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Discussione: Gore Vidal

  1. #11
    Israele= Paese terrorista
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    In Origine Postato da Ashmael
    I suoi romanzi storici sull'antichità, "Creazione" e "Giuliano" sono fantastici, interessanti, colti e spiritosi allo stesso tempo.
    Quindi si sta parlando di una persona seria e ttendibile, una persone che non si puo' definire "COMUNISTA" o altre cose del genere?
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  2. #12
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    "E poiché sono in vena di confessioni, ne faccio ancora una, forse superflua: detesto i fanatici con tutta l'anima"
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    Il più grande scrittore americano vivente!
    Acerrimo nemico dei neo-con, è stato tra l'altro il primo autore a riscrivere cosa è realmente successo a Pearl Harbor quella famosadomenicad'infamia....quando Roosvelt sapeva benissimo che i giapponesi avrebbero attaccato, ed era una occasione ghiotta per entrare in guerra....ha suscitato notevoli polemiche se non sbaglio!

  3. #13
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    E tu onore di pianti,Ettore,avrai ove fia santo e lagrimato il sangue per la patria versato,e finchè il Sole risplenderà su le sciagure umane
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    In Origine Postato da FLenzi
    Quindi si sta parlando di una persona seria e ttendibile, una persone che non si puo' definire "COMUNISTA" o altre cose del genere?
    persona serissima...difficile definirlo "comunista". ma perchè tutta questa lunga introduzione su Vidal?
    Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re

  4. #14
    Ashmael
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    In Origine Postato da FLenzi
    Quindi si sta parlando di una persona seria e ttendibile, una persone che non si puo' definire "COMUNISTA" o altre cose del genere?

    Non è comunista, ma certe sue affermazioni vanno prese cum grano salis. Non posso credere che sistematicamente tutte le aggressioni agli USA fossero preordinate o volutamente non prevenute per entrare in guerra apposta. Detesto come lui i neo-coglioni, ma certe teorie mi sembrano più fantapolitica alla Dan Brown che altro.
    Con l'antichità se la cava meglio che con l'attualità,a mio avviso.

  5. #15
    Israele= Paese terrorista
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    In Origine Postato da LuciaP
    persona serissima...difficile definirlo "comunista". ma perchè tutta questa lunga introduzione su Vidal?
    Perche' in un intervista su radio uno nella trasmissione ZAPPING, tra le ire di Forbice, ha fatto delle affermazione allucinanti sugli USA, e siccome molti di questo forum e non solo portano sempre a modello quel paese prima di scrivere cosa ha detto e prima che gli stessi demoliscano Vidal volevo essere sicuro della sua serieta'.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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  6. #16
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    In Origine Postato da FLenzi
    Perche' in un intervista su radio uno nella trasmissione ZAPPING, tra le ire di Forbice, ha fatto delle affermazione allucinanti sugli USA, e siccome molti di questo forum e non solo portano sempre a modello quel paese prima di scrivere cosa ha detto e prima che gli stessi demoliscano Vidal volevo essere sicuro della sua serieta'.
    Serio e' serio. MA non c'e' bisogno di Vidal per asserire che gli americani sono governati da una manica di guerrafondai. Ma gli americani se lo meritano il governo che hanno, visto che se lo scelgono. Quindi li compatisco

    Cristiano

  7. #17
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    In Origine Postato da Bigas
    Serio e' serio. MA non c'e' bisogno di Vidal per asserire che gli americani sono governati da una manica di guerrafondai. Ma gli americani se lo meritano il governo che hanno, visto che se lo scelgono. Quindi li compatisco

    Cristiano
    E loro , purtroppo , compatiranno noi.
    Non e' che siamo messi molto meglio!
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  8. #18
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    Predefinito Re: Re: Gore Vidal

