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    Predefinito 9 novembre - dedicazione della basilica lateranense

    Dal sito SANTI E BEATI



    Dedicazione della Basilica Lateranense

    9 novembre - Festa

    Venne costruita verso il 314 circa da papa Melchiade nei terreni donati da Costantino accanto al Palazzo Lateranense. Fu definita “Chiesa madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”, distrutta più volte e altrettante fatta ricostruire. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri.

    Chiese ancora il prefetto Rustico: "Dove vi riunite?". Giustino rispose: "Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli" (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità" (Gv 4,21-24).
    La festa di oggi, della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: "Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me". Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c'è un singolare episodio all'inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un'osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la "chiesa-madre di tutte le chiese dell'Urbe e dell'Orbe", distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell'attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. "Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi", dice S. Cesario di Arles.

    Autore: Piero Bargellini

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  2. #2
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    Predefinito Dedicazione della Sacrosanta Patriarcale Arcibasilica di S. Giovanni in Laterano









    Monumentale sepolcro di Papa Leone XIII all'interno della Basilica Lateranense

    Giotto, Papa Bonifacio VIII promulga il primo Giubileo (1300). L'affresco è ubicato all'interno della Basilica


  3. #3
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    Predefinito Galleria della Basilica - angoli suggestivi
















  4. #4
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    Predefinito La Basilica Lateranense in antiche stampe





    Angolo di Piazza del Laterano

  5. #5
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    Predefinito Dai «Discorsi» di san Cesario di Arles, vescovo (Disc. 229, 1-3; CCL 104,905-908)

    Con il battesimo siamo tutti diventati tempio di Dio
    Con gioia e letizia celebriamo oggi, fratelli carissimi, il giorno natalizio di questa chiesa: ma il tempio vivo é vero di Dio dobbiamo esserlo noi. Questo é vero senza dubbio. Tuttavia i popoli cristiani usano celebrare la solennità della chiesa matrice, poiché sanno che é proprio in essa che sono rinati spiritualmente. Per la prima nascita noi eravamo coppe dell'ira di Dio; secondo nascita ci ha resi calici del suo amore misericordioso. La prima nascita ci ha portati alla morte; la seconda ci ha richiamati alla vita. Prima del battesimo tutti noi eravamo, o carissimi, tempio del diavolo. Dopo il battesimo abbiamo meritato di diventare tempio di Cristo. Se riflettiamo un pò più attentamente sulla salvezza della nostra anima, non avremo difficoltà a comprendere che siamo il vero e vivo tempio di Dio. «Dio non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo» (At 17, 24), o in case fatte di legno e di pietra, ma soprattutto nell'anima creata a sua immagine per mano dello stesso Autore delle cose. Il grande apostolo Paolo ha detto: «Santo é il tempio di Dio che siete voi» (1 Cor 3, 17).
    Poiché Cristo con la sua venuta ha cacciato il diavolo dal nostro cuore per prepararsi un tempio dentro di noi, cerchiamo di fare, col suo aiuto, quanto é in nostro potere, perché questo tempio non abbia a subire alcun danno per le nostre cattive azioni. Chiunque si comporta male, fa ingiuria a Cristo. Prima che Cristo ci redimesse, come ho già detto, noi eravamo abitazione del diavolo. In seguito abbiamo meritato di diventare la casa di Dio, solo perché egli si é degnato di fare di noi la sua dimora. Se dunque, o carissimi, vogliamo celebare con gioia il giorno natalizio della nostra chiesa, non dobbiamo distruggere con le nostre opere cattive il tempio vivente di Dio. Parlerò in modo che tutti mi possano comprendere: tutte le volte che veniamo in chiesa, riordiniamo le nostre anime così come vorremmo trovare il tempio di Dio. Vuoi trovare una basilica tutta splendente? Non macchiare la tua anima con le sozzure del peccato. Se tu vuoi che la basilica sia piena di luce, ricordati che anche Dio vuole che nella tua anima non vi siano tenebre. Fà piuttosto in modo che in essa, come dice il Signore, risplenda la luce delle opere buone, perché sia glorificato colui che sta nei cieli. Come tu entri in questa chiesa, così Dio vuole entrare nella tua anima. Lo ha affermato egli stesso quando ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò (cfr. Lv 26, 11.12).

