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  1. #1
    Iterum rudit leo
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    Predefinito Quei posseduti dal mostro del rancore

    Quei posseduti dal mostro del rancore

    di Claudio Risè

    Rimane sepolta nell'inconscio collettivo, poi esplode e insanguina le guerre civili. La "massa di manovra" assiepata sotto i portici annunciava ciò che sarebbe accaduto

    Il mostro è stato svegliato, e non sarà semplice farlo riaddormentare. Quale mostro? Non certo Massimo Tartaglia, che con ogni probabilità è stato solo il braccio, guidato da una mente confusa, labile, e dunque manipolabile come cera molle dal mostro vero. Che altro non è che l’odio addormentato nel cuore e nella mente di molti, e risvegliato e nutrito dalla cultura degli insulti, dei cartelli di minacce appesi al collo dei bambini, dei sogni omicidi pubblicizzati via Facebook e legalizzati da professori, politici, giornalisti, signore diventate sanguinarie (forse per noia). È insomma quella grande forza, che rimane a lungo sepolta nell’inconscio collettivo, e poi, liberatasi, improvvisamente insanguina le guerre civili, le faide fratricide, la rottura dei patti, l’ubriacatura del credersi onnipotenti, non più sottoposti a nessuna regola. La follia che a quel punto irrompe, nella sua versione antisociale, spesso nascosta proprio dietro la socialità, e umanitari principi.

    Chi era in piazza Duomo domenica, l’ha sentita e l’ha vista, quella follia, ben prima che Tartaglia lanciasse il suo duomo di ferro in faccia al presidente sorridente, che mandava baci. I gruppi di autonomi assiepati sotto i portici, coi loro insulti scanditi, i loro fischi incessanti, le facce stravolte dall’odio, annunciavano ciò che sarebbe poi accaduto. (Ma come mai sono stati lasciati lì, micidiale, evidente strumento di esaltazione di ogni mente confusa, oltre che pesanti disturbatori di un certamente pacifico incontro pubblico?) E Berlusconi li ha ben smascherati, tracciando velocemente il ritratto della sua lotta con la follia antipopolare, e dicendo tra l’altro (cito a memoria, con qualche imprecisione): «Voi siete cupi e arrabbiati, noi gioiosi e allegri, voi vorreste che tutti la pensassero come voi, noi che ognuno pensi con la sua testa, voi siete ossessionati dal negativo, noi lottiamo per il positivo».

    La lotta tra Silvio (meno male che Silvio c’è), e il mostro formato dalle paranoie che giacciono nell’inconscio collettivo degli italiani, è qui ben descritta, in poche parole semplici. Che rassicurano e piacciono al popolo che lavora, come il mio anziano vicino, che beato diceva alla moglie: «Varda me l’è bel» (guarda come è bello). Ma rodono come un tarlo la mente di chi non vuole studiare, non vuole lavorare e, in fondo (supremo peccato e fonte di ogni malattia), non vuole godere.

    Certo loro, gli «autonomi» con la testa in fumo, per quanto impressionanti nella loro cupezza e nel loro astio, come produttori di follia collettiva contano poco più che il lanciatore finale, Tartaglia. Sono solo la massa di manovra di chi ha fatto (nel corso degli anni) di Silvio Berlusconi il necessario capro espiatorio, che (nei riti vittimari studiati da René Girard), viene cacciato dalla comunità, di solito perché tutto rimanga come prima, e nulla cambi. Del resto non potevano trovare un bersaglio più adatto a tutte le paranoie e i vissuti di impotenza generati in 50 anni di politica statica, conservatrice, immobilista e codina. Anche qui, la dialettica tra Silvio e il coro di insulti (erroneamente definiti «contestatori»: non contestavano nulla, insultavano, e cercavano di non farlo parlare, come avevano fatto due giorni prima con Moratti e Formigoni, in piazza Fontana), la dice più lunga di un trattato di psicopatologia sociale.

