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    Predefinito Beatificazione di Madre Teresa




    UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE
    DEL SOMMO PONTEFICE


    NOTIFICAZIONE

    CAPPELLA PAPALE
    PER LA BEATIFICAZIONE DELLA SERVA DI DIO

    TERESA DI CALCUTTA (1910 – 1997)



    Il 19 ottobre 2003, XXIX Domenica del tempo «per annum», alle ore 10, il Santo Padre Giovanni Paolo II celebrerà l'Eucaristia sul sagrato della Basilica Vaticana e proclamerà Beata la Serva di Dio:

    TERESA DI CALCUTTA, vergine, fondatrice della Congregazione dei Missionari e delle Missionarie della Carità.

    Nella Giornata Missionaria Mondiale la Chiesa ci invita, sull’esempio di Madre Teresa di Calcutta che oggi viene proclamata Beata, ad annunciare e a testimoniare Cristo senza condizioni, mettendoci a servizio dei più poveri e dimenticati.


    * * *

    Tutti coloro che, in conformità al Motu Proprio "Pontificalis Domus" compongono la Cappella Pontificia e desiderano partecipare alla celebrazione liturgica sono pregati di trovarsi alle ore 9.30 in Piazza San Pietro per occupare il posto che verrà loro indicato.

    Quanto all'abito, vorranno attenersi alle seguenti indicazioni:

    - i Signori Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi ed i Vescovi
    sulla veste propria indosseranno il rocchetto e la
    mozzetta;

    - gli Abati e i Religiosi: il proprio abito corale;

    - i Prelati: il rocchetto e la mantelletta, o la cotta, sopra la
    veste paonazza con fascia paonazza, a seconda del
    proprio grado;

    - i Cappellani di Sua Santità: la cotta sopra la talare
    filettata con fascia paonazza;

    - i Prelati, gli Officiali e i Consultori della Congregazione
    delle Cause dei Santi: il proprio abito corale.



    Città del Vaticano, 4 ottobre 2003.

    Per mandato del Santo Padre

    + PIERO MARINI
    Vescovo Titolare di Martirano
    Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie

    •   Alt 

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    Predefinito ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1° ottobre 2003

    Anche lo Stato non è indifferente all'evento della prossima Beatificazione di Madre Teresa:

    ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - 1° ottobre 2003 Disposizioni urgenti conseguenti alla dichiarazione di «grande evento» della cerimonia di beatificazione di Madre Teresa di Calcutta (Ordinanza n. 3314)

    IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

    Visto l'Articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;

    Visto l'Articolo 5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, che stabilisce che le disposizioni di cui all'Articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, si applicano anche con riferimento alla dichiarazione dei grandi eventi rientranti nella competenza del Dipartimento della protezione civile;

    Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 25 luglio 2003, concernente la dichiarazione di "grande evento" in occasione della cerimonia di beatificazione di Madre Teresa di Calcutta del 19 ottobre 2003;

    Ravvisata la necessità di provvedere ai sensi dell'Articolo 5, comma 2, della predetta legge n. 225 del 1992, per consentire l'adozione di tutte le iniziative finalizzate ad assicurare adeguata ospitalità ai soggetti che interverranno alla celebrazione ed alle connesse manifestazioni, altresì garantendone la funzionale mobilità, adeguata ricezione alberghiera, accoglienza ed assistenza sanitaria, in un contesto di pieno rispetto delle fondamentali esigenze della cittadinanza;

    Considerato, altresì, che gli aspetti organizzativi e logistici sono resi ancora più complessi dalla probabile partecipazione di numerosi pellegrini meno abbienti, con conseguente necessità di rinvenire adeguate soluzioni alloggiative alternative;

    Considerato che l'imminenza e la complessità del "grande evento" comportano l'inderogabile necessità di reperimento urgente di idonei beni, forniture, servizi e strutture da impiegare per il perseguimento delle finalità in questione;

    Su proposta del capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

    Dispone:

    Articolo 1

    1. Il sindaco del comune di Roma è nominato commissario delegato e provvede alla individuazione ed attuazione delle iniziative dirette al conseguimento urgente della disponibilità di beni, forniture, servizi e strutture, comunque necessari e strumentali a garantire un'adeguata accoglienza e mobilità dei partecipanti all'evento, nonché un regolare svolgimento della cerimonia di beatificazione di Madre Teresa di Calcutta.