  6. #6
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    Predefinito Da "La vita in Cristo" di Nicola Cabasilas.

    De Vita la Christo, VII, 3, in PG 150, 696‑697.

    Gli uomini virtuosi vigilano solleciti contro le radici del male e vi resistono fin dal principio; essi custodiscono il cuore per Dio solo, dedicando a lui, come un tempio, la memoria. Sanno, infatti, che il luogo sacro non va esposto alle folle: conoscono che è sacrilego usare per scopi profani i vasi e i veli consacrati, ma che nessuna cosa sacra eguaglia l'anima consacrata a Dio. Ecco perché essa deve essere molto più impenetrabile a quelli che vendono e comprano, e rimanere libera da banchi di ambulanti e di cambiavalute. Pensate allora come dovrà essere l'orante, se la casa di preghiera va purificata dal tumulto in vista di lui che vi prega. A dir il vero, il nome di "casa di preghiera" non sempre era attuale per il tempio di Gerusalemme, dove a volte non c'era nessuno che pregasse. Invece l'espressione "casa di preghiera" ben conviene ai cristiani, i quali, secondo la prescrizione di san Paolo (1 Ts 5,17), devono essere incessantemente dediti all'unione con Dio mediante la preghiera continua.

    Badiamo anche a questo: per distoglierci dagli altri peccati, il Salvatore si è servito di parole; qui invece ha fatto uso della lingua e dell'ira, della mano e della sferza, per indicarci quanto la cosa gli stia a cuore. Cristo si comporta cosi, non tanto per far rispettare il tempio che sapeva sarebbe stato distrutto; invece, vuole sottolineare quanto gli prema che ciascuno dei suoi fedeli, nei quali ha promesso di rimanere, sia libero da affanni e preoccupazioni. Nello stesso tempo, si mostra indignato e usa la frusta per segnalarci la sfrontatezza delle nostre passioni; c'è dunque tanto bisogno di cuore e animo saldo, di mente sobria e vigilante, e soprattutto che intervenga la mano stessa del Salvatore, perché chi non lo accoglie in sé non può cacciare il tumulto dell'anima. La legge stabiliva la pena di morte per il sacrilego, e un velo doveva coprire il Santo dei santi. Uzza morì perché aveva voluto sostenere con la sua mano profana l'arca che stava cadendo (2 Sam 6, 6). Ozia si guadagnò la lebbra per l'abuso di funzioni sacre (2 Cr 26, 18‑19). Con questi e vari altri esempi, Dio ha stabilito la legge dell'inviolabilità assoluta dell'anima battezzata, vero tempio di Dio. Per chi vive in Cristo è quindi molto importante mantenere l'anima pura da ogni sollecitudine molesta. Se qualcosa utile in apparenza si infiltra nella volontà, il discepolo di Gesù non vi rivolge il pensiero; fa come Pietro, il quale, non appena ebbe udito il Signore che lo chiamava, non si curò di ciò che aveva tra le mani (Mt 4, 20). Per chiunque, infatti, vive in Cristo, risuona una continua e incessante chiamata mediante la grazia infusa nell'anima dai sacramenti.

    La grazia, che inabita il fedele, è lo Spirito del Figlio di Dio, che grida nei nostri cuori ‘‘Abbà’’, Padre (Gal 4, 6), come insegna san Paolo. Cosi quelli che vivono in Cristo lasciano andare tutto, per potere ogni giorno seguire il Signore. La Scrittura dice infatti che non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense (At 6, 2). Per tre motivi il fedele fa questo: anzitutto ai suoi occhi nulla va anteposto a Dio; poi, perché tutto proviene dal sommo Dispensatore di ogni bene; e infine, perché il Dio verace ha promesso a chi cerca prima il regno di Dio di dare tutto il resto in aggiunta (Lc 12, 31). Il Salvatore, liberando da ogni cura coloro che aderiscono a lui, insiste su questo punto, perché essi non siano privati dei beni migliori. Non vuole che ci affatichiamo inutilmente, inquieti per ciò di cui lui stesso ha cura prima di noi. Se è nocivo affannarsi per tali cose, che dire se uno se ne affligge? Ciò non solo distoglie l'anima dal ricordo di Dio, ma oscura completamente l'intelletto.

