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  1. #1
    Vox Populi
    Ospite

    Predefinito Commissione di studi sui mezzi di comunicazione sociale "Inter Mirifica"

    Come primo intervento di questa nuova Commissione, è d'obbligo proporre il testo del Decreto "Inter Mirifica" del Concilio Vaticano II sui mezzi di comunicazione sociale, "magna charta" di codesta Commissione.


    DECRETO
    INTER MIRIFICA
    SUI MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE


    INTRODUZIONE

    Significato dei termini


    1. Tra le meravigliose invenzioni tecniche che, soprattutto nel nostro tempo, l'ingegno umano è riuscito, con l'aiuto di Dio, a trarre dal creato, la Chiesa accoglie e segue con particolare sollecitudine quelle che più direttamente riguardano le facoltà spirituali dell'uomo e che hanno offerto nuove possibilità di comunicare, con massima facilità, ogni sorta di notizie, idee, insegnamenti. Tra queste invenzioni occupano un posto di rilievo quegli strumenti che, per loro natura, sono in grado di raggiungere e influenzare non solo i singoli, ma le stesse masse e l'intera umanità. Rientrano in tale categoria la stampa, il cinema, la radio, la televisione e simili. A ragione quindi essi possono essere chiamati: strumenti di comunicazione sociale.

    Perché il Concilio ne tratta

    2. La Chiesa nostra madre riconosce che questi strumenti se bene adoperati, offrono al genere umano grandi vantaggi, perché contribuiscono efficacemente a sollevare e ad arricchire lo spirito, nonché a diffondere e a consolidare il regno di Dio. Ma essa sa pure che l'uomo può adoperarli contro i disegni del Creatore e volgerli a propria rovina; anzi, il suo cuore di madre è addolorato per i danni che molto sovente il loro cattivo uso ha provocato all'umanità. Perciò questo sacro Concilio, perseverando nelle sollecitudini dei sommi Pontefici e dei vescovi in un argomento di sì grande importanza, ritiene suo dovere trattare dei principali problemi relativi agli strumenti di comunicazione sociale. Confida inoltre che questa esposizione dei suoi principi dottrinali e delle sue norme non solo sarà di giovamento spirituale ai fedeli, ma contribuirà anche al progresso di tutta l'umanità.

    CAPITOLO I
    LA DOTTRINA DELLA CHIESA

    Compiti della Chiesa


    3. La Chiesa cattolica, essendo stata fondata da Cristo Signore per portare la salvezza a tutti gli uomini, ed essendo perciò spinta dall'obbligo di diffondere il messaggio evangelico, ritiene suo dovere servirsi anche degli strumenti di comunicazione sociale per predicare l'annuncio di questa salvezza ed insegnare agli uomini il retto uso di questi strumenti. Compete pertanto alla Chiesa il diritto innato di usare e di possedere siffatti strumenti, nella misura in cui essi siano necessari o utili alla formazione cristiana e a ogni altra azione pastorale. Così pure è dovere dei sacri pastori istruire e guidare i fedeli perché essi, anche con l'aiuto di questi strumenti, perseguano la salvezza e perfezione propria e di tutta la famiglia umana. Peraltro è compito anzitutto dei laici animare di valori umani e cristiani tali strumenti, affinché rispondano pienamente alla grande attesa dell'umanità e ai disegni di Dio.

    Legge morale

    4. Per usare rettamente questi strumenti è assolutamente necessario che coloro i quali se ne servono conoscano le norme della legge morale e le osservino fedelmente in questo settore. Tengano perciò presente il contenuto, comunicato secondo la natura propria di ciascuno strumento; considerino inoltre tutto il contesto --come, ad esempio, il fine, le persone, il luogo, il tempo ecc.-- nel quale si attua la comunicazione stessa, perché il contesto è capace di modificarne, o addirittura di cambiare totalmente, il valore morale. A questo proposito segnaliamo in particolare il modo di agire proprio di ogni strumento, cioè la sua forza di suggestione, che può essere tale che gli uomini, soprattutto se insufficientemente preparati, riescano con difficoltà ad avvertirla, a dominarla e, quando occorresse, a respingerla.

    Diritto all'informazione

    5. È anzitutto necessario che tutti gli interessati si formino una retta coscienza circa l'uso di questi strumenti, soprattutto a proposito di alcune questioni oggi particolarmente controverse. La prima di queste riguarda l'informazione, cioè la ricerca e la diffusione di notizie.

    Non c'è dubbio che l'informazione, dato il progresso raggiunto dalla società moderna, ed attese le sempre più strette relazioni d'interdipendenza tra i suoi membri, è diventata utilissima ed anzi, per lo più, una necessità. Infatti la pubblica e tempestiva comunicazione degli avvenimenti e dei fatti offre ai singoli uomini quella più adeguata e costante conoscenza, che permette loro di contribuire efficacemente al bene comune e di promuovere tutti insieme più agevolmente la prosperità e il progresso di tutta la società. È perciò inerente alla società umana il diritto all'informazione su quanto, secondo le rispettive condizioni, interessa gli uomini, sia come individui che come membri di una società. Tuttavia il retto esercizio di questo diritto esige che la comunicazione sia sempre verace quanto al contenuto e, salve la giustizia e la carità, completa; inoltre, per quanto riguarda il modo, sia onesta e conveniente, cioè rispetti rigorosamente le leggi morali, i diritti e la dignità dell'uomo, sia nella ricerca delle notizie, sia nella loro diffusione. Non ogni conoscenza infatti giova, «mentre la carità è costruttiva» (1 Cor 8,1).

    Arte e morale

    6. La seconda questione riguarda le relazioni tra i diritti dell'arte--come si suol dire--e le norme della legge morale. Poiché il moltiplicarsi di controversie su questo argomento non di rado trae origine da dottrine erronee in materia di etica e di estetica, il Concilio proclama che il primato dell'ordine morale oggettivo deve essere rispettato assolutamente da tutti. Questo ordine è il solo a superare e armonizzare tutte le diverse forme dell'attività umana, per quanto nobili esse siano, non eccettuata quella dell'arte. Solo l'ordine morale, infatti, investe l'uomo nella totalità del suo essere creatura di Dio dotata di intelligenza e chiamata ad un fine soprannaturale; e lo stesso ordine morale, se integralmente e fedelmente osservato, porta l'uomo a raggiungere la perfezione e la pienezza della felicità.

    Trattazione del male morale

    7. Infine, l'esposizione, la descrizione o la rappresentazione del male morale possono indubbiamente, anche per il tramite degli strumenti di comunicazione sociale, servire per una più approfondita conoscenza ed analisi dell'uomo, ad illustrare e ad esaltare lo splendore della verità e del bene, mediante appropriati effetti drammatici. Tuttavia, se non si vuole che rechino più danno che vantaggio alle anime, è necessario attenersi fedelmente alla legge morale, soprattutto quando si tratta di cose che richiedono il dovuto rispetto o che si prestano a favorire le disordinate passioni dell'uomo, ferito dalla colpa originale.