    2. Il Dipartimento della protezione civile provvede, in particolare, alla realizzazione dei centri di ospitalità ed all'adeguamento delle strutture della congregazione delle Missionarie della carità in Roma e provincia, nonché ad attrezzare il Centro polifunzionale di protezione civile di Castelnuovo di Porto.

    3. Il Dipartimento della protezione civile anche mediante la stipula di apposite convenzioni con associazioni di volontariato, può assicurare la fornitura dei pasti ai pellegrini meno abbienti sulla base di modalità che verranno concertate nei medesimi atti negoziali.

    4. Il Dipartimento della protezione civile, per gli adempimenti di cui ai commi 2 e 3, si avvale della collaborazione dell'Associazione nazionale alpini.

    Articolo 2

    1. Al fine di agevolare il conseguimento della necessaria documentazione per l'ingresso in Italia da parte dei pellegrini partecipanti alle manifestazioni di cui al grande evento, è autorizzata la deroga alle disposizioni vigenti in materia di accertamento delle disponibilità dei mezzi finanziari relativi al viaggio e soggiorno in Italia, mediante presentazione, alle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane, di liste collettive con individuazione dei capolista del gruppo e dei partecipanti, con divieto di concessioni di visti collettivi.

    Articolo 3

    1. Per l'attuazione della presente ordinanza è autorizzata, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, la deroga alle sotto elencate disposizioni di legge:
    regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, Articolo 3, ed articoli 8, 11 e 19;
    regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, articoli 37, 38, 39, 40, 41, 42, 117, 119;
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 13 e 54, comma 1, lettere b) e c), commi 2, 3, 4;
    decreto legislativo 12 marzo 1995, n. 157, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 65, articoli 6, 7, 8, 9, 22, 23 e 24;
    decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, modificato dal decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 402, articoli 5, 7, 8, 9, 10, 14, 16, 17;
    decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, articoli 7, commi 1 e 9, 11, 12, comma 5, 38, 45, comma 6, 103, 159, 200, 201, 215;
    legge 27 dicembre 2002, n. 289, Articolo 24;
    legge 6 marzo 1998, n. 40, Articolo 4.

    Articolo 4

    1. Agli oneri connessi alla attuazione della presente ordinanza, nel limite massimo di Euro 500.000,00, si provvede a carico del Fondo della protezione civile. È autorizzata l'apertura di una contabilità speciale intestata al sindaco di Roma – commissario delegato, secondo le modalità previste dall'Articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.

    2. Una quota parte delle risorse di cui al comma 1 è destinata al finanziamento di interventi e iniziative da realizzare ai sensi dell'Articolo 1, comma 1. A tal fine il commissario delegato predispone un apposito documento, da sottoporre all'approvazione del capo del Dipartimento della protezione civile.

    La presente ordinanza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

    Roma, 1° ottobre 2003

    Il Presidente:
    Berlusconi

    ********

    DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 25 luglio 2003 (in Gazz. Uff. 8 agosto 2003 n. 183)

    Dichiarazione di «grande evento» in occasione della cerimonia di beatificazione di Madre Teresa di Calcutta del 19 ottobre 2003

    IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

    Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401
    recante «Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attivita' di protezione
    civile»;
    Visto l'art 5-bis, comma 5, del predetto decreto-legge, che estende l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 5
    della legge 24 febbraio 1992, n. 225, anche alla dichiarazione di «grande evento», rientrante nelle competenze
    assegnate al Dipartimento della protezione civile;
    Considerato che in data 19 ottobre 2003 si svolgera' la cerimonia di beatificazione di Madre Teresa di Calcutta,
    fondatrice dei missionari e delle missionarie della carita';
    Considerata la grande risonanza a livello internazionale di detta manifestazione, che determinera' la presenza di decine
    di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo;
    Considerato, inoltre, che gli aspetti organizzativi e logistici sono resi ancora piu' complessi dalla probabile partecipazione di numerosi pellegrini meno abbienti, con conseguente necessita' di rinvenire adeguate soluzioni alloggiative alternative;
    Considerato che il 19 ottobre 2003 rappresenta, altresi', la giornata domenicale piu' vicina al venticinquesimo anniversario del Pontificato di Giovanni Paolo II, e che detta concomitanza determinera' un maggiore afflusso di fedeli;
    Vista l'istanza prodotta dalla «Postulation of the cause of beatification and canonization of the venerable Mother Teresa of Calcutta» affinche' la manifestazione venga dichiarata «grande evento»;
    Atteso che la celebrazione del predetto «grande evento» rendera' necessaria, per le ragioni sopra descritte, l'adozione
    di misure straordinarie ed urgenti;
    Ritenuta quindi, l'imprescindibile esigenza di attuare tutti gli interventi straordinari necessari per il perseguimento delle suddette finalita';
    Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 25 luglio 2003;
    Su proposta del capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

    Decreta:

    Per quanto esposto in premessa, la cerimonia di beatificazione di Madre Teresa di Calcutta del 19 ottobre 2003, e' dichiarata «grande evento» ai sensi e per gli effetti dell'art. 5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401.

    Il presente decreto verra' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

    Roma, 25 luglio 2003

    Il Presidente:
    Berlusconi

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    Predefinito Galleria di immagini della nuova Beata





    Madre Teresa all'Università di Bologna durante il conferimento della laurea honoris causa








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    Predefinito









    Biografia di Madre Teresa di Calcutta dal sito del Vaticano:

    “ Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Gesù”.Di conformazione minuta, ma di fede salda quanto la roccia, a Madre Teresa di Calcutta fu affidata la missione di proclamare l’amore assetato di Gesù per l’umanità, specialmente per i più poveri tra i poveri. “Dio ama ancora il mondo e manda me e te affinché siamo il suo amore e la sua compassione verso i poveri”. Era un’anima piena della luce di Cristo, infiammata di amore per Lui e con un solo, ardente desiderio: “saziare la Sua sete di amore e per le anime”.

    Questa luminosa messaggera dell’amore di Dio nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, città situata al punto d’incrocio della storia dei Balcani. La più piccola dei cinque figli di Nikola e Drane Bojaxhiu, fu battezzata Gonxha Agnes, ricevette la Prima Comunione all’età di cinque anni e mezzo e fu cresimata nel novembre 1916. Dal giorno della Prima Comunione l’amore per le anime entrò nel suo cuore. L’improvvisa morte del padre, avvenuta quando Agnes aveva circa otto anni, lasciò la famiglia in difficoltà finanziarie. Drane allevò i figli con fermezza e amore, influenzando notevolmente il carattere e la vocazione della figlia. La formazione religiosa di Gonxha fu rafforzata ulteriormente dalla vivace parrocchia gesuita del Sacro Cuore, in cui era attivamente impegnata.

    All’età di diciotto anni, mossa dal desiderio di diventare missionaria, Gonxha lasciò la sua casa nel settembre 1928, per entrare nell’Istituto della Beata Vergine Maria, conosciuto come “le Suore di Loreto”, in Irlanda. Lì ricevette il nome di suor Mary Teresa, come Santa Teresa di Lisieux. In dicembre partì per l’India, arrivando a Calcutta il 6 gennaio 1929. Dopo la Professione dei voti temporanei nel maggio 1931, Suor Teresa venne mandata presso la comunità di Loreto a Entally e insegnò nella scuola per ragazze, St. Mary. Il 24 maggio 1937 suor Teresa fece la Professione dei voti perpetui, divenendo, come lei stessa disse: “la sposa di Gesù” per “tutta l’eternità”. Da quel giorno fu sempre chiamata Madre Teresa. Continuò a insegnare a St. Mary e nel 1944 divenne la direttrice della scuola. Persona di profonda preghiera e amore intenso per le consorelle e per le sue allieve, Madre Teresa trascorse i venti anni della sua vita a “Loreto” con grande felicità. Conosciuta per la sua carità, per la generosità e il coraggio, per la propensione al duro lavoro e per l’attitudine naturale all’organizzazione, visse la sua consacrazione a Gesù, tra le consorelle, con fedeltà e gioia.