  7. #7
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    Predefinito Dagli Insegnamenti spirituali di Doroteo di Gaza

    Scritti e insegnamenti spirituali, XIV, 150‑153, ed. Paoline, Roma, 1980, 195‑198.200.

    Come si costruisce la casa dell'anima? Possiamo apprendere i segreti di quest'arte guardando a come vengono costruite le case materiali. Chi vuole costruirsi una casa, deve renderla salda in ogni punto, fissarla sui quattro lati e non badare ad un lato solo, trascurando gli altri; non servirebbe a niente, anzi, la sua fatica e i suoi soldi andrebbero perduti. E' cosi anche per l'anima. L'uomo non deve trascurare alcun lato della sua costruzione, ma innalzarla ugualmente su tutti i lati con armonia. E' quel che dice abba Giovanni: "Voglio che l'uomo prenda un po' di ogni virtù e non che faccia come alcuni che si attaccano ad una sola virtù, badano ad essa sola, in essa sola si esercitano trascurando le altre (Eb 11, 6). Forse hanno fatto grandi progressi in questa virtù e cosi non sono vinti dalla passione contraria; sono però ingannati e oppressi dalle altre passioni, ma non se ne preoccupano _ e credono di possedere grandi cose. Costoro sono simili a un uomo che costruisce un muro solo, lo innalza il più possibile; guardando l'altezza del muro, crede di aver fatto qualcosa di grandioso. Non si rende conto che come arriverà il vento, lo butterà a terra perché è solo, non appoggia su altri muri.

    Chi vuole costruirsi una casa per avere un riparo, deve costruire da tutti i lati e renderla salda da ogni parte. Vi dico come: anzitutto bisogna gettare le fondamenta, cioè la fede. Come dice l'Apostolo, senza la fede impossibile essere graditi a Dio. Poi, su questo fondamento sarà possibile erigere una costruzione ben proporzionata. Gli viene offerta un'occasione di obbedire? Metta una pietra alla sua costruzione: faccia obbedienza. Un fratello si irrita con lui? Aggiunga un'altra pietra: sia paziente. Deve praticare la temperanza? Sia temperante e aggiungerà un'altra pietra. Deve porre alla sua costruzione una pietra di ogni virtù che ha la possibilità di praticare e potrà cosi costruire tutti i lati con pietre di compassione, di rinuncia alla propria volontà, di mitezza, e via dicendo. E in tutto questo deve aver cura della perseveranza e del coraggio: sono le pietre d'angolo che rendono salda la costruzione e congiungono un muro con l'altro, impedendo loro di inclinarsi o disgiungersi. Senza perseveranza e senza coraggio, infatti, non si raggiunge la perfezione in nessuna virtù. Chi non ha coraggio, non avrà neppure perseveranza e senza perseveranza non si può far nulla di buono. Per questo il Signore ha detto: Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime (Lc 21, 19).

    Chi costruisce un muro deve poggiare ogni pietra su un po' di fango; se le sistema l'una sull'altra senza mettervi in mezzo del fango, le pietre si disgiungono e la casa crolla. Il fango è l'umiltà, è fatto di terra e tutti lo calpestano. Una virtù senza umiltà non è virtù. Anche nei Detti dei Padri si dice: "Come è impossibile costruire una nave senza chiodi, cosi è impossibile che l'uomo si salvi senza umiltà". Se si fa qualcosa di buono, bisogna farlo con umiltà e allora l'umiltà conserverà quello che si è fatto. La casa deve avere anche le cosiddette giunture; sono la discrezione che rende salda la casa, unisce le pietre l'una all'altra e rende compatta la costruzione dandole inoltre un certo decoro. Il tetto poi è la carità, che è il compimento delle virtù, cosi come il tetto lo è della casa. Dopo il tetto, c'è il parapetto della terrazza. Che cos'è il parapetto? Sta scritto nella Legge: "Quando costruirai una casa nuova, farai un parapetto intorno alla tua terrazza perché i bambini non cadano" (Dt 22, 8). Il parapetto è l'umiltà perché essa corona e custodisce tutte le virtù. Ogni virtù deve essere quindi accompagnata dall'umiltà, cosi come abbiamo detto che ogni pietra deve poggiare sul fango. E la perfezione della virtù ha ancora bisogno dell'umiltà, e i santi, avanzando naturalmente, giungono all'umiltà. Vi ripeto sempre che più ci si avvicina a Dio e più ci si riconosce peccatori. Ma chi sono i bambini, di cui la Legge s'è visto che dice: "perché non cadano dalla terrazza"? I bambini sono i pensieri che nascono nell’anima; bisogna custodirli nell'umiltà, perché non cadano dal tetto, cioè dalla perfezione della virtù.