    Opinioni pubbliche

    8. Poiché le opinioni pubbliche esercitano oggi un enorme influsso nella vita privata e pubblica dei cittadini di ogni categoria sociale, è necessario che tutti i membri della società compiano, anche in questo campo, i loro doveri di giustizia e di carità. Perciò tutti si adoperino, anche mediante l'uso di questi strumenti, alla formazione e diffusione di rette opinioni pubbliche.

    Doveri degli utenti

    9. Particolari doveri hanno tutti gli utenti --vale a dire i lettori, gli spettatori, gli uditori-- che con scelta personale e libera ricevono le comunicazioni diffuse da questi strumenti. Infatti, una scelta retta richiede che essi favoriscano in ogni modo quanto presenta un reale valore morale, culturale e artistico; che evitino, invece, quanto costituisce per loro causa o occasione di danno spirituale, oppure con il cattivo esempio induce altri in pericolo, o contribuisce a ostacolare le buone comunicazioni e a incoraggiare quelle cattive. Questo ultimo caso solitamente si verifica quando si versa il proprio denaro a quanti adoperano tali strumenti unicamente a scopo di lucro. Perciò gli utenti, per agire moralmente bene, non trascurino il loro dovere d'informarsi tempestivamente dei giudizi che a questo proposito vengono dati dalla competente autorità, e di attenervisi secondo le norme della retta coscienza. Al fine poi di resistere più facilmente alle suggestioni meno oneste e di favorire sicuramente quelle buone, procurino di formare e di orientare la propria coscienza con i mezzi adatti.

    Doveri dei giovani e dei genitori

    10. Gli utenti, particolarmente i giovani, si addestrino ad un uso moderato e disciplinato di questi strumenti; cerchino inoltre di approfondire le cose viste, udite, lette; ne discutano con i loro educatori e con persone competenti, e imparino a formarsi un giudizio retto. Dal canto loro i genitori ricordino che è loro dovere vigilare diligentemente perché spettacoli, stampa e simili, che siano contrari alla fede e ai buoni costumi, non entrino in casa e che i loro figli ne siano preservati altrove.

    Doveri degli autori

    11. Speciali responsabilità morali circa il retto uso degli strumenti di comunicazione sociale incombono sui giornalisti, gli scrittori, gli attori, i registi, gli editori e i produttori, i programmisti, i distributori, gli esercenti e i venditori, i critici e quanti altri in qualsiasi modo partecipano alla preparazione e trasmissione delle comunicazioni. È evidente, infatti, quali e quanto grandi responsabilità pesino su di loro nell'evolversi della società odierna, avendo essi la possibilità di indirizzare al bene o al male l'umanità con le loro informazioni e pressioni.

    Dovranno pertanto conciliare i propri interessi economici, politici ed artistici in modo da evitare ogni opposizione al bene comune. Per raggiungere più facilmente questo intento, faranno bene a dare la loro adesione a quelle associazioni professionali capaci di imporre ai loro membri --se necessario anche impegnandosi all'osservanza di un «codice morale»-- il rispetto dell'onestà nelle loro attività e doveri professionali.

    Inoltre ricordino sempre che gran parte dei lettori e degli spettatori è costituita da giovani, i quali hanno bisogno di una stampa e di spettacoli che offrano un sano divertimento e che orientino il loro spirito a nobili ideali. Procurino inoltre che le comunicazioni che riguardano la religione vengano affidate a persone degne e preparate e che siano attuate con il dovuto rispetto.

    Doveri dell'autorità civile

    12. Particolari doveri in questo settore incombono all'autorità civile in vista del bene comune, al quale questi strumenti sono ordinati. È infatti compito di tale autorità, nel proprio suo ambito, difendere e proteggere -- specialmente riguardo alla stampa--la vera e giusta libertà d'informazione che è indispensabile alla odierna società per il suo progresso; favorire i valori religiosi, culturali e artistici; assicurare agli utenti il libero uso dei loro legittimi diritti. È anche compito dell'autorità civile appoggiare quelle iniziative che, per quanto siano di grande utilità, specialmente alla gioventù, non potrebbero altrimenti essere realizzate. Infine lo stesso potere pubblico, che giustamente si interessa del benessere dei cittadini, ha il dovere di provvedere con giustizia e diligenza, mediante la promulgazione di leggi e l'efficace loro applicazione, che dal cattivo uso di questi strumenti non derivino gravi danni alla moralità pubblica e al progresso della società. Con tale attenta vigilanza non viene conculcata la libertà dei singoli e dei gruppi associati, soprattutto nel caso in cui mancassero sicure garanzie da parte di coloro che per professione utilizzano questi strumenti. Una speciale attenzione, inoltre, sia usata nel difendere gli adolescenti dalla stampa e dagli spettacoli nocivi alla loro età.

    CAPITOLO II
    L'AZIONE PASTORALE DELLA CHIESA

    Azione dei pastori e dei fedeli


    13. Tutti i figli della Chiesa si adoperino, in cordiale unità di intenti, affinché senza indugio e con ogni impegno gli strumenti di comunicazione sociale, secondo che le circostanze lo richiederanno, vengano usati nelle varie forme di apostolato, cercando di prevenire le iniziative dannose, soprattutto nelle regioni dove l'evoluzione morale e religiosa richiede una più urgente e attiva presenza. Perciò i sacri pastori siano solleciti nel compiere in questo settore un dovere intimamente connesso con il loro magistero ordinario; e i laici impegnati professionalmente in questo campo cerchino di rendere testimonianza a Cristo: anzitutto assolvendo i propri incarichi con competenza e con spirito apostolico, inoltre collaborando direttamente all'azione pastorale della Chiesa con contributi tecnici, economici, culturali e artistici, secondo le possibilità di ciascuno.

    Iniziative dei cattolici

    14. Innanzitutto si incrementi la stampa onesta. Al fine poi di formare i lettori a un genuino spirito cristiano, si promuova e si sostenga una stampa autenticamente cattolica, tale cioè che--sia essa promossa o dipenda direttamente dalla stessa autorità ecclesiastica, oppure da laici cattolici--venga pubblicata con l'esplicito scopo di formare, favorire e promuovere opinioni pubbliche conformi al diritto naturale, alla dottrina e alla morale cattolica, e di far conoscere nella giusta luce i fatti che riguardano la vita della Chiesa. Infine si richiamino i fedeli alla necessità di leggere e di diffondere la stampa cattolica, allo scopo di poter giudicare cristianamente ogni avvenimento.

    Con ogni aiuto opportuno si promuova e si assicuri la produzione e la programmazione di film atti a garantire un sano divertimento e pregevoli per valori culturali ed artistici, e innanzitutto di film per la gioventù. Tale aiuto viene dato soprattutto sostenendo e coordinando imprese e iniziative di produttori e di distributori onesti; curando il lancio dei film meritevoli con l'appoggio dei critici e con premi; promuovendo e consociando le sale cinematografiche di gestori cattolici e onesti.

