Purtroppo non è un mistero che i 1.250 americani morti a seguito del devastante uragano Katrina siano molto più importanti dei 54.000 pakistani rimasti uccisi nel terribile terremoto dello scorso 8 Ottobre. Almeno a giudicare dall’attenzione dedicata dai media nei riguardi del disastro pakistano. Eppure i 1.250 americani sono solo il 2,3% dei 54.000 pakistani. E allora perché accade questo? Perché in occasione di Katrina abbiamo avuto istantanei aggiornamenti mediatici fino alla nausea mentre di questo terremoto pakistano bisogna andarne a ricercare le notizie su Google? Perché in occasione di Katrina si sono susseguite innumerevoli raccolte di fondi a favore degli americani mentre dal Pakistan ci vengono giustamente a rimproverare di essere avari? Mi sembra evidente che si utilizzino misure diverse.
In Pakistan sono musulmani. In Pakistan non abbiamo particolari interessi politici e nemmeno economici. C’è questo all’origine dell’amara verità. La spiegazione di tutto ciò è semplice: gli americani li sentiamo più vicini e per questo ci mobilitiamo ben volentieri per i 1.250 americani morti e per i molti senzatetto di New Orleans. Inoltre il nostro Paese stringe con gli Stati Uniti importanti relazioni politiche ed economiche. E’ proprio a seguito di questo ragionamento utilitaristico che risulta semplice riassumere le conclusioni che sono state tratte dai Paesi occidentali: “Sono morti 54.000 pakistani e ci sono circa 4 milioni di senzatetto a causa di un terremoto? E chi se ne importa. Fatti loro. Tanto nulla ci danno e nulla ci tolgono.”.
Intanto in Pakistan aumenta l’emergenza per i sopravvissuti. Oltre alla necessità di vestiti caldi, cibo e medicine, si teme la diffusione di epidemie in zone dove migliaia di cadaveri aspettano ancora di essere sepolti. Secondo i medici impegnati nei soccorsi, le forniture di acqua in molti villaggi sono interrotte e la gente beve qualunque cosa. Anche acqua fangosa. Molte persone inoltre, dopo essere rimaste a lungo intrappolate, sono affette da cancrena, mortale senza un adeguato intervento medico. L’inverno himalayano poi potrebbe causare altri morti. Sono previste ulteriori piogge e un abbassamento della temperatura. Che di notte scende già a 6 gradi.
Dal Vangelo secondo Luca Capitolo 6: “Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.”.
Questa sarebbe dovuta essere un’occasione di dialogo e di fratellanza, un ottimo modo per “deporre l’ascia” e tendere la mano. Un modo per dire NO all’inutile “Guerra Santa” del nuovo millennio. Un’ occasione per dimostrare a quella gente che la nostra cultura e i nostri valori sono da rispettare e non da condannare, così come noi rispettiamo da sempre la loro cultura e i loro valori. Sarebbe stata questa la vera marcia della pace, ma evidentemente si tratta ancora una volta dell’ennesima occasione sprecata.
Massimiliano Michele Mellone
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