    Ecco, la casa è finita: ha le giunture, il tetto, persino il parapetto. Non le manca più nulla, dunque? Si, abbiamo trascurato una cosa. Quale? Che chi costruisce sia abile. Se non lo è, fa pendere un po' la costruzione e prima o poi la casa cade. E' abile, a costruire chi agisce con sapienza. A volte si fa ogni sforzo per raggiungere una virtù, ma non si agisce con sapienza e cosi tutta la fatica che si è fatta va perduta, non si conclude nulla, non si riesce a terminare l'opera, si pone una pietra e la si toglie. Vi è poi chi ne mette una e ne toglie due. Ad esempio: ecco che arriva da te un fratello e ti dice qualcosa che ti turba o ti ferisce, ma tu resti in silenzio e fai una metania, ecco, hai posto una pietra. Ma poi vai da un altro fratello e gli dici: "Quel tale mi ha offeso, mi ha detto questo e quest'altro; ma sono restato in silenzio e ho fatto una metania. Ecco: hai posto una pietra e ne hai tolte due. Si può anche fare la metania per ricevere lode, unendo cosi l'umiltà alla vanagloria: e questo è porre una pietra e toglierla.Chi invece fa la metania con sapienza, è convinto di aver fatto qualcosa di male, di esser lui stesso la causa di quel che è accaduto. Insomma, bisogna esercitarsi in ogni virtù fino a farla propria, a trasformarla in abitudine. Allora, come abbiamo detto, si è buoni costruttori, abili, capaci di costruire una casa ben solida.

  8. #8
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    Predefinito Dal "Commento sui salmi" di sant'Agostino

    Enarrationes in Psalmos, CXXX, 1‑2, in PL 37, 1704-1705.

    Santo è il tempio di Dio. che siete voi (1 Cor 3, 17). Sono tempio di Dio tutti quelli che crédono in Cristo, e credono per amarlo. Credere in Cristo significa infatti amarlo. Anche i demoni credevano, ma non amavano, perché dicevano: Che cosa abbiamo in comune con te, Figlio di Dio (Mt 8, 29)? Noi invece crediamo in maniera tale, da credere in lui amandolo; e non diciamo: Che cosa abbiamo in comune con te, Figlio di Dio (Mt 8, 29)? Ma Piuttosto: "t'apparteniamo, tu ci hai redenti". Tutti quelli che credono cosi, sono come pietre vive, con le quali è edificato il tèmpio di Dio; sono come quel legno immarcescibile con cui fu costruita l'arca che non poté èssere sommersa dal diluvio. Il vero tempio di Dio è l'uomo. Qui il Signore riceve le preghiere e le esaudisce. Chiunque prega fuori dei tempio di Dio, non potrà ottenere la pace della Gerusalemme celeste, anche se talvolta Dio gli concederà beni materiali.