    Parimenti, si sostengano in modo efficace i programmi radiofonici e televisivi moralmente sani, soprattutto quelli adatti all'ambiente familiare. Si promuovano poi con impegno le trasmissioni cattoliche, mediante le quali gli uditori e gli spettatori vengono orientati a partecipare alla vita della Chiesa e ad assimilare le verità religiose. Là dove la cosa risulti conveniente, si creino sollecitamente anche emittenti cattoliche e si procuri che le loro trasmissioni si raccomandino per qualità ed efficacia.

    Si procuri inoltre che l'antica e nobile arte del teatro, la quale oggi viene diffusa largamente dagli strumenti di comunicazione sociale, contribuisca alla formazione culturale e morale degli spettatori.

    Formazione degli autori

    15. Per provvedere alle esigenze sopra esposte si formino senza indugio sacerdoti, religiosi e laici, i quali sappiano usare con la dovuta competenza questi strumenti a scopi apostolici.

    Il primo compito è quello di preparare tecnicamente, culturalmente e moralmente i laici, moltiplicando scuole, facoltà e istituti, dove giornalisti, autori di film e di programmi radiofonici e televisivi e quanti si interessano a queste attività, possano acquistare una formazione completa, permeata di spirito cristiano, specialmente nel campo della dottrina sociale della Chiesa. Ma occorre preparare ed aiutare anche gli attori, perché con la loro arte contribuiscano al bene della società. Devono infine essere diligentemente preparati i critici letterari, cinematografici, radiofonici, televisivi, ecc., perché si distinguano con la loro competenza professionale, e vengano istruiti e incoraggiati a porre sempre nel dovuto rilievo nei loro giudizi, l'aspetto morale.

    Formazione degli utenti

    16. Il retto uso degli strumenti della comunicazione sociale, che sono a disposizione di utenti diversi per età e preparazione culturale, esige un'adatta e specifica formazione teorica e pratica di questi ultimi. Perciò le iniziative atte a questo scopo--soprattutto se destinate ai giovani--siano favorite e largamente diffuse nelle scuole cattoliche di ogni grado, nei seminari e nelle associazioni dell'apostolato dei laici. Esse saranno ispirate ai principi della morale cristiana. Per ottenere più prontamente questo scopo, vengano inserite nell'insegnamento catechistico l'esposizione e la spiegazione della dottrina e della disciplina cattolica su questo argomento.

    Mezzi e sussidi

    17. Sarebbe evidentemente disonorante per i figli della Chiesa tollerare che la parola della salvezza resti inceppata e ostacolata da difficoltà tecniche o dalle spese, indubbiamente ingentissime, che questi strumenti richiedono. Per questa ragione il sacro Concilio ricorda che essi hanno il dovere di sostenere e di aiutare i giornali e i periodici, le iniziative nel settore cinematografico, le stazioni e i programmi radiofonici e televisivi cattolici, il cui fine principale è quello di diffondere e difendere la verità e curare la formazione cristiana della società umana. Esorta inoltre insistentemente quanti, associazioni e singoli, dispongono di rilevanti possibilità economiche o tecniche, ad aiutare volentieri e generosamente con i loro mezzi e con la loro competenza le iniziative in questo settore, che si propongono scopi genuinamente culturali e apostolici.

    Giornata annuale

    18. Al fine poi di rendere più efficace il multiforme apostolato della Chiesa con l'impiego degli strumenti di comunicazione sociale, ogni anno in tutte le diocesi del mondo, a giudizio dei vescovi, venga celebrata una « giornata » nella quale i fedeli siano istruiti sui loro doveri in questo settore, invitati a speciali preghiere per questo scopo e a contribuirvi con le loro offerte. Queste saranno debitamente destinate a sostenere le iniziative e le opere promosse dalla Chiesa in questo campo, secondo le necessità dell'orbe cattolico.

    Commissione della santa Sede

    19. Nell'esercizio della sua suprema sollecitudine pastorale circa gli strumenti di comunicazione sociale, il sommo Pontefice dispone di una speciale commissione della santa Sede.

    Competenze dei vescovi

    20. Spetta poi ai vescovi vigilare nelle proprie diocesi sulle iniziative e sulle attività in questo settore, promuoverle e, nella misura in cui riguardano l'apostolato pubblico, regolarle, non eccettuate quelle che dipendono da religiosi esenti.

    Uffici nazionali

    21. Tuttavia, poiché un'efficace attività apostolica nell'ambito di tutta una nazione richiede l'unione di intenti e di forze, questo sacro Concilio decreta e ordina che dappertutto vengano costituiti ed efficacemente aiutati degli uffici nazionali per la stampa, il cinema, la radio e la televisione. Sarà compito principale di questi uffici provvedere a che i fedeli si formino una retta coscienza circa l'uso di questi strumenti, come pure di incrementare e regolare tutte le iniziative dei cattolici in questo settore. In ciascuna nazione la vigilanza su questi uffici venga affidata ad una commissione di vescovi o a un vescovo delegato; facciano poi parte degli stessi uffici anche dei laici, formati nella dottrina cattolica e esperti in materia.

    Organizzazioni internazionali

    22. Inoltre, poiché l'efficacia di tali strumenti si estende oltre i confini delle singole nazioni e fa sl che i singoli individui diventino quasi cittadini del mondo, le iniziative nazionali in questo settore vengano coordinate anche su piano internazionale. Gli uffici, di cui al n. 21, collaborino attivamente con le rispettive organizzazioni cattoliche internazionali. Queste ultime vengono legittimamente approvate soltanto dalla santa Sede e da essa dipendono.

    CONCLUSIONE

    Istruzione pastorale


    23. Per l'applicazione di tutti questi principi e norme circa gli strumenti di comunicazione sociale, su espresso mandato del Concilio, sia pubblicata un'apposita istruzione pastorale, a cura della commissione della santa Sede, di cui al n. 19, con la collaborazione di esperti scelti nelle varie nazioni.

    Esortazione finale

    24. Del resto il sacro Concilio confida che questa sua esposizione di principi dottrinali e di norme sarà accolta di buon grado e fedelmente osservata da tutti i figli della Chiesa, in modo che essi, servendosi anche di questi strumenti, non solo non ne riportino danno, ma come sale e luce fecondino e illuminino il mondo. Inoltre esso rivolge la sua esortazione a tutti gli uomini di buona volontà, specialmente a quanti hanno nelle loro mani questi strumenti. Li invita a impiegarli unicamente per il bene dell'umanità, il cui avvenire dipende ogni giorno di più dal loro retto uso. Pertanto, come già avvenne con i capolavori delle arti antiche, così anche da queste invenzioni recenti sia glorificato il nome del Signore, secondo il detto dell'Apostolo: « Gesù Cristo, ieri e oggi e per tutti i secoli» (Eb 13,8).

    4 dicembre 1963

  2. #2
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    Consiglio a tutti di leggere questo bellissimo documento del Concilio. Buon lavoro alla commissione!!!

  3. #3
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    Pregevole in particolare il punto II, iniziative dei cattolici.
    Incentivare la stampa 40 anni, significa per noi oggi incentivare non solo la stampa ma tutti i nuovi mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione per diffondere il Vangelo.
    Internet è uno di questi mezzi.
    Questo forum ha questo intento, solo questo intento, grazie a PoliticaOnLine che ci mette a disposizione gratuitamente questo spazio.