    Ogni volta che Silvio diceva una battuta, facendo ridere (come quando ha dato del vecchietto a Formigoni, mentre lui era in giacchetta «e senza canottiera»), dal coro dark si alzava severo: «Buffone-buffone». Insulto rivelatore. Perché nel teatro il buffone è colui che fa ridere (smascherando così trame cupe e velenose). E loro, i posseduti dal mostro dell’odio e della follia, non vogliono ridere. Perché non vogliono sapere chi e perché davvero manovra e limita le loro vite. Non vogliono conoscere. Non vogliono godere. Sono molto pericolosi.

    Quei posseduti dal mostro del rancore - Interni - ilGiornale.it del 15-12-2009
    La mente del sapiente si dirige a destra
    e quella dello stolto a sinistra.
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Quei posseduti dal mostro del rancore

    Sì vabbè, adesso circa il 45% del popolo italiano è formato da mostri che non vogliono godere, mentre un altro 5% è formatoda mandati morali democristianfiniani emissari delle potenze plutocratiche massoniche giudaiche.

    Siamo all'isteria collettiva, il Presidente della Pace e dell'Amore, delle barzellette e dei padri di famiglia, contro un'opposizione che è un mix tra nichilisti kamikaze e metallica forma spartana-staliniana.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Quei posseduti dal mostro del rancore

    Ho visto i contestatori-insultatori intervenuti domenica a Milano per interrompere il comizio di Silvio Berlusconi e denigrare pesantemente la persona del Presidente del Consiglio. Sono quasi tutti giovani, ma i gesti rivelano un rancore antico, inacidito. Urlano, si sbracciano, ostentano il dito medio; hanno anche la bava alla bocca, uscita per lo sforzo di lanciare l'insulto più vigoroso. Fanno paura, sembrano invasati, presi dalla follia della violenza verbale (ma la foga rasenta lo scoppio di una improvvisa violenza fisica). Gridano: buffone! mafioso! fascista! fatti processare!
    Sperano nella morte del nemico per vie diverse da quella elettorale, predicano l'allontanamento del Premier dalla politica con qualunque mezzo.
    Sotto sotto, provano simpatia per Massimo Tartaglia, e ne apprezzano il gesto. Alla meglio ci ridono sopra, sfottono il dolore atroce di Berlusconi, continuano a prenderlo in giro, non gli riservano alcuna solidarietà o pietà umana per le sofferenze patite. Alla peggio, si dolgono per l'occasione perduta, per la mancata uccisione del "mostro", per non averlo mandato all'obitorio. Sono semplicemente delle bestie disumane.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Quei posseduti dal mostro del rancore

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Sì vabbè, adesso circa il 45% del popolo italiano è formato da mostri che non vogliono godere, mentre un altro 5% è formatoda mandati morali democristianfiniani emissari delle potenze plutocratiche massoniche giudaiche.

    Siamo all'isteria collettiva, il Presidente della Pace e dell'Amore, delle barzellette e dei padri di famiglia, contro un'opposizione che è un mix tra nichilisti kamikaze e metallica forma spartana-staliniana.
    Ma tu vedi tutto solo o bianco o nero? Guarda che noi siamo i primi a criticare Berlusconi, siamo piuttosto obiettivi anche se di centrodestra.
    Abbiamo idee diverse dalla tua e per questo votiamo a destra. Ma non stiamo a elogiare e santificare Berlusconi dalla mattina alla sera, per quanto lo preferiamo ad altri politici.

    In Italia c'è un grosso problema. E' cosi. Non voglio dire che siamo tornati ai tempi delle BR ma ammettiamolo che perlomeno in quel periodo la politica tutta, bene o male, cercava di ridimensionare quel fenomeno aberrante.
    Oggi invece stiamo assistendo ad un fenomeno sconvolgente messo in atto da una certa parte di politicanti che vogliono incentivare ad ogni costo lo scontro, anche violento, nei confronti di chi è a capo della maggioranza.
    E' anomalo tutto ciò, è un fatto che mi preoccupa alquanto. E' la politica stessa a fomentare l'odio!
    Non è ammissibile che venga consentito. Va fermato questo meccanismo perverso, a mio parere.
    Ultima modifica di Carrie; 16-12-09 alle 16:03
    'Voglio esser libera d'essere come sono'

  5. #5
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    Predefinito Rif: Quei posseduti dal mostro del rancore

    Sicuramente Silvio e' ASSOLUTAMENTE INSOPPORTABILE, ma anche gli altri Gremlins della Politica Italiana, non son da meno.

