Prodi con Cofferati: la legalità va rispettata
Il Professore: 'Il sindaco difende le fasce più deboli'. Telefonata a Bertinotti
BOLOGNA (26 ott. 2005) - Il leader dell'Unione Romano Prodi che intervenendo sul dibattito in corso nella sua città ha parlato di una situazione "da non sottovalutare, ma che denuncia problemi le cui responsabilità hanno radici nel passato".
"La mia opinione è che si debba operare per l'assoluto rispetto della legalità" ha detto Prodi aggiungendo poi "che bisogna coinvolgere tutte le forze politiche, le associazioni del volontariato e le istituzioni per un progetto che miri all'inclusione e non alla esclusione di quanti reclamano la nostra attenzione sulle loro precarie e difficili condizioni". Sì agli sgomberi, ma accompagnati però da interventi coordinati a favore dei più deboli.
Basta comunque leggere in controluce ciò che afferma il capo dell'Unione per rendersi conto che, pur condividendo la battaglia per la legalità ingaggiata dal sindaco, e concedendogli pure l'attenuante di aver ereditato da Guazzaloca una situazione esplosiva, il Professore imputa a Cofferati due errori: la "solitudine" istituzionale e sociale in cui si è dispiegata la sua azione e l'assenza di una rete solidaristica in grado di ammortizzarne le ricadute. Non è dato sapere se il capo dell'Unione ha ritenuto anche opportuno ricordare al suo sindaco che governare Bologna è cosa diversa dal guidare la Cgil. Si vocifera, ci sia stata lunedì sera una telefonata tra il Professore e il Cinese.
emilianet.it




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