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  1. #1
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    Predefinito La vicenda di S. Teodoro Studita e S. Tarasio

    Su indicazione del Vescovo Silvano, riposto il thread che, per errore, come mi ha assicurato lo stesso Vescovo, è stato inavvertitamente rimosso.
    Preciso che mi sto occupando di una questione dottrinale (il divorzio) in ambito cattolico. Ebbene, nell'affrontare gli aspetti storici correlati, mi sono, come ovvio, imbattuto nella vicenda di Enrico VIII, che chiese di divorziare per ragioni dinastiche e sposarsi con Anna Bolena. Nell'analisi storica, ho notato che questa vicenda ha avuto un suo illustre precedente: vale a dire quello relativa alla questione matrimoniale dell’imperatore bizantino Costantino VI che, nel 795, con un «miserandum spectaculum» – come ebbe a dire di S. Teodoro Studita – , aveva ripudiato la bella moglie paflagonese Maria di Armenia (che aveva dovuto sposare a sette anni su comando di sua madre, la grande Irene), facendola rinchiudere in monastero, ed aveva iniziato un’illecita ed adultera relazione con Teodora o Teodata, dama di corte della madre Irene. Egli, in aperta opposizione a tutte le leggi ecclesiastiche, pare, fece benedire la propria unione sacrilega dal sacerdote Giuseppe, incoronando la sua moglie–amante fregiandola pure del titolo di Augusta, con una certa tolleranza del patriarca di Costantinopoli, S. Tarasio.
    Ed ecco il punto. S. Teodoro Studita in una lettera al monaco Simeone, nell’anno 808, scrisse: «… L’imperatore deve ritenersi adultero e perciò va condannato e gravemente colpevole deve ritenersi il prete Giuseppe per aver benedetti gli adulteri e per averli ammessi all’Eucarestia; ed è da condannare altresì il patriarca Tarasio che non ha scomunicato Costantino e con lui va rotta la comunione perché tollerante con l’imperatore. …».
    L’imperatrice Irene, comunque, ordinò l’omicidio del figlio, il quale fu ucciso il 15 agosto 797 nella sala di porpora ove ventisette anni prima era nato.
    Ecco dunque il punto. Tra i testi che ho consultato vi è un libro di Gemmiti del 1993 che ricostruisce la c.d. "questione moiecheiana" nel pensiero di S. Teodoro. Ma oltre a questo non ho trovato altro di rilevante. Volevo avere, se possibile, qualche più utile ed obiettiva bibliografia, magari anche più recente.
    Inoltre, dal testo di Gemmiti, Tarasio, ne esce male, poichè S. Teodoro lo critica aspramente. Eppure so che S. Tarasio viene considerato un difensore della morale familiare e del matrimonio. In che senso? Dal testo da me consultato non se ne comprendono le ragioni, anzi, come detto, sembra che egli accondiscese al progetto nuziale dell'imperatore.
    Ecco perchè scrivevo al Vescovo Silvano che la ricostruzione da me consultata mi pare un po' parziale.
    Su questo secondo punto, dunque, sarei interessato a conoscere maggiori dettagli - che siano più obiettivi di quelli scarni forniti da Gemmiti - sui rapporti tra S. Teodoro e S. Tarasio con riguardo alla detta vicenda.
    Vi ringrazio anticipatamente.

    Aug.