    Il 10 settembre 1946, durante il viaggio in treno da Calcutta a Darjeeling per il ritiro annuale, Madre Teresa ricevette l’“ispirazione”, la sua “chiamata nella chiamata”. Quel giorno, in che modo non lo raccontò mai, la sete di Gesù per amore e per le anime si impossessò del suo cuore, e il desiderio ardente di saziare la Sua sete divenne il cardine della sua esistenza. Nel corso delle settimane e dei mesi successivi, per mezzo di locuzioni e visioni interiori, Gesù le rivelò il desiderio del suo Cuore per “vittime d’amore” che avrebbero “irradiato il suo amore sulle anime.” ”Vieni, sii la mia luce”, la pregò. “Non posso andare da solo” Le rivelò la sua sofferenza nel vedere l’incuria verso i poveri, il suo dolore per non essere conosciuto da loro e il suo ardente desiderio per il loro amore. Gesù chiese a Madre Teresa di fondare una comunità religiosa, le Missionarie della Carità, dedite al servizio dei più poveri tra i poveri. Circa due anni di discernimento e verifiche trascorsero prima che Madre Teresa ottenesse il permesso di cominciare la sua nuova missione. Il 17 agosto 1948, indossò per la prima volta il sari bianco bordato d’azzurro e oltrepassò il cancello del suo amato convento di “Loreto” per entrare nel mondo dei poveri.

    Dopo un breve corso con le Suore Mediche Missionarie a Patna, Madre Teresa rientrò a Calcutta e trovò un alloggio temporaneo presso le Piccole Sorelle dei Poveri. Il 21 dicembre andò per la prima volta nei sobborghi: visitò famiglie, lavò le ferite di alcuni bambini, si prese cura di un uomo anziano che giaceva ammalato sulla strada e di una donna che stava morendo di fame e di tubercolosi. Iniziava ogni giornata con Gesù nell’Eucaristia e usciva con la corona del Rosario tra le mani, per cercare e servire Lui in coloro che sono “non voluti, non amati, non curati”. Alcuni mesi più tardi si unirono a lei, l’una dopo l’altra, alcune sue ex allieve.

    Il 7 ottobre 1950 la nuova Congregazione delle Missionarie della Carità veniva riconosciuta ufficialmente nell’Arcidiocesi di Calcutta. Agli inizi del 1960 Madre Teresa iniziò a inviare le sue sorelle in altre parti dell’India. Il Diritto Pontificio concesso alla Congregazione dal Papa Paolo VI nel febbraio 1965 la incoraggiò ad aprire una casa di missione in Venezuela. Ad essa seguirono subito altre fondazioni a Roma e in Tanzania e, successivamente, in tutti i continenti. A cominciare dal 1980 fino al 1990, Madre Teresa aprì case di missione in quasi tutti i paesi comunisti, inclusa l’ex Unione Sovietica, l’Albania e Cuba.

    Per rispondere meglio alle necessità dei poveri, sia fisiche, sia spirituali, Madre Teresa fondò nel 1963 i Fratelli Missionari della Carità; nel 1976 il ramo contemplativo delle sorelle, nel 1979 i Fratelli contemplativi, e nel 1984 i Padri Missionari della Carità. Tuttavia la sua ispirazione non si limitò soltanto alle vocazioni religiose. Formò i Collaboratori di Madre Teresa e i Collaboratori Ammalati e Sofferenti, persone di diverse confessioni di fede e nazionalità con cui condivise il suo spirito di preghiera, semplicità, sacrificio e il suo apostolato di umili opere d’amore. Questo spirito successivamente portò alla fondazione dei Missionari della Carità Laici. In risposta alla richiesta di molti sacerdoti, nel 1991 Madre Teresa dette vita anche al Movimento Corpus Christi per Sacerdoti come una “piccola via per la santità” per coloro che desideravano condividere il suo carisma e spirito.

