi di
    questa operazione contro Valerie Plame. Non è
    antecedente al fatto che Joe Wilson abbia deciso di
    pubblicare un articolo? Non è dovuto al rapporto da
    lui consegnato alla comunità d'intelligence? Non è
    cominciato tutto da lì? Non è che qualcuno si è
    infuriato, ad esempio Cheney, perché lui, che è
    l'autore di questa guerra in Iraq - si, l'ha fatta
    Cheney e non Bush - si è infuriato per il fatto che
    Joe Wilson, certificando che la storia dello
    yellowcake era una bufala, faceva correre dei rischi
    agli affari privati di Cheney? Non fu già allora che
    Cheney cominciò a mettere in moto l'apparato per farla
    pagare cara a Joe Wilson e allo stesso tempo tappare
    la bocca alla CIA?"

    È iniziata "l'era del dopo-Cheney"

    Il magistrato Patrick Fitzgerald sta ormai per
    emettere gli avvisi di garanzia in relazione al caso
    Valerie Plame, l'agente segreto della CIA la cui vera
    identità finì sui giornali in un atto di rappresaglia
    contro il rifiuto di suo marito, l'ambasciatore Joe
    Wilson, di certificare il possesso di armi atomiche
    dell'Iraq. Adesso, vista la mala parata, i personaggi
    implicati nella vicenda, prossimi al vice presidente
    Dick Cheney, si offrono come collaboratori di
    giustizia, cercando così di limitare i danni
    personali.
    Anche se la loro accusa non è ancora certa, Karl Rove
    (vice capo dello staff della Casa Bianca) e Lewis
    Libby (capo dello staff del vice presidente) per il
    momento sono in cima alla lista di Fitzgerald. Ad
    offrirsi come collaboratori di giustizia sono stati
    John Hannah, collaboratore di Cheney per la sicurezza
    nazionale, e David Wurmser, consigliere di Cheney per
    il Medio Oriente.
    Che le pulizie generali della Casa Bianca siano
    imminenti lo si può desumere da ciò che il senatore
    John McCain, repubblicano che potrebbe subentrare a
    Cheney nella vice presidenza, ha confidato ai
    sostenitori repubblicani incontrati per raccogliere
    fondi: la stagione della caccia è aperta su tutta la
    Casa Bianca, ogni personaggio potrebbe essere
    sostituito, con l'eccezione di Bush, che comunque
    finirebbe per ricoprire un ruolo di rappresentanza.
    Queste sono alcune indicazioni, apparse tra il 19 e 20
    ottobre sulla stampa americana, che anticipano l'era
    post-Cheney:
    * Secondo il sito Bloomberg, "un legale ben addentro
    al caso ... riferisce che un motivo per cui Fitzgerald
    decise di mandare in prigione Judith Miller per
    costringerla a testimoniare, è che voleva andare fino
    in fondo sugli indizi in suo possesso del fatto che il
    Vice Presidente era forse al corrente degli aspetti
    specifici della strategia seguita contro Wilson".
    * Il Daily News scriveva che "il nome di Cheney è
    stato fatto più volte, mentre si parla sempre più
    insistentemente del fatto che Fitzgerald stia per
    arrivare ad accuse sensazionali di cospirazione,
    grazie all'aiuto di un informatore segreto".
    * Secondo il New York Times Fitzgerald avrebbe detto
    ai suoi collaboratori di non aver fretta di consegnare
    un rapporto conclusivo, lasciando così intendere che
    vuole emettere degli avvisi di garanzia.
    * Secondo il News and World Report ci sarebbero voci
    secondo cui Cheney finirebbe per dimettersi e Condi
    Rice sarebbe nominata da Bush al suo posto. Ma anche
    la Rice appartiene al White House Iraq Group (WHIG),
    incaricato di preparare pretesti e propaganda per
    giustificare l'aggressione dell'Iraq.
    * Il sito Raw Story riferisce che John Hannah figurava
    sulla lista dei personaggi da indagare. Secondo fonti
    vicine all'inchiesta, nel giugno 2003 Hannah ricevette
    l'ordine dai suoi superiori nell'ufficio di Cheney di
    fare le rivelazioni sul conto di Valerie Plame.
    Inoltre le indagini di Fitzgerald si appunterebbero
    sul WHIG, attivo nell'ufficio del vice presidente, e
    sull'Office of Net Assessment, organismo sotto
    l'ufficio politico del Pentagono diretto da Douglas
    Feith.
    * In un secondo articolo Raw Story riferisce che David
    Wurmser, un altro collaboratore di Cheney, ha deciso
    di collaborare con Fitzgerald.
    * Sempre secondo Raw Story, i parlamentari Conyers e
    Skelton hanno inviato una lettera a Rumsfeld chiedendo
    spiegazioni in merito alla facoltà di Judith Miller,
    che in teoria sarebbe solo "una giornalista", di
    accedere alle informazioni riservate grazie ad una
    "top security clearance" accordatale personalmente
    dallo stesso Rumsfeld. Nell'aprile 2003 Judith Miller
    avrebbe "preso in custoria" Jamal Sultan Tikriti, il
    genero di Saddam Hussein, e partecipato ai suoi primi
    interrogatori. Un ufficiale avrebbe riferito che in
    alcune occasioni la Miller avrebbe "intimidito" dei