  4. #4
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    Credo qui ci sia pane i denti di questa quanto mai necessaria commissione

    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=202438

  5. #5
    Vox Populi
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    PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
    LA CHIESA E INTERNET

    I

    INTRODUZIONE


    1. L'interesse della Chiesa per Internet è un aspetto particolare dell'attenzione che essa riserva da sempre ai mezzi di comunicazione sociale. Considerandoli il risultato del processo storico scientifico per mezzo del quale l'umanità avanza « sempre più nella scoperta delle risorse e dei valori racchiusi in tutto quanto il creato »,(1) la Chiesa si è spesso dichiarata convinta del fatto che i mezzi di comunicazione sociale sono, come ha affermato il Concilio Vaticano II, « meravigliose invenzioni tecniche » (2) che pur facendo già molto per soddisfare le necessità umane, possono fare ancora di più.

    Quindi l'approccio della Chiesa ai mezzi di comunicazione sociale è stato essenzialmente positivo.(3) Anche quando ne condannano i gravi abusi, i documenti del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali si sono preoccupati di chiarire che « un atteggiamento meramente restrittivo o censorio da parte della Chiesa... non è né sufficiente né appropriato ».(4)

    Citando la Lettera Enciclica Miranda prorsus di Papa Pio XII del 1957, l'Istruzione Pastorale sui Mezzi di Comunicazione Sociale Communio et progressio, pubblicata nel 1971, ha sottolineato questo aspetto: « La Chiesa riconosce in questi strumenti dei “doni di Dio” destinati, secondo il disegno della Provvidenza, a unire gli uomini in vincoli fraterni, per renderli collaboratori dei Suoi disegni di salvezza ».(5) Rimaniamo di questa opinione anche a proposito di Internet.

    2. Secondo la Chiesa la storia delle comunicazioni umane somiglia a un lungo viaggio che conduce l'umanità « dall'orgoglioso progetto di Babele, con la sua carica di confusione e di mutua incomprensione (cfr Gn 11, 1-9), fino alla Pentecoste e al dono delle lingue: la restaurazione della comunicazione si incentra su Gesù per l'azione dello Spirito Santo ».(6) Nella vita, nella morte e nella risurrezione di Cristo, la comunicazione fra gli uomini ha trovato il suo più alto ideale e supremo modello in Dio, il quale è diventato uomo e fratello.(7)

    I moderni mezzi di comunicazione sociale sono fattori culturali che svolgono un ruolo in questa storia. Come osserva il Concilio Vaticano II, « benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo del regno di Cristo, tuttavia nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l'umana società, tale progresso è di grande importanza per il regno di Dio ».(8) Considerando da questo punto di vista i mezzi di comunicazione sociale, scopriamo che essi « contribuiscono efficacemente a sollevare e ad arricchire gli animi, nonché ad estendere e consolidare il Regno di Dio ».(9)

    Oggi ciò vale in modo particolare per Internet, che contribuisce ad apportare cambiamenti rivoluzionari nel commercio, nell'educazione, nella politica, nel giornalismo, nel rapporto fra nazione e nazione e cultura e cultura, cambiamenti riguardanti non solo il modo in cui le persone comunicano, ma anche quello in cui interpretano la propria vita. In un documento allegato, “Etica in Internet”, affrontiamo la dimensione etica di tali questioni.(10)

    In questa sede consideriamo le implicazioni che Internet ha per la religione e in particolare per la Chiesa Cattolica.

    3. La Chiesa ha un duplice scopo a proposito dei mezzi di comunicazione sociale. Uno è quello di incoraggiare la loro giusta evoluzione e il loro giusto utilizzo per il bene dello sviluppo umano, della giustizia e della pace, per l'elevazione della società a livello locale, nazionale e comunitario, alla luce del bene comune e in spirito di solidarietà. In considerazione della grande importanza delle comunicazioni sociali, la Chiesa cerca un « dialogo onesto e rispettoso con i responsabili dei media », un dialogo che si rivolga in primo luogo all'elaborazione della politica che li riguarda.(11) « Questo dialogo implica che la Chiesa faccia uno sforzo per comprendere i media — i loro obiettivi, i loro metodi, le loro regole di lavoro, le loro strutture interne e le loro modalità — e che sostenga e incoraggi coloro che vi lavorano. Basandosi su questa comprensione e su questo sostegno diventa possibile fare delle proposte significative per poter allontanare gli ostacoli che si oppongono al progresso umano e alla proclamazione del Vangelo ».(12)

    Tuttavia la Chiesa si preoccupa anche della propria comunicazione e di quella al suo interno. Questa comunicazione è qualcosa di più che un esercizio tecnico perché comincia nella comunione di amore fra le Persone divine e nella Loro comunicazione con noi nonché nella comprensione del fatto che la comunicazione trinitaria « si estende all'umanità: il Figlio è il Verbo, eternamente « pronunciato » dal Padre e, in Gesù Cristo e attraverso di Lui, Figlio e Verbo incarnato, Dio comunica se stesso e la sua salvezza alle donne e agli uomini ».(13)

    Dio continua a comunicare con l'umanità attraverso la Chiesa, portatrice e custode della Sua Rivelazione, al cui Magistero soltanto Egli ha affidato il compito di interpretare in maniera autentica la Sua parola.(14) Inoltre, la Chiesa stessa è communio, una comunione di persone e di comunità eucaristiche che derivano dalla comunione trinitaria e la riflettono.(15) Quindi, la comunicazione è essenziale per la Chiesa.

    Questa motivazione, più di ogni altra, spiega perché « la pratica ecclesiale della comunicazione dovrebbe essere esemplare, rispecchiando i più alti modelli di veridicità, affidabilità, sensibilità ai diritti umani e altri principi e norme rilevanti ».(16)

    4. Trent'anni fa la Communio et progressio evidenziò che « le recenti invenzioni offrono all'uomo nuove modalità di incontro con la verità evangelica ».(17) Papa Paolo VI disse: « la Chiesa si sentirebbe colpevole davanti al suo Signore », se non adoperasse questi mezzi per l'evangelizzazione.(18) Papa Giovanni Paolo II ha definito i mezzi di comunicazione sociale « il primo Aeropago del tempo moderno » e ha dichiarato « non basta, quindi, usarli per diffondere il messaggio cristiano e il Magistero della Chiesa, ma occorre integrare il messaggio stesso in questa « nuova cultura » creata dalla comunicazione moderna ».(19) Fare questo è importantissimo oggi, poiché i mezzi di comunicazione sociale non solo influenzano fortemente ciò che le persone pensano della vita, ma anche, e in larga misura, « l'esperienza umana in quanto tale è diventata una esperienza mediatica ».(20)

    Tutto ciò vale anche per Internet. Sebbene il mondo delle comunicazioni sociali « possa a volte sembrare in contrasto con il messaggio cristiano, offre anche opportunità uniche per proclamare la verità salvifica di Cristo a tutta la famiglia umana. Consideriamo... la capacità positiva di Internet di trasmettere informazioni e insegnamenti di carattere religioso oltre le barriere e le frontiere. Quanti hanno predicato il Vangelo prima di noi non avrebbero mai potuto immaginare un pubblico così vasto... i cattolici non dovrebbero aver paura di lasciare aperte le porte delle comunicazioni sociali a Cristo affinché la Sua Buona Novella possa essere udita dai tetti del mondo! ».(21)