    In questi anni di rapida espansione della sua missione, il mondo cominciò a rivolgere l’attenzione verso Madre Teresa e l’opera che aveva avviato. Numerose onorificenze, a cominciare dal Premio indiano Padmashri nel 1962 e dal rilevante Premio Nobel per la Pace nel 1979, dettero onore alla sua opera, mentre i media cominciarono a seguire le sue attività con interesse sempre più crescente. Tutto ricevette, sia i riconoscimenti sia le attenzioni, “per la gloria di Dio e in nome dei poveri”.

    L’intera vita e l’opera di Madre Teresa offrirono testimonianza della gioia di amare, della grandezza e della dignità di ogni essere umano, del valore delle piccole cose fatte fedelmente e con amore, e dell’incomparabile valore dell’amicizia con Dio. Ma vi fu un altro aspetto eroico di questa grande donna di cui si venne a conoscenza solo dopo la sua morte. Nascosta agli occhi di tutti, nascosta persino a coloro che le stettero più vicino, la sua vita interiore fu contrassegnata dall’esperienza di una profonda, dolorosa e permanente sensazione di essere separata da Dio, addirittura rifiutata da Lui, assieme a un crescente desiderio di Lui. Chiamò la sua prova interiore: “l’oscurità”. La “dolorosa notte” della sua anima, che ebbe inizio intorno al periodo in cui aveva cominciato il suo apostolato con i poveri e perdurò tutta la vita, condusse Madre Teresa a un’unione ancora più profonda con Dio. Attraverso l’oscurità partecipò misticamente alla sete di Gesù, al suo desiderio, doloroso e ardente, di amore, e condivise la desolazione interiore dei poveri.

    Durante gli ultimi anni della sua vita, nonostante i crescenti seri problemi di salute, Madre Teresa continuò a guidare la sua Congregazione e a rispondere alle necessità dei poveri e della Chiesa. Nel 1997 le suore di Madre Teresa erano circa 4.000, presenti nelle 610 case di missione sparse in 123 paesi del mondo. Nel marzo 1997 benedisse la neo-eletta nuova Superiora Generale delle Missionarie della Carità e fece ancora un viaggio all’estero. Dopo avere incontrato il Papa Giovanni Paolo II per l’ultima volta, rientrò a Calcutta e trascorse le ultime settimane di vita ricevendo visitatori e istruendo le consorelle. Il 5 settembre 1997 la vita terrena di Madre Teresa giunse al termine. Le fu dato l’onore dei funerali di Stato da parte del Governo indiano e il suo corpo fu seppellito nella Casa Madre delle Missionarie della Carità. La sua tomba divenne ben presto luogo di pellegrinaggi e di preghiera per gente di ogni credo, poveri e ricchi, senza distinzione alcuna. Madre Teresa ci lascia un testamento di fede incrollabile, speranza invincibile e straordinaria carità. La sua risposta alla richiesta di Gesù: “Vieni, sii la mia luce”, la rese Missionaria della Carità, “Madre per i poveri”, simbolo di compassione per il mondo e testimone vivente dell’amore assetato di Dio.

    Meno di due anni dopo la sua morte, a causa della diffusa fama di santità e delle grazie ottenute per sua intercessione, il Papa Giovanni Paolo II permise l’apertura della Causa di Canonizzazione. Il 20 dicembre 2002 approvò i decreti sulle sue virtù eroiche e sui miracoli.




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    Nella S. Casa di Loreto










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    Predefinito La preghiera più amata da Madre Teresa: una preghiera mariana

    Madre Teresa, ricevuta in Udienza da Giovanni Paolo II il 13 dicembre 1979, al suo ritorno da Oslo, dove le è stato conferito il Premio Nobel per la Pace.

    Ecco una delle preghiere più amate dalla Beata Teresa. Si tratta del Memorare, risalente al XII ed attribuita a S. Bernardo di Chiaravalle. Madre Teresa era solita recitarla nove volte di seguito, ogni volta che aveva bisogno di un aiuto soprannaturale.