    militari facendo i nomi di Rumsfeld e Douglas Feith.
    * Il National Journal ha riferito voci di ambienti
    giudiziari secondo cui testimonando al Gran Giurì,
    Libby avrebbe detto che all'epoca dell'incontro con
    Judith Miller, l'8 luglio 2003, non sapeva che la
    moglie di Wilson lavorasse per la CIA. Libby non ha
    parlato dell'incontro con la Miller avvenuto il 23
    giugno né testimoniando al Gran Giurì né in una
    deposizione per la FBI. L'articolo riferisce diversi
    tentativi di influenzare la Miller, anche la sera
    prima della sua deposizione, quando un personaggio
    vicino a Libby ha riferito ai giornalisti ciò che
    Libby avrebbe detto al Gran Giurì. La cosa è stata poi
    prontamente pubblicata dal Washington Post, in un
    evidente tentativo di influenzare la deposizione della
    Miller.
    * Secondo il Daily News da due anni George W. Bush è
    al corrente del ruolo ricoperto da Rove nel Plamegate.
    Il portavoce della Casa Bianca Scott McClellan non ha
    voluto né confermare né smentire l'informazione.
    * Justin Raimondo ha scritto su Antiwar.com che fonti
    dell'ambasciata italiana confermano che Patrick
    Fitzgerald ha richiesto una copia del rapporto segreto
    della Commissione parlamentare di controllo (COPACO)
    che ha ascoltato i vertici del SISMI sull'affare della
    falsificazione dei documenti sull'uranio del Niger. Un
    ex dirigente delle operazioni della CIA avrebbe anche
    confermato che Fitzgerald "ha finalmente ottenuto una
    copia completa". Secondo la stessa fonte della CIA, il
    rapporto riferirebbe che Michael Ledeen funse da
    tramite dei documenti contraffatti e che a
    contraffarli furono gli ex funzionari della CIA Duane
    Clarridge e Alan Wolf (poi deceduto).
    * Secondo il Washington Post John Hannah avrebbe
    confidato già da mesi agli amici di temere di restare
    implicato nella vicenda. L'articolo del Post pone poi
    alcuni quesiti: Che ruolo ha svolto Hannah? Che ruolo
    ha svolto Ari Fleischer? Chi è la seconda fonte del
    giornalista Robert Novak? Chi è il funzionario della
    Casa Bianca che ha parlato della Plame con Walter
    Pincus del Washington Post ? Molti sono convinti che
    Novak stia cooperando con Fitzgerald.
    * Ray McGovern ha scritto su Antiwar.com che si finirà
    per assistere allo spettacolo dei funzionari della
    Casa Bianca uscire in fila per essere trasportati al
    prossimo commissariato, a meno che il presidente
    stesso non decida di licenziare Fitzgerald su due
    piedi, cosa decisamente possibile.
    * Dopo che il Daily News ha riferito che Bush sapeva,
    da due anni, che Rove era implicato nel Plamegate, il
    sen. Schumer ha scritto una lettera al Presidente in
    cui afferma: "Sembra che Lei si sia arrabbiato perché
    i funzionari della Casa Bianca sono stati beccati e
    non perché essi hanno compromesso la sicurezza
    nazionale". Schumer chiede anche perché Bush non abbia
    privato Rove del diritto di accedere alle informazioni
    riservate, la "top-secret security clearance", se era
    effettivamente al corrente del ruolo che Rove stava
    ricoprendo. Una fonte del Senato avrebbe spiegato:
    "Guardiamo ai tempi, nello stesso mese in cui Bush
    rimprovera Rove lui dice agli americani di non sapere
    se qualcuno della Casa Bianca fosse implicato nella
    vicenda, ma adesso veniamo a sapere il contrario". Lo
    stesso giornale riferisce che Plame e Wilson
    starebbero considerando di intentare una causa civile
    che comporterebbe per Bush, Rove e Cheney l'obbligo di
    testimoniare. Nella sua lettera, il sen. Schumer
    chiede a Bush: "Quante volte ha parlato con Karl Rove
    a proposito della fuga di notizie sulla Plame? Quali
    sono le date? I colloqui sono successivi al momento in
    cui Lei ha appreso che il dipartimento di Giustizia
    aveva avviato un'indagine penale sul caso? Quale fu la
    sostanza di queste conversazioni? Lei ha ordinato a
    Rove di cooperare completamente con la giustizia?"
    * Il Wall Street Journal riferisce, in una scheda su
    Libby, che "ha fatto arrivare l'inchiesta fin troppo
    vicino alla porta del vice presidente". A questo si
    aggiunge il fatto che Libby non solo lavora per Cheney
    ma è anche ufficialmente un "assistente del
    presidente".
    * Il Los Angeles Times commenta che l'inchiesta si è
    estesa a questioni di spergiuro, ostruzione della
    giustizia e forse cospirazione per violare le leggi
    sulla segretezza delle informazioni riservate. Libby
    viene bollato come "il Cheney di Cheney".

  10. #10
    I amar prestar aen
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    Predefinito

    Lyndon LaRouche !!!!! Quello è attendibile.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

 

 
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