Roma, 12 nov. (Apcom) - Un'Alitalia modello Iberia "forte nel mercato domestico e ben collegata con l'Est europeo, Estremo Oriente, America e Nord Africa". Questa l'azienda disegnata dal presidente e ad del vettore italiano, Giancarlo Cimoli all'indomani dell'aumento di capitale da 1 miliardo e del crollo in borsa del titolo cher ieri ha perso il 10%. Un'Alitalia che dunque - spiega Cimoli in un'intervista al Corriere della sera - rinuncia all'Europa. "E' un mercato molto difficile. O si hanno capacità di ridurre i costi o di deve poter disporre di condizioni "ambientali migliori"..
"Non possiamo diventare low cost, me nemmeno eguagliare Air France, Kim o Lufthansa", aggiunge l'ingnegnere che dichiara comunque di sentirso "tranquillo" dopo la bufera di ieri sul titolo. A quali investitori pensa dopo l'aumento di capitale? "Mi auguro che siano investitoti istituzionali e che nel mercato degli scambi siano numerosi. Di più non so immaginare".
Sul ruolo del governo il presidente dichiara di aver avuto dall'Esecutivo "un lasciapassare". "Quando arrivai alle Ferrovie chiesi di poterle gestire da imprenditore e mi fu concesso da Prodi, D'Alema, Ciampi e Amato. Lo stesso mi è stato garantito da questo governo in Alitalia, senza neppure averlo chiesto".




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