    Memorare (Orazione di S. Bernardo)

    Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito al mondo
    che qualcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto,
    chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato.
    Animato da tale confidenza a te ricorro, o Madre, o Vergine delle Vergini;
    a te vengo, e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro.
    Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere,
    ma ascoltami propizia ed esaudiscimi. Amen.


    Memorare, o piissima Virgo Maria, non esse auditum a saeculo, quemquam ad tua recurrentem praesidia, tua implorantem auxilia, tua petentem suffragia esse derelictum. Ego tali animatus confidentia ad te, Virgo virginum, Mater, curro; ad te venio; corram te gemens peccator assisto. Noli, Mater Verbi, verba mea despicere, sed audi propitia et exaudi. Amen.

    Ad esempio, nel 1955, essendosi ammalata gravemente una suora ai polmoni, Madre Teresa, insieme alle sue consorelle, pregò per 9 giorni di seguito 25.000 Memorare per ottenere la guarigione della suora, e così avvenne.

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    Predefinito BEATIFICAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA

    OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II

    Giornata Missionaria Mondiale
    Domenica 19 ottobre 2003


    1. “Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti” (Mc 10,44). Queste parole di Gesù ai discepoli, risuonate poc’anzi in questa Piazza, indicano quale sia il cammino che conduce alla “grandezza” evangelica. E' la strada che Cristo stesso ha percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni logica umana. Essere il servo di tutti!

    Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta, Fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità, che oggi ho la gioia di iscrivere nell’Albo dei Beati.Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa, che ho sempre sentito accanto a me. Icona del Buon Samaritano, essa si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a fermarla.

    Ogni tanto veniva a parlarmi delle sue esperienze a servizio dei valori evangelici. Ricordo, ad esempio, quanto disse ricevendo il premio Nobel per la pace: “Se sentite che qualche donna non vuole tenere il suo bambino e desidera abortire, cercate di convincerla a portarmi quel bimbo. Io lo amerò, vedendo in lui il segno dell’amore di Dio” (Oslo, 10 dicembre 1979).

    2. Non è forse significativo che la sua beatificazione avvenga proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale? Con la testimonianza della sua vita Madre Teresa ricorda a tutti che la missione evangelizzatrice della Chiesa passa attraverso la carità, alimentata nella preghiera e nell’ascolto della parola di Dio. Emblematica di questo stile missionario è l’immagine che ritrae la nuova Beata mentre stringe, con una mano, quella di un bambino e, con l'altra, fa scorrere la corona del Rosario.

    Contemplazione e azione, evangelizzazione e promozione umana: Madre Teresa proclama il Vangelo con la sua vita tutta donata ai poveri, ma, al tempo stesso, avvolta dalla preghiera.

    3. “Whoever wants to be great among you must be your servant” (Mk 10: 43). With particular emotion we remember today Mother Teresa, a great servant of the poor, of the Church and of the whole world. Her life is a testimony to the dignity and the privilege of humble service. She had chosen to be not just the least but to be the servant of the least. As a real mother to the poor, she bent down to those suffering various forms of poverty. Her greatness lies in her ability to give without counting the cost, to give “until it hurts”. Her life was a radical living and a bold proclamation of the Gospel.

    The cry of Jesus on the cross, “I thirst” (Jn 19:28), expressing the depth of God’s longing for man, penetrated Mother Teresa’s soul and found fertile soil in her heart. Satiating Jesus’ thirst for love and for souls in union with Mary, the mother of Jesus, had become the sole aim of Mother Teresa’s existence and the inner force that drew her out of herself and made her “run in haste” across the globe to labour for the salvation and the sanctification of the poorest of the poor.

    4. “As you did to one of the least of these my brethren, you did it to me” (Mt 25:40). This Gospel passage, so crucial in understanding Mother Teresa’s service to the poor, was the basis of her faith-filled conviction that in touching the broken bodies of the poor she was touching the body of Christ. It was to Jesus himself, hidden under the distressing disguise of the poorest of the poor, that her service was directed. Mother Teresa highlights the deepest meaning of service - an act of love done to the hungry, thirsty, strangers, naked, sick, prisoners (cf. Mt 254-36) is done to Jesus himself.

