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Discussione: Peres-ONU

  1. #1
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    Predefinito Peres-ONU

    La cosa interessante, in tutto ciò, è che a chiedere l'espulsione della Repubblica Islamica dell'Iran dall'ONU sia proprio quel criminale assetato di sangue di nome Peres, che nel 1995 fece bombardare consapevolmente un rifugio dell'ONU in Libano, nella città di Qana, uccidendo più di 100 donne e bambini lì rifugiati...

  2. #2
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    Predefinito

    Volevo riportarla io la notizia,mi hai preceduto.
    Peres e' il peggiore dei criminali,peggio pure di Sharon in quanto il primo si atteggia a moderato e addirittura uomo di pace,se viene considerato uomo di pace uno che fa bombardare un campo profughi...
    che mondo triste.

  3. #3
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  4. #4
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    Predefinito

    domanda per peres: quante risoluzioni onu non ha rispettato israele? e se dovessimo applicare per israele lo stesso metro che lui auspica per l'Iran quante volte israele sarebbe stata cacciata?
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  5. #5
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    Predefinito

    Qana

    IL 18 APRILE 1996, PROIETTILI DA 155 mm DONATI AD ISRAELE DAGLI STATI UNITI FURONO SPARATI SU UOMINI, DONNE E BAMBINI DISARMATI, RIPARATI IN UN RIFUGIO DELLE NAZIONI UNITE PER SCAMPARE AI BOMBARDAMENTI DA CIELO, TERRA E MARE CHE ISRAELE RIVERSAVA SUI LORO VILLAGGI E CITTA'. 102 CIVILI ARABI FURONO FATTI A PEZZI. IL MASSACRO DI QANA, COME QUELLI DI SABRA E SHATILA E DI DEYR YASSIN, PASSERA' ALLA STORIA COME UNO DEGLI ATTI PIU' BRUTALI PERPETRATI DA ISRAELE.

    Il seguente e' uno dei migliori articoli apparsi sulla stampa internazionale all'indomani dell'orribile massacro.

    Aereo da ricognizione avvistato sul Rifugio delle Nazioni Unite

    Di ROBERT FISK

    THE INDEPENDENT - 5/6/96

    Qana: e' la videocassetta registrata da un soldato - come fosse l'ultimo ricordo di un incidente nel Libano del sud da riportare a casa dopo sei mesi trascorsi nel paese come membro delle Nazioni Unite.

    A dire il vero, quando la telecamera comincia a registrare il bombardamento israeliano sulla base delle Nazioni Unite a Qana, gli altri soldati che appaiono nel film, molti dei quali norvegesi della Riserva di Forza Mobile di fronte a Qana, sembrano incoscienti delle sue implicazioni.

    Un soldato racconta una barzelletta, un altro guarda nell'occhio della telecamera che registra le nuvole di fumo che oscurano Qana. La telecamera indugia attraverso il filo spinato mentre altre nubi di fumo marrone si levano dalla bianca palazzina, quartier generale del battaglione fijiano delle Nazioni Unite.

    Si vedono ufficiali delle N.U. ai loro posti di osservazione che fissano Qana mentre la pioggia di bombe israeliane cade addosso ai loro colleghi ed ai rifugiati indifesi al di la' della valle. Un gruppo di soldati norvegesi discute con eccitazione e la telecamera, essendosi il suo proprietario accorto che qualcosa di estremamente grave era accaduto, si muove in direzione di Qana usando uno zoom che riempie la videocassetta di fumo denso.

    Dopo poco, la colonna sonora torna ad essere il familiare ronzio dei radiocomandi israeliani, prova finale ed inconfutabile che le smentite israeliane successive erano false - a meno che non abbiano cambiato la loro versione dei fatti la scorsa notte.

    I profughi e gli ufficiali delle N.U. hanno tutti raccontato di aver sentito gli aerei bombardieri di ricognizione prima e durante l'attacco alla base delle N.U.

    Ma qui vi era la prova, in colori vivi: immagini distinte del piccolo aereo israeliano che sorvola Qana, l'aereoplano che gli israeliani - per due settimane - hanno negato che fosse li'.

    Uno dei soldati delle N.U. che aveva assistito alla registrazione della videocassetta dice che ne' lui ne' I suoi colleghi avevano realizzato, in quei primi secondi, cosa stesse avvenendo a Qana. "Sappiamo che gli israeliani sono perfetti nell'accuratezza. Il giorno precedente, quando furono sparati dei Katyusha ad alcune miglia da li', vedemmo il fuoco di ritorno degli israeliani cadere con precisione esatta nel punto da cui erano partiti I razzi. Ci sentivamo tranquilli, a causa di questa precisione, e non entravamo mai all'interno dell'edificio, quando cominciavano a cadere le bombe. Essi sapevano che noi eravamo li' e non ci hanno mai colpito. Gli israeliani sapevano quello che stavano facendo, cosicche', quando vedemmo Qana, nessuno di noi credette alla tesi dell'incidente. Si, gli israeliani sapevano quello che facevano. A cosa serviva, secondo voi, il radiocomando?".