    Solo chi prega nel tempio di Dio, è esaudito per la vita eterna; ora, prega nel tempio di Dio chi prega nella pace della Chiesa, nell'unità del Corpo di Cristo, costituito dalla moltitudine dei credenti sparsi in tutto il mondo. Chi prega all'interno di questo tempio in spirito e verità, è esaudito, perché prega in questa pace della Chiesa, che è il vero tempio e di cui quello di Gerusalemme era soltanto prefigurazione. Il Signore scacciò dal tempio tutti coloro che cercavano il proprio interesse, cioè vi andavano per vendere e per comperare. E' ovvio, dunque, che anche nel Corpo di Cristo, vero tempio di cui quello era solo figura, si trova frammista gente che vende e che compra, ossia che fa i propri interessi e non quelli di Gesù Cristo. Gli uomini sono travolti dai loro peccati; il Signore, perciò, fece un flagello di corde, simbolo del peccato, e scacciò dal tempio coloro che facevano i propri affari e non si interessavano di Gesù Cristo. Di questo tempio parla il salmo centotrenta. Ripeto che qui, e non nel tempio materiale, si prega Dio, il quale esaudisce in spirito e verità. In quello antico era adombrato ciò che doveva accadere: infatti esso è ormai caduto in rovina. E' forse stata distrutta anche la casa della nostra orazione? Non sia mai! Quel tempio che ora non è più, non si poté chiamare casa di orazione, di cui era stato detto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli (Is 56, 7). Avete infatti udito ciò che disse il Signore Gesù: Sta scritto: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti; voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri (Mc 11, 17)! Gli uomini che trasformarono la casa di Dio in una spelonca di ladri non furono loro la causa della distruzione del tempio. Cosi quelli che vivono malamente nella Chiesa cattolica e cercano di trasformare la casa di Dio in un covo di briganti, non per questo distruggono il tempio.

    Verrà giorno in cui la corda del peccato sarà la frusta che getterà fuori tutti quelli che fanno male alla Chiesa. Quanto a questa comunità di fedeli, tempio di Dio e Corpo di Cristo, essa ha una sola voce e canta i salmi come un solo uomo. Abbiamo già udita questa voce di Cristo in molti salmi; ascoltiamola anche ora e, se vogliamo, questa è voce nostra. Se vogliamo, con l'orècchio ascoltiamo colui che canta e noi cantiamo col cuore. Se invece noi non vogliamo, saremo come i mercanti in quel tempio; assomiglieremo cioè a gente che cerca il proprio interesse. In questo modo noi entriamo, si, nella Chiesa, ma non per fare ciò che è gradito a Dio. Ciascuno perciò esamini il suo modo di ascoltare. Prestiamo attenzione per poi deridere quanto abbiamo udito all'interno dei tempio divino? Oppure ascoltiamo ma subito trascuriamo questa voce di Cristo? 0 invece cerchiamo di accordarci con essa, di riconoscervi la nostra propria voce e di unire la voce del nostro cuore alla voce del salmo?

  9. #9
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    Predefinito

    Da dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1259-1260

    9 NOVEMBRE

    DEDICAZIONE DELLA BASILICA
    DEL SS. SALVATORE

    La dedicazione nel IV secolo.


    Nel IV secolo dell'era nostra con la fine delle persecuzioni, il mondo ebbe l'impressione di pregustare la gioia dell'ingresso nella città della pace senza fine, e il contemporaneo Eusebio, all'inizio del decimo e ultimo libro della sua Storia, esclama: "Gloria all'Onnipotente, gloria al Redentore delle anime nostre". Egli va descrivendo da teste oculare l'ammirabile spettacolo delle dedicazioni delle nuove chiese sorte dappertutto. Di città in città si radunavano i vescovi e si raccoglievano le folle. Da popolo a popolo una benevolenza di mutua carità, di fede comune, di raccolta allegrezza armonizzava i cuori e l'unità del corpo di Cristo si rendeva evidente in una moltitudine animata dal soffio dello Spirito Santo, in cui si compivano le antiche profezie annunzianti una città vivente del Dio vivente in cui ogni sesso e ogni età avrebbe esaltato l'autore di tutti i beni. Come apparvero augusti allora i riti della Chiesa! La perfezione accurata che vi spiegavano i Pontefici, lo slancio della salmodia, le ispirate letture, la celebrazione dei Misteri formavano un insieme divino.

    La basilica del Laterano.

    Il 9 novembre del 324 fu il giorno natalizio o Dedicazione della Basilica del Laterano, della quale l'imperatore Costantino aveva ordinato la costruzione nel 315. Papa Silvestro la dedicò al Salvatore la cui immagine, presentata ai fedeli, dopo i secoli delle persecuzioni, parve una apparizione divina. I Papi fissarono la residenza nel palazzo vicino alla Basilica, che fu perciò la loro cattedrale, e sorse così "la madre e il capo di tutte le Chiese e città del mondo". Due incendi sopravvenuti nel secolo XIV e l'abbandono subito in conseguenza dell'esilio di Avignone resero necessaria una ricostruzione quasi per intero, terminata la quale, la Basilica fu riconsacrata e dedicata ai santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista.