    Recognizing him, she ministered to him with wholehearted devotion, expressing the delicacy of her spousal love. Thus in total gift of herself to God and neighbour, Mother Teresa found her greatest fulfillment and lived the noblest qualities of her femininity. She wanted to be a sign of “God’s love, God’s presence, God’s compassion” and so remind all of the value and dignity of each of God’s children, “created to love and be loved”. Thus was Mother Teresa “bringing souls to God and God to souls” and satiating Christ’s thirst, especially for those most in need, those whose vision of God had been dimmed by suffering and pain.

    5. “Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10,45). Madre Teresa ha condiviso la passione del Crocifisso, in modo speciale durante lunghi anni di “buio interiore”. E’ stata, quella, una prova a tratti lancinante, accolta come un singolare “dono e privilegio”.

    Nelle ore più buie ella s’aggrappava con più tenacia alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Questo duro travaglio spirituale l’ha portata ad identificarsi sempre più con coloro che ogni giorno serviva, sperimentandone la pena e talora persino il rigetto. Amava ripetere che la più grande povertà è quella di essere indesiderati, di non avere nessuno che si prenda cura di te.

    6. “Donaci, Signore, la tua grazia, in Te speriamo!”. Quante volte, come il Salmista, anche Madre Teresa nei momenti di desolazione interiore ha ripetuto al suo Signore: “In Te, in Te spero, mio Dio!”.

    Rendiamo lode a questa piccola donna innamorata di Dio, umile messaggera del Vangelo e infaticabile benefattrice dell’umanità. Onoriamo in lei una delle personalità più rilevanti della nostra epoca. Accogliamone il messaggio e seguiamone l’esempio.

    Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, aiutaci ad essere miti e umili di cuore come questa intrepida messaggera dell’Amore. Aiutaci a servire con la gioia e il sorriso ogni persona che incontriamo. Aiutaci ad essere missionari di Cristo, nostra pace e nostra speranza. Amen!

  9. #9
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    Predefinito BEATIFICAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA

    ANGELUS

    Giornata Missionaria Mondiale
    Domenica, 19 ottobre 2003

    I offer warm greetings to the English-speaking pilgrims, especially those from India and the United States. May the example of Mother Teresa increase your love of the Lord and inspire ever greater service to the needy.

    [in lingua macedone]

    Ги поздравувам поклонениците на македонскиjaзик.

    [Saluto i pellegrini di lingua macedone]

    [in lingua albanese]

    Përshëndes shtegtarët e gjuhës shqipe.

    [Saluto i pellegrini di lingua albanese]

    Saluto i pellegrini provenienti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo intero, in particolare le Missionarie e i Missionari della Carità e quanti collaborano con loro nel servizio dei più poveri.

    Disponendoci ora alla recita dell’Angelus, ricordiamo che Maria Santissima è stata sempre il modello di Madre Teresa, sia nella preghiera che nell’azione missionaria. Grazie all’intercessione della nuova Beata, la Vergine ci ottenga di progredire nell’amore di Dio e del prossimo.



    Fonte Ansa

  10. #10
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    Predefinito Formula di Beatificazione




    Ecco la traduzione italiana della formula di beatificazione letta in latino dal S. Padre:

    Noi, accogliendo il desiderio del nostro fratello Lucas Sirkar, arcivescovo di Calcutta, e di molti altri fratelli nell'episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione per le cause dei santi, con la nostra autorità apostolica concediamo che la venerabile serva di Dio, Teresa di Calcutta, d'ora in poi sia chiamata beata e che si possa celebrare la sua festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno, nel giorno della sua nascita al cielo, il 5 settembre. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo .

    I Fedeli hanno risposto: Amen











    Monika Besra la giovane madre indiana, di fede animista, ma convertitasi al cattolicesimo, guarita da un tumore per intercessione di Madre Teresa - il miracolo che ha posto il sigillo per la beatificazione

 

 
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