    Un ufficiale delle N.U. di un paese membro della NATO che vide la cassetta - una copia della quale e' stata data all'Independent - prima che essa fosse data all' investigatore delle N.U. Generale Frank Van Kappen, fu ancora piu' toccante. "Se il rapporto delle N.U. sara' "attenuato" per compiacere gli israeliani e gli americani, come potranno le Nazioni Unite ancora sopravvivere a tutto cio'? Come possiamo noi, che siamo qui sul campo, passare sopra a questo eccidio di massa con una coscienza pulita? Io e molti altri abbiamo rischiato la vita sotto I continui bombardamenti israeliani. Abbiamo ascoltato le loro bugie e l'arroganza delle loro spiegazioni. Loro ci incolpano di aver permesso a degli Hezbollah disarmati di visitare le loro famiglie nella nostra base. Ma, nel 1984, quando dei soldati israeliani caddero in un' imboscata presso la nostra base, noi li lasciammo entrare e li proteggemmo. Naturalmente, questo gli israeliani non lo ricordano. Ma se anche questo significasse la fine della mia carriera militare, non diro' mai che si e' trattato di un incidente. Gli israeliani sapevano che stavano sparando a degli innocenti".

    Le N.U. hanno notato che anche un ufficiale israeliano sta facendo in modo che la sua carriera militare rimanga senza macchia. Perche', nonostante il primo ministro israeliano Shimon Peres abbia negato di sapere che alla base delle N.U. di Qana avessero preso rifugio 800 civili, il General Maggiore Moshe Yaalon, comandante militare dei servizi segreti, lo stesso giorno del massacro affermo' che Israele sapeva della presenza dei civili a Qana e che, tuttavia, il Comando Nord dell'Esercito israeliano, guidato dal generale Amiram Levine - gia' "rimproverato" per il fuoco d'artiglieria sul villaggio di Shaqra e l'uccisione di una giovane donna libanese, l'anno scorso - aveva deciso di ignorare le informazioni dell'intelligence.

    "Yaalon sente puzza di bruciato e vuole tenersene fuori", dice un soldato europeo delle N.U. "L'investigazione portata avanti da Dan Harel (comandante del Corpo d'Artiglieria israeliano) e' stata frettolosa. Ha detto che hanno sparato ai Katyusha e che solo due scariche hanno colpito la base. E' una sciocchezza. Noi sappiamo che almeno 12 scariche hanno colpito la base, sette delle quali fornite di micce con fusi destinati ad esplodere a sette metri da terra, quindi designate ad uccidere un numero altissimo di persone con amputazioni mortali".

    Verso la fine della videocassetta che ha trasformato l'investigazione ufficiale delle N.U., l'orrore di Qana viene percepito dai soldati di guardia alle colline e dal militare cameraman amatoriale. Proprio appena dopo aver filmato il ronzio del radiocomando, punta la telecamera sul fuoco che infuria nel cuore del rifugio delle N.U., la sala delle conferenze del battaglione fijiano divenuto casa per centinaia di profughi libanesi.

    Le fiamme bruciano bianche e rosse al centro della struttura - nel sottofondo si sente ancora il ronzio del radiocomando dell'aereo - e dopo una coltre di fumo nero si alza dalla costruzione in cui centinaia di civili stanno bruciando vivi.
    Dalla videocassetta si sente ora la radio delle N.U. Una voce irlandese dice: "Il quartier generale del battaglione delle isole Fiji e' ancora sotto le bombe". Uno dei soldati delle N.U. che erano presso il cameraman, piu' tardi mi avrebbe detto che un collega, da un posto di osservazione ad un miglio di distanza da Qana, aveva sentito una sorta di "coro di lamenti". Un gruppo di fotografie del bombardamento, ottenuto anche questo dall'Independent, mostra che solo una bomba fu indirizzata all'esterno del rifugio - in direzione opposta al luogo di lancio dei Katyusha verso cui gli israeliani dichiararono di aver sparato.


    Le ultime sequenze della cassetta sono registrate mentre il cameraman ed I suoi colleghi della Riserva Forza Mobile delle N.U. - che comprendeva soldati irlandesi, norvegesi e fijiani - corrono su veicoli blindati in direzione di Qana, tra colonne di ambulanze. Nella confusione, un team medico getta a terra una barella vuota, vi pone un profugo ferito sopra e lo mette nell'ambulanza. La telecamera inquadra una collina da cui un elicottero bianco delle N.U. pieno di feriti si prepara ad alzarsi in volo. A terra, di fronte ad esso, sta in piedi una donna libanese ferita, la testa fasciata da una benda rossastra, mentre tiene per mano due bimbi piccolissimi.

    Mentre le eliche rotanti fendono l'aria al di sopra di essi, il pilota italiano scende dall'elicottero, li allontana muovendo le braccia avanti e indietro, ed ordina loro di stare lontani dall'elicottero.

    Desolata, la donna, chiusa in un abito blu, mezza faccia avvolta nelle bende, si allontana con I due bimbi dalla collina, accompagnata da due stravolti soldati delle isole Fiji.




    traduzione a cura di www.arabcomint.com

 

 

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