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Discussione: 83° Marcia Su Roma

  1. #1
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Sono un uomo che ama il suo Popolo. "Chi fa del male al mio Popolo e' un mio nemico" "Regnum Italicum".
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    Predefinito 83° Marcia Su Roma

    Tra gli eventi storici della tradizione fascista rientra la marcia su Roma, l'evento rivoluzionario con il quale si diede inizio ad una nuova fase storica per l'Italia, e con il quale fu spazzata definitivamente via la classe dirigente liberal-massonica che aveva governato il nostro paese dopo l'unità. Moriva l'italietta di Giolitti e Sonnino, nasceva l'Italia dell'impero e dei record di Mussolini. La marcia su Roma era stata progettata già da alcuni mesi,sicchè, nonostante le resistenze di alcuni ras che reputavano gli squadristi militarmente impreparati, ebbe luogo nell'ottobre del 1922 in quanto la congiuntura politica era estremamente favorevole. A ciò si aggiungevano ragioni di irrequietezza interna al PNF e la concorrenza di D'Annunzio, reduce dall'impresa fiumana, a Mussolini. Gli strateghi della marcia ( De Bono, De Vecchi, Balbo e Terruzzi) si riuniscono a Bordighera e stabiliscono come punti di raduno Santa Marinella e Monterotondo per le forze provenienti dal centro-nord, Tivoli per i fascisti abruzzesi al comando di Bottai, Foligno per gli squadristi provenienti dal resto d'Italia al comando del generale Zamboni. Il 24 ottobre a Napoli si radunano oltre 70.000 camice nere alla cui testa stanno Mussolini, De Bono, Balbo, Bianchi e Caradonna. Il 25 ottobre il futuro duce afferma: " o ci daranno il governo o lo prenderemo calando su Roma". Poco dopo, mentre gli squadristi tornano alle loro case inneggiando a "Roma o morte", Mussolini, i quadrumviri, Starace,Terruzzi e Bastianini si riuniscono all'hotel Vesuvio.Il 27 viene lanciata la mobilitazione generale, mentre i quadrumviri sono in riunione permanente all'Hotel Buffani di Perugia! Il 28 le colonne di squadristi riunite a Santa Marinella, Monterotondo e Tivoli muovono verso al capitale. Facta prepara lo stato d'assedio e mobilita l'esercito; Vittorio Emanuele ha una posizione ambigua, infatti teme un colpo di mano del cugino Amedeo D'Aosta, dichiaratamente fascista. Mussolini dopo aver dato ordine di non scontrarsi con l'esercito regolare ( in caso di sconfitta le milizie avrebbero dovuto ripiegare in Umbria, per costituire un governo fascista che avrebbe poi lanciaro un nuovo attacco sulla capitale) e aver trasferito i poteri ai Quadrumviri ( De Bono, De Vecchi, Balbo e Bianchi) torna a Milano da dove sarebbe potuto fuggire piu' facilmente in Svizzera in caso di fallimento dell'impresa. Nle frattempo il 27 ottobre tutti i ministri del gabinetto si erano dimessi, lasciando Facta solo e isolato. La città è presidiata da 28.400 soldati dell'esercito; è dichiarato dal governo lo stato di emergenza e tutta la città è inaccessibile; circa 30.000 fascisti marciano ordinatamente verso al capitale armati di fucili, manganelli, coltelli e baionette. Il re, nonostante godesse dell'appoggio dei militari, dopo essersi consultato con vari generali e politici, rifiuta di firmare il decreto governativo dello stato d'assedio e fa smobilitare le truppe. Le squadre ormai esauste arrivano alle porte di Roma. Mussolini prepara una bozza del suo governo, e consulta Albertini, direttore del Corriere della sera, e D'Annunzio, suo maestro e rivale. Il generale Cittadini, su pressione del Re, propone a Mussolini(che non si era recato a Roma per timore di essere arrestato con l'accusa di rivolta) la partecipazione ad un governo presieduto da Salandra; tuttavia egli rifiuta tale ipotesi. Il 29 pomeriggio, il re cede: Mussolini è nominato capo del governo. Dopo aver preparato l'edizione straordinaria del popolo d'Italia parte alla volta di Roma. Il 30 avviene l'incontro tra il re e Mussolini che dirà non a torto, : " Porto a Vostra Maestà l'Italia di Vittorio Veneto riconsacrata alle nuove vittorie, e sono di Vostra Maestà il servitore fedele". Seguirà anche la presentazione della lista dei ministri del nuovo governo di cui faranno parte fascisti, nazionalisti, democratici, popolari, democratici-sociali e indipendenti. Da segnalare la presenza del filosofo neoidealista Giovanni Gentile. Il 31 per le strade della capitale sfileranno a festa le squadre per festeggiare la vittoria e la rivoluzione compiuta. Riosservando oggi le fotografie di quei giorni radiosi e immortali, possiamo rintracciare nelle azioni e nei cuori di quegli uomini ( al contrario dei faziosi libri di testo che parlano di barbari e mostri dominati da un'irrazionale violenza) solo eroismo ed amor di patria.