    In Origine Postato da furbo
    Scrittore liberal americano di origine friulana.
    Parente ( cugino ? ) di Al Gore.
    Passa molta parte dell'anno sulla costiera amalfitana dove possiede una villa.
    Ultimo suo libro che ho letto : LE MENZOGNE DELL'IMPERO e altre tristi verita' . Sottotitolo : perche' la "junta" petroliera Cheney-Bush vuole la guerra con l'IRAK.
    In effetti trattasi di una raccolta di suoi articoli apparsi su : Newsweek , Vanity Fair , The Nation , The Times literary supplement

    Buon affabulatore.
    liberal-anarcoide. Figlio di un generale, cresciuto a west-point. Ricorda spesso come, durante la seconda gerra mondiale, abbia sentito spesso molti generali sostenere che Rooswelt aveva fatto bene ad entrare in guerra, ma che lo aveva fatto dalla parte sbagliata.

    Ateo convinto, ritiene illogico fidarsi troppo di testi scritto tra l'eta' del bronzo e il primo medioevo.

  9. #19
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    Predefinito Re: Re: Re: Gore Vidal

    In Origine Postato da RomagnaRossa
    liberal-anarcoide. Figlio di un generale, cresciuto a west-point. Ricorda spesso come, durante la seconda gerra mondiale, abbia sentito spesso molti generali sostenere che Rooswelt aveva fatto bene ad entrare in guerra, ma che lo aveva fatto dalla parte sbagliata.

    Ateo convinto, ritiene illogico fidarsi troppo di testi scritto tra l'eta' del bronzo e il primo medioevo.

    Credo sia una persona con le cossiddette visto quello che scrive e che dice a dispetto di tutti i BANANAS che se ne stanno zitti zitti.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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  10. #20
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    GORE VIDAL: "I veleni dell'America"

    La perdita della libertà in nome della sicurezza nazionale con i media che
    demonizzano chi si oppone alla guerra in Afghanistan. Ma i bombardamenti su
    Kabul sono solo l'ultimo episodio di una "guerra perpetua per una pace
    perpetua" condotta dagli Stati uniti in giro per il mondo. Mentre la nuova
    legge contro il terrorismo approvata in fretta e in furia dal Congresso fa
    carta straccia della carta dei diritti che è alla base della costituzione
    americana. Lo sostiene Gore Vidal in un saggio che è stato rifiutato dalla
    stampa americana e che ora viene pubblicato nel volume "La fine della
    libertà". Una intervista con lo scrittore americano
    BENEDETTO VECCHI

    E' accaduto nella terra della libertà, cioè negli Stati uniti. Si tratta del
    rifiuto della stampa di pubblicare le riflessioni di uno scrittore affermato
    sull'attacco contro le Twin Towers. Un'analisi certo controcorrente la sua,
    ma che neanche The Nation, la rivista liberal a cui collabora da anni, ha
    pubblicato. Lo scrittore è Gore Vidal, da sempre un intellettuale scomodo.
    Ora quel saggio è pubblicato da Fazi nel volume La fine della libertà (pp.
    120, L. . 25.000, trad. di Laura Pugno). Oltre a questo scritto, il libro -
    che sarà presentato oggi a Roma, alle ore 18, alla Casa delle Letterature di
    Piazza dell'Orologio 3, all'interno della rassegna "Classici di domani" -
    raccoglie gli articoli che Vidal ha dedicato alla vicenda di Oklahoma City,
    cioè all'attentato al palazzo del governo federale dove morirono centinaia
    di persone e al successivo processo contro il presunto responsabile, Timothy
    McVeigh.
    Per Gore Vidal, gli Stati uniti corrono il rischio di una involuzione
    autoritaria che può condurre, se non contrastata efficacemente, a un nuovo
    totalitarismo. Non a caso, il saggio "incriminato" sottolinea che la
    limitazione delle libertà individuali è stata la prima conseguenza
    dell'attentato alle Twin Towers. La nuova legislazione antiterrorismo,
    sostiene Vidal, è l'anticamera dello stato di polizia e fa carta straccia
    del Bill of Right, cioè quella carta dei diritti che è alla base della
    costituzione americana. Ma George W. Bush ha trovata la strada già spianata
    da un'altra legge, voluta questa volta dal suo precedessore Bill Clinton
    che, subito dopo l'attentato di Oklahoma City, spiegò agli americani che la
    sicurezza nazionale valeva bene il sacrificio di un po' di libertà
    personale. Per queste ragioni, lo scrittore americano ha voluto che i saggi
    fossero raccolti in un unico volume. "Gli Stati uniti non si chiedono mai il
    perché accadono alcune cose. Perché c'è stata la bomba di Oklahoma City?
    Perché bin Laden ci ha attaccato, dopo che è stato al nostro servizio?
    Domande che richiedono risposte, perché la libertà si misura anche sulla
    capacità di comprendere, per quanto amaro possa essere, che gli Usa sono
    odiati per quello che hanno fatto nel mondo". Inizia così l'intervista con
    Gore Vidal.Il suo saggio si chiude con un lungo elenco delle imprese
    militari americane nel mondo, quasi a suggellare ciò che lei sostiene, cioè
    che la guerra appena iniziata si possa considerare come il prologo di "una
    guerra perpetua per una pace perpetua". Quali pensa possano essere gli
    sviluppi della guerra in atto?