    II

    OPPORTUNITÀ E SFIDE


    5. « La comunicazione che avviene nella Chiesa e attraverso la Chiesa consiste essenzialmente nell'annuncio della Buona Novella di Gesù Cristo. E la proclamazione del Vangelo come parola profetica e liberatrice rivolta agli uomini e alle donne del nostro tempo è la testimonianza resa, di fronte ad una secolarizzazione radicale, alla verità divina ed al destino trascendente della persona umana; è, di fronte ai conflitti ed alle divisioni, la scelta della giustizia, in solidarietà con tutti i credenti al servizio della comunione fra i popoli, le nazioni e le culture ».(22)

    Poiché annunciare la Buona Novella a persone immerse nella cultura dei mezzi di comunicazione sociale richiede l'attenta considerazione delle peculiarità dei mezzi di comunicazione stessi, ora la Chiesa ha bisogno di comprendere Internet. Ciò è necessario al fine di comunicare efficacemente con le persone, in particolare quelle giovani, immerse nell'esperienza di questa nuova tecnologia, ma anche per utilizzarlo al meglio.

    I mezzi di comunicazione sociale offrono importanti benefici e vantaggi dal punto di vista religioso: « offrono notizie e informazioni su eventi, idee e personaggi relativi alla religione. Sono veicoli di evangelizzazione e di catechesi. Offrono ispirazione, incoraggiamento e opportunità di culto a persone costrette nelle loro case o in Istituti ».(23) Oltre a questi benefici, ve ne sono alcuni più o meno specifici di Internet. Questo sistema permette accesso immediato e diretto a importanti fonti religiose e spirituali, a grandi biblioteche, a musei e luoghi di culto, a documenti magisteriali, a scritti dei Padri e Dottori della Chiesa e alla saggezza religiosa di secoli. Ha la preziosa capacità di superare le distanze e l'isolamento, mettendo le persone in contatto con i loro simili di buona volontà, che fanno parte delle comunità virtuali di fede per incoraggiarsi e aiutarsi reciprocamente. La Chiesa può prestare un importante servizio ai cattolici e ai non cattolici selezionando e trasmettendo dati utili su Internet.

    Internet è importante per molte attività e numerosi programmi ecclesiali quali l'evangelizzazione, la ri-evangelizzazione, la nuova evangelizzazione e la tradizionale opera missionaria ad gentes, la catechesi e altri tipi di educazione, notizie e informazioni, l'apologetica, governo, amministrazione e alcune forme di direzione spirituale e pastorale.

    Sebbene la realtà virtuale del ciberspazio non possa sostituire una comunità interpersonale autentica o la realtà dei Sacramenti e della Liturgia o l'annuncio diretto e immediato del Vangelo, può completarli, spingere le persone a vivere più pienamente la fede e arricchire la vita religiosa dei fruitori. Essa è per la Chiesa anche uno strumento per comunicare con gruppi particolari come giovani e giovani adulti, anziani e persone costrette a casa, persone che vivono in aree remote, membri di altri organismi religiosi, che altrimenti non sarebbe possibile raggiungere.

    Un numero crescente di Parrocchie, Diocesi, Congregazioni religiose e Istituzioni legate alla Chiesa, programmi e organizzazioni di tutti tipi utilizzano Internet per questi e altri scopi. In alcuni luoghi, a livello sia nazionale sia continentale, sono in corso progetti creativi promossi dalla Chiesa. La Santa Sede è attiva in quest'area da diversi anni e continua a espandere e a sviluppare la sua presenza su Internet. Incoraggiamo i gruppi legati alla Chiesa che non hanno ancora compiuto il passo per entrare nel ciberspazio a prendere in considerazione la possibilità di farlo al più presto. Raccomandiamo con forza lo scambio di idee e informazioni su Internet fra coloro che hanno esperienza in questo campo e coloro che invece sono principianti.

    6. La Chiesa deve anche comprendere e utilizzare Internet come strumento di comunicazione interna. Per questo bisogna tener presente la sua natura speciale di mezzo diretto, immediato, interattivo e partecipativo.

    L'interattività bidirezionale di Internet sta già facendo svanire la vecchia distinzione fra chi comunica e chi riceve la comunicazione,(24) e sta creando una situazione nella quale, almeno potenzialmente, tutti possono fare entrambe le cose. Non si tratta dunque più della comunicazione del passato che fluiva in una sola direzione e dall'alto verso il basso. Poiché sempre più persone prendono confidenza con questo aspetto peculiare di Internet in altri settori della loro vita, ci si può aspettare che ricorrano a Internet anche a proposito della religione e della Chiesa.

    È nuova la tecnologia, ma non l'idea. Il Concilio Vaticano II ha affermato che i membri della Chiesa dovrebbero manifestare ai loro Pastori « le loro necessità e i loro desideri, con quella libertà e fiducia che si addice ai figli di Dio e ai fratelli in Cristo »; infatti, nella misura della scienza, della competenza e del prestigio di cui godono « essi hanno il diritto, anzi anche il dovere, di far conoscere il loro parere su ciò che riguarda il bene della Chiesa ».(25) La Communio et progressio ha osservato che la Chiesa, in quanto « Corpo vivo », « è un corpo vivo che ha bisogno dell'opinione pubblica che è alimentata dal colloquio fra le diverse membra ».(26) Sebbene le verità di fede « non possano in nessun caso essere lasciate alla arbitraria interpretazione dei singoli », la Costituzione Pastorale ha osservato che « vastissima è la zona di ricerca, nella quale può attuarsi questo dialogo interno ».(27)

    Idee simili sono contenute nel Codice di Diritto Canonico (28) e in documenti più recenti del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.(29) Aetatis novae definisce la comunicazione bidirezionale e l'opinione pubblica « il mezzo per realizzare concretamente il carattere di « comunione » della Chiesa ».(30)

    In Etica nelle Comunicazioni Sociali si afferma: « Un flusso bidirezionale di informazione e opinioni fra Pastori e fedeli, la libertà di espressione sensibile al benessere della comunità e al ruolo del Magistero nel promuoverlo, e un'opinione pubblica responsabile sono tutte espressioni importanti del « diritto fondamentale al dialogo e all'informazione in seno alla Chiesa ».(31) Internet è un efficace strumento tecnologico per comprendere questo concetto.

    Abbiamo dunque uno strumento che può essere usato in maniera creativa per vari aspetti dell'amministrazione e del governo. Oltre all'apertura di canali di espressione dell'opinione pubblica, pensiamo all'opportunità di consultare esperti, preparare incontri e collaborare con le Chiese particolari e con le Istituzioni religiose a livello locale, nazionale e internazionale.