  2. #2
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Il "28 Ottobre"
    di: Alberto B. Mariantoni

    Il 28 Ottobre (in realtà, tra il 27 ed il 31 Ottobre…) di ottanta tre anni fa, avveniva la "Marcia su Roma": un'insurrezione nazionale, popolare e rivoluzionaria che metteva fine alla situazione di disordine strutturale e di guerra civile generalizzata che regnava in Italia dalla fine della Prima guerra mondiale. Nell'arco di quelle giornate, più di 150 mila squadristi erano insorti con sincronia militare in tutta la Penisola ed avevano preso il controllo delle principali città italiane, a cominciare da quella di Siena; mentre altre 50 mila Camice Nere, ripartite in tre colonne che provenivano da Monterotondo, da Tivoli e da S. Marinella (senza contare i 5 mila uomini di riserva che si erano attestati su Foligno) erano confluite sulla capitale e, stringendola d'assedio, avevano dato lo "scossone finale" al governo di destra dell'on. Luigi Facta ed indirettamente costretto il Re Vittorio Emanuele III a dare l'incarico di formare il nuovo Governo a Benito Mussolini, il Duce della rivoluzione fascista. L'idea di quella rivoluzione era nata appena 43 mesi prima, da una serie di articoli e di comunicati stampa, redatti da Mussolini, che erano apparsi su "Il Popolo d'Italia", in risposta al disfattismo generalizzato e alla disobbedienza civile che, in quell'epoca, erano largamente alimentati e favoriti dal massimalismo socialista trionfante e dalle prime avvisaglie dell'allora sbocciante tracotanza bolscevica. Il 2 Marzo 1919, in uno di quegli articoli, Mussolini invitava "corrispondenti, collaboratori e seguaci de "Il Popolo d'Italia", combattenti, ex-combattenti, cittadini, e rappresentanti dei Fasci della Nuova Italia e del resto della Nazione ad intervenire all'adunanza privata che si terrà a Milano, il 23 Marzo". Il 6 Marzo successivo, in un comunicato dello stesso giornale, lo stesso Mussolini specificava: "da quella adunata usciranno i Fasci di Combattimento il cui programma è racchiuso nella parola". (...) "Il 23 Marzo sarà creato l'antipartito, sorgeranno cioè i Fasci di Combattimento che faranno fronte contro due pericoli: quello misoneista di destra e quello distruttivo di sinistra". Il 18 Marzo, un nuovo pezzo del futuro Duce, sottolineava: "Noi vogliamo la elevazione materiale e spirituale del cittadino italiano (non soltanto di quelli che si chiamano proletari ...) e la grandezza del nostro popolo nel mondo. Quanto ai mezzi non abbiamo pregiudiziali: accettiamo quelli che si renderanno necessari: i legali e i così detti illegali. Da tutto questo travaglio usciranno nuovi valori e nuove gerarchie". Il 23 Marzo 1919 -dopo una riunione preparatoria che si era tenuta il 21 dello stesso mese- l'attesa assemblea, presieduta dal capitano degli arditi Ferruccio Vecchi e composta da appena 53 persone di origini politiche le più svariate (per lo più, ex-interventisti, futuristi, ex-sindacalisti, ex-socialisti rivoluzionari, ex-arditi, reduci di guerra, ex-volontari fiumani, ecc.), ebbe luogo nella sede dell'Alleanza Industriale e Commerciale di piazza San Sepolcro, a Milano. In quell'occasione, fu lo stesso Mussolini a definire la natura e la portata del nuovo movimento fascista: "noi siamo -egli disse- degli antipregiudizialisti, degli antidottrinari, dei problemisti, dei dinamici; (...) noi abbiamo stracciato tutte le verità rivelate, abbiamo sputato su tutti i dogmi, respinto tutti i paradisi, schernito tutti i ciarlatani -bianchi, rossi, neri- che mettono in commercio le droghe miracolose per dare "felicità" al genere umano. Non crediamo ai programmi, agli schemi, ai santi, agli apostoli: non crediamo soprattutto alla felicità, alla salvazione, alla terra promessa. Non crediamo a una soluzione unica -sia essa di specie economica o politica o morale- a una soluzione lineare dei problemi della vita, perché, -o illustri cantastorie di tutte le sacrestie- la vita non è lineare e non la ridurrete mai a un segmento chiuso fra bisogni primordiali".


    Il Fascismo era nato.

