Celentano, un paradosso all’italiana
di Davide Giacalone
Ancora una volta Michele Santoro rende un utile servizio agli italiani. E noi non siamo degli ingrati.
Sarebbe fargli un torto, e non lo merita, il credere che le sue dimissioni da parlamentare europeo segnino l’abbandono della lotta politica.
No, quella è una passione ed una missione che lo brucia fin dagli anni in cui pose le basi della sua coerente battaglia inserendosi nelle fila del maoismo italiano, troppo distante ed affascinato per accorgersi del fatto che Mao era un carnefice pedofilo.
Il fuoco della politica non lo abbandonò quando giunse alla Rai con una raccomandazione del partito comunista (lo ricorda l’odierno consigliere d’amministrazione Sandro Curzi), e non era certo sopita negli anni in cui scoprì quel che i fascisti sapevano già da tempo, ovvero che nessun luogo è migliore della piazza per dar fiato alle trombe del forcaiolismo (il diritto, invece, è una sovrastruttura borghese).
La fama giunse più che meritata, e gli studiati primi piani servivano ad indagare la piega pensosa dell’uomo che sa, che guarda lontano, che si fa pagare bene, ma solo perché vale di più.
Si candidò al Parlamento Europeo, ove fu più che meritatamente eletto.
Con questo non perse il suo gesto imparziale, la sua valutazione equanime ed anzi, per evitare di essere troppo coinvolto nel giuoco politico, incassò gli emolumenti, si giovò dei collaboratori pagati ma al Parlamento presentò solo due interrogazioni.
Esempio preclaro di modestia che sposa l’efficacia.
Ora si dimette per andare da Celentano.
Può darsi che qualche suo elettore ne sia deluso, e può anche darsi che qualche altro gli faccia osservare che il Parlamento non è la cassa integrazione per primipianisti momentaneamente privi di telecamera, certuni potrebbero spingersi a considerare questo suo comportamento offensivo per le istituzioni.
Lui lo sa, ed affronta il rischio perché consapevole del più alto e nobile scopo di quest’ennesima lunga marcia: chiarire che la par condicio è una boiata pazzesca.
A me, che scrivo, il solo sentire “par condicio ” già mi fa star male, perché mi ricorda l’eloquio del peggiore Presidente della Repubblica, quello che siccome non ci stava non si poteva dire che prendeva i soldi dai servizi segreti.
Ma l’idea che Celentano debba andare in onda, pagato, senza che nessuno abbia il diritto (ed il dovere) di controllare quel che accadrà, mentre un eletto dal popolo si deve stare attenti a quanto parla e cosa dice, mi pare una di quelle monumentali cretinate che non possiamo, e qui volevo arrivare, che essere grati a Santoro, impareggiabilmente capace di renderlo chiaro a tutti.




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... non vedo come si possa attribuire fama cosi' gratuita ad un personaggio come Santoro che, secondo me, e' di uno squallore impressionante ... capace solo di indirizzare i suoi strali verso i suoi nemici del momento ... con istrionesca furbizia ... ma incapace di analisi politiche e inchieste giornalistiche serie ... non faziose ... D'altra parte anche costui e' uno dei tanti frutti che ci ha dato la Tv di Stato ... con l'attivita' spartitoria catto-comunista ... di tutti questi anni ... e di pere marce ... per far marcire tutte le altre ... nel barile ... basta che ce ne sia una manciata ... Le capacita' di Santoro poi ... si son viste al Parlamento Europeo ... dove il nostro personaggio ha brillato per simiglianza al "vuoto pneumatico" prodiano ... con l'aggravante dell'estraneita' ad ogni argomento in discussione ... e pensare che i bischeri sciolti della "sedicente" sinistra ... lo avevano votato in modo plebiscitario ... quasi ad incoronare la nullita' politica che li anima ... e le dimissioni non sono altro che una presa d'atto della propria vacuita' .... al pari di tutti quelli che hanno solo capacita' di criticare gli altri ... ma non sanno mai fare uno zero neppure con il buco del culo .... al pari di tutti quegli "sfascisti" che ormai albergano dappertutto dentro la sinistra massimalista e nazional-popolare .... Lo scandalo vero e' che il contratto "miliardario" di questo giornalista che riesce a coniugare il congiuntivo ... quasi come faccio io ... e cio' in modo pessimo ... sara' rinnovato ... magari proprio in concomitanza con le "politiche" del 2006 ... mentre tanti ragazzi in gamba, che molto potrebbero dare ad un serio giornalismo ... capaci di separare i fatti che accadono dalle proprie opinioni personali ... stanno con le mani in mano ... e non trovano dove accasarsi (e tra i bloggers ce ne sono centinaia) ... solo perche' non sono funzionali a nessuna chiesa politica ....
