Consegnata la relazione dei consulenti nominati dalla procura di Roma
I periti: Calipari colpito da un solo proiettile

Ma l'auto non procedeva a 90 all'ora come riferito nel rapporto americano, bensì a non più di 60-65. Gli spari da 130 metri


Nicola Calipari (Ansa)
ROMA - Nicola Calipari è stato ucciso con un solo colpo proiettile. E la raffica di mitraglietta che ha centrato la Toyota Corolla su cui l'agente del Sismi stava viaggiando assieme alla giornalista Giuliana Sgrena, appena rilasciata dai rapitori, è partita da una distanza di circa 130 metri. E' quanto emerge dalla perizia condotta dai pm che seguono l'indagine italiana sulla morte del funzionario dei servizi segreti, colpito a morte la sera del 4 marzo scorso sulla strada che collega Bagdad al suo aeroporto. In particolare fu una mitragliatrice calibro 7.62 a fare fuoco contro l'auto su cui viaggiavano Calipari, la giornalista del Manifesto, e l'autista del servizio segreto militare italiano A.C. che li accompagnava.
LA PERIZIA - La conclusione è del vicequestore aggiunto della polizia Alfredo Luzi, del capitano dei carabinieri Bruno Cardinetti e dei professori Donato Firrao, Furio Vatta e Carlo Torre che hanno prestato la loro consulenza per la procura di Roma e che hanno consegnato una relazione al pm Franco Ionta, capo del pool dell'antiterrorismo, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo ancora contro ignoti per omicidio e duplice tentato omicidio.
LA VERSIONE USA - In un'ottantina di pagine, più allegati, foto e schemi grafici, gli esperti nominati dalla procura della capitale hanno raggiunto le stesse conclusioni indicate nel rapporto americano (secondo cui a sparare sarebbe stato il soldato Mario Lozano) anche se la differenza sostanziale sta nella velocità del mezzo: per gli Usa, l'auto procedeva a circa 90 chilometri all'ora, costituendo così un pericolo per i militari del check point posto sulla strada per l'aeroporto di Baghdad; per i tecnici della procura, invece, la Toyota viaggiava tra i 60 e i 65 km orari. Quando la sparatoria è iniziata l'auto era a circa 130 metri di distanza dal check-point americano; quando il fuoco è cessato la vettura era lontana dai militari usa non più di 40-50 metri.
I RESTI DEL PROIETTILE - I cinque consulenti, che hanno utilizzato il laser per analizzare i nove frammenti di proiettile rinvenuti nell'auto esaminata nei laboratori del Dipartimento anticrimine centrale, si sono trovati d'accordo nel sostenere che le immagini ricavate dallo studio delle microstrie «sono riconducibili alla stessa classe di arma e alla stessa arma». Impossibile dire con precisione quanti colpi abbiano attinto la vettura: nove i fori repertati ma i proiettili potrebbero essere stati tra i dodici e i trenta.
L'INCHIESTA - Il fascicolo di inchiesta rimane contro ignoti e si procede per tentato omicidio e omicidio, La relazione ora è a disposizioni delle parti che potrebbero richiedere un approfondimento degli esami effettuati.
25 ottobre 2005

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Riposi FINALMENTE in pace. Onore a lui e a tutti i caduti al servizio della Patria.