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Ieri, 25 ottobre. Alla Camera si vota la controriforma Moratti. Un corteo pacifico, più di centomila studenti e ricercatori, si dirige alla Camera. Roma è sotto assedio: poliziotti ovunque, elicotteri. Passa qualche deputato fascista e insulta i ragazzi. La sinistra va da loro. Diliberto si unisce agli studenti. Cariche della polizia, botte, otto feriti. La destra vota da sola la controriforma che è legge dello Stato. Ma le proteste continuano. Venerdì si manifesta a Milano.
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Un movimento imponente
di Francesco Francescaglia*
*Coordinatore nazionale Fgci
100.000 in corteo. Gli studenti scendono per le strade di Roma per bocciare le riforme della Moratti della scuola e dell’università, per riappropriarsi dei saperi e cancellare il modello universitario a Y, ma anche il 3+2 di “centrosinistra memoria”. Il corteo è partito alle 10.30 da piazza della Repubblica aperto dallo spezzone della Sapienza occupata. Dietro, le università delle altre città e poi gli studenti medi. “Il nostro tempo è qui e comincia adesso”, c’è scritto sullo striscione iniziale. È vero. La rinascita di un movimento studentesco imponente, come non se ne vedeva dai tempi della pantera.
Il corteo sfila pacifico, ma alle 13 si blocca. Siamo in troppi, impossibile entrare tutti in piazza Navona come programmato. Partono le trattative per proseguire sul Lungotevere. A questo punto la questura inscena un balletto scandaloso. Non riescono a prendere una decisione. Una gestione della piazza delirante. Il corteo sta fermo quasi due ore. Inevitabilmente sale la tensione. Sembra quasi che le forze dell’ordine facciano di tutto per provocare gli scontri. Un piccolo spezzone del corteo si infila su un budello laterale presidiato dalle forze dell’ordine che manganellano i manifestanti. Ma il grosso del corteo è fermo. Spontaneamente i manifestanti iniziano a confluire a piccoli gruppi davanti al Senato e alla Camera. Gli studenti medi iniziano a lasciare il corteo. Alle 15 la manifestazione si scioglie e alla fine più di 2.000 studenti si ritrovano sotto al Parlamento. Oliviero Diliberto e i parlamentari del Pdci scendono in piazza con gli studenti. “Sono in piazza perché condivido questa protesta, perché la riforma della Moratti è indecente e perché è importante la presenza dei parlamentari per impedire che ci sia una carica della polizia”, dichiara Diliberto. Abbiamo vissuto una grandissima dimostrazione di determinazione da parte degli studenti. Il merito va dato a quelli della Sapienza occupata che hanno saputo far crescere la protesta in tutto il Paese fino a giungere al successo di oggi. Una enorme mobilitazione spontanea. Alcuni avevano cercato di intimidirci dicendo che ci sarebbero stati scontri, che alcuni gruppi avrebbero fomentato gli scontri con le forze dell’ordine. Così non è stato. Chi voleva spaventare e forse fermare gli studenti, preoccupato perché non riesce a controllare il movimento, non c’è riuscito. Perché la mobilitazione non è stata promossa dal sindacato? Sarebbe stata ancor più forte e grande. Non ha compreso, o forse lo ha fatto troppo in ritardo, cosa stava avvenendo tra gli studenti. Altrimenti avrebbe potuto e dovuto promuovere una grande manifestazione insieme agli studenti. Ma ci sarà tempo per riflettere e rispondere agli interrogativi. Per ora un grande risultato di mobilitazione e partecipazione è stato raggiunto. Oggi siamo tutti più forti.




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