  2. #2
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    Nel periodo detto "della seconda iconoclastia" il problema delle icone si mescolò strettamente con quello della "tetragamia" dell'imperatore Leone il Sapiente (o il Saggio). Sam Teodoro Studita fu proitagonista dell'uno e dell'altro dibattito.
    Il problema del matrimonio dell'imperatore è legato a questioni dinastiche. Leone non aveva avuto figli da tre mogli, mentre ne ebbe uno dalla quarta donna. Ilo patriarca Tarasio non volle autorizare, conformemente ai canoni, le quarte nozze. Infatti i canoni della Chiesa autorizzano le seconde e le terze nozze (che non vengono però considerate pienamente sacramentali e che non dovrebbero essere incoronate (infatti è nell'incoronazione e nella preghiera che l'accompagnia la parte propriamente sacramentale del rito) mentre le preghiere proprie delle seconde e terze nozze vi sone suppliche a Dio perchè nella sua infinita misericordia non voglia riprovare quell'unione e voglia perdonare i peccatori, ed inoltre le seconde e terze nozze sono seguite da cinque anni di scomunica. Infatti la concessione è per "economia ecclesiastica" ovverosia condiscendenza alla debolezza umana. Le seconde di solito - ovviamente al coniuge non colpevole (il colpevole della fine del matrimonio, di solito per adulterio, non può risposarsi in nessun caso) vengono concesse, le terze solo in casi eccezionalissimi, quale poteva essere la successione del trono, nel nostro caso . Ma siccome la condiscendenza pastorale non può andare all'nfinito, la Chiesa ha sempre definito "fornicazione" le quarte e non le ha mai benedette. Così agì il patriarca S. Tarasio. L'unica sua condiscendenza fu quella di consentire a Leone il Sapiente di legittimare il figlio come erede e battezzarlo solennemente a condizione che la madre non fosse presente in Chiesa . E così fu. Inoltre S,Tarasio impose una penitenza con l'astensione dalla comunione all'imperatore il quale accettò di sottoporvisi e di rimandare la donna. Solo che, forse per le insistenze della donna, forse per non privare il piccolo della madre non ebbe il coraggio di farlo e fece benedite le quarte nozze da un prete di palazzo. San Teodoro studita insorse e giudicò eccessiva indulgenza il comportamento tenuto da san Tarasio fino a quel momento. ma San Tarasio, come aveva precedentemente preannunciato all'imperatore lo scomunicò e depose il prete che aveva celebrato le nozze che dichiarò prive di qualsivoglia valore. In seguito Leone tornò a pentimento.

    Comunque all'epoca anche nella Chiesa di occidente vigeva la tolleranza delle seconde ed a volte terze nozze. Basta vedere ciò che accadeva nella Chiesa Franca e la tolleranza usata dai papi berso Carlo Magno che ebbe anch'egli quattro mogli, tre una prima e due dopo l'Ermengarda di manzoniana memoria.

  3. #3
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    Reverendo Padre,
    la ringrazio della risposta esaustiva. Volevo solo domandarLe se poteva indicarmi qualche bibliografia come richiesto, che sia più obiettiva rispetto al testo di Gemmiti (e magari anche più recente).
    La ringrazio anticipatamente.

    Aug.

  4. #4
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    Un piccolo chiarimento: ma l'imperatore era Costantino VI o Leone il Saggio?

  5. #5
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    L'Imperatore era Leone il Saggio ( o 2il Sapoente").
    Per la bibliografia penso ai "Complementi" della Storia della Chiesa di Jedin ed. Jaka Book.
    Gli scritti di SanTeodoro Studita di quel periodo sono stati recentemente pobblicati in traduzione italiana, comunque sono reperibili in Migne P.G. con traduzione in latino.

  6. #6
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    Originally posted by silvano
    L'Imperatore era Leone il Saggio ( o 2il Sapoente").
    Per la bibliografia penso ai "Complementi" della Storia della Chiesa di Jedin ed. Jaka Book.
    Gli scritti di SanTeodoro Studita di quel periodo sono stati recentemente pobblicati in traduzione italiana, comunque sono reperibili in Migne P.G. con traduzione in latino.
    La ringrazio delle indicazioni bibliografiche. Solo che qui adesso non mi ritrovo: mi dice che l'imperatore era Leone il Saggio, ma S. Tarasio era morto sessant'anni prima rispetto all'imperatore. Infatti, era nato il 730 e morto l'806 d.C., mentre l'imperatore era nato l'866. Idem per Teodoro che sarebbe morto nell'826, cioè quarant'anni prima dell'Imperatore. Quindi non può essere quell'imperatore. Ecco il dubbio da dove nasceva.

 

 

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