    7. Quella dell'educazione e della formazione è un'altra area opportuna e necessaria. « Oggi tutti hanno bisogno di alcune forme di costante educazione ai media, sia per studio personale sia per poter partecipare a un programma organizzato o per entrambe le cose. Più che insegnare tecniche, l'educazione dei mezzi di comunicazione sociale, contribuisce a suscitare nelle persone il buon gusto e il veritiero giudizio morale. Si tratta di un aspetto di formazione della coscienza. Attraverso le sue scuole e i suoi programmi di formazione, la Chiesa dovrebbe offrire un'educazione in materia di media di questo tipo ».(32)

    L'educazione e la formazione relative a Internet dovrebbero essere parte di programmi completi di educazione ai mezzi di comunicazione sociale, rivolti ai membri della Chiesa. Per quanto possibile, la programmazione pastorale delle comunicazioni sociali dovrebbe provvedere a questa formazione nell'istruzione dei seminaristi, dei sacerdoti, dei religiosi e dei laici così come degli insegnanti, dei genitori e degli studenti.(33)

    Ai giovani in particolare bisogna insegnare « non solo a essere buoni cristiani quando sono lettori, ascoltatori o spettatori, ma anche a utilizzare attivamente tutte le possibilità che offrono gli strumenti di comunicazione... Così i giovani diventeranno a pieno titolo cittadini dell'era delle comunicazioni sociali, che sembra aver preso inizio nel nostro tempo »,(34) nel quale i mezzi di comunicazione sociale sono considerati « piuttosto come parte di una cultura tuttora in evoluzione le cui piene implicazioni ancora non si avvertono con precisione ».(35)

    Trasmettere nozioni relative a Internet e alla nuova tecnologia significa molto più che applicare tecniche di insegnamento. I giovani devono imparare come vivere bene nel mondo del ciberspazio, saper giudicare quanto vi trovano secondo sani criteri morali e utilizzare la nuova tecnologia per il proprio sviluppo integrale e per il bene degli altri.

    8. Internet pone alla Chiesa anche alcuni problemi particolari, oltre a quelli di natura generale affrontati nel documento allegato, Etica in Internet.(36)

    Pur enfatizzando gli aspetti positivi di Internet, è importante essere chiari su quelli negativi.

    A livello profondo « il mondo dei mezzi di comunicazione sociale può a volte sembrare indifferente e perfino ostile alla fede e alla morale cristiana. Questo è dovuto in parte al fatto che la cultura dei mezzi di comunicazione sociale è così profondamente imbevuta di un senso tipicamente post-moderno che la sola verità assoluta è che non esistono verità assolute o che, se esistessero, sarebbero inaccessibili alla ragione umana e quindi irrilevanti ».(37)

    Fra i problemi specifici che Internet crea c'è la presenza di siti denigratori, volti a diffamare e ad attaccare i gruppi religiosi ed etnici. La Chiesa cattolica è il bersaglio di alcuni di essi. Come la pornografia e la violenza nei mezzi di comunicazione sociale, questi siti Internet sono « la dimensione più buia della natura ferita dal peccato » (38) e anche se il rispetto per la libertà d'espressione può richiedere, fino a un certo punto, la tolleranza perfino di voci ostili, l'auto-censura, e, se necessario, l'intervento della pubblica autorità, dovrebbe stabilire e applicare limiti ragionevoli a ciò che si può dire.

    La proliferazione di siti web che si definiscono cattolici crea un problema di tipo diverso. Come abbiamo detto, i gruppi legati alla Chiesa dovrebbero essere presenti in modo creativo su Internet. Parimenti, hanno diritto di esservi presenti anche individui e gruppi non ufficiali, ben motivati e ben informati, che agiscono di propria iniziativa. Tuttavia è motivo di confusione, come minimo, non distinguere dalle posizioni autentiche della Chiesa interpretazioni dottrinali eccentriche, pratiche devozionali stravaganti e proclami ideologici che recano l'etichetta « cattolico ».

    Suggeriamo un approccio a questo problema.

    9. Anche altre questioni richiedono una riflessione. A questo proposito, esortiamo a ricerche e studi costanti, che includano « un'antropologia e una vera teologia della comunicazione » (39) esplicitamente riferite a Internet. Oltre allo studio e alla ricerca, è necessario promuovere una positiva programmazione pastorale per l'uso di Internet.(40)

    Si è insinuato, per esempio, che la vasta gamma di scelta di prodotti e servizi su Internet abbia un effetto propulsore anche a proposito della religione e promuova un approccio di tipo consumistico agli argomenti di fede. I dati fanno pensare che alcuni visitatori di siti web religiosi si trovino in una sorta di supermercato, individuino e scelgano gli elementi di confezioni religiose che meglio si adattano ai loro gusti. La « tendenza da parte di alcuni cattolici a essere elettivi nella loro adesione » alla dottrina della Chiesa è un problema noto anche in altri contesti.(41) Sono necessarie maggiori informazioni sull'entità di questo problema su Internet.

    Parimenti, come abbiamo detto sopra, la realtà virtuale del ciberspazio ha alcune preoccupanti implicazioni per la religione come anche per altri settori della vita. La realtà virtuale non può sostituire la reale presenza di Cristo nell'Eucaristia, la realtà sacramentale degli altri Sacramenti e il culto partecipato in seno a una comunità umana in carne e ossa. Su Internet non ci sono Sacramenti. Anche le esperienze religiose che vi sono possibili per grazia di Dio, sono insufficienti se separate dall'interazione del mondo reale con altri fedeli. Questo è un altro aspetto di Internet che richiede studio e riflessione. Al contempo, la programmazione pastorale dovrebbe riflettere su come condurre le persone dal ciberspazio alla comunità autentica e su come, mediante l'insegnamento e la catechesi, Internet possa essere utilizzato successivamente per sostenerle e arricchirle nel loro impegno cristiano.


    III

    RACCOMANDAZIONI E CONCLUSIONE


    10. Le persone religiose, come persone facenti parte dell'ampia utenza di Internet, con propri interessi, speciali e legittimi, desiderano far parte del processo che orienta gli sviluppi futuri di questo nuovo strumento.

    Senza dubbio, a volte, saranno obbligate a modificare il proprio modo di pensare e di agire.

    È importante anche che le persone, a tutti i livelli ecclesiali, utilizzino Internet in modo creativo per adempiere alle proprie responsabilità e per svolgere la propria azione di Chiesa. Tirarsi indietro timidamente per paura della tecnologia o per qualche altro motivo non è accettabile, sopratutto in considerazione delle numerose possibilità positive che Internet offre. « Metodi per agevolare la comunicazione e il dialogo fra i suoi stessi membri possono rafforzare i legami di unità tra di loro. L'immediato accesso all'informazione rende possibile alla Chiesa di approfondire il dialogo col mondo contemporaneo... la Chiesa può più rapidamente informare il mondo del suo « credo » e spiegare le ragioni della sua posizione su ogni problema o evento. Può ascoltare più chiaramente la voce dell'opinione pubblica, ed entrare in un continuo dibattito con il mondo circostante, impegnandosi così più tempestivamente nella ricerca comune di soluzioni ai molti, pressanti problemi dell'umanità ».(42)

    11. Pertanto, nel concludere queste riflessioni, rivolgiamo parole di incoraggiamento a diversi gruppi: ai responsabili ecclesiali, agli agenti pastorali, agli educatori, ai genitori e in particolare ai giovani.

