Tra gli eventi storici della tradizione fascista rientra la marcia su Roma, l'evento rivoluzionario con il quale si diede inizio ad una nuova fase storica per l'Italia, e con il quale fu spazzata definitivamente via la classe dirigente liberal-massonica che aveva governato il nostro paese dopo l'unità. Moriva l'italietta di Giolitti e Sonnino, nasceva l'Italia dell'impero e dei record di Mussolini. La marcia su Roma era stata progettata già da alcuni mesi,sicchè, nonostante le resistenze di alcuni ras che reputavano gli squadristi militarmente impreparati, ebbe luogo nell'ottobre del 1922 in quanto la congiuntura politica era estremamente favorevole. A ciò si aggiungevano ragioni di irrequietezza interna al PNF e la concorrenza di D'Annunzio, reduce dall'impresa fiumana, a Mussolini. Gli strateghi della marcia ( De Bono, De Vecchi, Balbo e Terruzzi) si riuniscono a Bordighera e stabiliscono come punti di raduno Santa Marinella e Monterotondo per le forze provenienti dal centro-nord, Tivoli per i fascisti abruzzesi al comando di Bottai, Foligno per gli squadristi provenienti dal resto d'Italia al comando del generale Zamboni. Il 24 ottobre a Napoli si radunano oltre 70.000 camice nere alla cui testa stanno Mussolini, De Bono, Balbo, Bianchi e Caradonna. Il 25 ottobre il futuro duce afferma: " o ci daranno il governo o lo prenderemo calando su Roma". Poco dopo, mentre gli squadristi tornano alle loro case inneggiando a "Roma o morte", Mussolini, i quadrumviri, Starace,Terruzzi e Bastianini si riuniscono all'hotel Vesuvio.Il 27 viene lanciata la mobilitazione generale, mentre i quadrumviri sono in riunione permanente all'Hotel Buffani di Perugia! Il 28 le colonne di squadristi riunite a Santa Marinella, Monterotondo e Tivoli muovono verso al capitale. Facta prepara lo stato d'assedio e mobilita l'esercito; Vittorio Emanuele ha una posizione ambigua, infatti teme un colpo di mano del cugino Amedeo D'Aosta, dichiaratamente fascista. Mussolini dopo aver dato ordine di non scontrarsi con l'esercito regolare ( in caso di sconfitta le milizie avrebbero dovuto ripiegare in Umbria, per costituire un governo fascista che avrebbe poi lanciaro un nuovo attacco sulla capitale) e aver trasferito i poteri ai Quadrumviri ( De Bono, De Vecchi, Balbo e Bianchi) torna a Milano da dove sarebbe potuto fuggire piu' facilmente in Svizzera in caso di fallimento dell'impresa. Nle frattempo il 27 ottobre tutti i ministri del gabinetto si erano dimessi, lasciando Facta solo e isolato. La città è presidiata da 28.400 soldati dell'esercito; è dichiarato dal governo lo stato di emergenza e tutta la città è inaccessibile; circa 30.000 fascisti marciano ordinatamente verso al capitale armati di fucili, manganelli, coltelli e baionette. Il re, nonostante godesse dell'appoggio dei militari, dopo essersi consultato con vari generali e politici, rifiuta di firmare il decreto governativo dello stato d'assedio e fa smobilitare le truppe. Le squadre ormai esauste arrivano alle porte di Roma. Mussolini prepara una bozza del suo governo, e consulta Albertini, direttore del Corriere della sera, e D'Annunzio, suo maestro e rivale. Il generale Cittadini, su pressione del Re, propone a Mussolini(che non si era recato a Roma per timore di essere arrestato con l'accusa di rivolta) la partecipazione ad un governo presieduto da Salandra; tuttavia egli rifiuta tale ipotesi. Il 29 pomeriggio, il re cede: Mussolini è nominato capo del governo. Dopo aver preparato l'edizione straordinaria del popolo d'Italia parte alla volta di Roma. Il 30 avviene l'incontro tra il re e Mussolini che dirà non a torto, : " Porto a Vostra Maestà l'Italia di Vittorio Veneto riconsacrata alle nuove vittorie, e sono di Vostra Maestà il servitore fedele". Seguirà anche la presentazione della lista dei ministri del nuovo governo di cui faranno parte fascisti, nazionalisti, democratici, popolari, democratici-sociali e indipendenti. Da segnalare la presenza del filosofo neoidealista Giovanni Gentile. Il 31 per le strade della capitale sfileranno a festa le squadre per festeggiare la vittoria e la rivoluzione compiuta. Riosservando oggi le fotografie di quei giorni radiosi e immortali, possiamo rintracciare nelle azioni e nei cuori di quegli uomini ( al contrario dei faziosi libri di testo che parlano di barbari e mostri dominati da un'irrazionale violenza) solo eroismo ed amor di patria.
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