    Il presidente Bush lo ha detto fin dall'inizio che questa sarà una lunga
    guerra. E lo ha detto con molta gioia, perché tutto il denaro che verrà
    speso dagli Stati uniti andrà nelle tasche dei suoi amici. Tutti i
    presidenti statunitensi esprimono gli interessi di alcuni gruppi economici o
    sociali. Bush è stato eletto con il sostegno dei petrolieri e del complesso
    militare-industriale. Una guerra contro un miliardo di musulmani è una vera
    manna per i loro affari. Mi sembra che la spiegazione di questa lunga guerra
    sia da ricercare in questa meravigliosa opportunità di guadagno per
    l'industria delle armi e del petrolio. Quello che colpisce è però
    l'atteggiamento dei media americani. Il New York Times, ad esempio, sembra
    la Pravda prima di Gorbaciov, mentre i network televisivi hanno una visione
    del mondo limitata, semplicistica che esprime un solo punto di vista, quello
    dominante. Allo stesso tempo hanno accumulato una sofisticata capacità di
    demonizzare le persone o le nazioni considerate, di volta in volta,
    "ostili". Cosa può fare uno scrittore in questa situazione? In questo libro
    mi domando e cerco di dare una risposta al perché Osama bin Laden ci
    attacca.
    Per Bush ci attacca perché è cattivo, mentre noi siamo i buoni, e perché ci
    invidia la libertà che abbiamo... una spiegazione stravagante, visto che
    negli Usa non c'è la libertà di eleggere il presidente che vogliamo. Mio
    cugino, il democratico Al Gore, ha avuto mezzo milione di voti in più del
    suo rivale, ma a causa di uno strano balletto inscenato dalla Corte Suprema,
    alla fine la poltrona presidenziale è andata a chi ha preso meno voti.
    Faccio un altro esempio del degrado dei media americani. Per loro Timothy
    McVeigh avrebbe messo la bomba ad Oklahoma City perché era un perdente. La
    mia esperienza dice altro. Dalla prigione McVeigh ha cominciato a scrivermi.
    Mi sono ritrovato a leggere lettere di un uomo molto più intelligente di chi
    ha scritto sulla sua vita. Egli rappresenta 7 milioni di americani che si
    autodefiniscono "patrioti". Nei miei articoli e saggi su di lui ho teso a
    sottolineare alcuni aspetti di quella vicenda e di cercare le risposte al
    perché un americano poteva considerare giusto mettere una bomba e fare
    centinaia di morti. Martedì sera ho sentito Giuliano Ferrara affermare in
    una trasmissione televisiva che io difendevo Timothy Mc Veigh perché lo
    ammiravo. Non è ovviamente così. In realtà, penso che uno scrittore debba
    cercare le risposte al perché accadono alcune cose, qualunque esse siano, si
    tratti di Osama bin Laden o dell'attentato di Oklahoma City. Per me, McVeigh
    non era un pazzo o un demone. Affermare questo non significa condividere ciò
    che ha fatto. Al contrario. Ho solo cercato di capire le motivazioni che
    erano dietro a quell'attentato.
    Per ritornare alla sua domanda, non so prevedere gli sviluppi di questa
    guerra, ma sono convinto dei risultati che produrrà: crescerà l'odio verso
    gli Usa tra i musulmani e sempre più americani proverarrno ostilità nei
    confronti del proprio governo.