    Ai responsabili ecclesiali. Chi svolge funzioni direttive in tutti i settori della Chiesa deve comprendere i mezzi di comunicazione sociale, applicare questa comprensione all'elaborazione dei piani pastorali sulle comunicazioni sociali,(43) con politiche e programmi concreti in questo settore, e fare un uso appropriato dei mezzi di comunicazione sociale. Dove necessario, i responsabili ecclesiali stessi dovrebbero ricevere una formazione mass-mediale. Infatti « la Chiesa riceverebbe un servizio migliore se quanti detengono cariche e svolgono funzioni a suo nome venissero formati nella comunicazione ».(44)

    Ciò vale per Internet come per i vecchi mezzi di comunicazione sociale. I responsabili ecclesiali sono obbligati ad utilizzare « le potenzialità « dell'era del computer » al servizio della vocazione umana e trascendete dell'uomo, così da glorificare il Padre dal quale hanno origine tutte le cose buone ».(45) Dovrebbero impiegare questa notevole tecnologia per molti aspetti diversi della missione ecclesiale, esplorando anche opportunità di cooperazione ecumenica e interreligiosa.

    Un aspetto particolare di Internet, come abbiamo osservato, riguarda la proliferazione, che a volte crea confusione, di siti web non ufficiali che si definiscono « cattolici ». A questo proposito potrebbe essere utile una certificazione volontaria a livello locale e nazionale con la supervisione di rappresentanti del Magistero a proposito di materiale di natura specificatamente dottrinale o catechetica. Non si tratta di imporre la censura, ma di offrire agli utenti di Internet una guida affidabile su quanto è in accordo con la posizione autentica della Chiesa.

    Agli agenti pastorali. Sacerdoti, diaconi, religiosi e operatori laici di pastorale dovrebbero studiare i mezzi di comunicazione sociale per comprenderne meglio l'impatto sugli individui e sulla società e aiutarli ad acquisire metodi di comunicazione adatti alla sensibilità e agli interessi delle persone.

    Oggi ciò implica ovviamente lo studio di Internet al fine di utilizzarlo anche nello svolgimento del proprio lavoro. I siti web possono anche essere utilizzati per offrire aggiornamenti teologici e suggerimenti pastorali.

    Per quanto riguarda il personale ecclesiale coinvolto direttamente nei mezzi di comunicazione sociale, è superfluo affermare che deve possedere una formazione professionale. Ma deve anche aver acquisito una formazione dottrinale e spirituale perché « per testimoniare Cristo è necessario incontrarlo personalmente, e coltivare questa relazione con Lui attraverso la preghiera, l'Eucaristia e il Sacramento della Riconciliazione, la lettura e la meditazione della Parola di Dio, lo studio della Dottrina cristiana, il servizio agli altri ».(46)

    Agli educatori e ai catechisti. L'Istruzione Pastorale Communio et progressio ha affrontato il « dovere urgente » delle scuole cattoliche di formare comunicatori e recettori delle comunicazioni sociali sulla base dei principi cristiani pertinenti.(47) Questo messaggio è stato ripetuto molte volte. Nell'era di Internet, con la sua enorme diffusione e il suo forte impatto, questa necessità è più urgente che mai.

    Le università, i collegi, le scuole e i programmi educativi cattolici a tutti i livelli dovrebbero offrire corsi a vari gruppi, « seminaristi, sacerdoti, religiosi e religiose o animatori laici... insegnanti, genitori, studenti »,(48) così come una formazione più avanzata in tecnologia, gestione, etica e politica delle comunicazioni a coloro che si preparano a operare nell'ambito dei mezzi di comunicazione sociale o a svolgere ruoli decisionali, inclusi quanti operano nel campo delle comunicazioni sociali della Chiesa. Inoltre affidiamo agli studiosi e ai ricercatori che si occupano di discipline pertinenti nelle istitutizioni cattoliche di istruzione superiore le questioni e i problemi menzionati sopra.

    Ai genitori. Per il bene dei loro figli e proprio, i genitori devono « imparare a essere spettatori, ascoltatori e lettori consapevoli, agendo da modello di uso prudente dei media in casa ».(49) Per quanto riguarda Internet, i bambini e i giovani hanno spesso più familiarità con questo mezzo che i propri genitori. Ciononostante, i genitori hanno l'obbligo di guidare e sorvegliare i loro figli mentre lo utilizzano.(50) Se questo significa dover imparare di più su Internet di quanto non abbiano fatto finora, tanto meglio.

    I genitori dovrebbero accertarsi del fatto che i computer dei loro figli siano provvisti di filtri, quando ciò è possibile tecnicamente ed economicamente, in modo da proteggerli il più possibile dalla pornografia, dai maniaci sessuali e da altri pericoli. L'utilizzo incontrollato non dovrebbe essere consentito. Genitori e figli dovrebbero discutere insieme di cosa hanno visto e vissuto nel ciberspazio. Sarà anche utile scambiare opinioni con altre famiglie che condividono gli stessi valori e gli stessi interessi. Il dovere fondamentale dei genitori consiste nell'aiutare i figli a divenire utenti di Internet responsabili e capaci di discernimento.

    Ai bambini e ai giovani. Internet è una porta aperta su un mondo affascinante ed eccitante con una grande influenza formativa, ma non tutto ciò che esiste al di là di questa porta è sano, sicuro e vero. « Secondo l'età e le circostanze i bambini e i giovani dovrebbero essere avviati alla formazione circa i mezzi di comunicazione sociale, resistendo alla tentazione semplificatoria della passività acritica, a pressioni esercitate dai loro compagni e allo sfruttamento commerciale ».(51) I giovani hanno il dovere di utilizzare bene Internet per riguardo a se stessi, ai propri genitori, parenti, amici, Pastori, insegnanti, e infine per obbedire a Dio.

    Internet offre a persone giovanissime la possibilità immensa di fare il bene e il male, a se stessi e agli altri. Può arricchire la loro vita in un modo che le generazioni precedenti non avrebbero mai potuto immaginare, e dare loro la facoltà di arricchire quella degli altri. Può anche spingerli al consumismo, suscitare fantasie incentrate sulla pornografia e sulla violenza e relegarli in un isolamento patologico. I giovani, come si dice spesso, sono il futuro della società e della Chiesa. Un buon uso di Internet può contribuire a prepararli ad adempiere alle proprie responsabilità in entrambi gli ambiti. Tuttavia ciò non accadrà automaticamente. Internet non è soltanto uno strumento di svago e di gratificazione consumistica. È uno strumento per svolgere un'attività utile e i giovani devono imparare a considerarlo e usarlo come tale. Nel ciberspazio, come in ogni altro luogo del resto, i giovani possono essere chiamati ad andare controcorrente, a esercitare controcultura, perfino a subire persecuzione per il vero e il buono.