    Anche Tonino l'Ignorante, semina grandine e tempesta, cosi' come la Vergine delle Nevi, la Fikissima Rosy, i Travagli dolorosi, i Santori, i Donadi, i Repubblichini di Scalfari.
    Pero' a Loro nessuno spacca mai il muso, o tira mai un cavalletto in testa, o cerca di bloccare un comizio, o una partecipazione.

    Questo, secondo me, vuol dire che gli Anti Bi, hanno un vizietto genetico bolsceviko, che tutti gli altri non manifestano.
    Perche' e' indubbio, che la Due Giorni Milanese, sia stata preparata dagli Anti Bi, in maniera violentemente impeccabile.

    Mi sbagliero' sicuramente, ma nella testa mi frulla l'ideuccia , che se il Berlusca vulnerato, fosse diventato il Berlusca deceduto, ne avrebbero gioito in tanti, nel Piddielle e dintorni.
    (Seahorse docet).

  6. #6
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    Predefinito Rif: Quei posseduti dal mostro del rancore

    Citazione Originariamente Scritto da Carrie® Visualizza Messaggio
    Ma tu vedi tutto solo o bianco o nero? Guarda che noi siamo i primi a criticare Berlusconi, siamo piuttosto obiettivi anche se di centrodestra.
    Abbiamo idee diverse dalla tua e per questo votiamo a destra. Ma non stiamo a elogiare e santificare Berlusconi dalla mattina alla sera, per quanto lo preferiamo ad altri politici.

    In Italia c'è un grosso problema. E' cosi. Non voglio dire che siamo tornati ai tempi delle BR ma ammettiamolo che perlomeno in quel periodo la politica tutta, bene o male, cercava di ridimensionare quel fenomeno aberrante.
    Oggi invece stiamo assistendo ad un fenomeno sconvolgente messo in atto da una certa parte di politicanti che vogliono incentivare ad ogni costo lo scontro, anche violento, nei confronti di chi è a capo della maggioranza.
    E' anomalo tutto ciò, è un fatto che mi preoccupa alquanto. E' la politica stessa a fomentare l'odio!
    Non è ammissibile che venga consentito. Va fermato questo meccanismo perverso, a mio parere.
    Io parlavo dell'articolo de Il Giornale, mica di te o di Florian sul resto del tuo discorso posso anche essere d'accordo !

  7. #7
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    Predefinito Rif: Quei posseduti dal mostro del rancore

    A proposito di clima di odio e di rancore, però, in tutta giustizia, come commentare questa presa di posizione, che francamente è da preludio alla guerra civile ?

    Treviso, l'anatema dei giovani del Pdl "Cancellate Idv e Rifondazione"

    ROMA - Cancellate "Idv e Rifondazione comunista". Dopo l'aggressione a Berlusconi il movimento giovanile del Pdl di Treviso chiede che venga varata una legge abolitiva "di quei soggetti politici che hanno come unico scopo l'inneggiare alla violenza e alla disobbedienza civile". Ovvero, secondo i giovani pidiellini, il partito di Di Pietro e quello di Ferrero. "I giovani del Pdl - si legge sulla "La Tribuna di Treviso" - non intendono più tollerare una politica che vede nella violenza fisica e verbale contro l'avversario il suo unico programma". Dicendosi convinti della necessità "di un intervento istituzionale molto forte" che si traduca nella legge abolitiva.

    "Porteremo ai rappresentanti politici del Pdl - scrivo i giovani - questa nostra istanza. Siamo a un punto di non ritorno in cui è necessaria la più ferma presa di posizione contro partiti che non hanno nulla a che fare con la democrazia: le parole di Di Pietro lo confermano. Risulta palese che l'obbiettivo di questi eversivi è quello di scatenare una vera e propria guerra civile".

    Per Nicola Di Maio, coordinatore dei giovani a Treviso, non si tratta di una censura ideologica ma di uno stop "a quelli che calunniano e infamano Berlusconi creando un pericolosissimo clima di odio che, come si è visto, può sfociare in atti di violenza".

 

 

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