    Secondo lei una delle prime vittime dell'11 settembre è la libertà in
    America?

    Non solo negli Stati uniti. In un mio articolo pubblicato da un giornale
    italiano (La Repubblica del 16 novembre) non viene riportato il lungo elenco
    delle guerre in cui attualemente sono impegnate truppe americane. Forse ne
    erano spaventati. Ma quello che non era presente era il punto centrale del
    mio ragionamente, cioè i motivi che hanno spinto bin Laden ad attaccarci,
    sempre se è stato lui. Se avessi saputo che stavano dimenticando queste cose
    non avrei approvato la pubblicazione del pezzo.

    Nel suo libro lei sottolinea più volte l'involuzione autoritaria degli Usa.
    Ci sono controspinte a questa deriva?

    Come dice una delle leggi fondamentali della fisica: a ogni azione
    corrisponde una reazione. Per questo mi concentro sulla domanda: perché
    Osama ha fatto quell'azione? E' infatti insopportabile leggere sui giornali
    che lo ha fatto perché è un uomo malvagio. Gli americani sono diventati un
    popolo che ignora molte delle cose che accadono nel mondo, così come spesso
    non sono a conoscenza delle azioni compiute nel pianeta dal governo degli
    Stati uniti.

    Eppure, molti analisti e commentatori europei, e quindi non solo americani,
    affermano che tutta la nazione è raccolta attorno al presidente, che gode di
    un consenso diffuso, mentre le voci critiche coinvolgono un'esigua
    minoranza. Di una reazione di critica e di presa di distanza non c'è traccia
    in queste analisi e commenti. Lei che ne pensa?

    Quando inizia una guerra è normale che un popolo si stringa attorno al suo
    presidente. Anche se si tratta di una guerra falsa come questa. E' un
    riflesso pavloviano. Però è una situazione che non dura mai molto a lungo.
    Se tra un anno saremo ancora in guerra e le casse del Tesoro saranno vuote,
    le persone si riverseranno nelle strade per protestare. Per questo sostengo
    che il governo sta compiendo un'azione suicida: sta facendo infatti di tutto
    per distruggere se stesso.

    Eppure questa è una guerra che vuol risportare ordine nel mondo. Inoltre,
    c'è una recessione economica che oramai è difficile negare. La guerra può
    essere un modo per rilanciare lo sviluppo economico. Qual è la sua opinione?

    Mi sembra che chi sostiene questo consideri le persone che compongono
    l'amministrazione Bush più intelligenti di quanto non siano in realtà.
    Questa non è una guerra per la globalizzazione: è una guerra per dimostrare
    chi è il numero 1 nel mondo. Osama bin Laden si è dimostrato un ottimo
    psicologo. Il fatto che abbia buttato giù due "erezioni", ha fatto molto
    arrabbiare chi si considerava il numero 1. Inoltre, l'attacco dell'11
    settembre era alla vigilia di una recessione mondiale. Se mettiamo insieme i
    due aspetti - mettere in dubbio la potenza americana e accelerare la crisi
    economica - possiamo dire che l'azione di Osama è diabolica.
    Bin Laden conosce molto bene il denaro, sa come si maneggia, conosce bene i
    meccanismi economici e dinanziari a livello mondiale. La sua famiglia può
    infatti essere equiparata ai Rockfeller. Questa conoscenza profonda
    dell'economia mondiale lo ha portato a colpire nel momento giusto. Se poi ci
    mettiamo questa folle guerra, potremmo dire che ha vinto lui.