    12. A tutte le persone di buona volontà. Infine, spendiamo una parola su alcune virtù che devono essere coltivate da chiunque desideri fare un buon uso di Internet. Il loro esercizio dovrebbe basarsi su una valutazione realistica dei contenuti di Internet.

    È necessaria molta prudenza per individuare con chiarezza le implicazioni, il potenziale di bene e di male di questo muovo mezzo e per affrontare in maniera creativa le sfide che pone e le opportunità che offre.

    È necessaria giustizia, in particolare per eliminare il « digital divide », il divario di informazione fra i ricchi e i poveri nel mondo di oggi.(52) Ciò richiede un impegno, in favore del bene comune internazionale e la « globalizzazione della solidarietà ».(53)

    Sono necessari forza e coraggio. Ciò significa difendere la fede contro il relativismo religioso e morale, l'altruismo e la generosità contro il consumismo individualistico e la decenza contro la sensualità e il peccato.

    È necessaria la temperanza, un approccio auto-disciplinato a questo importante strumento tecnologico che è Internet, per utilizzarlo saggiamente e soltanto per fare il bene.

    Riflettendo su Internet, così come su altri mezzi di comunicazione sociale, ricordiamo che Cristo è il « perfetto Comunicatore »,(54) la norma e il modello dell'approccio della Chiesa alle comunicazioni e il contenuto che la Chiesa è obbligata a comunicare. « Che i cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali predichino la verità di Gesù ancor più gioiosamente e coraggiosamente dai tetti cosicché tutti gli uomini e tutte le donne possano conoscere l'amore che è il centro della comunicazione che Dio fa di se stesso in Gesù Cristo, lo stesso, ieri, oggi e sempre ».(55)

    Città del Vaticano, 22 febbraio 2002, Festa della Cattedra di San Pietro Apostolo.

    +John P. Foley
    Presidente

    +Pierfranco Pastore
    Segretario



    --------------------------------------------------------------------------------

    (1) Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Laborem Exercens, n. 25; cfr Concilio Vaticano II, Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, Gaudium et spes, n. 34.

    (2) Concilio Vaticano II, Decreto sui mezzi di Comunicazione sociale Inter mirifica, n. 1.

    (3) Per esempio, Inter mirifica; i messaggi di Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II in occasione delle Giornate Mondiali delle Comunicazioni Sociali; Pontificia Commissione delle Comunicazioni Sociali, Istruzione Pastorale Communio et progressio; Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Pornografia e Violenza nei Mezzi di Comunicazione sociale: una Risposta Pastorale; Istruzione Pastorale Aetatis novae; Etica nella Pubblicità; Etica nelle Comunicazioni sociali.

    (4) Pornografia e Violenza nei Mezzi di Comunicazione sociale, n. 30.

    (5) Communio et progressio, n. 2.

    (6) Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XXXIV Giornata Mondiale delle Comunicazioni, 2 gennaio 2000.

    (7) Communio et progressio, n. 10.

    (8) Concilio Vaticano II, Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et spes, n. 39.

    (9) Inter mirifica, n. 2.

    (10) Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Etica in Internet.

    (11) Aetatis novae, n. 8.

    (12) Ibidem.

    (13) Etica nelle Comunicazioni Sociali, n. 3.

    (14) Cfr Concilio Vaticano II, Costituzione Dogmatica sulla Divina Rivelazione Dei Verbum, n. 10.

    (15) Aetatis novae, n. 10.

    (16) Etica nelle Comunicazioni Sociali, n. 26.

    (17) Communio et progressio, n. 128.

    (18) Esortazione Apostolica, Evangelii nuntiandi, n. 45.

    (19) Lettera Enciclica Redemptoris missio, n. 37.

    (20) Aetatis novae, n. 2.

    (21) Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XXXV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, n. 3, 27 maggio 2001.

    (22) Aetatis novae, n. 9.

    (23) Etica nelle Comunicazioni Sociali, n. 11.

    (24) Cfr Communio et progressio, n. 15.

    (25) Costituzione Dogmatica sulla Chiesa, Lumen gentium, n. 37.

    (26) Communio et progressio, n. 116.

    (27) Ibid., n. 117.

    (28) Cfr Canone 212.2 e 212.3.

    (29) Cfr Aetatis novae, n. 10; Etica nelle Comunicazioni sociali, n. 26.

    (30) Aetatis novae, n. 10.

    (31) Etica nelle Comunicazioni Sociali, n. 26.

    (32) Etica nelle Comunicazioni Sociali, n. 25.

    (33) Aetatis novae, n. 28.

    (34) Communio et progressio, n. 107.

    (35) Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XXIV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 1990.

    (36) Cfr Etica in Internet.

    (37) Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XXXV Giornata Mondiale delle Comunicazioni, n. 3, 2001.

    (38) Pornografia e Violenza nei Mezzi di Comunicazione, n. 7.

    (39) Aetatis novae, n. 8.

    (40) Cfr Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica Novo millennio ineunte, n. 39.

    (41) Cfr Giovanni Paolo II, Discorso ai Vescovi degli Stati Uniti, n. 5, Los Angeles, 16 settembre 1987.

    (42) Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XXIV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 1990.

    (43) Cfr Aetatis novae, nn. 23-33.

    (44) Etica nelle Comunicazioni Sociali, n. 26.

    (45) Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XXIV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

    (46) Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XXXIV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 2000.

    (47) Communio et progressio, n. 107.

    (48) Aetatis novae, n. 28.

    (49) Etica nelle Comunicazioni Sociali, n. 25.

    (50) Cfr Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica post-sinodale Familiaris consortio, n. 76.

    (51) Etica nelle Comunicazioni Sociali, n. 25.

    (52) Cfr Etica in Internet, nn. 10 e 17.

    (53) Giovanni Paolo II, Discorso al Segretario Generale delle Nazioni Unite e al Comitato Amministrativo di Coordinamento dell'O.N.U, n. 3, 7 aprile 2000.

    (54) Communio et progressio, n. 11.

    (55) Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XXXV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, n. 4.


  6. #6
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito

    Doveri dei giovani e dei genitori

    10. Gli utenti, particolarmente i giovani, si addestrino ad un uso moderato e disciplinato di questi strumenti; cerchino inoltre di approfondire le cose viste, udite, lette; ne discutano con i loro educatori e con persone competenti, e imparino a formarsi un giudizio retto. Dal canto loro i genitori ricordino che è loro dovere vigilare diligentemente perché spettacoli, stampa e simili, che siano contrari alla fede e ai buoni costumi, non entrino in casa e che i loro figli ne siano preservati altrove.



    se soltanto ascoltassimo e mettessimo in pratica...ci risparmieremo veramente molti malanni

    un testo scritto nel 1963.eppure è di una attualità sconvolgente....
    sembra veramente un testo scritto oggi....più attuale che mai e questo perchè lo Spirito Santo quando si esprime attraverso la Chiesa ha valore SEMPRE.....

    La Chiesa di tutti questi Documenti non ha mai dovuto cambiare una sola riga.....e li ripropone sempre perchè effettivamente, come fedeli, ABBIAMO DISATTESO QUESTO MAGISTERO.....

    Grazie a voi per questo servizio......
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 

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