IL PREZZO DELLA MILITARIZZAZIONE

I sospetti sull’uso di uranio impoverito nei poligoni sardi si allargano e diventano sempre più pesanti. Generali e Ministri che, fino ad ieri, “candidamente” affermavano che gli Usa non avevano usato proiettili e missili all’U-238 né in Somalia né in Bosnia e, addirittura, neppure in Kosovo, oggi sostengono che mai e poi mai il potente alleato ha utilizzato il metallo (letale/innocuo in funzione delle esigenze del momento) nel corso delle permanenti sperimentazioni ed esercitazioni negli immensi poligoni terrestri, aerei e navali che la Sardegna, suo malgrado, è costretta a “mettere a disposizione della Nato”. Però, le rassicurazioni confuse e contraddittorie producono l’effetto opposto. Mentre acquista spessore e determinazione la volontà popolare di sapere, avere certezze, prove serie e documentabili e non chiacchiere ... improvvisa cade sulla Sardegna la tanto attesa pioggia di miliardi. Con un ritardo di cinque anni lo Stato versa alla Regione <oberata dai vincoli e dalle attività militari (…) il contributo dovuto ai comuni nei quali le esigenze militari incidono sull’uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale> (l.104/90).
A Perdasdefogu arriva un miliardo e quattrocento milioni come risarcimento per i danni subiti dalla comunità nel quinquennio ’94–’99 a causa della sottrazione agli usi civili di 2.800 ettari di territorio.
Duemiliardi e mezzo piovono sull’inquieta Teulada che pretende un osservatorio ed un monitoraggio ambientale delle acque e dei 7.200 ettari di terra destinati ai giochi di guerra.
Nel computo del risarcimento danni alla collettività, eufemisticamente definito “contributo”, non rientrano i 50.000 ettari del poligono aereo e navale di Capo Teulada né gli oltre 2.840.000 ettari di mare asservito al poligono Salto di Quirra (dopo anni di lotte è stato strappato solo l’indennizzo ai pescatori per le giornate di fermo-pesca). Le varie Giunte regionali e i tanti parlamentari sardi non si sono mai accorti della pesante ipoteca “sui programmi di sviluppo economico e sociale” posta dall’interdizione di tratti di mare che superano di ampiamente la superficie dell’intera isola.
Un rapido calcolo: 2,5 miliardi per il danno provocato in 5 anni sono 500 milioni annui che, rapportati ai 7.200 ettari di territorio, danno la vertiginosa somma di £ 5.787 al mese per ettaro, quasi SEIMILA LIRE MENSILI! Perdasdefogu, la comunità con le “stellette” anche nel profondo del cuore, percepisce addirittura £ 8.333 al mese per ettaro!
In cambio di tali somme da capogiro i sardi ben possono tacere, chiudere di nuovo gli occhi e rimuovere i sospetti sulla presenza di uranio impoverito. La fanfara può riprendere la vecchia canzone <<i poligoni danno occupazione e benessere>> e poco importa se la legge afferma il contrario e la contaminazione radioattiva si protrae per 4,4 miliardi di anni.
Comitato sardo GETTIAMO le BASI