    La festa di oggi.

    Se festeggiamo la Dedicazione delle nostre chiese particolari e delle nostre cattedrali con gioia e fierezza, è cosa normale e doverosa che festeggiamo nel mondo intero la Dedicazione della "Chiesa madre", della cattedrale del Papa. Oggi ancora in quella chiesa i Papi prendono possesso ufficiale del loro alto ufficio, in quella chiesa dal IV secolo si compiono le grandi funzioni della benedizione degli Olii Santi nel Giovedì Santo e la benedizione del Fonte nella Veglia Pasquale e in quella chiesa, nel corso dei secoli, furono battezzati a migliaia i catecumeni, ordinati a migliaia i sacerdoti appartenenti a tutte le diocesi del mondo. In quella chiesa si venera ancora l'antica immagine del Salvatore e milioni di fedeli, nel corso delle visite giubilari, l'hanno venerata e ammirata, chiedendo il perdono dei peccati.

    Leviamo a Cristo le acclamazioni che si leggono nel mosaico dell'abside: ti attendiamo, Salvatore e Signore, Gesù Crsito. Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivente. Tu sei il nostro Maestro, o Cristo!

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    Lightbulb Re: 9 novembre - dedicazione della basilica lateranense

    9 novembre 2016 - Dedicazione della Basilica del SS. Salvatore (Basilica Lateranense)...





    Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...








    Dedicazione Arcibasilica del Laterano - Sodalitium
    “9 novembre, Dedicazione dell’Arcibasilica del santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano, madre e capo di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe.
    “Il 9 novembre del 324 fu il giorno natalizio o Dedicazione della Basilica del Laterano, della quale l’imperatore Costantino aveva ordinato la costruzione nel 315. Papa Silvestro la dedicò al Salvatore la cui immagine, presentata ai fedeli, dopo i secoli delle persecuzioni, parve una apparizione divina. I Papi fissarono la residenza nel palazzo vicino alla Basilica, che fu perciò la loro cattedrale, e sorse così “la madre e il capo di tutte le Chiese e città del mondo … Oggi ancora in quella chiesa i Papi prendono possesso ufficiale del loro alto ufficio, in quella chiesa dal IV secolo si compiono le grandi funzioni della benedizione degli Olii Santi nel Giovedì Santo e la benedizione del Fonte nella Veglia Pasquale … Leviamo a Cristo le acclamazioni che si leggono nel mosaico dell’abside: ti attendiamo, Salvatore e Signore, Gesù Cristo. Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Tu sei il nostro Maestro, o Cristo!” (dom Prosper Guéranger).”












    Radio Spada

    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice Edizioni Radio Spada - Home"

    "9 NOVEMBRE: DEDICAZIONE DELLA BASILICA DEL SS. SALVATORE."







    “9 NOVEMBRE 2016: COMMEMORAZIONE DI SAN TEODORO, MARTIRE”







    “Il 9 novembre 1032 muore Papa Giovanni XIX (o XX) dei Conti di Tuscolo, Sommo Pontefice”