    Tuttavia questa è una guerra globale. Cambierà il corso della
    globalizzazione. Lei sostiene che l'amministrazione Bush ha reagito solo
    contro chi metteva in dubbio la sua leadership mondiale. Ma questa guerra
    cambierà i rapporti di potere nel mondo. E' prevedibile che la leadership
    statunitense ne uscirà rafforzata.

    Si, sono d'accordo. Il mondo in cui viviamo è davvero globale. Ma la
    globalizzazione che conosciamo è l'esatto contrario della giustizia sociale.
    E allora mi domando: in un mondo dominato dalle grandi corporation che
    aggirarano le leggi degli stati, come riuscire a fargli pagare le tasse? Il
    movimento antiglobalizzazione ha tutta la mia simpatia, ma dobbiamo
    constatare che i Grandi orami si riuniscono in posti dove non puoi
    contestarli. Come far sentire la tua voce se si vedono in Congo o in un
    bunker costruito sotto un fiume? L'unica soluzione che vedo è che gli
    stati-nazione, almeno fino a quando esisteranno, tassino le imprese che
    svolgono delle attività produttive sul proprio territorio. Se la Att fa
    profitti negli Stati uniti va tassata negli Stati uniti. E' un'operazione
    difficile lo so, ma mi sembra l'unica strada percorribile. Cinquanta anni
    fa, metà delle entrate fiscali proveniva dalle tasse sui profitti delle
    imprese. Oggi quella percentuale è scesa al 10%. L'amministrazione Bush vuol
    addirittura cancellare questo 10% delle entrate fiscale. Quello che è certo,
    quindi, è che questa guerra è finanziata con le tasse pagate dai singoli.

    Nel libro lei parla diffusamente dei "patrioti", cioè delle milizie di
    estrema destra negli Stati uniti. Spiega la loro diffusione con la scomparsa
    della piccola proprietà terriera e la concentrazione del settore agricolo
    nelle mani di quattro, cinque multinazionali.

    Si, gran parte dei piccoli proprietari hanno perso le loro terre che sono
    state riassorbite dalle grandi corporation dell'agro-buisness. McVeigh
    veniva da una famiglia di piccoli agricoltori. Molti di loro, una volta
    persa la terra, sono finiti nell'esercito. Per McVeigh è stato così. E'
    entrato nell'esercito, diventando un soldato valoroso che nella guerra del
    Golfo si è meritato alcune medaglie. Secondo un recente studio, 7 milioni di
    persone fanno parte di queste milizie. Alcune fanno solo azioni di
    propaganda, altre no e si sono armate fino ai denti. Non sono sicuramente un
    partito, né rappresentano ancora un pericolo per la nazione americana. Ma
    esprimono uno stato mentale molto diffuso negli Usa di ostilità nei
    confronti del governo.

    Eppure sono indicati come i probabili responsabile della diffusione
    dell'antrace...

    E' possibile. E' però interessante notare che i senatori che hanno ricevuto
    l'antrace per posta erano la maggior parte dei liberal. E nessuno
    conservatore.

    Lei usa parole molto dure nei confronti dei democratici e di Clinton in
    particolare.

    A me piaceva il presidente Clinton appena insediato alla Casa Bianca. E' uno
    scandalo che negli Stati uniti non ci sia un servizio sanitario nazionale.
    Clinton lo voleva. Ci ha provato, ma si è trovato contro la dura opposizione
    di tre potentati economici: l'associazione dei medici, le compagnie di
    assicurazione e le imprese farmaceutiche. Da quel momento in poi, ogni
    occasione è stata buona per attaccarlo. Clinton non ha avuto una attività
    sessuale così intensa da distinguerlo da tanti altri presidenti. Soltanto
    che contro di lui si è spesa una montagna di denaro per metterlo in
    ginocchio e incriminarlo per la sua attività sessuale. Uso parole così dure
    contro di lui perché, per sopravvivere a questi attacchi, ha, per
    parafrasare Lenin, corso con i lupi e come loro ha ululato
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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