E' quasi presidente della Liberia, George Weah, ex giocatore del Milan e grande amico del nano di plastica.
"Voglio bene a Berlusconi, gli sono riconosciente" così ha detto Weah all'indomani del primo turno che lo ha visto arrivare primo.
Una campagna elettorale condotta nel segno del Berlusconismo: promesse a destra e a manca di un futuro senza guerre e senza corruzione, un milione di posti di lavoro nel giro di una legislatura, benessere economico a go go e meno tasse per tutti.
Gli africani più trogloditi lo hanno votato in massa.
Weah si sente in debito con Berlusconi "Alle elezioni del 2006 tifo per lui".
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