    Inutile, in questa sede, ritracciare il calvario di quella rivoluzione. In particolare: le sconfitte elettorali, le persecuzioni poliziesche, le impari battaglie con i sovversivi, gli infiniti lutti subiti, le delusioni, le amarezze, le frustrazioni. Sembrava davvero impossibile che un pugno di irriducibili potesse arrestare la valanga sovversiva socialcomunista e cambiare il corso della storia. Eppure, con il coraggio e la fredda determinazione che li animava, quel manipolo di eroi riuscì a dare l'esempio ai tiepidi ed ai rinunciatari, riuscì a scuotere i pigri e gli ignavi dal loro torpore, riuscì ad amalgamare intorno a sé la parte sana della nazione e masse sempre più vaste di italiani.

    Sarà il miracolo di quella rivoluzione!

    "Il fascismo comincia a crescere, tumultuosamente, impetuosamente dopo il novembre del 1920; richiama alla mente di tutti, amici e avversari, una sola immagine: quella di un corso d'acqua che d'un tratto si gonfi e rompa ogni argine e dilaghi oltre ogni previsione".

    Dopo le sanguinose violenze, gli scioperi, le occupazioni, le aggressioni e gli agguati che avevano continuato a subire durante il famoso "biennio rosso" (1920-1921), i fascisti -rincuorati ed ingigantiti dall'indescrivibile affluenza di nuove reclute- riusciranno a restituire colpo su colpo ai loro avversari ed a distruggere progressivamente la forza offensiva dei partiti sovversivi.

    La resurrezione della nazione italiana era ormai alle porte.

    I fascisti, infatti, con il loro sacrificio, oltre a mettere fuori combattimento i loro avversari, "avevano colpito a morte il vecchio regime. Avevano salvato la civiltà italiana alla nuova storia. Avevano difeso tutta l'Europa da una delle più convulse esplosioni di barbarie. Avevano ridestato a vita immortale -con il sangue dello stesso sacrificio- i padri del Risorgimento e i nipoti non indegni ch'erano caduti nella grande guerra".

    Quegli uomini, il 28 Ottobre 1922, dopo tante privazioni e rinunce, ebbero la gioia di vedere realizzato il loro sogno e quella di potere, infine, assaporare il gusto della loro meritata vittoria.

    Lo stesso non posso dire per me e per quanti, da più di cinquant'anni, hanno cercato di essere fedeli a quella medesima tradizione.

    La mia generazione, purtroppo, ha conosciuto solo le sconfitte, le delusioni e le amarezze. È nata troppo tardi per marciare con coloro che durante il Ventennio contribuirono alla rinascita della nostra Nazione e, probabilmente, troppo presto per farlo con coloro che sicuramente verranno per riscattare di nuovo la libertà, l'indipendenza, l'autodeterminazione e la sovranità della nostra Patria.

    La sola gioia che posso vantare nel contesto della mia fede, è quella di avere avuto l'opportunità e l'onore, nel corso della mia gioventù, di conoscere personalmente un certo numero di squadristi di quella rivoluzione.

    Difficile descriverli. Impossibile dimenticarli. Erano degli uomini per cui, ancora oggi, vale la pena di vivere e di continuare a soffrire, semplicemente per poterne testimoniare l'esistenza e tramandare le gesta.



  3. #3
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    Predefinito Re: 83° Marcia Su Roma

    Testo originale scritto da natoW
    ...e con il quale fu spazzata definitivamente via la classe dirigente liberal-massonica che aveva governato il nostro paese dopo l'unità.

    Sei proprio sicuro? E il 25 luglio chi lo ha fatto se i liberal-massoni erano stati spazzati via definitivamente?

  4. #4
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito

    E' certo che con l'andata al potere, il Fascismo, cambiò gradualmente tutte le classi che fin a quel momento avevano avuto il predominio del paese. LA GUERRA in primis e il disfattismo di costoro epurati ed estromessi poi, portarono al 25 luglio, argomento, a mio avviso, mai studiato in modo adeguato e ancora privo di tante ed enormi verità.











    http://www.storiaememoria.net/sito/foto/272.jpg








  5. #5
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    Predefinito Re: Re: 83° Marcia Su Roma

    Testo originale scritto da Quetzalcoatl
    Sei proprio sicuro? E il 25 luglio chi lo ha fatto se i liberal-massoni erano stati spazzati via definitivamente?
    infatti...
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  6. #6
    Enclave MUSSOLINISTA
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  7. #7
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito ARDIRE E NON ORDIRE

    Essere e non apparire, questo dimostrarono in concreto quegli uomini che ancora oggi ci fanno sentire orgogliosi di dichiararci Fascisti. E per MILLE ANNI ANCORA, lo saremo, ricordando gli eroi dell'unica Rivoluzione Italiana.

    BOIA CHI MOLLA




 

 

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