    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica ventiquattresima e ultima dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-9nov.htm
    9 NOVEMBRE: DEDICAZIONE DELLA BASILICA DEL SS. SALVATORE.
    La dedicazione nel IV secolo.
    Nel IV secolo dell'era nostra con la fine delle persecuzioni, il mondo ebbe l'impressione di pregustare la gioia dell'ingresso nella città della pace senza fine, e il contemporaneo Eusebio, all'inizio del decimo e ultimo libro della sua Storia, esclama: "Gloria all'Onnipotente, gloria al Redentore delle anime nostre". Egli va descrivendo da teste oculare l'ammirabile spettacolo delle dedicazioni delle nuove chiese sorte dappertutto. Di città in città si radunavano i vescovi e si raccoglievano le folle. Da popolo a popolo una benevolenza di mutua carità, di fede comune, di raccolta allegrezza armonizzava i cuori e l'unità del corpo di Cristo si rendeva evidente in una moltitudine animata dal soffio dello Spirito Santo, in cui si compivano le antiche profezie annunzianti una città vivente del Dio vivente in cui ogni sesso e ogni età avrebbe esaltato l'autore di tutti i beni. Come apparvero augusti allora i riti della Chiesa! La perfezione accurata che vi spiegavano i Pontefici, lo slancio della salmodia, le ispirate letture, la celebrazione dei Misteri formavano un insieme divino.
    La basilica del Laterano.
    Il 9 novembre del 324 fu il giorno natalizio o Dedicazione della Basilica del Laterano, della quale l'imperatore Costantino aveva ordinato la costruzione nel 315. Papa Silvestro la dedicò al Salvatore la cui immagine, presentata ai fedeli, dopo i secoli delle persecuzioni, parve una apparizione divina. I Papi fissarono la residenza nel palazzo vicino alla Basilica, che fu perciò la loro cattedrale, e sorse così "la madre e il capo di tutte le Chiese e città del mondo". Due incendi sopravvenuti nel secolo XIV e l'abbandono subito in conseguenza dell'esilio di Avignone resero necessaria una ricostruzione quasi per intero, terminata la quale, la Basilica fu riconsacrata e dedicata ai santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista.
    La festa di oggi.
    Se festeggiamo la Dedicazione delle nostre chiese particolari e delle nostre cattedrali con gioia e fierezza, è cosa normale e doverosa che festeggiamo nel mondo intero la Dedicazione della "Chiesa madre", della cattedrale del Papa. Oggi ancora in quella chiesa i Papi prendono possesso ufficiale del loro alto ufficio, in quella chiesa dal IV secolo si compiono le grandi funzioni della benedizione degli Olii Santi nel Giovedì Santo e la benedizione del Fonte nella Veglia Pasquale e in quella chiesa, nel corso dei secoli, furono battezzati a migliaia i catecumeni, ordinati a migliaia i sacerdoti appartenenti a tutte le diocesi del mondo. In quella chiesa si venera ancora l'antica immagine del Salvatore e milioni di fedeli, nel corso delle visite giubilari, l'hanno venerata e ammirata, chiedendo il perdono dei peccati.
    Leviamo a Cristo le acclamazioni che si leggono nel mosaico dell'abside: ti attendiamo, Salvatore e Signore, Gesù Cristo. Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Tu sei il nostro Maestro, o Cristo!
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1259-1260.”


    Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di san Teodoro, Martire
    “9 NOVEMBRE: COMMEMORAZIONE DI SAN TEODORO, MARTIRE
    Ricordiamo oggi uno dei santi più celebri e più venerati dell'antico Oriente. Se crediamo alla leggenda, san Teodoro era un soldato e morì martire, arso vivo, per difendere la fede. Le sue reliquie erano venerate a Euchaita dove folle di fedeli andavano ogni anno in pellegrinaggio e le madri impetravano la salute per i loro bambini ammalati. San Gregorio Nisseno recitò un panegirico in suo onore e Roma dedicò a lui tre chiese.
    Preghiera: "O Dio, che ci circondi di una difesa con la testimonianza del beato Teodoro martire concedici di profittare dei suoi esempi e di essere sostenuti dalla sua preghiera".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1261.”












    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore

    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Amen.
    Eterno Padre, intendo onorare san Teodoro Martire, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo Santo Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Teodoro Martire possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr














    https://forum.termometropolitico.it/...a-martire.html

    https://forum.termometropolitico.it/...-laterano.html
    Dedicazione Basilica san Giovanni in Laterano
    Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. In questo giorno in cui celebriamo la festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, Cattedrale di Roma, vi invito cari Fratelli e Sorelle, ad unirvi a tutta la Chiesa nel rivolgere a Cristo Salvatore, Redentore dell’uomo e della storia, un’ardente preghiera perché l’umanità accolga il dono della sua liberazione e della sua salvezza.”

    9 novembre - Dedicazione della Basilica del SS. Salvatore (Basilica Lateranense)
    https://forum.termometropolitico.it/...teranense.html
    9 novembre - dedicazione della basilica lateranense
    https://forum.termometropolitico.it/...teranense.html
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post15915287
    9 novembre - Dedicazione della Basilica del SS. Salvatore (Basilica Lateranense)







    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 
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